updated 6:37 AM UTC, Sep 21, 2018

Salta la cena dei piddini. Calenda furioso: "Meritiamo l'estinzione. Il nuovo segretario Pd? Servirebbe uno psichiatra" (VIDEO)

La cena per ritrovarsi, per accordare una strategia di opposizione, è saltata. E l'organizzatore, Carlo Calenda, non nasconde l'amarezza e, a tratti, la rabbia per come sono andate le cose. Fino a dire, in diretta a Circo Massimo su Radio Capital, che ai dirigenti del Pd "non importerà" di perdere le prossime elezioni europee e regionali: "Quello che importa a loro è il congresso. Sta diventando un posto in cui l'unico segretario che si dovrebbe candidare è il presidente dell'associazione di psichiatria". Un partito che, va giù duro Calenda, "merita l'estinzione" - (VIDEO)


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Ai dirigenti del Pd "non importerà" di perdere le prossime elezioni europee e regionali: "Quello che importa a loro è il congresso. Sta diventando un posto in cui l'unico segretario che si dovrebbe candidare è il presidente dell'associazione di psichiatria". È duro Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo economico, in un'intervista a Circo Massimo, su Radio Capital, in cui esprime il rammarico per la cena saltata con i leader dem. E afferma senza mezzi termini che il Pd "merita l'estinzione".

"Sono convinto che alle prossime europee il Pd non ci debba essere", aggiunge poi l'ex ministro, "serve un fronte repubblicano, progressista, che recuperi la parte di parte di classe dirigente locale e nazionale capace ma che spazzi via un partito che ha come unico obiettivo quello di spartirsi una torta sempre più piccola tra dirigenti che sono usurati, che pensano solo a questo dalla mattina alla sera".

Quanto alla cena convocata e poi annullata a casa Calenda, alla quale erano stati invitati Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti, è saltata perchè "Renzi si era sfilato ieri pomeriggio via agenzie e retroscena e a quel punto non aveva più molto senso", scrive poi Calenda su Twitter rispondendo a un follower. "Andiamo avanti con l'opposizione. Ognuno facendo il suo. Di più in questo momento non si può fare. Troppi ego e troppi conti da regolare", aggiunge.

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"Con Gentiloni e Minniti parlo continuamente - prosegue Calenda - nel Pd c'è un'entità, che si chiama Renzi, che non si capisce cosa voglia fare e che va avanti per conto suo. È una roba un pò singolare. È stato un presidente del Consiglio che all'inizio aveva veramente voglia di cambiare l'Italia e che ha fatto cose buone. È un grosso peccato". Poi conclude: "L'unica cosa che vuole fare il Pd in questo momento è una resa dei conti fra renziani e antirenziani in vista di un congresso che doveva esserci, per me, settimane fa, e tutto sarà paralizzato in questa cosa di cui al paese non frega nulla. Nel frattempo, l'opposizione si fa in ordine sparso".

Nessun pentimento, però, sull'aver preso la tessera del Pd: "È l'unico modo, finché non ci sarà qualcos'altro, per dare un contributo. Mi sono iscritto, ho fatto proposte, e non è servito a nulla. Non sento il segretario del Pd da due mesi, quando è andato a Taranto non ha fatto neanche un colpo di telefono".

(Fonte: Repubblica)

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La cena dei piddini si farà: accettato l'invito di Calenda. Ma la data è top secret: "Evitiamo il solito tormentone". Il partito tra lo scatto congressuale di Martina e la furia di Orfini

Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti hanno accettato l'invito rivolto loro da Carlo Calenda. La conferma arriva proprio dall'ex ministro dello Sviluppo economico,il quale però precisa anche che l'appuntamento non è più per martedì, come prevedeva l'invito. Una notizia che arriva all'indomani della mossa del segretario del Pd Maurizio Martina che non solo ha confermato il congresso, ma anche deciso di accelerare annunciando le primarie per il prossimo gennaio. Una decisione - sottolinea Repubblica - non presa bene dal presidente del partito, Matteo Orfini, che aveva proposto di sciogliere il partito per rifondare una nuova forza politica. "Pensate davvero che così la risolviamo? - ha chiesto Orfini -  Beati voi..."


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La cena a quattro tra big del Pd a casa Calenda si farà. La conferma arriva, ancora una volta via Twitter, dall'artefice dell'invito il quale conferma che Matteo Renzi, Marco Minniti e Paolo Gentiloni hanno quindi accettato di sedersi a un tavolo tutti insieme per cercare di risolvere la crisi del partito e studiare le prossime mosse. "Ma la data è stata spostata, e per evitare l’ennesimo tormentone sul PD rimane riservata - scrive su Twitter l'ex ministro dello Sviluppo economico - Sono molto contento è un gesto di responsabilità di tutti i partecipanti. Bene così. Ottima notizia".

