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updated 8:57 AM UTC, Aug 19, 2018

Taglio dei Vitalizi, Fico in un messaggio su Facebook parla di un risparmio pari a circa 200 Milioni di Euro (VIDEO)

Presentata la delibera sul taglio ai vitalizi e subito si alzano alte le barricate di chi non è d'accordo.


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Questo il post fatto Da Roberto Fico, - "La proposta che ho presentato prevede il ricalcolo secondo il metodo contributivo dell'attuale sistema di assegni erogati dalla Camera agli ex parlamentari. Parliamo di 1338 vitalizi che saranno tagliati: per la maggioranza dei casi dal 40 al 60%. 
Per costruire questa proposta abbiamo collaborato con Inps e Istat, in modo da definire il ricalcolo secondo il metodo contributivo nel modo più preciso: gli ex parlamentari riceveranno quanto hanno versato. In questo modo eliminiamo un’ingiustizia. Non solo, dal ricalcolo dei vitalizi potremo risparmiare circa 40 milioni di euro all'anno. Significa 200 milioni di euro a legislaturaCon la riunione di oggi la delibera è stata incardinata. Si procederà adesso all'esame da parte dei membri dell'ufficio di presidenza che potranno presentare proposte di modifica entro il prossimo 5 luglio. Poi si passerà alla votazione. Questo è un ulteriore passo per il superamento definitivo dei privilegi. Un lavoro che continueremo a portare avanti anche su altri temi qui a Montecitorio e su cui vi aggiornerò costantemente." (VIDEO)

Mentre gli ex parlamentari faranno una class action per dire no ai tagli dei vitalizi, anche all'interno del governo non vi sono pareri unanimi, la Casellati presidente di Palazzo Madama ha detto di avere dei seri dubbi sulla retroattività del provvedimento e questo in qualche modo possa incidere "sullo status di persone che possono avere un’età rilevante" e "si troveranno a prendere meno del reddito di cittadinanza."

Un pensiero di redazione: ma nessuno pensa allo "status" dei nostri pensionati? persone che devono combattere tutti i mesi per sopravvivere con poco più di 500 € al mese e hanno lavorato una vita intera... ma questo è un'altra "favola" che ancora attende un lieto fine.

 

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AVVOCATI RISPONDONO / Lavoro e casa: "Licenziamento disciplinare" - "Lavori straordinari in condominio"

"Avvocati rispondono", la trasmissione di pubblica utilità a cura della redazione de ilComizio.it in cui 2 avvocati professionisti del diritto, il giuslavorista Davide Pollastro e il civilista Carlo Bortolotti, rispondono alle domande dei telespettatori. In questa puntata si parla di "Licenziamento disciplinare"; cos'è, cosa significa e quali sono le norme che lo regolano e di "Lavori straordinari in condominio"; vediamo quali sono gli aspetti da conoscere per capire come funzionano.

Dieta vegana per i bambini? I pediatri dicono no: "Non è sufficiente, va integrata. Sconsigliata anche per le donne in gravidanza"

Claudio Maffeis, referente della La Società italiana di pediatria: "Se la quantità di energia e di proteine non è sufficiente, se i nutrienti non vengono forniti in quantità sufficiente vi possono essere vari potenziali problemi: sul sistema nervoso centrale, sull'accrescimento del piccolo e la possibilità di sviluppo di anemia, per questo altrettanto importante se si vuole seguire questo tipo di alimentazione è concordare tutto con il pediatra". Intanto il Tar di Bolzano respinge il ricorso di una famiglia che chiedeva di avere pasti vegani per la propria bimba all'asilo nido


L'alimentazione vegana non è di per sé sufficiente, richiede un'integrazione, per questo i genitori devono essere consapevoli che se vogliono sceglierla per i propri figli si pongono alcuni limiti. Niente diete fai da te o autoprescritte. A evidenziarlo è Claudio Maffeis, referente della Società italiana di pediatria, commentando il caso del ricorso respinto dal Tar di Bolzano di una famiglia che chiedeva di avere pasti vegani per la loro bimba al nido.

"Se la quantità di energia e di proteine non è sufficiente, se i nutrienti non vengono forniti in quantità sufficiente vi possono essere vari potenziali problemi: sul sistema nervoso centrale, sull'accrescimento del piccolo e la possibilità di sviluppo di anemia, per questo altrettanto importante se si vuole seguire questo tipo di alimentazione è concordare tutto con il pediatra", afferma Maffeis, dell'Università di Verona .

"L'alimentazione onnivora è quella proposta dalla Società italiana di Nutrizione umana come quella di riferimento - spiega ancora l'esperto - quella vegetariana può essere utilizzata (lattoovovegetariana) purché anche questa seguita bene, quella vegana resta sempre da integrare a tutte le età e comporta di seguire bene il bambino nel tempo e monitorarlo attentamente".

