updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Lombardia Mobilità, una nuova società per muoversi in libertà sulle strade lombarde

Vedrà la luce il 15 gennaio "Lombardia Mobilità SPA",la newco formata da Regione Lombardia e Anas. 


Firmato a Palazzo Lombardia l'accordo tra Anas e Regione Lombardia che darà il via a una joint venture che avrà il compito di gestire oltre 2.200 Km di strade lombarde, per dare migliori servizi a chi oggi si vede costretto a tortuosi tragitti tra strade chiuse e cantieri aperti. Un Roberto Maroni molto soddisfatto per l'accordo raggiunto: "una decisione molto importante è stata presa perche' diamo concretamente il via alla creazione di una nuova rete di strade lombarde gestita direttamente da Anas e dalla Regione. Nasce un modello nuovo, che in qualche modo anticipa anche quanto stiamo discutendo con il Governo nella trattativa sull'autonomia a proposito di gestione delle infrastrutture e delle grandi reti. 'Lombardia Mobilita'', infatti, per la prima volta in una Regione, rappresenta un modello di integrazione fra
ha il compito di programmare, progettare e decidere cosa serve (la Regione) e chi deve gestire concretamente (Anas)". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, apre la Conferenza stampa di presentazione della societa' Lombardia Mobilita' Spa in attuazione del Protocollo sottoscritto il 10 marzo 2017 tra Regione Lombardia e Anas per la gestione unitaria della rete stradale prioritaria ricadente nel territorio della Regione Lombardia. 
L'INIZIO DI UN PERCORSO - "La firma di oggi" - ha sottolineato il governatore, - "rappresenta l'inizio di un percorso. Partiamo da qui con oltre 2.200 chilometri di strade e una dotazione di 60 milioni all'anno, di cui 30 da Regione Lombardia per la manutenzione delle strade regionali e 30 milioni da Anas per la manutenzione delle nuove strade statali". Il protocollo approvato il 10 Marzo, ha ricordato, con l'adesione delle Unione delle province lombarde, "parlava di 1.590 km di strade, ma dopo un ampio confronto con tutti i territori, la rete e' aumentata fino ad oltre 2.200 km". 
QUESTIONE PEDEMONTANA - Il percorso iniziato il 10 di marzo, si e' dovuto interrompere perche' il 28 di giugno e' stata presentata la richiesta di fallimento da parte della Procura della Repubblica nei confronti della societa' Pedemontana. Cio', ci ha obbligati ad uno stop, a interrompere le procedure complesse per arrivare alla definizione, ai trasferimenti, alle autorizzazioni a tutte le pratiche da svolgere alle conferenza Stato-Regioni, al Mit, per definire anche sotto l'aspetto patrimoniale, la
nuova rete della societa'. Questo perche' l'accordo comprende anche due tratte, le tangenziali di Como e Varese, che sono di proprieta' di Pedemontana e passeranno in gestione ad Anas. Cio', ci ha indotto per prudenza ad aspettare. Oggi possiamo dire con ragionevole certezza, che la richiesta di fallimento sara' respinta. Quindi possiamo riprendere tutte le operazioni che abbiamo dovuto interrompere dall'inizio di luglio".
GRANDE DETERMINAZIONE - Sul futuro di Pedemontana, ha sottolineato il presidente Lombardo, "la sentenza ci sara' con ogni probabilita' settimana prossima, io sono fiducioso. La Regione Lombardia ha investito molto, abbiamo presentato pure una lettera formale che credo servira' anche al Tribunale per respingere la richiesta di fallimento, perche' non fare la Pedemontana costerebbe piu' che farla. Siamo quindi determinatissimi a completare l'opera, recuperando questi sei mesi che abbiamo dovuto perdere. Il 4 dicembre infatti ho scritto una lettera al ministro Del Rio e al presidente della conferenza delle Regioni per far ripartire tutto l'iter". 
LE PROSSIME TAPPE - Le prossime tappe, ha illustrato Maroni, saranno: "entro il 15 gennaio 2018 l'adozione degli atti per la costituzione di Lombardia Mobilita' Spa; entro il 30 giugno 2018 l'avvio della gestione operativa. Quella che avevamo previsto partisse da gennaio, ma che ha subito un ritardo non imputabile a noi, ma solo al processo penale in corso nei confronti della societa' Pedemontana".
MANTENUTI TUTTI GLI IMPEGNI - Verranno, ha assicurato il presidente lombardo, "mantenuti tutti gli impegni scritti negli accordi. La rete entro giugno di quest'anno, verra' gestita dalla nuova societa', comprese le due tangenziali di Como e Varese".

