updated 4:27 PM UTC, Dec 13, 2017

Lombardia tra grandi opportunità e nuovi bisogni: i risultati della ricerca Eupolis. Cattaneo: "Servono nuove politiche di sostegno alla famiglia e di incentivo alla genitorialità"

Eupolis, l'Istituto di ricerca regionale, descrive un quadro socio-economico in chiaroscuro della Regione locomotiva d'Italia: ci sono più speranze rispetto ad altri territori ma al tempo stesso aumentano le preoccupazioni di insicurezza sociale. Ne ha parlato ai nostri microfoni il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo - (VIDEO)


I lombardi sono convinti che la nostra Regione sia un territorio dalle tante opportunità, che qui sono più accessibili rispetto alle altre realtà italiane. Tuttavia questa marcia in più costa e richiede maggiori sacrifici in termini anche di qualità della vita e i cittadini della nostra regione fanno sempre più fatica ad assumersi le proprie responsabilità e a fare passi importanti e significativi nel loro percorso di vita perché potenzialmente soggetti al rischio dell’insicurezza sociale. Uno stato a cui concorrono l’aumento della precarizzazione del lavoro, dalla preoccupazione per il futuro dei figli e il timore che si abbassi la qualità dei servizi, soprattutto in campo assistenziale e sanitario. 
E’ questa la fotografia sulla società lombarda scattata da Eupolis, l’Istituto di Ricerca regionale, che ha indagato per individuare le nuove esigenze e approfondire i bisogni che al momento vengono percepiti come insoddisfatti per portarli all’attenzione del policy maker regionale affinché si traducano in politiche attive. La ricerca è stata presentata oggi nel corso di un Seminario svoltosi a Palazzo Pirelli, al termine del quale c’è stata una conferenza stampa nel corso della quale il Presidente del Consiglio regionaleRaffaele Cattaneo, i Vice Presidenti Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) e Sara Valmaggi (PD) e il Consigliere Segretario Eugenio Casalino, hanno commentato i risultati scaturiti.

Questa ricerca evidenzia innanzitutto come l’80% dei cittadini lombardi vive bene, in famiglia, con relazioni stabili, in case di proprietà e con un lavoro proprio, ma c’è anche un quinto di lombardi che vive in condizioni di difficoltà e che denuncia un preoccupante timore di solitudine e abbandono –ha sottolineato il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo-. Non possiamo abbandonarli e fingere che non esistano, ma anzi dobbiamo indirizzare su di loro con più forza e convinzione le nostre politiche di sostegno. L’altro dato su cui riflettere –ha proseguito Cattaneo- è quello relativo crisi demografica che colpisce in modo significativo anche la Lombardia: abbiamo oggi 150 anziani ogni 100 giovani, si prevede che fra trent’anni ce ne saranno 250 ogni 100 giovani. Dobbiamo quindi pensare a nuove politiche di sostegno alla famiglia e che aiutino i giovani a fare figli –ha concluso il Presidente del Consiglio- perché oggi solo il 10% delle coppie dichiara di essere nelle condizioni di realizzare un progetto genitoriale concreto. E se non c’è la volontà concreta di fare figli, la nostra società non può avere futuro”. 
I nuovi bisogni sommati alle precarietà sempre più marcate e diffuse, prime fra tutte quelle del  lavoro e dei disagi sociali correlati, impongono  l’attuazione di politiche che siano in grado di dare risposte ma che la Lombardia in questa fase fatica a trovare –ha evidenziato il Vice Presidente Fabrizio Cecchetti-.  Se non rompiamo il circolo nefasto dei tagli lineari, partendo da Bruxelles per  scendere a Roma, il futuro sarà sempre più incerto.  L’autonomia che la Lombardia ha invocato e che i cittadini hanno richiesto con un referendum storico, è la strada. Il centralismo non paga più, fa solo danni, distrugge i legami fra i territori  e le classi sociali. I processi di cambiamento vanno governati e non calati dall’alto con logiche cattedratiche e professorali  che nulla poi hanno a che fare con la realtà che vivono i cittadini –ha concluso Cecchetti-. E questo vale anche per la sicurezza e l’integrazione perché la ricerca conferma il timore dei lombardi di perdere la propria identità”. 
“E’ importante che le politiche regionali sappiano cogliere al meglio le aspettative dei cittadini lombardi evidenziate nella ricerca, con particolare attenzione a quel 14% di giovani compresi tra i 18 e i 34 anni che non studia e non lavora –ha detto la Vice Presidente Sara Valmaggi-. Un numero significativo che deve interrogarci sulla necessità di trovare soluzioni adeguate e risposte capaci di dare maggiore fiducia e stabilità alle aspettative e alle prospettive di vita dei nostri giovani, che oggi fanno sempre più fatica a trovare un percorso di vita proprio, autonomo e soddisfacente”. La Vice Presidente Valmaggi ha quindi evidenziato come in termini di percezione esista ancora un gap di genere e come il timore della solitudine sia purtroppo in aumento.
Il fatto che solo il 37% dei lombardi utilizzi i mezzi pubblici ci deve far riflettere sulla qualità del nostro servizio di trasporto pubblico locale –ha detto il Consigliere SegretarioEugenio Casalinosoprattutto se rapportiamo questo dato con quello delle principali regioni e aree urbanizzate d’Europa. Altro dato di riflessione è quello sulla sicurezza e sulla relativa percezione, che evidenzia come il fenomeno della presenza delle mafie sul nostro territorio sia oggi avvertito come un pericolo ancora più grande rispetto a quello della microcriminalità. Trovo infine sorprendente che più dei due terzi dei lombardi esprime un giudizio positivo sulla qualità ambientale e dell’aria –ha concluso Casalino-: forse è sintomo che deve migliorare la campagna di informazione e sensibilizzazione su un problema che resta reale e di dimensioni significative”.

