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updated 12:26 AM UTC, Jan 18, 2018

Lombardia Mobilità, una nuova società per muoversi in libertà sulle strade lombarde

Vedrà la luce il 15 gennaio "Lombardia Mobilità SPA",la newco formata da Regione Lombardia e Anas. 


Firmato a Palazzo Lombardia l'accordo tra Anas e Regione Lombardia che darà il via a una joint venture che avrà il compito di gestire oltre 2.200 Km di strade lombarde, per dare migliori servizi a chi oggi si vede costretto a tortuosi tragitti tra strade chiuse e cantieri aperti. Un Roberto Maroni molto soddisfatto per l'accordo raggiunto: "una decisione molto importante è stata presa perche' diamo concretamente il via alla creazione di una nuova rete di strade lombarde gestita direttamente da Anas e dalla Regione. Nasce un modello nuovo, che in qualche modo anticipa anche quanto stiamo discutendo con il Governo nella trattativa sull'autonomia a proposito di gestione delle infrastrutture e delle grandi reti. 'Lombardia Mobilita'', infatti, per la prima volta in una Regione, rappresenta un modello di integrazione fra
ha il compito di programmare, progettare e decidere cosa serve (la Regione) e chi deve gestire concretamente (Anas)". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, apre la Conferenza stampa di presentazione della societa' Lombardia Mobilita' Spa in attuazione del Protocollo sottoscritto il 10 marzo 2017 tra Regione Lombardia e Anas per la gestione unitaria della rete stradale prioritaria ricadente nel territorio della Regione Lombardia. 
L'INIZIO DI UN PERCORSO - "La firma di oggi" - ha sottolineato il governatore, - "rappresenta l'inizio di un percorso. Partiamo da qui con oltre 2.200 chilometri di strade e una dotazione di 60 milioni all'anno, di cui 30 da Regione Lombardia per la manutenzione delle strade regionali e 30 milioni da Anas per la manutenzione delle nuove strade statali". Il protocollo approvato il 10 Marzo, ha ricordato, con l'adesione delle Unione delle province lombarde, "parlava di 1.590 km di strade, ma dopo un ampio confronto con tutti i territori, la rete e' aumentata fino ad oltre 2.200 km". 
QUESTIONE PEDEMONTANA - Il percorso iniziato il 10 di marzo, si e' dovuto interrompere perche' il 28 di giugno e' stata presentata la richiesta di fallimento da parte della Procura della Repubblica nei confronti della societa' Pedemontana. Cio', ci ha obbligati ad uno stop, a interrompere le procedure complesse per arrivare alla definizione, ai trasferimenti, alle autorizzazioni a tutte le pratiche da svolgere alle conferenza Stato-Regioni, al Mit, per definire anche sotto l'aspetto patrimoniale, la
nuova rete della societa'. Questo perche' l'accordo comprende anche due tratte, le tangenziali di Como e Varese, che sono di proprieta' di Pedemontana e passeranno in gestione ad Anas. Cio', ci ha indotto per prudenza ad aspettare. Oggi possiamo dire con ragionevole certezza, che la richiesta di fallimento sara' respinta. Quindi possiamo riprendere tutte le operazioni che abbiamo dovuto interrompere dall'inizio di luglio".
GRANDE DETERMINAZIONE - Sul futuro di Pedemontana, ha sottolineato il presidente Lombardo, "la sentenza ci sara' con ogni probabilita' settimana prossima, io sono fiducioso. La Regione Lombardia ha investito molto, abbiamo presentato pure una lettera formale che credo servira' anche al Tribunale per respingere la richiesta di fallimento, perche' non fare la Pedemontana costerebbe piu' che farla. Siamo quindi determinatissimi a completare l'opera, recuperando questi sei mesi che abbiamo dovuto perdere. Il 4 dicembre infatti ho scritto una lettera al ministro Del Rio e al presidente della conferenza delle Regioni per far ripartire tutto l'iter". 
LE PROSSIME TAPPE - Le prossime tappe, ha illustrato Maroni, saranno: "entro il 15 gennaio 2018 l'adozione degli atti per la costituzione di Lombardia Mobilita' Spa; entro il 30 giugno 2018 l'avvio della gestione operativa. Quella che avevamo previsto partisse da gennaio, ma che ha subito un ritardo non imputabile a noi, ma solo al processo penale in corso nei confronti della societa' Pedemontana".
MANTENUTI TUTTI GLI IMPEGNI - Verranno, ha assicurato il presidente lombardo, "mantenuti tutti gli impegni scritti negli accordi. La rete entro giugno di quest'anno, verra' gestita dalla nuova societa', comprese le due tangenziali di Como e Varese".