 
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Papa Francesco: "Ho pianto chiedendo perdono ai Rohingya"

Papa Francesco, sull'aereo di ritorno a Roma dopo il suo viaggio di sei giorni in Birmania e Bangladesh, non ha mancato il consueto appuntamento con i giornalisti che lo accompagnavano.


Le domande dei giornalisti sono state poste per quasi un'ora e Papa Francesco, anche se visibilmente stanco, non si è concesso pause e ha risposto a tutti. Tutto si è svolto come sempre in un clima gioviale, anche se Papa Francesco per pochi istanti, ha avuto un momento di risentimento, quando alcuni dei giornalisti sul volo di ritorno, gli hanno rivolto delle domande non pertinenti con il viaggio da poco concluso. Non si è mai rifiutato di rispondere fino in fondo, ma a una domanda sul nucleare, ha risposto in modo sintetico e schietto, "fuori tema con questa conferenza stampa! andiamo avanti".

Due paesi, undici discorsi e ventiquattro cerimonie in sei giorni

Il Papa è apparso molto stanco dopo una tale maratona che lo ha visto molto impegnato, nonostante tutto non tossiva più come all'inizio di questa settimana asiatica, tosse che aveva messo in dubbio la durata prevista del viaggio stesso. Il pontefice ha ancora una volta, dimostrato un'incredibile energia e una forte capacità di recupero, in sei giorni ha visitato due difficili paesi, pronunciato undici discorsi e presidiato più di ventiquattro cerimonie! Il tutto all'alba del suo 81° compleanno che sarà il 17 Dicembre prossimo.

Papa Francis lascia il Bangladesh dopo una visita di tre giorni il 2 dicembre 2017.

Un ultimo particolare significativo è degno di nota: è consuetudine che l'aereo destinato a riportare il Papa a Roma, sia un velivolo della compagnia di bandiera del paese visitato. Sabato sera, un grande Boeing 777 della Bangladesh Airlines, Biman, ha accolto il Papa cattolico per nove ore di viaggio. Mentre tutti i giornalisti aspettavano il pontefice alla conferenza stampa sul lato sinistro dell'Aeromobile, un membro dell'equipaggio probabilmente il pilota, barba ordinata e indosso un Panjabi con un pantalone che lasciava apparire chiaramente caviglie, improvvisamente è apparso dal lato destro della cabina con un piccolo... tappeto fatto a mano! Ha viaggiato con la massima naturalezza sul fondo dell'aereo per eseguire la sua preghiera, all'ora stabilita e verso la Mecca, sempre indicata in tutte le compagnie aeree dei paesi musulmani. Subito dopo è arrivato Papa Francesco e la sua conferenza stampa è iniziata!

Il Papa a Dacca, in Bangladesh.

Un "silenzio" calcolato sui "Rohingyas"

In molti si sono chiesti perchè il Papa, durante questo suo viaggio, abbia aspettato a lungo prima di pronunciare la parola "Rohingya"- il nome di un'etnia musulmana portata sull'orlo della scomparsa, di cui 620 000 cittadini sono attualmente rifugiati in Bangladesh, dopo essere stati espulsi dall'esercito dallo stato del Myanmar, alla fine di agosto 2017 - Papa Francesco si è così giustificato:

 -"Ho capito che se avessi detto questa parola in un discorso ufficiale o se avessi lanciato pubblicamente una denuncia, avrei rischiato di interrompere un dialogo perché l'aggressività chiude le porte. Ho quindi preferito descrivere le situazioni, evocare questioni di diritti, di cittadinanza, che mi hanno permesso di andare oltre anche nelle interviste private. Questo mi rende soddisfatto perchè così Il messaggio è passato".-

"Quando ho chiesto il perdono dei Rohingya, stavo piangendo"

Papa Francesco, Venerdì sera a Dhaka, capitale del Bangladesh, nel corso di una cerimonia interreligiosa, ha finalmente pronunciato il nome Rohingya:

-"ho chiesto perdono, questa era l'unica condizione per me essenziale in questo viaggio, oggi, la presenza di Dio, è anche chiamata Rohingya, questo incontro lo avrei voluto in un campo profughi, ma  per motivi, a detta del  governo locale, di organizzazione non è stato possibile realizzarlo -

Papa Francesco visita i fedeli della Chiesa del Santo Rosario il 2 dicembre a Dhaka (Bangladesh).