A introdurre i lavori in Sala Pirelli questa mattina è stata la Vice Presidente Sara Valmaggi, che ha poi lasciato spazio alla presentazione dei contenuti e dei risultati della ricerca da parte di Federica Ancona di Eupolis Lombardia e di Nicola Piepoli dell’Istituto Piepoli: sono quindi intervenuti i professori degli istituti universitari milanesi, Antonio Chiesi dell’Università degli Studi e Alessandro Rosina dell’Università Cattolica. A seguire una tavola rotonda che ha cercato di individuare “le priorità per la Lombardia di domani” a cui hanno partecipato i Consiglieri regionali Marco Tizzoni (Lista Maroni Presidente) ed Enrico Brambilla (PD), insieme a rappresentanti di Confindustria, diConfcooperative e del Forum del Terzo Settore lombardo. Al termine del dibattito, a tirare la conclusioni è stato il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo.

Lo studio di Eupolis si basa su rilevazioni compiute sulla popolazione lombarda giovanile e adulta e su approfondimenti qualitativi sviluppati tramite focus group articolati per territori. La ricerca  evidenzia come rispetto alle altre regioni italiane, la Lombardia ha mostrato più capacità di reazione dal basso alla crisi e presenta maggiori potenzialità di sviluppo E nell’immaginario collettivo continua a essere vista come territorio delle opportunità: lavoro, formazione, studio, arricchimento culturale, tempo libero, viaggi, sport e divertimento. In Lombardia tutto questo è considerato come più accessibile perché generato da un territorio “denso” e allineato come sviluppo alle forti regioni europee (con le quali sperimenta pressioni e cambiamenti comuni, tipici di una globalizzazione sempre più evidente). La marcia in più però costa: ed ecco il ritmo di vita più sostenuto, frenetico, impegnativo e sempre più caotico. Insomma, la Lombardia è  terra di opportunità ma è più “usurante”. La regione “dà di più” ma “chiede di più”. 

