updated 4:18 PM UTC, Jan 20, 2018

Ecco Attilio Fontana: "Non temo nessuno, ma ci sarà da correre". Un altro leghista di Varese per l'eredità di Maroni, ma l'ha scelto Salvini. Il via libera di Berlusconi: "Sondaggi ok"

La prima intervista al candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia dopo la rinuncia del governatore uscente a correre per il secondo mandato. Parole moderate, nel suo stile, ma anche nessuna paura dell'avversario Giorgio Gori e di un possibile ricompattamento della sinistra. Intanto gli alleati gli danno il benvenuto: ai microfoni de ilComizio.it anche le parole di Raffaele Cattaneo e Giulio Gallera - (VIDEO)

 

Salvini imbestialito con Maroni: "Se lasci la Lombardia...". Cosa succede nella Lega? Intanto Berlusconi ne approfitta e l'annuncio di Fontana slitta

Nervi tesi nel Carroccio. "Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia, che vale molto di più di tanti ministeri, evidentemente in politica non puoi più fare altro". Lo ha dichiarato il segretario della Lega, Matteo Salvini, commentando ai microfoni di Radio 24 il passo indietro di Roberto Maroni che ha deciso di non ricandidarsi alla guida della Regione. "Mi pare addirittura ovvio - ha continuato Salvini - la Lombardia è il terzo motore d'Europa, conta più di 10 milioni di abitanti, è la capitale italiana dell’impresa, dell’innovazione, della ricerca. Quindi è chiaro che se sei soddisfatto e ti senti arrivato per quello che hai fatto, evidentemente non puoi fare altro"


"Continuo a ricevere centinaia di messaggi di persone che mi ringraziano per quello che ho fatto alla guida della Regione Lombardia. Sono felice e lusingato, mando a tutti un abbraccio commosso. Ora per me inizia una vita nuova", scrive su Facebook il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, dopo la decisione, annunciata ufficialmente ieri, di non ricandidarsi alla presidenza della Regione.

Scelta che Matteo Salvini non sembra aver preso benissimo."Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia che vale molto di più di tanti ministeri evidentemente in politica non puoi più fare altro", ha detto il segretario della Lega, commentando il passo indietro del "Bobo" ai microfoni di Radio 24.

"Lo escludo nella maniera più assoluta: se ha questi motivi personali, queste ragioni famigliari che lo hanno spinto a scegliere di non candidarsi è impensabile che si possano ipotizzare per lui dei ruoli politici e tanto meno nel governo futuro", ha aggiunto Silvio Berlusconi a Radio Capital rispondendo alla domanda su un eventuale ruolo di Roberto Maroni in un prossimo governo. "È una invenzione pura, non ho mai pensato una cosa del genere, posso escluderlo nella maniera più assoluta", aggiunge il leader di FI a proposito delle voci di un accordo tra lui e Maroni in questo senso.

"Per la Lombardia stiamo valutando la proposta della Lega dell'avvocato Attilio Fontana. Da Sindaco di Varese si è dimostrato un amministratore valido e apprezzato. Stiamo attendendo i sondaggi sul confronto tra Gori/Fontana o Gelmini/Gori", dice Silvio Berlusconi nella stessa intervista.

Maroni lascia la Regione Lombardia. Futuro da premier o ministro? Lui non conferma ma dice: "So cosa vuol dire governare...". E attacca Di Maio: "Una Raggi al cubo, rischiamo un'Italia come Spelacchio"

"Confermo che non mi ricandiderò, è una decisione presa in piena autonomia, sulla base di valutazioni personali". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, nel corso della conferenza stampa dopo la seduta di Giunta regionale, a Palazzo Lombardia - (VIDEO)


Roberto Maroni ha confermato alla riunione di Giunta che non si ricandiderà "per motivi personali" alla presidenza della Lombardia. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, Maroni ha indicato nell'ex sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana, il candidato a succedergli nelle elezioni del 4 marzo.