 

Alla fine i "negoziati" con "il governo del Bangladesh" hanno permesso il trasferimento di questi profughi dal loro campo alla capitale, per incontrare il papa. Francesco,"molto felice ed emozionato" di poterli salutare "uno per uno" è anche scivolato su una passerella e subito alzatosi ha detto - "Sono un pescatore, sono abituato a cadere ma sono sempre pronto ad alzarmi".

Subito dopo ci sono stati dei momenti di confusione che il Pontefice descrive così: - "qualcuno che non era non il governo ha chiesto a questi sedici Rohingya di scendere dal palco dove mi trovavo. Sono intervenuto molto arrabbiato gridando, rispetto! rispetto! Poi, visto che non potevo lasciarli andare senza dire una parola, ho chiesto il microfono e ho iniziato a parlare... so che ho chiesto perdono due volte ma non ricordo cosa ho detto. Stavo piangendo in quel momento... Stavo cercando di non mostrarlo ma anche loro piangevano. Però il messaggio è finalmente passato! Una parte era programmata, l'altra era spontanea. Tutte le copertine dei giornali ne hanno parlato. Non ho sentito alcuna critica".

 

"Non ho negoziato nessuna verità" con il generale birmano

Chiesto del contenuto delle sue conversazioni private con il generale Min Aung Hlaing, capo dell'esercito del Myanmar, il papa non ha alzato l'angolo del velo, ma ha detto: "Questo generale ha chiesto di parlare. Bene l'ho ricevuto, non chiudo mai la porta. Chiedi di parlare, vieni. Non perdiamo mai quando parliamo, comunque vada abbiamo sempre vinto. E 'stata una bella conversazione. Non posso parlarne perché era privata. Ma non ho negoziato la verità. Abbiamo ragionato in modo tale da comprendere un pò la strada scelta durante il brutto periodo della dittatura militare. È stato un incontro bellissimo, civile. Ho usato le parole per far passare il messaggio. Quando ho visto che il messaggio è stato accettato, ho osato dire tutto ciò che volevo dire".

Incontro con papa Fraçois e rappresentanti dei rifugiati Rohingya il 1 ° dicembre a Dhaka, in Bangladesh.

 

"Un viaggio in Cina che andrà bene per tutti"

In origine, questo ventunesimo viaggio internazionale di Papa Francesco doveva riguardare l'India e il Bangladesh. Un progetto che è stato poi abbandonato. E Francesco giustifica questa decisioni così: "per visitare l'India, è necessario un viaggio dedicato solo a quello stato. A causa delle varie culture dell'India, è necessario andare a sud, al centro, a est, a nord-est, a nord ... Spero di poterlo fare nel 2018, se sarò ancora vivo."

D'altra parte il viaggio in Cina non è ancora in preparazione al momento, ma il pontefice non nasconde nulla: "mi piacerebbe tanto visitare la Cina! Esiste un dialogo politico con questo paese, in particolare per la Chiesa cinese. C'è la domanda della Chiesa patriottica e della Chiesa sotterranea. Dobbiamo procedere, passo dopo passo, con delicatezza, come si fa ora, lentamente. Ci vuole pazienza Le porte del cuore sono aperte. Un viaggio in Cina andrà bene per tutti."

Papa Francesco incontra i fedeli cristiani di Dhaka il 1 ° dicembre 2017.

Dialogo interreligioso o evangelizzazione?

Alla domanda su quale sia la priorità del Papa, il dialogo interreligioso o l'evangelizzazione? Papa Francesco ha ribattuto: "Evangelizzare non è fare proselitismo. La Chiesa sta crescendo, non per proselitismo, ma per attrazione, cioè per testimonianza. Questo è quello che ha anche detto Papa Benedetto XVI. Poi arrivano le conversioni. Quindi non siamo molto entusiasti di improvvisare la conversione." Francesco ha poi raccontato la storia di un giovane alla Gmg di Cracovia che gli ha chiesto come "convertire" un amico che non credeva in Dio. La risposta del Papa è stata: "L'ultima cosa da fare è 'dire' qualcosa. Vivi il tuo vangelo, poi ti chiederà lui Perché vivi così? Lascia che lo Spirito Santo lo attivi. Perché lo Spirito Santo dimostra forza e dolcezza durante le conversioni. Siamo solo testimoni del Vangelo. Non si tratta di convincere mentalmente, con ragione e apologetica. È lo Spirito Santo che esegue la conversione. La "priorità" per lui è "la testimonianza, il rispetto, di chi viene in pace. La pace si interrompe quando inizia il proselitismo. Il proselitismo non è evangelico. Come la ragione è apologia. 