Un’organizzazione alla prova dei cambiamenti
La Lombardia è riconosciuta come Regione ben organizzata, dove le cose funzionano. Tuttavia aumenta la sensazione di quanti sono convinti che anche in Lombardia -per diversi motivi- sta diventando sempre più difficile  mantenere la qualità dei servizi e garantire la “buona organizzazione”.  
Gli intervistati percepiscono una trasformazione della società, con un crescente indebolimento di quelli che erano gli elementi del tessuto connettivo psico-sociale tipici proprio della società lombarda (pur nel suo dinamismo) dal secondo dopoguerra a oggi. Significativa è la richiesta di un potenziamento dei meccanismi di regolazione e controllo sociale. 
Sul tappeto c’è una più generale insicurezza sociale ed esistenziale, non solo legata ai risvolti più criminologici, ma come crescente preoccupazione per “quando saremo anziani” e per “il futuro dei nostri figli”.

La famiglia tiene, ma è senza figli 
Il tasso di fecondità in Lombardia (1,44) è superiore a quello nazionale (1,35), ma inferiore a diversi altri Paesi europei. Se i “propensi in generale” ad avere figli sono circa il 60% degli intervistati, è altrettanto vero che coloro che stanno attivamente cercando mettere alla luce un figlio sono solo il 10%: solo un cittadino lombardo su 10 tra coloro che sono nelle condizioni di poterlo fare. Avere un figlio è non solo fonte di una grande gioia, ma anche di una serie di sacrifici, forse ancora più che economici, di tempo di vita e di energie personali. Senza una valida rete familiare e sociale di supporto, avere e far crescere un figlio per la quasi totalità degli intervistati è oggi una vera e propria sfida. 
Lo studio di Eupolis evidenzia come otto lombardi su dieci dichiarano di vivere con la propria famiglia: sono solo due su dieci coloro che vivono da soli, pari a circa un milione e mezzo, e tra questi il 13% dichiara di non frequentare nemmeno persone della propria età, se non raramente. 
Il 15% della popolazione si occupa costantemente di un parente affetto da una malattia cronica o da disabilità e oltre il 50% di questi afferma di dedicare almeno due ore al giorno del proprio tempo per prestare loro assistenza. Esiste pertanto un quinto di persone o famiglie lombarde che vivono quotidianamente in presenza di problematiche di solitudine o di malattia cronica e di handicap, una percentuale che è in continua crescita. Emerge una richiesta elevata di servizi sanitari di prossimità, anche se le 7 visite all’anno dichiarate in media dai cittadini lombardi rappresentano un’offerta adeguata in grado di assicurare risposte soddisfacenti.

Giovani e lavoro, in aumento i Neet 
Nei giovani da 18 a 34 anni il 62% dichiara di lavorare, mentre il 14% non studia e non lavora (Neet). Si tratta della metà del valore medio nazionale, ma più alto della Germania e dei Paesi scandinavi. Tra i Neet, quasi la metà (6,8% del numero complessivo) afferma di non essersi nemmeno mai impegnato nella ricerca di un lavoro dopo la fine degli studi. 
Il volontariato e l’impegno politico interessano solo un’esigua minoranza della fascia giovanile lombarda, il primo indicato come principale attività dal 5%, il secondo dal 4%. Da rilevare anche il tasso di occupazione femminile: 57% contro una media UE al 64%.

Il rischio della perdita di identità
La società lombarda si autodescrive pertanto sempre di più come una società soggetta al rischio della solitudine e del crescente individualismo. Pur essendo abbastanza soddisfatti della propria vita sociale, gli intervistati percepiscono che è in atto una trasformazione della società, con un forte indebolimento di quelli che erano gli elementi del tessuto sociale tipici proprio della società lombarda dal secondo dopoguerra a oggi. 
L’insicurezza sociale ed esistenziale a sua volta viene rafforzata dalla percezione di un crescente “meticciamento culturale, dovuto all’intensità dei flussi migratori verso la nostra regione. Ci si interroga su come sarà possibile reggere sul lungo termine a questi continui arrivi e su quale tipo di identità culturale saremo in grado di sviluppare nei prossimi decenni. 
Nei focus group è stata sottolineata la necessità che la Regione colga questo bisogno di ritrovare sicurezza e identità e supporti la società lombarda ad evolvere verso un modello multi-culturale che nei fatti è inevitabile, ma che non deve necessariamente significare anche perdita di identità e smarrimento dei propri valori.