L'invito di Calenda è arrivato dopo le polemiche degli ultimi giorni e la proposta choc di Matteo Orfini di sciogliere e rifondare il Pd. "Il congresso si farà” ha replicato secco Maurizio Martina annunciando che il prossimo gennaio intanto ci saranno le primarie. "Più che discutere di rinvii del congresso noi dobbiamo lavorare. Altro che scioglimento del Pd, altro che rinvio del congresso, dobbiamo fare tutti insieme un passo in avanti per costruire il nostro futuro nel segno della giustizia sociale e della solidarietà", ha affermato il segretario del Pd da Genova. "Il nostro percorso che è già avviato - ha aggiunto Martina - vedrà nei prossimi passi la manifestazione del 30 settembre in piazza del Popolo a Roma, a fine ottobre il forum per l'Italia a Milano e le primarie il prossimo gennaio".

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A pensare che la proposta di Orfini sia folle è il deputato Pd Francesco Boccia il quale in un'intervista a Radio Radicale dice: "Non esiste che il Pd si sciolga e che, a proporlo, sia addirittura un gruppo dirigente scaduto, deligittimato e protagonista di questo fallimento. Siamo tutti responsabili di questa condizione e nessuno di noi può pensare di proporre una soluzione così. Pensare di sciogliere il partito e fondarne un altro è semplicemente folle. Il Pd non ha proprietari, non è una S.p.a.". "Serve un congresso vero, che ci faccia riconnettere alla realtà e apra le porte, poi, a quelle forze civiche e politiche che vogliono ricostruire un grande centrosinistra", ha aggiunto Boccia.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

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Papa Francesco in Sicilia; "Fratelli e sorelle" della mafia, pentitevi. (VIDEO)

Papa Francesco ha fatto appello alla mafia siciliana per abbandonare una vita di crimine e violenza, dicendo che l'isola ha bisogno di "uomini e donne d'amore, non uomini e donne d'onore", usando il termine mafioso.


Francesco, nella capitale siciliana, ha detto che i membri del crimine organizzato - molti dei quali vanno in chiesa e adorano apertamente - "non possono credere in Dio e essere Mafiosi" allo stesso tempo. Nel suo appello, li chiamava "cari fratelli e sorelle". Poi il papa ha visitato Palermo per commemorare padre Giuseppe "detto Pino" Puglisi, un prete ucciso a colpi di arma da fuoco della mafia nel 1993 perché aveva sfidato il controllo dell'organizzazione su uno dei quartieri più difficili della città. Puglisi fu ucciso durante il suo 56esimo compleanno, un attacco allo stato partito con l'uccisione a Palermo nel 1992 dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

"Una persona che è un mafioso non vive da cristiano perché con la sua vita bestemmia contro il nome di Dio", ha detto Francis nel sermone di una messa di circa 80.000 persone nella zona portuale della capitale siciliana. La Chiesa cattolica nel sud Italia ha sempre giocato una strana partita a scacchi con la mafia, pensiamo al cardinale Ernesto Ruffini, che era arcivescovo di Palermo dal 1945 al 1967, negò l'esistenza della mafia, considerando il comunismo la più grande minaccia della Chiesa di quel tempo.

"Dico a Mafiosi: Cambiate, fratelli e sorelle! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi ... Convertitevi al vero Dio, Gesù Cristo, cari fratelli e sorelle, vi dico, Mafiosi, se non lo fai, la tua stessa vita sarà persa e quella sarà la tua più grande sconfitta", ha continuato Francesco durante il Sermone al Porto di Palermo. "Oggi abbiamo bisogno di uomini e donne d'amore, non uomini e donne d'onore, uomini e donne di servizio, non di oppressione".

Da sempre molti membri di gruppi criminali organizzati, come Cosa Nostra in Sicilia e la ndrangheta calabrese, si considerano parte di un gruppo religioso simile a un culto, invocando l'aiuto dei santi per le loro attività. In particolare nelle città minori del sud, prendono parte ai sacramenti cattolici e in alcuni casi hanno anche trovato la complicità di alcuni ecclesiastici. Puglisi andò da subito controcorrente, rifiutando di giocare la strana partita a scacchi. Con scarso sostegno della gerarchia ecclesiastica in Sicilia, predicò contro la mafia dal pulpito della sua chiesa nel ruvido quartiere di Brancaccio, poi controllato dalla famiglia Graviano. Aiutò i giovani in una zona con alta disoccupazione a evitare la trappola della mafia, chiese ai parrocchiani di aiutare le indagini di polizia, rifiutò le donazioni dei mafiosi e li bandì dall'unirsi alle processioni religiose tradizionali.