"Confermo che non mi ricandiderò - ha detto Maroni - una decisione che ho preso in piena autonomia, una scelta personale, che ho condiviso con Salvini e Berlusconi tempo fa. Non andrò in pensione - spiega - ma sono naturalmente a disposizione per il futuro. Conosco - ha aggiunto - la responsabilità di governo e ho una sola preoccupazione: che la possano assumere persone come Di Maio, che è una Raggi al cubo. Se va al governo lui, l'Italia rischia di diventare spelacchio".

Con "l'autonomia che sarà fatta entro le elezioni - ha detto Maroni - possiamo concludere in bellezza e aprire una prospettiva straordinaria per la Lombardia". L'autonomia, ha aggiunto Maroni, "è la sfida conclusiva del mio mandato che si concluderà il 4 marzo, una sfida che voglio vincere: il 22 ottobre è stato un referendum storico, una sfida epocale". "Abbiamo iniziato una trattativa col governo - ha sottolineato il presidente della Lombardia - senza il referendum non ci sarebbero stati i tavoli territoriali. Sono 23 le materie che possono essere trasferite. E il mio obiettivo è quello di firmare l'accordo entro le elezioni, possibilmente entro fine gennaio, sia sulle competenze sia sulle risorse. Domani a Roma spero di chiudere già sulle competenze". 

La destra sociale di Salvini, dopo Alemanno e Storace si prende anche l'Ugl. Con la Meloni ora è derby: chi vincerà?

La svolta nazionale del leader leghista, dopo aver tolto la parola "Nord" dal simbolo, prende sempre più forza e punta ad aggiudicarsi tutto l'elettorato che fu del Msi e di An. La sfida a Fratelli d'Italia è aperta e grazie al lavoro di Giancarlo Giorgetti sta pescando nelle acque territoriali dell'alleato postfascista come dimostra l'accordo con l'ex Cisnal. Si tratta di operazioni spregiudicate e il cui attecchimento rispetto all'impostazione tradizionale del Carroccio è tutta da verificare, ma intanto i sondaggi sono incoraggianti - (VIDEO)


Immagine correlata“Il lavoro è la vera priorità”, l’intervento del Segretario Generale dell’Ugl al “No Ius Soli”

Ha detto Matteo Salvini aprendo la conferenza stampa nella sede leghista milanese di via Bellerio al termine della riunione del Consiglio federale: "Il programma della Lega sui temi di lavoro, scuola e università sarà steso con la collaborazione dell'Ugl. Con loro abbiamo confermato un rapporto di reciproca, lunga e proficua collaborazione sia in Italia che all'estero. Per la Lega è una novità assoluta associare una proposta politica a una proposta sindacale che entrerà nell'argomento lavoro che la vera emergenza nazionale, altro che lo ius soli. Le proposte sul lavoro saranno dettagliate alla virgola sui temi del lavoro, del salario minimo e dei contratti e saranno presentate a giorni agli alleati così come quelle su scuola e università. La collaborazione con l'Ugl è uno di quegli apporti esterni di cui avevo parlato. L'Ugl ha più di 160 sedi tra Nord e Sud in Italia e la collaborazione sarà sicuramente utile e positiva".

Mattarella ha sciolto le Camere, elezioni il 4 Marzo 2018, l'Italia è preda dello stato confusionale della sua politica

Archiviate le leggi sullo Ius Soli e la manovra economica, ieri Mattarella ha sciolto le camere e posto fine alla tanto discussa XVII legislatura


Il capo dello Stato, ha sciolto le Camere lasciando in carica il Presidente del Consiglio Gentiloni per gli affari correnti. Un incarico che potrebbe continuare anche dopo le elezioni previste per il 4 Marzo prossimo, che vedrà anche un "Election Day 2018" in molte regioni italiane. Un'intesa con il Quirinale, in vista di una fase che potrebbe essere politicamente difficile da gestire nel caso in cui, dalle urne non dovesse uscire una maggioranza assoluta con possibilità di governo.

Nel caso in cui il risultato delle elezioni politiche non fosse così chiaro da indicare una maggioranza di governo, nei giorni subito dopo il 4 marzo 2018 ci saranno contatti tra le diverse forze politiche e, informalmente, anche con il Colle, in modo da creare intese politiche tra diverse rappresentanze, che potranno anche andare oltre le coalizioni.

