updated 9:18 AM UTC, Oct 16, 2018

Salvini sempre in trincea: attacca ancora l'Europa e sulla legittima difesa annuncia: "Lo Stato pagherà le spese legali di chi si difende e il ladro non verrà risarcito"

Nuovo attacco del ministro dell'Interno Matteo Salvini all'Europa. "L'Ue ha detto sì a manovre economiche che hanno impoverito e precarizzato l'Italia - ha detto arrivando al villaggio della Coldiretti a Roma - e quindi non mi alzo la mattina pensando al giudizio che del governo e dell'Italia hanno persone come Juncker e Moscovici, che hanno rovinato l'Europa e l'Italia". "Dicano quello che credono - ha proseguito -, noi andiamo avanti dritti e sereni". Quindi il leader leghista ha annunciato alcuni spunti della legge sulla legittima difesa e parlato del decreto sicurezza


"Un ladro ti entra in casa, in azienda o in negozio e tu ti difendi? Sarà tuo diritto farlo, senza finire sotto processo per anni e pagando di tasca tua". Parola di Matteo Salvini, che intervenendo al Circo Massimo a Roma per il Villaggio della Coldiretti, annuncia "alcuni spunti della Legge sulla legittima difesa".

"Lo Stato coprirà le eventuali spese legali di chi si è difeso e il delinquente (e i suoi parenti) non potranno chiedere neanche un euro di risarcimento - spiega il ministro dell'Interno -. Sono alcuni spunti della Legge sulla legittima difesa, che il 23 ottobre comincerà il suo percorso in Senato. Dalle parole ai fatti".

Il titolare del Viminale spende poi alcune parole per il decreto sicurezza: "Ho giurato sulla Costituzione - dice - da ministro rispetto leggi, trattati, convenzioni e ovviamente la Carta, però rappresento anche la voglia di sicurezza, di cambiamento di milioni di italiani e quindi i furbetti che sbarcano, spacciano e stuprano tornano a casa loro, trattati sì o trattati no''. "Questo è solo l'inizio di un percorso virtuoso per riportare serenità sulle nostre strade - aggiunge Salvini -. Sono convinto che il presidente della Repubblica sia pienamente d'accordo con questa impostazione''.

Quanto all'eventualità della fiducia in Parlamento su dl Sicurezza "spero proprio di no - sottolinea il ministro - perché ci sono proposte migliorative che ho già visto e sottoscriverò personalmente. Arrivano da sindaci e associazioni. Se il Parlamento ha voglia di lavorare seriamente migliorando questo testo, io sono felicissimo. Se qualcuno presenterà migliaia di emendamenti evidentemente non vuole migliorare il testo. Vado in Parlamento sereno per migliorare testo che porterà più sicurezza nelle città italiane''.

 

(Fonte: Adnkronos)

Pd alla resa dei conti: partito spaccato tra strane liste, numeri, accuse e provocazioni. Quanta forza ha ancora Matteo Renzi? La nostra intervista al consigliere lombardo Fabio Pizzul (VIDEO)

Scrive Democratica: E’ in un clima di grande tensione interna che si prepara la tanto attesa Direzione nazionale del Partito Democratico, in programma oggi alle 15 al Nazareno. L’intervista a ‘Che tempo che fa’ di Matteo Renzi, in cui l’ex segretario ha chiuso ad ogni ipotesi di governo con il Movimento Cinque Stelle e proposto invece un esecutivo “per fare le riforme” ha lasciato strascichi pesanti. Il primo a criticarne il metodo, più che il merito, è stato il reggente Maurizio Martina, arrivato ad evocare “il rischio estinzione” per il Pd e manifestando tutta la sua contrarietà: “Impossibile guidare un partito in queste condizioni”. Sul tema abbiamo intervistato il consigliere regionale lombardo, Fabio Pizzul - (VIDEO)


Pd, guerra dei numeri in direzione. Renzi: "Non usino pretesti per rompere". Scontro sul sito senzadime

A poche ore dalla Direzione del Pd è muro contro muro tra i renziani e l'area che si riconosce nella guida di Maurizio Martina. Uno scontro senza quartiere, con i contendenti impegnati a 'duellare' non più sul terreno di un governo con il M5s ma sulle dinamiche interne, sulla guida del partito e il mandato del reggente. Ad accendere le polveri è, nella mattinata di ieri, un documento ("la pace di Lodi") preparato da Lorenzo Guerini e offerto a tutto il partito: 3 punti per dire, in sostanza, no alle conte interne, no a un governo con M5S o Lega e sì a riscrivere con tutti i partiti le regole. Seppure nato con le migliori intenzioni ("è un appello a trovare l'unità", spiega il coordinatore) il documento viene letto dalla opposta sponda del Nazareno come un dito in un occhio: "Una conta per evitare la conta, mai visto", dice Andrea Orlando.