 
 Nasce società 'Lombardia Mobilità' Lombardia × ultima ora × ultime notizie × pillole × primo piano evidenza × evidenza × video × Nuova gestione per le strade lombarde: la tangenziale Pedemontana verso la gratuità × Muoversi in Lombardia × Si chiamerà 'Lombardia Mobilità Spa', sarà compartecipata al 50% da Regione Lombardia e Anas e gestirà una nuova rete stradale regionale di 2200 chilometri, prevista già in un protocollo d'intesa firmato a marzo L'annuncio è stato dato a Palazzo Lombardia × Regione Lombardia e Anas hanno costituito Lombardia Mobilità, joint venture che gestirà oltre 2200 chilometri di strade lombarde La newco nascerà entro il 15 gennaio ed entro fine giugno avvierà la gestione della rete Decise anche le risorse da destinarvi × Roberto Maroni × anas × regione lombardia × strade lombarde × mobilità in Lombardia ×

 

Brunetta: "Lo ius soli è il Vinavil della sinistra. Se passa raccoglieremo le firme per referendum abrogativo"

Intervista al capogruppo di Forza Italia alla Camera: "Il governo non ha maggioranza al Senato per approvare Ius Soli e soprattutto non ce l’ha nel paese. Gentiloni vuole imporlo nei prossimi giorni come Vinavil della sinistra, giusto per far vedere che anche lui sa dire cose di sinistra. Indecente e inaccettabile: se ci sarà fiducia, il giorno dopo inizieremo raccolta firme per il referendum abrogativo" - (VIDEO)

"Il tradimento del capitale" secondo l'Ugl: parla il segretario generale

La nostra intervista a Francesco Paolo Capone a margine della conferenza programmatica organizzata a Milano dall'Unione generale del lavoro, il sindacato a forte vocazione "nazionale" nato nel 1950 come Cisnal. Ai microfoni de ilComizio.it una dettagliata analisi sull'attuale assetto economico e finanziario del nostro Paese, la condizione dei lavoratori, il quadro politico e l'Euro - (VIDEO)


“Il giudizio espresso oggi dall’agenzia di rating S&P sul Pil e sulla politica italiana dimostra quanto sia urgente da parte della politica riappropriarsi del suo ruolo e della sua supremazia sull’economia, ancora di più sulla finanza”.

Lo afferma Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, a margine della conferenza programmatica organizzata a Milano, intitolata ‘Il tradimento del Capitale’, commentando il rapporto di S&P sull’Eurozona in cui si sottolinea quanto il clima politico incerto possa incidere negativamente sulle aspettative di crescita.

“L’Ugl – sottolinea Capone – non ha mai lesinato critiche nei confronti degli ultimi governi più appoggiati dall’UE che votati dal popolo italiano, ma ce ne corre da qui ad accettare critiche e giudizi da parte di agenzie la cui imparzialità e capacità previsionale può e deve essere messa in discussione”.

“La verità – conclude Capone – è che l’Italia, e ancora di più l’Europa, ha bisogno più che mai di politica, ma di una buona politica che metta al primo posto l’interesse nazionale, la società e il lavoro, così da conquistarsi senza dubbio e senza strumentali ‘appoggi esterni’ i quali a tutto si interessano tranne che al bene supremo della Nazione”.

Anpi... margini di peggioramento. Ovvero il 25 aprile e la tristezza della polizia schierata al camposanto

Milano - Dopo giorni di pressioni da parte dell'associazione partigiani, ecco le disposizioni di questura e prefettura sulle commemorazioni dei caduti della "parte sbagliata": vietati assembramenti al Cimitero Maggiore, agenti mobilitati in forze e minacce di denunce per "apologia di fascismo". Cosa c'è dietro tutto questo livore da anni '70?


Se volete sparateci pure, si spera solo moralmente. Ma proprio non ci piace il teatrino che è stato messo in piedi a Milano in questi giorni attorno alla "festa della Liberazione".