Intese che avranno il primo banco di prova nell'elezione dei due presidenti di Camera e Senato e che, come è già successo in passato, potranno anche essere boicottate dal voto segreto dei singoli parlamentari appena eletti. Se due o più partiti raggiungessero infatti un accordo per l'elezione di una personalità e questa venisse bocciata nel segreto dell'urna, fino al non raggiungimento di significativi accordi, si potrebbe giungere a nuove elezioni.

Quindi quelli che si preannunciano saranno mesi molto difficili per i partiti italiani, si parte con il Pd di Matteo Renzi che  vuole chiudere velocemente l’accordo con i centristi, ma la costruzione della coalizione è ancora molto lontana, siamo solo vigilia dello scioglimento delle Camere. I centristi invitano a non dare nulla per scontato, non sono disposti ad accettare un accordo al ribasso sui collegi, ecco quindi comparire lo spauracchio delle  “liste civetta”. Quello che era il primo partito italiano, il Pd di Matteo Renzi,  oltre il 40% dei voti alle europee del 2014, oggi, visti gli esiti del referendum costituzionale 2016 e il continuo schierarsi a difesa del sottosegretari0 Maria Elena Boschi nel tanto discusso dai media, caso Etruria, si attesta tra il 20 e il 25%. Una caduta senza paracadute...

Dalla sede del Pd giungono voci che parlano di problemi sul fronte della lista +Europa, dati da una possibile uscita di scena di Emma Bonino e il radicale Riccardo Magi ribadisce che con le attuali regole sulla raccolta delle firme saranno “costretti a correre da soli”. 

All'interno invece sono previste più correnti di pensiero, quella centrista a cui sta lavorando Guerini, con leader Beatrice Lorenzin, da affiancare alla corrente di sinistra della lista Insieme, formata da ex ulivisti, socialisti e Verdi. Altra sorte quella di Pier Ferdinando Casini, ancora oggi impegnato nel lavoro in commissione d’inchiesta sulle banche e che non ha ancora sciolto la sua riserva e potrebbe decidere di non essere candidato. 

Anche gli esponenti di Articolo1 Movimento Democratico Progressista invitano a non dare nulla per scontato, anche se dalla sede del Nazareno questi avvertimenti vengono visti solo come normali frizioni in ambito di accordi e trattative che andranno a definire liste e candidature.

Sulla barricata dell'attuale opposizione, mentre Matteo Salvini fa scomparire la parola Nord e il verde dal simbolo, con il quale la nuova Lega (che di nord ha appunto poco) si presenterà alle politiche, il Movimento 5 Stelle si appresta a partire con la campagna elettorale, proprio dal Nord una volta solo territorio leghista. Le previsioni dicono che sarà il primo partito di maggioranza, questo movimento nato dal popolo, potrebbe avere un'idea, come dire, poco politica e molto idealizzata della Costituzione, sarà in grado di governare con una larga maggioranza?

Il M5S infatti chiuderà il puzzle di regole per le parlamentarie entro la fine di Dicembre, che poi potrebbero essere diffuse via web nei primi giorni di Gennaio. Sempre a Gennaio verranno anche diffusi i nomi dei futuri deputati e senatori.