Il ruolo delle politiche regionali
Favorire l’incontro tra bisogno di sicurezza e desiderio di integrazione: i cittadini chiedono una maggiore presenza e un’azione più incisiva da parte delle forze dell’ordine anche a livello di articolazioni periferiche (Comuni e Regione), come il potenziamento dei servizi di telesorveglianza. 
Con particolare riferimento a specifiche iniziative future, i risultati dello studio di Eupolis evidenziano come le agevolazioni e l’integrazione tariffaria in relazione al trasporto pubblico possano avere ricadute positive sulla possibilità di riattivazione dei giovani che non studiano e non lavorano; la digitalizzazione, sia in relazione all’accesso ai servizi della PA, sia in relazione alla possibilità di lavoro a distanza, può a sua volta favorire la conciliazione tra lavoro e servizi di cura familiari con possibili ricadute positive anche in termini di scelte generative. 
Il sentimento collettivo registrato nei focus group è in conclusione quello di una Lombardia che rimane il “motore dell’Italia”: è opinione diffusa che la Lombardia abbia le risorse per affrontare i problemi del presente e proiettarsi verso le sfide del futuro. Per fare questo, però, è necessario che l’istituzione regionale comprenda fino in fondo il ruolo storico che il presente le assegna: quello di rappresentare il giusto punto di equilibrio fra la “grandezza” dello Stato centrale e la “scala ridotta” delle comunità locali, anche rendendosi più accessibile, comunicando di più e meglio, facilitando al cittadino la ricerca delle opportunità offerte dalla Regione stessa e dagli altri enti territoriali. In sostanza la Regione deve sempre più rivendicare e affermare il suo ruolo indispensabile e imprescindibile di “ente intermedio”.

Le sfide aperte
Nei focus group è stata sottolineata la necessità che la Regione colga il bisogno di ritrovare sicurezza e identità e supporti la società lombarda ad evolvere verso un modello multi-culturale che nei fatti è inevitabile, ma che non deve necessariamente significare anche perdita di identità e smarrimento dei propri valori. La principale sfida su cui porre attenzione è sul fronte dell’invecchiamento della popolazione: affiora l’esigenza di rivedere le categorie utilizzate fino ad ora nella definizione delle politiche sociali. Una volta infatti la soglia entro la quale si generalizzava l’età della vecchiaia erano i 65 anni: oltre quella età si entrava in una fascia che non faceva distinzioni. Ma è un’omogeneizzazione che oggi appare superata. Gli over 65 infatti sono classificati  come “senior smart”: soggetti che si trovano nella fascia di età tra 65 e 75 anni sono in una condizione pienamente adulta ma, rispetto al passato, rivendicano ancora un ruolo attivo e incisivo sullo sviluppo della società lombarda. 
Dove puntare l’attenzione? Un primo elenco deve sicuramente comprendere i seguenti campi: il potenziamento dei servizi sanitari, soprattutto della medicina di territorio, per far fronte anche alla domanda di socialità; interventi sui giovani affinché si superi la fase di precarizzazione del lavoro e al tempo stesso possano superare le difficoltà a costruire concretamente un percorso di vita; potenziare il trasporto pubblico locale e l’integrazione tariffaria;  avviare la digitalizzazione della PA; campagne di sensibilizzazione culturale per superare gli ostacoli della parità di genere; cura del territorio per preservarlo dall’eccessiva urbanizzazione; sviluppo di un’industria il più possibile “green”  e dunque potenziamento della mobilità leggera; favorire l’incontro tra bisogno di sicurezza e desiderio di immigrazione.

La disoccupazione è stabile, la precarietà anche: se va bene ti assumono, ma solo per un po'

I dati dell'Istat sul terzo trimestre del 2017 confermano una sostanziale stagnazione del mondo del lavoro e l'aumento dei contratti a tempo determinato. Nulla che autorizzi a credere in una crescita reale e feconda per gli italiani. Intanto ci distraggono con allarmi strani e priorità che non riguardano la maggioranza dei cittadini. E c'è chi si straccia le vesti per migranti e ius soli...