Non ci piace che la Brigata Ebraica abbia bisogno della scorta e di un cordone di protezione per partecipare al corteo antifascista che partirà a Porta Venezia per arrivare in Piazza Duomo, in quanto l'incolumità dei suoi rappresentanti sarebbe messa in pericolo dall'astio di altri antifascisti.

Non ci piace nemmeno che l'Associazione nazionale partigiani italiani (composta in massima parte da gente che "non aveva l'età"), in compagnia dei più influenti centri sociali della città, per giorni abbia letteralmente stalkerato, pare con successo, questore e prefetto affinché fosse vietata quella che hanno definito la "parata nera" di Musocco.

Ora, spieghiamo. Un gruppetto di reduci della Repubblica sociale italiana (detta sbrigativamente "di Salò") è solito ritrovarsi, in quello che fu nel 1945 il giorno della loro definitiva sconfitta, per omaggiare un migliaio di caduti della loro parte sepolti al "Campo X" del Cimitero Maggiore. Si tratta di una Messa, di corone di fiori e di un rito militaresco con bandiere tricolori e gagliardetti di associazioni d'arma. Poco dopo negli ultimi anni era solitamente la volta dei militanti di due gruppi della destra radicale, CasaPound e Lealtà Azione, che non fanno mistero di rifarsi, pur con tutt'altre prospettive, all'esperienza storica del fascismo. Si raggruppavano all'ingresso del camposanto per raggiungere le tombe dei "loro" morti. Anche in quel caso deposizione di fiori e il "Presente!", questione di una decina di minuti.

Quest'anno tutto ciò subirà forti limitazioni per via delle misure che i responsabili dell'ordine pubblico hanno deciso a seguito delle pressioni di Anpi e compagni. Certa stampa sottolinea, quasi a malincuore, che non potrà essere impedito a singole persone l'entrata al cimitero.

Sia chiaro, chiunque ha il diritto di non gradire questo genere di iniziative e può perfino legittimamente disprezzarle. Ciò che ci pare importante mettere in luce però è la dimensione della questione, nel merito. Siamo di fronte a una giornata in cui tutte le autorità di questo Stato e la quasi totalità delle forze politiche e culturali celebrano quella che in sede storiografica è stata definita la "Liberazione" dal fascismo e dall'occupazione tedesca. Ogni anno il 25 aprile ci sono centinaia di migliaia di persone in piazza, si canta "Bella ciao", si sventolano le bandiere, per lo più di colore rosso; contestualmente si svolgono cerimonie pubbliche con le autorità, mentre giornali e tv ne fanno un argomento centrale e imprescindibile.

Ora, vorremmo capire.

Che cosa spostano un centinaio di persone che in un cimitero intendono ricordare collettivamente uomini che ritengono di dover onorare in quanto ne hanno raccolto, a torto o a ragione, l'eredità? Può considerarsi una manifestazione di "apologia di fascismo" una commemorazione di defunti in un luogo dove, appunto, giacciono coloro che, belli o brutti che fossero, hanno lasciato questo mondo? Cambieranno mai tali espressioni le pagine di intoccabili libri di storia o le verità affermate senza possibilità di replica dai formatori dell'opinione pubblica? Si alzerà forse un giorno qualcuno durante un solenne discorso del presidente della Repubblica per dire sulla Resistenza ciò che il ragionier Fantozzi osò affermare circa la corazzata Potempkin?

A parte l'ultima ipotesi, tutto il resto ci pare francamente improbabile. Ergo, allora perché tanto accanimento nell'invocare divieti polizieschi, peraltro ben poco rivoluzionari e anti-borghesi, per iniziative di esigui rappresentanti dell'odiata parte sconfitta?

Lungi dall'ipotizzare che si tratti di scarsa autostima, cerchiamo altre risposte. Ma non le cercheremo tra chi, dopo aver negato qualunque dignità a quello che un antifascista come Giampaolo Pansa ha definito il "sangue dei vinti", oggi si affanna per mettere a tacere qualunque voce diversa dalla propria, anche qualora questa si limitasse a una preghiera. 

Rimane la tristezza per un'Italia mai pacificata, costretta allo spettacolo stanco di chi non rinuncia a un odio ormai più sordo che cieco. Non ci si stupisca quindi se la stragrande maggioranza degli italiani quando pensa al 25 aprile guarda il calendario per vedere se può fare "il ponte". Quest'anno il 24 è lunedì: ottimo.

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