A gettare benzina sul fuoco, un sito (senzadime.it) che pubblica nomi e cognomi dei componenti della Direzione e la loro opzione sull'alleanza con il M5s: "Una lista di proscrizione", si indignano tutti i non renziani. "C'è qualcosa di profondo che non va", twitta Dario Franceschini. Intanto, le posizioni di irrigidiscono. Mentre i renziani fanno trapelare il successo del documento Guerini (77 deputati, 52 senatori e 123 componenti la Direzione, tra cui i capigruppo Marcucci e Delrio e ministri come Carlo Calenda), l'area che sostiene il reggente si compatta e replica: "E' pronto l'Odg da votare in Direzione sulla fiducia a Martina". Per i non renziani (una vasta area che mette insieme franceschiniani, orlandiani, governisti e altri) sono i no alla linea indicata dall'ex segretario a 'Che tempo che fa' ad avere la maggioranza in Direzione ed è per questo, per scongiurare una sconfitta, che è nato il documento Guerini.

A spingere sono i franceschiani e gli orlandiani. "Domani serve un voto, e chiarezza", dice Gianni Cuperlo. Quello sui numeri è "un bluff" dei non renziani, liquida intanto lo stesso Renzi parlando della faccenda con qualche senatore a palazzo Madama. Mettendoci il carico, i renziani fanno trapelare che la convocazione dell'Assemblea e l'avvio del percorso congressuale non è più rinviabile e dovrà essere deciso domani in Direzione: "Martina non è adatto a gestire questa fase". Pronti, a scanso di equivoci, candidati renziani alla segreteria come Guerini e Ettore Rosato e la data dell'Assembla, subito: a metà maggio. La tensione resta alta per tutta la giornata ma, intanto, pontieri come lo stesso Guerini e Graziano Delrio si erano da subito messi all'opera per una soluzione. Facendo leva, tra l'altro, sulle parole di Renzi al Senato: "Spero ci sia unità e che nessuno utilizzi pretesti per rompere".

L'ipotesi a cui si sta lavorando in queste ore è un Odg che richiami in parte il documento Guerini (il punto 3, quello più condiviso) e indichi una data per l'Assemblea. "Se il discorso di Martina domani (oggi, ndr.) in Direzione avesse toni condivisibili, si potrebbe chiudere così. Di fatto, anche senza esplicitarlo, sarebbe l'ok al reggente. Fino all'Assemblea. Come, del resto, si è sempre detto", spiega un big che sta lavorando alla mediazione. Per Franceschini, "l'unità si può costruire facilmente ma partendo da un voto esplicito di fiducia della Direzione al segretario reggente, atto minimo ma indispensabile per dargli la forza di gestire una fase così difficile, sino all’Assemblea o al Congresso, vedremo. E sono certo che Renzi, che ha a cuore come tutti noi l’unità del Pd, sarà il primo a votare la fiducia al suo ex vicesegretario". Fino a alle 15, c'è tempo per evitare un clamoroso 'showdown' del Pd. (Fonte: Adnkronos)

Dado al Tempo canta le buche di Roma: "Ormai ci entrano le Smart. Ma i 5 Stelle ti ridanno metà del conto del gommista" (VIDEO)

I romani cercano di ridere un po' su tutto e seppur tra mille imprecazioni ci provano anche sulle famigerate buche che fanno delle strade capitoline un enorme campo da golf. Così la vede il comico Dado ospite della redazione del Tempo, anche per pubblicizzare il suo spettacolo "L'impertinente" in scena in questi giorni fino al 18 marzo al teatro Tirso De Molina - (VIDEO)