L'omicidio di Puglisi fu ordinato dai boss locali Filippo e Giuseppe Graviano, i quattro uomini che pianificarono ed eseguirono l'omicidio furono condannati nel 1998. Tutti tranne uno ricevettero ergastolo. Uno degli assassini, che in seguito si rese collaboratore dello stato, disse che mentre Puglisi stava morendo disse: "Ti stavo aspettando".

Nel 2012, l'ex papa Benedetto decretò che Puglisi morì come martire combattendo l'odio per la fede e ordinò che fosse beatificato, l'ultimo passo prima della santità nella Chiesa di Roma.

E se si votasse oggi? Chi gode e chi piange: ecco dove tira il Vento settembre

I dati del Barometro politico di Demopolis, l'istituto diretto da Pietro Vento: "Oltre un quinto degli elettori ha modificato le proprie scelte di voto. Il peso complessivo delle 2 forze di Governo cresce dal 50% del 4 marzo al 62% odierno"


Se si votasse oggi, la Lega sarebbe con il 32% prima forza politica nel Paese: i mesi estivi hanno visto rafforzarsi il peso del partito di Salvini, cresciuto di quasi 15 punti dalle elezioni del 4 marzo. Circa 2 punti separano la Lega dal Movimento 5 Stelle, posizionato al 30,2%: sono i dati che emergono dal Barometro Politico di settembre dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.

Restano lontani, in estrema difficoltà, il Partito Democratico al 17% e, soprattutto, Forza Italia all’8,5%, che cede ampi segmenti di elettorato alla Lega. Fratelli d’Italia è al 3%, LeU al 2,3%. Sotto il 2% le altre liste, con un’affluenza in lieve calo al 71%.

“Il voto in Italia resta mobile e incerto: in 6 mesi – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – oltre un quinto degli elettori ha modificato le proprie scelte di voto. Il peso complessivo delle due forze di Governo cresce dal 50% del 4 marzo al 62% odierno, mentre si riduce il consenso ai partiti di opposizione. Si tratta di equilibri destinati ad ulteriori evoluzioni, soprattutto in vista delle imminenti scelte per la legge di bilancio”.

Nella prima fotografia scattata dopo l’estate da Demopolis per il programma Otto e Mezzo, si conferma positiva la valutazione del 58% degli italiani sul Governo M5S-Lega; di parere diverso un terzo dei cittadini che esprime un voto negativo sull’Esecutivo, mentre il 9% preferisce per il momento sospendere il giudizio.

Dopo poco più di 100 giorni di Governo, l’Istituto Demopolis ha misurato la notorietà degli esponenti dell’Esecutivo: sono 8 i ministri conosciuti dalla maggioranza assoluta degli italiani. In testa i due vicepremier Matteo Salvini con il 96% e Luigi di Maio con il 95%; 3 su 4 indicano Danilo Toninelli. Notorietà molto alta, intorno al 70%, anche per Giulia Bongiorno e per il ministro della Salute Giulia Grillo; il 66% ha sentito parlare di Giovanni Tria, il 63% di Alfonso Bonafede. 6 su 10 di Paolo Savona. Citazioni inferiori al 50% – secondo il Barometro Politico Demopolis – per gli altri componenti del Governo Conte.

 

 

Nota informativa – L’indagine è stata condotta dall’11 al 12 settembre 2018 dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per il programma Otto e Mezzo(LA7) su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

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Lo sbarco dei 177 migranti dalla nave Diciotti, divide la coalizione di governo. Salvini: "Fico? è un problema dei 5Stelle"

Dopo le numerose critiche il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, autorizza lo sbarco di 29 bambini dalla nave della Guardia Costiera italiana, Diciotti.


Il governo italiano diviso sulla  gestione dell'immigrazione dei 177 immigrati a bordo della motovedetta Diciotti, ancorata da lunedì sera nel porto di Catania (Sicilia). Gli immigrati salvati (si dice) in acque maltesi, sono ancora bloccati sulla nave in attesa di un'autorizzazione per sbarcare. Mercoledì pomeriggio, quando la situazione sulla nave è diventata sempre più critica e dopo l'intervento di un procuratore della regione Sicilia, il ministro dell'Interno Matteo Salvini, ha dato il via libera al trasferimento a terra degli immigrati, autorizzando ad abbassare la passerella della nave Diciotti solo per  29 minori non accompagnati.