"Le diete vegetariane o vegane non sono adeguate nei bambini e nelle donne in gravidanza" è stata invece l'opinione espressa in occasione del congresso della Società italiana di Pediatria preventiva e sociale dal presidente Giuseppe di Mauro. In un position paper di Sipps, Federazione medici pediatri e Federazione italiana medicina perinatale si legge che "le diete vegetariane e vegane non possono essere raccomandate in età evolutiva". (Fonte: tgcom24)

Milano, quando le multe degli ausiliari della sosta Atm sono illegittime e non andrebbero pagate. L'avvocato Carlo Bortolotti fa chiarezza

Le contravvenzioni per divieto di sosta elevate dal personale dell'Atm (l'azienda dei trasporti di Milano) dovrebbero riguardare solamente le infrazioni nelle aree di loro competenza, ossia le cosiddette "strisce blu" e le zone di transito dei mezzi pubblici. Nella quotidianità meneghina però così non è, in quanto tale personale ausiliario è utilizzato anche per multare veicoli parcheggiati, sia pur impropriamente, sulle "strisce gialle" (riservate ai residenti di una specifica zona) e in aree con divieto di sosta. Molti non sono al corrente di questa irregolarità e pagano l'importo delle contravvenzioni. Coloro che, invece, ne sono consapevoli spesso presentano ricorso davanti al Giudice di Pace ottenendo l'annullamento delle contestazioni con tanto di condanna del Comune di Milano al pagamento delle spese legali. 

Una questione delicata quanto poco nota al grande pubblico, su cui l'avvocato Carlo Bortolotti ci aiuta a fare chiarezza, in attesa di una presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale - (VIDEO)

La delibera del condominio non ti piace? Che cosa si può fare e come. Lo spiega l'avvocato

Le decisioni prese nelle assemblee spesso non soddisfano o trovano apertamente in disaccordo alcuni proprietari di casa. Esiste quella che in termini legali è definita "impugnazione", ovvero la possibilità di far valere le proprie ragioni di dissenso in Tribunale. La questione necessita però di alcuni chiarimenti. La parola all'avvocato Carlo Bortolotti, civilista milanese esperto della materia condominiale


 
 
Impugnazione della delibera assembleare, cosa fare in concreto

Sono frequenti i casi nei quali uno o più condomini, sulla base di ragioni più o meno fondate, ritengono altamente negativa, e persino dannosa, una delibera assunta dall'assemblea del condominio, al punto da desiderarne ed invocarne la revoca o annullamento.
 
Che fare concretamente in questi casi?
 
In primo luogo, occorre sottolineare con molta chiarezza che non è possibile impugnare qualunque delibera assembleare, sul solo presupposto che prescriva qualcosa che risulti poco gradito o che incontri l'aperta ostilità di diversi condomini, poiché, molto semplicemente, è proprio a tal fine che esistono le norme circa l'approvazione delle delibere stesse per votazione comune; l'impugnazione della delibera, di contro, deve avere fondamento in una violazione di legge (anche circa l'iter formativo della delibera stessa e dell'assemblea votante), del regolamento del condominio o nella previsione o avallo di una situazione, di fatto o giuridica, manifestamente dannosa per il condominio o per gli interessi specifici di un condomino.
 
Possono impugnare la delibera i condomini dissenzienti o assenti all'assemblea, a patto che non abbiano conferito delega ad un soggetto che abbia votato a favore, o anche gli astenuti, nel termine perentorio di 30 giorni dalla delibera stessa per i dissenzienti o astenuti presenti e, per gli assenti, dal momento di ricevimento del verbale.
 
Ai fini della valida impugnazione e dell'interruzione dei relativi termini, non è affatto sufficiente una diffida, ancorché per raccomandata o pec: con l'introduzione della mediazione obbligatoria in materia condominiale, l'impugnazione deve essere proposta, prima, con tale mezzo e solo all'eventuale fallimento di tale procedura (che ha un'assai bassa percentuale di definizione, ad onor del vero), sarà possibile adire il Tribunale ordinario, avanti il quale, è bene ricordare, l'onere della prova della violazione di legge, regolamento o lesione grave d'interessi meritevoli di tutela, grava interamente sul condomino.

In ultimo, si rammenta che la delibera rimane valida ed operante anche in caso d'impugnazione proposta nei termini e, questo, sino a sentenza finale, a meno che, insieme all'impugnazione, non si alleghi un'apposita istanza di sospensione della delibera medesima per gravi motivi, inerenti il rischio di un danno irreparabile.

Avv. Carlo Bortolotti

 
 
STUDIO LEGALE BORTOLOTTI
 
C.so Buenos Aires, 45 - 20124 MILANO
tel. 02.39562104 - fax 02.45485345 
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