Il tasso di disoccupazione, rileva l'Istat, rimane stabile all'11,2% nel terzo trimestre 2017 rispetto al trimestre precedente e diminuisce di 0,4 punti in confronto a un anno prima. Nei dati di ottobre 2017, in termini congiunturali, i tassi di disoccupazione e di inattività 15-64 anni rimangono stabili.

Nel confronto tendenziale si accentua la riduzione degli inattivi di 15-64 anni (-300mila in un anno) e del corrispondente tasso di inattività (-0,6 punti). La diminuzione dell’indicatore è diffusa per territorio, riguarda entrambi i generi, di più gli over 50, e coinvolge soprattutto quanti vogliono lavorare (le forze di lavoro potenziali).

Le variazioni degli stock sottintendono cambiamenti nella condizione delle persone nel mercato del lavoro, misurati dai dati di flusso a distanza di dodici mesi. Nel complesso si assiste a un maggiore ingresso nell'occupazione dei disoccupati, soprattutto tra i giovani, di individui con elevato livello di istruzione, e tra i residenti nel Nord. Crescono anche le transizioni dallo stato di inattività verso la disoccupazione, soprattutto per le forze di lavoro potenziali; tra gli scoraggiati l'aumento delle transizione è anche verso l'occupazione.

Dal lato dell'offerta di lavoro, nel terzo trimestre del 2017 l'occupazione presenta una nuova crescita congiunturale (+79mila, 0,3%) dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti (+101mila, +0,6%), soltanto nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato. Continuano invece a calare gli indipendenti (-22mila, -0,4%). Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente arrivando al 58,1%. I dati mensili più recenti (ottobre 2017) mostrano, al netto della stagionalità, una sostanziale stabilità del numero di occupati rispetto a settembre.

Contrasto alle povertà, ecco il reddito di inclusione: come funziona e chi ne avrà diritto. A Milano ne beneficeranno 5mila famiglie

Presentato a Milano il Rei, il reddito di inclusione voluto dal governo che partirà dal 1° dicembre. Parlano il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il presidente dell'Inps, Tito Boeri, e l'assessore alle Politiche Sociali della Giunta Sala, Pierfrancesco Majorino - (VIDEO)


Dal 1° dicembre si potrà fare domanda per il Rei (Reddito di inclusione) voluto dal Governo come intervento strutturale di lotta alle povertà. Ieri a Milano il ministro del Lavoro e Politiche sociali, Giuliano Poletti insieme al presidente dell’Inps, Tito Boeri, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha presentato il provvedimento che avrà carattere nazionale e verrà erogato dal 1° gennaio 2018. A Milano si stima ne beneficeranno oltre 5.000 famiglie, un numero triplicato rispetto a quante sono state aiutate con il Sia, Sostegno di inclusione, che ha preceduto il Rei in forma sperimentale.

Il Rei, rivolto a nuclei con Isee fino a 6.000 euro, permetterà di rivolgersi a una platea più ampia di persone colpite dalla crisi, consentendo di agganciarle e inserirle in un progetto di attivazione sociale e lavorativa per migliorarne le condizioni di vita.

“In questi anni – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – abbiamo più volte sollecitato un intervento da parte del Governo affinché si introducesse una misura nazionale di contrasto alle povertà nel nostro Paese colpevole, in questo ambito, di un grave ritardo. Oggi con la introduzione del Rei – ha proseguito l’assessore – siamo di fronte a un fatto decisivo e cruciale anche per Milano, che in questi anni ha fatto da supporto utilizzando risorse proprie. In sei anni siamo passati da 18 a 38 milioni di euro impiegati per il sostegno al reddito di anziani, famiglie, persone con disabilità e adulti in povertà perché lasciati fuori dal mercato del lavoro. Con il Rei stimiamo di poter raggiungere circa 5.000 beneficiari. Questo non sarà però solo un contributo per uscire dalla difficoltà quotidiana ma soprattutto uno strumento per uscire dalla povertà stringendo con noi un patto per ritrovare l'autonomia. Non un ricatto sulla base di un contributo ricevuto, ma una alleanza per non averne più bisogno”.