Da Brescia il candidato premier M5S Luigi Di Maio fa sapere ai suoi elettori: “Dovete soffrire un altro po’ e poi leggerete le regole pubblicamente, presto”. E’ proprio dalla Lombardia che Di Maio riparte con la corsa della campagna elettorale. Tornando a parlare al cuore della media imprenditoria italiana, nei confronti della quale, da settimane, il M5S ha avviato un processo di affiancamento politico. Un Di Maio che cerca di spiegare quella che per i 5 Stelle è diventata la prima arma contro il Job Act di Renzi: "Il Jobs Act è un ripiego, il tema centrale è quello della flexicurity” alla scandinava per la quale si semplificano le regole tra dipendente e datore di lavoro, cambiando tutte regole del gioco. Ma il capo politico pentastellato non disdegna qualche battuta polemica contro Silvio Berlusconi: “Berlusconi, ha ammesso che all’Italia serve il Reddito di Dignità, dopo che per 5 anni Forza Italia ha votato sempre contro la nostra proposta. Lo chiama reddito di dignità per nascondere che ci copia. Diffidate dalle imitazioni, l’originale è quello del M5S”. Il programma del Movimento sarà tra l’altro al centro dell' ”Openday Rousseau” previsto a Pescara tra il 19 e il 21 gennaio. Si tratta una sorta di mega-corso di formazione per iscritti e aspiranti parlamentari, sarà diviso in 4 laboratori, costruiti sulle parole chiave “Fatti, Idee, Volontà ed Evoluzione” un mega raduno che potrebbe cadere a cavallo dell’ufficializzazione delle candidature. Prima, però, i vertici del M5S devranno ultimare la soluzione del rebus regole. 

E invece Salvini? in questa pausa natalizia si è dedicato ai raduni locali del Nuovo Movimento...  Forse suo favore potrebbe giocare la notizia che dopo, Lombardia e Veneto, che vedono come governatori, Roberto Maroni e Luca Zaia della Ex Lega Nord, Liguria governata da Giovanni Toti, Forza Italia, anche la Regione Piemonte governata da Chiamparino Pd, ha deciso di chiedere la tanto discussa Autonomia fiscale. Una bella notizia il Salvini Nazionale,una nuova onda da cavalcare. Forse questo 2018 sarà il ponte di lancio per una lunga nuova era, quella di uno stato Federale, una scelta presa in precedenza anche dagli stati più ricchi presenti in questo mondo e in questa Europa, che vede prima il capitale e poi il popolo. Stati Uniti e Germania, sono federali. Una situazione che potrebbe portare una maggiore stabilità economica in quelle regioni che più produrranno una economia, ma anche portare più povertà nelle regioni meno produttive e maggiori differenze di classi sociali economiche tra cittadini residenti in territori differenti, ma pur sempre appartenenti alla stessa Nazione.

 

 

utima ora × ultima ora × politica × primo piano × politica italiana × evidenza × camere × scioglimento delle camere × ilcomizio × ilcomizioit × Mattarella scioglie le Camere, elezioni fissate per il 4 marzo Mattarella scioglie le Camere, si vota il 4 marzo Mattarella scioglie le Camere. Il Cdm, si voterà il 4 marzo - Politica× Gentiloni era giunto una prima volta intorno alle 15 al Quirinale per incontrare il presidente, poi al Colle è salito il presidente del Senato Pietro Grasso e, dopo di lui, come prassi vuole quando si avvia la procedura di scioglimento delle Camere, è stato il turno della presidente della Camera Laura Boldrini.× Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto per lo scioglimento delle Camere, che formalmente mette fine alla XVII legislatura. Il presidente ha sciolto il Parlamento dopo essersi consultato al palazzo del Quirinale × Mattarella, come previsto, ha firmato già oggi il Decreto di scioglimento delle Camere. Ma in che cosa consiste esattamente il processo di scioglimento del Parlamento, tramite il quale si sancisce la fine di una legislatura e l'inizio del processo elettorale della successiva?× Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati× Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati,× Il premier Gentiloni è tornato al Colle giovedì sera insieme al ministro dell'Interno Marco Minniti per controfirmare il decreto di indizione delle elezioni, a seguito dello scioglimento delle Camere.× Gentiloni è dunque tornato al Quirinale per controfirmare il decreto di scioglimento delle Camere. Quindi, come prevede la procedura, il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti si è recato dai presidenti Piero Grasso e Laura Boldrini per comunicare il provvedimento.× Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati,× Le prossime Politiche si svolgeranno a marzo. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri, riunito a Palazzo Chigi. Le prossime elezioni politiche, si apprende dal Consiglio dei Ministri, si terranno il 4 marzo 2018. Ecco, passaggio per passaggio, tutti gli appuntamenti e gli snodi principali che attendono la politica × La campagna elettorale è cominciata e sarà al centro dell'attenzione per due mesi.× Il discorso di fine legislatura di Gentiloni: "Sulle banche evitata la crisi, non regalato soldi ai mariuoli". Poi sale al Colle. Dopo di lui Grasso e Boldrini. Quindi la firma del presidente della Repubblica. Pubblicato il 28 dicembre 2017. Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2017 ore 20:13. Elezioni politiche 2018, le date.×4 marzo 2018