"Ci sono 29 minori a bordo della nave, okay, solo loro possono andare scendere...", ha detto Salvini in un video pubblicato sui social network. "I minori possono scendere per ricevere assistenza, così potrebbe essere anche per gli altri, se l'Europa desse una risposta alle nostre richieste, ma l?Europa è latitante, questo dimostra che, per quanto mi riguarda, nessun altro scende", ha sottolineato, mentre esorta l'UE a "svegliarsi". Le richieste di Salvini erano molto semplici, ovvero la garanzia europea che gli immigrati ancora sulla nave, vengano poi distribuiti in modo equo negli altri paesi del blocco europeo.

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, (Movimento a 5 stelle), con pieni poteri sui porti, ha permesso l'ormeggio della nave lunedì, dopo che la Diciotti aveva navigato in alto mare per 7 giorni, in attesa del permesso all'attracco.

Il disaccordo nel governo di coalizione GialloVerde sta diventando sempre più evidente e il caos istituzionale sta raggiungendo livelli quasi preoccupanti. Martedì sera, Toninelli ha detto in un'intervista ad Euronews, che avrebbe trovato un accordo e una soluzione entro ieri, ma così non è stato e aveva anche ricordato che la Presidenza del Consiglio e dei Ministeri degli Interni e degli Esteri  stanno lavorando per i negoziati. Purtroppo Salvini questo mercoledì non aveva alcuna intenzione di fare un passo indietro. "Dopo che il PD [Partito Democratico] e la sinistra hanno permesso all'Italia di essere INVASA da più di 700.000 immigrati, cosa vergognosa, cosa pazzesca. Non mi arrendo e continuo ad andare avanti", ha scritto su Twitter all'inizio della giornata.

In mezzo a questa confusione, il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha aperto un'inchiesta sulla ipotesi sequestro di persona che potrebbe cambiare l'andamento delle cose, visto che apre un'accusa di rilevanza penale. Il procuratore Mercoledì ha fatto un sopralluogo a bordo della nave, al termine del quale ha dichiarato "la situazione a bordo è critica" ed esistono prove di diversi casi di malattie che minacciano la salute degli immigrati. Sulla base delle convenzioni internazionali e della legge italiana, i 29 minori non accompagnati hanno il diritto di sbarcare". Anche l'Associazione dei Giudici minorili aveva inviato un appello al governo in mattinata chiedendo lo sbarco dei minori.

Il governo della lega e del movimento a 5 stelle sono ancora divisi. Il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, una delle voci a sinistra del M5S, ha scritto un tweet nel pomeriggio di mercoledì in cui ha richiesto lo sbarco di tutti: "La trattativa equa con i paesi del L'Unione europea può continuare senza problemi, ma ora le 177 persone, compresi alcuni minori non accompagnati, dovrebbero essere sbarcate. Non possono più essere trattenuti a bordo, quindi poi saranno trasferiti nell'UE ".

Salvini ha risposto più tardi con il suo solito tono provocatorio  e con una frase tagliente: "Lascio che Fico faccia da presidente dell'Assemblea, le mie funzioni invece sono quelle di ministro. Lui è un problema dei 5 stelle...". Il leader della Lega è riuscito a imporre al suo esecutivo una linea dura sull'immigrazione, lanciando un verio monito al governo: "Senza il mio permesso non attracca o sbarca nessuno. Le navi che arrivano possono girarsi; Non è scritto nella Bibbia o da nessuna parte che tutti debbano arrivare in Italia ", ha anche aggiunto, "Domenica scorsa avevo già minacciato di rimpatriare gli immigrati libici a bordo dei Diciotti se l'Unione europea non fosse intervenuta".

Salvini ha nuovamente attaccato i suoi partner europei e l'Europa rincarando le polemiche - "l'accordo sulle spartizioni che avevamo raggiunto con Spagna, Germania, Francia, Malta e Portogallo per i 450 immigrati sbarcati nel porto di Pozzallo (Sicilia) a metà luglio è stato rispettato solo dalla Francia. Ora prima di autorizzare lo sbarco di nuovi immigrati potrebbe essere meglio prendere il telefono e chiedere spiegazioni a Bruxelles e agli altri governi europei", ha detto il leader della Lega ai media.