Il Rei è una misura destinata alle famiglie con un Isee fino a 6.000 euro; l’importo varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare e dipende da eventuali altre prestazioni assistenziali e dalle altre risorse di cui il nucleo familiare dispone. Verrà erogato dal 1° gennaio 2018 e sostituirà il Sia (Sostegno per l'inclusione attiva) e l'AsdiI (Assegno di disoccupazione). Il Rei si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI); un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.

Il beneficio viene concesso per un periodo massimo di 18 mesi e se necessario potrà essere rinnovato per ulteriori 12 mesi.

Per accedere al Rei occorre avere un Isee in corso di validità e presentare presso il Comune di residenza le domande. Per i residenti nel Comune di Milano i moduli di domanda potranno essere ritirati e presentati presso i 148 CAF- centri di assistenza fiscale convenzionati.

Dal 1° dicembre i moduli saranno inoltre reperibili presso le sedi dei servizi sociali territoriali.

Il Comune di Milano ha messo a bilancio per il 2017 38,4 milioni di euro in contributi di sostegno al reddito così ripartiti:

Al sostegno al reddito e alle misure contro la povertà quest’anno il Comune ha destinato 38.467.650 di euro (più del doppio rispetto al 2011 quando a bilancio erano 18 milioni). Integrano il reddito di anziani, famiglie con minori e famiglie affidatarie; persone con disabilità; giovani coppie e adulti in difficoltà.

A questi contributi l’Amministrazione affianca l’erogazione delle Bebè Card – Reddito di Maternità destinata al sostegno delle famiglie (con Isee fino a 17.000 euro) dove è appena nato un bambino e il Baf (buono di assistenza familiare) per l’impiego di una assistente domiciliare (badante o baby-sitter) rivolto sempre a famiglie con un Isee fino a 17.000 euro.

Le periferie di Milano, tra disagio e insicurezza. Daniela Reho (Forza Italia) boccia la giunta: "Ma dove vivono Sala e la Rozza?"

Daniela Reho, esponente di Forza Italia, già consigliera di Zona 8 a Milano, critica le politiche della giunta Sala per la sicurezza nelle periferie della città, accusando lo stesso sindaco e l'assessore Carmela Rozza di non avere la percezione di quale sia la reale condizione dei quartieri più decentrati. La nostra intervista - (VIDEO)

Novak Djokovic, un ricco cuore serbo: aprirà in patria un ristorante gratuito per i poveri

L'ex campione del mondo è diventato nel 2015 il primo tennista a guadagnare più di 20 milioni di dollari di montepremi in una sola stagione e ora sente il bisogno di donare un po' della fortuna che ha ricevuto: "Il denaro non è un problema per me. Ho guadagnato abbastanza per sfamare tutta la Serbia, penso che meritino questo dopo tutto il sostegno che mi stanno dando"


Risultati immagini per djokovic serbia

Un ristorante per offrire pasti gratuiti alle persone bisognose. E’ quello che aprirà presto Novak Djokovic nella sua Serbia, come riportano i media britannici. Sarà dunque il terzo ristorante del 30enne ex numero uno del mondo, dopo quello inaugurato nel 2009 a Belgrado chiamato 'Novak' (vicino al palazzo dello sport) e un altro – vegano, col nome di ‘Equita’ - aperto nel 2016 a Montecarlo, dove vive con la sua famiglia.

La notizia è stata confermata con un comunicato dallo stesso Djokovic, diventato nel 2015 il primo tennista nella storia a guadagnare più di 20 milioni di dollari di montepremi in una sola stagione. "Il denaro non è un problema per me. Ho guadagnato abbastanza per sfamare tutta la Serbia, penso che meritino questo dopo tutto il sostegno che mi stanno dando", le parole di Djokovic.

Al momento non è ancora chiaro se le persone dovranno dimostrare di avere un reddito basso e non sufficiente per seguire un'alimentazione adeguata o se l'ingresso sarà aperto a tutti. Quel che è certo è che il ristorante sarà aperto solo di sera, e non chiederà nulla in cambio dai propri clienti.