L'arma nucleare è al "limite" dell'illecito

Interrogato nel contesto della tensione tra Corea e Cina sulla legalità dell'arma nucleare, Papa Francesco ha lanciato: "Oggi siamo al limite!... siamo al limite della liceità di possedere e usare le armi nucleari. Al di là del rischio di distruzione dell'umanità e dell'aumento delle armi nucleari, ciò che è cambiato è la loro sofisticazione e crudeltà. Siamo in grado di distruggere le persone, senza toccare le strutture. Siamo al limite ... E poiché siamo al limite, mi pongo questa domanda. E questo, non dal punto di vista del magistero pontificio, ma è una domanda che si chiede un papa, oggi è lecito mantenere gli arsenali nucleari così come sono? Per salvare la Creazione, per salvare l'umanità, non è necessario tornare indietro? " E Concludendo: "Siamo oggi al punto in cui, con questa cultura, l'uomo tiene nelle sue mani la capacità di creare una nuova strada di vita, quella della distruzione. Pensate e non dimenticate mai Hiroshima e Nagasaki."

 

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"AVVOCATI RISPONDONO" SETTIMA PUNTATA

In questa puntata: 1) Avv. Carlo Bortolotti; Morosità delle spese condominiali. Sentiamo come comportarci per non ritrovarci in grossi problemi  2) Avv. Davide Pollastro; L'avvocato d'ufficio e l'avvocato gratuito, chi sono e quali sono le sostanziali differenze tra i due. Ecco cosa è utile sapere... (VIDEO)


Vi aspettiamo con nuove puntate tutti i Martedì alle ore 22.00 su TELEREPORTER ch 13 del Digitale terrestre e tutti i Mercoledì alle ore 22.30 su TeleMilano Ch 12 del Digitale terrestre. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"SCALE", NASCE A MILANO IL PRIMO NETWORK EUROPEO PER LE STARTUP.

Un progetto che permette  alle giovani aziende di allargare i propri orizzonti di crescita, confrontandosi con i mercati più attivi e sensibili alle innovazioni e alle nuove forme della creatività


Agevolare la nascita di startup orientate ad attività  d’impresa nei mercati europei, favorire la connessione tra i nuovi progetti d’impresa e le grandi corporate oltre a costituire il primo network tra grandi città europee espressamente rivolto al mondo dell’innovazione.

Questo l’obiettivo di SCALE, Startup City Alliance Europe. I contenuti del progetto e il portale internet dedicato sono stati presentati questa mattina all’Urban Center di Milano dall'assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani con la Camera di Commercio e Assolombarda, insieme ad altri operatori del settore.

“Grazie all’adesione di Milano a questo progetto permettiamo alle giovani  aziende di allargare i propri orizzonti di crescita, confrontandosi con i mercati più attivi e sensibili alle innovazioni e alle nuove forme della creatività – commenta l’assessore alle Politiche per il lavoro e Attività produttive Cristina Tajani -. In un’economia sempre più globalizzata è necessario che le aziende siano in grado, attraverso idee e prodotti, di superare i confini territoriali. Iniziative come questa proseguono e allargano il percorso già portato avanti dall’Amministrazione per favorire la nascita e lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali che riescano, nei diversi ambiti, ad affermare il Made in  Italy”.