Ha portato con sé la sua chitarra, la sua ironia e la sua creatività Dado nella gradita visita che ha fatto l’altro giorno alla redazione de Il Tempo in occasione della promozione del suo nuovo spettacolo dal titolo “L’impertinente” in scena in questi giorni e fino al 18 marzo al teatro Tirso De Molina. Scritto dallo stesso Dado con Riccardo Graziosi ed Emiliano Luccisano questo nuovo spettacolo vede l’istrionico comico romano raccontare con ironia una delle caratteristiche più marcate dell’individuo nella società moderna: l’impertinenza.  Tema  di estrema attualità affrontato nella sua visita in redazione: le buche a Roma, che Dado ci ha descritto in questo video con il suo consueto sarcasmo. Non sono mancate anche performance canore che il comico/musicista, accompagnato dalla sua inseparabile chitarra, ha dedicato a tutti i lettori de Il Tempo invitandoli a teatro. di Francesco Puglisi (iltempo.it)

Regione Lombardia, Fontana: "Come prima cosa amplierò la misura degli asili nido gratis. Polemiche Salvini-Maroni? La Lega non si dividerà mai"

Ai microfoni de ilComizio.it il candidato governatore del centrodestra. Oggi l'appuntamento con Stefano Parisi ed Energie per l'Italia, uscito dalla coalizione a livello nazionale, ma che fa parte dell'alleanza per le regionali. Dal coinvolgimento di tutte le categorie al cammino per l'autonomia, dalle schermaglie politiche alle misure per la futura amministrazione lombarda, ecco tutto quello che ha detto - (VIDEO)

Movimento 5 Stelle, la sindaca Raggi non si ricandida: "Sarà già un successo arrivare viva a fine mandato..."

"In base alla regola dei due mandati direi di no". Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha risposto a chi le chiedeva se alla fine del mandato (il suo secondo in Campidoglio dopo l'esperienza di consigliera di opposizione) intendesse ricandidarsi, sulla scia del 'caso' del sindaco M5S di Pomezia, Fabio Fucci, che ha espresso la volontà di ricandidarsi, contrariamente alla regola del limite dei due mandati. "Modificare le regole? La regola è chiara, ce la siamo data", ha sottolineato Raggi. "Se mi dispiace? Queste sono le regole che ci siamo dati, intanto - ha concluso - direi che arrivare viva alla fine di questo mandato sarà un grandissimo successo" - (VIDEO)

 
 
 

Movimento 5 Stelle, Di Battista si congeda dal Parlamento e attacca tutti: da Renzi a Gentiloni, da Napolitano a Salvini. E battibecca con la Boldrini

Il vulcanico "portavoce" grillino ha tenuto quello che dovrebbe essere il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Lo ha fatto a modo suo senza risparmiare nessuno. Agli avversari che lo deridevano ha replicato: "Vorrei ricordare che anche per molti di voi saranno gli ultimi giorni. E non per decisioni personali, ma per scelta del popolo italiano" - (VIDEO)


Alessandro Di Battista, popolarissimo esponente del Movimento 5 Stelle ha tenuto quello che, con ogni probabilità sarà il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Un discorso quello di "Dibba" tutto all'attacco. Eccone alcuni passaggi.

Il commiato al veleno: "Questo molto probabilmente sarà il mio ultimo discorso in Parlamento per questa legislatura. Vorrei ricordare che anche per molti di voi si tratta degli ultimi giorni in Parlamento: non per decisioni personali ma per un'unica decisione del popolo italiano, che non vi voterà più".

L'attacco alla classe politica: "Avete fallito in questi 5 anni. Avete provato a ostacolare un cambiamento: quello che voi definite ‘populismo’ ma che in realtà è solo voglia di cambiare le cose. Siamo passati dall'arroganza di Renzi all'irrilevanza di Gentiloni, ma non ce l’avete fatta nemmeno in questo caso, perché il Movimento 5 Stelle è più forte oggi del 2013".

Il Pd e Alfano: "Avete provato a fare una legge elettorale contro il M5S, l'unica forza politica che non fa le alleanze. Salvo vedere poi che siete voi a non riuscire a fare un’alleanza. Nessuno vuole andare più col Partito democratico, è incredibile: pure Alfano ha mollato il Pd. E' umiliante essere rifiutati da Alfano…".

Contro Salvini: "Si scaglia contro la legge Fornero e poi va a braccetto con Berlusconi e Meloni, che quella legge l’hanno votata. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a crescere: siamo la prima forza politica del Paese e se il popolo italiano lo vorrà riusciremo finalmente a prendere le redini del governo".

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