Durante l'inaugurazione di ‘Equita’ lo scorso anno, l'ex numero uno del mondo ricordò che quando lui era piccolo anche i genitori avevano un ristorante in Serbia: "Grazie alla mia famiglia, ho sempre amato il cibo. Ma come atleta è diventato qualcosa di più, rappresenta il carburante che determina il modo in cui gioco, come recupero e come sto in campo. Attribuisco molto del mio successo professionale alla mia dieta."Il cibo è la mia passione. È la cosa che più mi ha cambiato nella vita. Il mio desiderio è quello di condividere l'impatto che ha avuto su di me col mondo".

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Sport

Milano, arriva la "bebè card": parla l'assessore Majorino

Nell'ambito di "Sostiene Milano" la settimana di iniziative dedicate al tema della povertà, dell'inclusione sociale e del riscatto, l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha presentato l'avvio del "reddito di maternità" con la "bebè card", la carta elettronica per l’acquisto di beni e servizi per i neonati su cui saranno caricati i contributi erogati dal Comune. Tutti i dettagli nella nostra intervista - (VIDEO)

Milano, il contrasto alle povertà e le misure di sostegno al reddito. Parla l'assessore Majorino

L'intervista al responsabile per le politiche sociali della giunta Sala, Pierfrancesco Majorino, a margine della presentazione di "Sostiene Milano - Risposte alla povertà", l'iniziativa che prevede una settimana di incontri tematici per mettere "al centro la persona e il suo diritto ad avere una opportunità di riscatto" - (VIDEO)


Dare una mano a chi ha più bisogno senza lasciare indietro nessuno. Dal 7 al 14 ottobre la città ne parlerà ogni giorno, con iniziative e momenti di intrattenimento, ospitando “Sostiene Milano – Risposte alla povertà”, realizzata dal Comune di Milano come momento di riflessione e confronto a più voci sul tema della povertà e del riscatto sociale.

Si discuterà di cosa è stato fatto finora ma, soprattutto, di cosa ancora manca ed è necessario fare per aiutare chi si trova in difficoltà a rimettersi in piedi. La settimana sarà aperta dalla grande festa dal titolo “L’importante è esagerare” nell’antico dormitorio comunale di viale Ortles, luogo simbolo dell’accoglienza milanese che dal 2014 è stato intitolato al cantautore Enzo Jannacci.

A Casa Jannacci torneranno gli amici di Smemoranda (Gino & Michele, Nico Colonna) e tanti artisti che dopo la prima edizione, nell’aprile del 2014, hanno sempre mantenuto la promessa di ritornare. Già confermata la presenza di Ale e Franz, Marta e Gianluca, Antonio Ornano, Fabio Treves, Alex Gariazzo, Mauro Pagani, Ricky Gianco, Folco Orselli, Claudio Sanfilippo e tanti altri. Insieme a loro ci saranno i bambini della Scuola Primaria Palmieri dello Stadera con lo strepitoso “Coro dei Leoni”.  L’appuntamento aperto a tutta la cittadinanza è alle ore 15. Non ci saranno solo canzoni e tante risate per i più grandi, ma anche giochi per i bambini con l’ ”Ospedale dei Pupazzi”, street food e l’esposizione dei lavori e manufatti a cura dei Centri Socio Ricreativi e dei laboratori di Casa Jannacci.

“Sostiene Milano” è una iniziativa nata per parlare di povertà e delle situazioni che da essa derivano, mettendo al centro la persona e il suo diritto ad avere una opportunità di riscatto. Una condizione che non riguarda solo i senza dimora, ma anche gli anziani, le famiglie e i bambini che sono sempre più drammaticamente coinvolti dalle condizioni di povertà dei propri genitori. E gli adulti, fragili e disoccupati, che non riescono a ritornare nel mondo del lavoro, perché troppo “vecchi” o senza una formazione adeguata.  È a loro che rivolge la sua attenzione “Sostiene Milano “ e a tutti coloro che a Milano compongono l’inesauribile rete di interventi, sostegno, presenza concreta, capacità di creare nuove opportunità, come dovere o vocazione, dalle istituzioni agli enti, al Terzo e Quarto settore, al volontariato. Una rete che comprende anche i privati, le piccole imprese come le grandi aziende, sempre più spesso al fianco del sociale, come accadrà nelle prossime settimane con le visite gratuite agli occhi a Casa Jannacci e in altre strutture.