Il portavoce della Commissione europea per l'immigrazione, Tove Ernst, che ha descritto il problema come "un imperativo umanitario", le istituzioni europee sono in contatto con l'Italia da Domenica ed i governi del blocco UE, per trovare una soluzione rapida . Al momento, nessun paese si è impegnato pubblicamente ad accogliere tutti o parte degli immigrati.

Nel frattempo, mentre il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, esponente del Movimento 5 Stelle, da cui dipendono direttamente tutti i militari presenti sulla nave Diciotti, rimane in silenzio, il segretario del PD, Maurizio Martina, e alcuni parlamentari stanno attendendo il permesso per salire sulla nave e controllare lo stato dei migranti... 

Purtroppo una nuova situazione all'italiana, tante le parole e pochi i fatti.

Taglio dei Vitalizi, Fico in un messaggio su Facebook parla di un risparmio pari a circa 200 Milioni di Euro (VIDEO)

Presentata la delibera sul taglio ai vitalizi e subito si alzano alte le barricate di chi non è d'accordo.


Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Questo il post fatto Da Roberto Fico, - "La proposta che ho presentato prevede il ricalcolo secondo il metodo contributivo dell'attuale sistema di assegni erogati dalla Camera agli ex parlamentari. Parliamo di 1338 vitalizi che saranno tagliati: per la maggioranza dei casi dal 40 al 60%. 
Per costruire questa proposta abbiamo collaborato con Inps e Istat, in modo da definire il ricalcolo secondo il metodo contributivo nel modo più preciso: gli ex parlamentari riceveranno quanto hanno versato. In questo modo eliminiamo un’ingiustizia. Non solo, dal ricalcolo dei vitalizi potremo risparmiare circa 40 milioni di euro all'anno. Significa 200 milioni di euro a legislaturaCon la riunione di oggi la delibera è stata incardinata. Si procederà adesso all'esame da parte dei membri dell'ufficio di presidenza che potranno presentare proposte di modifica entro il prossimo 5 luglio. Poi si passerà alla votazione. Questo è un ulteriore passo per il superamento definitivo dei privilegi. Un lavoro che continueremo a portare avanti anche su altri temi qui a Montecitorio e su cui vi aggiornerò costantemente." (VIDEO)

Mentre gli ex parlamentari faranno una class action per dire no ai tagli dei vitalizi, anche all'interno del governo non vi sono pareri unanimi, la Casellati presidente di Palazzo Madama ha detto di avere dei seri dubbi sulla retroattività del provvedimento e questo in qualche modo possa incidere "sullo status di persone che possono avere un’età rilevante" e "si troveranno a prendere meno del reddito di cittadinanza."

Un pensiero di redazione: ma nessuno pensa allo "status" dei nostri pensionati? persone che devono combattere tutti i mesi per sopravvivere con poco più di 500 € al mese e hanno lavorato una vita intera... ma questo è un'altra "favola" che ancora attende un lieto fine.

 

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Fico: ai vitalizi tagli dal 40 al 60%, voto delibera entro luglio×roberto fico moglie roberto fico facebook roberto fico lavoro roberto fico biografia roberto fico figli roberto fico 

 

 

 

Riders, Di Maio chiede alle aziende un tavolo per dare garanzie ai lavoratori. E annuncia una revisione del Jobs act: "Guerra seria al precariato" (VIDEO)

Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha proposto alle aziende della Gig economy di aprire un tavolo di contrattazione tra i rappresentanti dei riders e i rappresentanti della piattaforme digitali e "chissà che non si arrivi al primo contratto nazionale della Gig economy". Lo ha riferito lo stesso ministro al termine dell'incontro con Deliveroo, JustEat, Foodora, Domino's Pizza e Glovo - (VIDEO)


Ridurremo il numero dei rinnovi per i contratti a tempo determinato" e "allo studio c'è la reintroduzione delle causali", ha detto il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio sottolineando l'obiettivo di "fare una guerra seria al precariato" attraverso "una revisione del jobs act",e "anche limitando i licenziamenti selvaggi". Il ministro ha incontrato Deliveroo, JustIt, Foodora, Domino's Pizza e Glovo. Di Maio, ha proposto alle aziende della Gig economy di aprire untavolo di contrattazione tra i rappresentanti dei riders e i rappresentanti della piattaforme digitali e "chissà che non si arrivi al primo contratto nazionale della Gig economy". Lo ha riferito lo stesso ministro al termine dell'incontro. "Mi è stato detto che sono disponibili", ha aggiunto il ministro, precisando che "se poi il tavolo non dovesse andar bene interverremo con la norma che avevamo progettato.

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