 elezioni 4 Marzo 2018 

Movimento 5 Stelle, Di Battista si congeda dal Parlamento e attacca tutti: da Renzi a Gentiloni, da Napolitano a Salvini. E battibecca con la Boldrini

Il vulcanico "portavoce" grillino ha tenuto quello che dovrebbe essere il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Lo ha fatto a modo suo senza risparmiare nessuno. Agli avversari che lo deridevano ha replicato: "Vorrei ricordare che anche per molti di voi saranno gli ultimi giorni. E non per decisioni personali, ma per scelta del popolo italiano" - (VIDEO)


Alessandro Di Battista, popolarissimo esponente del Movimento 5 Stelle ha tenuto quello che, con ogni probabilità sarà il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Un discorso quello di "Dibba" tutto all'attacco. Eccone alcuni passaggi.

Il commiato al veleno: "Questo molto probabilmente sarà il mio ultimo discorso in Parlamento per questa legislatura. Vorrei ricordare che anche per molti di voi si tratta degli ultimi giorni in Parlamento: non per decisioni personali ma per un'unica decisione del popolo italiano, che non vi voterà più".

L'attacco alla classe politica: "Avete fallito in questi 5 anni. Avete provato a ostacolare un cambiamento: quello che voi definite ‘populismo’ ma che in realtà è solo voglia di cambiare le cose. Siamo passati dall'arroganza di Renzi all'irrilevanza di Gentiloni, ma non ce l’avete fatta nemmeno in questo caso, perché il Movimento 5 Stelle è più forte oggi del 2013".

Il Pd e Alfano: "Avete provato a fare una legge elettorale contro il M5S, l'unica forza politica che non fa le alleanze. Salvo vedere poi che siete voi a non riuscire a fare un’alleanza. Nessuno vuole andare più col Partito democratico, è incredibile: pure Alfano ha mollato il Pd. E' umiliante essere rifiutati da Alfano…".

Contro Salvini: "Si scaglia contro la legge Fornero e poi va a braccetto con Berlusconi e Meloni, che quella legge l’hanno votata. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a crescere: siamo la prima forza politica del Paese e se il popolo italiano lo vorrà riusciremo finalmente a prendere le redini del governo".

Alternativa popolare, ognuno per la sua strada. Lupi verso il centrodestra: "Riuniamo i moderati e i liberali"

Stabilita una "separazione consensuale" in Alternativa Popolare, il soggetto politico centrista che faceva capo al ministro degli Esteri, Angelino Alfano. Mentre lo stesso Alfano pochi giorni fa ha scelto di farsi da parte, annunciato che non si ricandiderà, il partito di fatto si scioglie lasciando liberi i propri rappresentanti di ricollocarsi, alcuni nello schieramento di centrosinistra altri in quello di centrodestra. Di questa seconda fazione fa parte il deputato lombardo Maurizio Lupi che ha annunciato che lavorerà per riunire altri soggetti centristi per costituire quella che è stata definita la "quarta gamba" del centrodestra che dovrebbe aggiungersi a Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia - (VIDEO)

Movimento 5 Stelle, la lotta ai privilegi dei politici sempre al centro del programma. Di Maio: "Noi gli unici legittimati, la nostra campagna elettorale finanziata solo con donazioni"

Inizia da Roma la campagna per la presentazione del programma elettorale del Movimento 5 Stelle. In piazza Montecitorio Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e candidato premier pentastellato, spiega le sue priorità e dice: "Tutti diranno che vogliono tagliare i privilegi della politica, ma noi siamo gli unici credibili perché lo abbiamo già fatto senza aspettare una legge" - (VIDEO)

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