Il primo grande momento di discussione sarà il 10 ottobre nell’Aula consiliare di Palazzo Marino con il dibattito “Le grandi città e la lotta alla povertà: strategie pubbliche. Vi parteciperanno rappresentanti di diverse città tra cui: Luca Decembrotto (Azienda servizi alla persona di Bologna), Marco Iazzolino e Chiara Avonto (fio.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) e la sociologa Chiara Saraceno.

Il secondo sarà sabato 14 ottobre presso la Fondazione Rubens in via Gonin 62 dove dopo il saluto del Presidente, Ernesto Pellegrini, si svolgerà la tavola rotonda “L’obiettivo del riscatto sociale: confronto a più voci” con la partecipazione tra gli altri di Magda Baietta (Presidente Associazione Ronda della Carità e Solidarietà), Giampaolo Barbetta (Responsabile Osservatorio Fondazione Cariplo), Giuseppe Orsi (Fondazione Pellegrini Onlus) Emanuele Ranci Ortigosa (Presidente Emerito dell’Istituto di Ricerca sociale). La tavola rotonda sarà seguita dalla presentazione dell’esperienza del “Ruben” luogo di inclusione sociale e osservatorio sulle povertà con la partecipazione di Università Bicocca, e Politecnico di Milano.

Giovedì 12 ottobre sarà il giorno della presentazione a Palazzo Marino del “reddito di maternità” e della “bebè card”, il nuovo intervento di sostegno al reddito tramite una carta elettronica per acquistare beni per la cura dei neonati e servizi come la baby-sitter.

La settimana riserverà tanti momenti importanti due dei quali legati alla celebrazioni di ricorrenze mondiali: il 10 ottobre sarà la Giornata mondiale della salute mentale, con la “Human Library” in Sala Alessi a Palazzo Marino e altre iniziative alla Rotonda della Besana e l’11 di ottobre sarà la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze a cura di Terres des Hommes. Per l’occasione, la sera del 10 ottobre alle ore 20.30 Palazzo Marino si tingerà di arancione.

Si ritornerà ancora a Casa Jannacci durante la settimana, per due serate di intrattenimento: giovedì 12 ottobre alle ore 20.30 con "Se me lo dicevi prima" Spettacolo musicale con “Intesi come Tram”, in memoria di Enzo Jannacci (sino esaurimento posti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.);  venerdì 13 ottobre con "Di fuoco e di terra", spettacolo teatrale con Teatro Officina, tratto dal libro “Inciampi di Vita” (sino esaurimento posti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

“Sostiene Milano” terminerà con la “Notte dei senza dimora” il 14 ottobre in piazza Santo Stefano dalle ore 17 con un incontro, una cena e uno spettacolo.

L’evento è organizzato da: Insieme nelle Terre di mezzo onlus, Opera Cardinal Ferrari, Cena dell’amicizia, Papa Giovanni XXIII, Fondazione Fratelli di San Francesco, CAST, Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Milano, Fondazione Progetto Arca Onlus, Ronda Carità e Solidarietà ONLUS, Casa di Gastone, Fondazione Isacchi Samaja Onlus, Associazione MiRaggio, Avvocato di strada Onlus, Effatà, Voci - Avvocati per Niente, MIA – Milano in Azione, Fides Onlus-Casa degli Amici, Caritas Ambrosiana, Casa della Carità, Fiopsd e Associazione Artisti di strada di Milano. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Milano.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

4°C

Milano

Mostly Cloudy

Humidity: 79%

Wind: 6.44 km/h

  • 15 Dec 2017 6°C -1°C
  • 16 Dec 2017 3°C -3°C