Il programma SCALE connette oltre venti città europee tra cui Milano, Amsterdam, Barcellona, Berlino, Londra, Madrid e Roma, con l’intento di agevolare la reperibilità d’informazioni per chi vuole fare impresa in Europa, passando da una dimensione locale ad una internazionale. A supportare i giovani imprenditori nell’espansione della loro attività all’estero, oltre alle singole municipalità anche le agenzie per lo sviluppo economico. Un progetto che favorisce la cooperazione tra le varie città e che intende sviluppare un approccio imprenditoriale condiviso, volto a cogliere le opportunità offerte dal mercato unico europeo. Grazie a questa cooperazione tra le varie amministrazioni, i giovani imprenditori potranno partecipare a veri e propri “bootcamps” di due-tre giorni allo scopo di creare una prima rete di contatti utili con i vari interlocutori locali: dalle camere di commercio, alle associazioni di categoria sino agli investitori privati e al sistema di incubatori e coworking presenti in ogni singola città. Tutto questo è anche a portata di  mouse grazie al portale www.startupcityalliance.eu dove gli imprenditori e le giovani startup possono trovare tutte le informazioni per agevolare il loro sbarco nei paesi e nei mercati di riferimento.

La presentazione del progetto Scale è stata anche l’occasione per introdurre, insieme al Consolato Olandese a Milano, le sette startup milanesi, selezionate dal Comune di Milano attraverso bando pubblico, che parteciperanno al primo “bootcamp” che si volgerà ad Amsterdam dal 12 al 14 dicembre. Le aziende potranno quindi contare sul sostegno di entrambe le strutture locali per l’organizzazione degli incontri con investitori, stakeholder ed eventuali clienti ma anche per conoscere la comunità imprenditoriale olandese nel suo insieme, oltre alla possibilità di venire in contatto con makerspaces e la rete di incubatori in sintonia con le  caratteristiche proprie e di mercato delle imprese selezionate al fine di individuare possibili azioni di marketing e relazioni pubbliche.

Milano e Amsterdam sono capitali economiche e finanziarie che ospitano comunità internazionali e che, grazie alle Amministrazioni locali, trovano un punto di raccordo e confronto necessario a favorire lo sviluppo economico e sociale delle due metropoli e dei giovani imprenditori.

MILANO, CIMITERO MONUMENTALE: IL “MUSEO A CIELO APERTO” CERCA IL SUO CURATORE ARTISTICO

Aperto il nuovo Bando per la selezione per due catalogatori. Incarico biennale per mappare le sepolture e le opere e promuovere il patrimonio artistico. 


Il Cimitero Monumentale cerca il suo curatore artistico e scientifico. Si è aperta la selezione pubblica per una figura professionale che affianchi la direzione del Cimitero nella progettazione e nello sviluppo di iniziative per la conservazione, la promozione e la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico del Monumentale.

Accanto all’attività di promozione, il curatore avrà anche il compito di mappare le sepolture e le opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico artistico; selezionare e definire il primo lotto di sepolture e opere da sottoporre a censimento (almeno mille posizioni); assumere la direzione scientifica del censimento delle sepolture e delle opere e della catalogazione delle opere censite; supportare la direzione amministrativa per gli eventi culturali da realizzare.

L’incarico avrà la durata indicativa di due anni, per un impegno complessivo di almeno 440 ore. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Conservazione dei beni culturali e Storia dell’arte e con un'esperienza di almeno dieci anni in un ruolo analogo. 

Il curatore artistico sarà affiancato da due catalogatori-schedatori. Anche per queste due figure professionali si è aperta una selezione pubblica. L’incarico prevede: la compilazione di una o più schede di vario livello di approfondimento (inventario, catalogo, pre-catalogo) con immagini digitali collegate per ciascuna sepoltura esistente; raccolta dei dati tecnici attraverso sopralluoghi in loco e ricerche mirate al carattere storico, artistico, bibliografico e archivistico; catalogazione delle opere censite secondo gli standard definiti dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione; supporto alla direzione artistico scientifica per la mappatura preliminare delle sepolture e delle opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico-artistico del Monumentale.

L’incarico avrà durata biennale, per un impegno complessivo di almeno 1200 ore. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Lettere, Filosofia, DAMS o Conservazione dei beni culturali con indirizzo storico artistico e che abbiano maturato un’esperienza di almeno un anno in un ruolo analogo. 

Per entrambe le posizioni le candidature dovranno essere inviate via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro l’11 dicembre.

Bando per il curatore 

Selezione per i due catalogatori 

MILANO, OH BEJ! OH BEJ! TORNA DA GIOVEDÌ 7 A DOMENICA 10 DICEMBRE LA FIERA DI SANT'AMBROGIO

Cristina Tajani: ”Sempre più banchi dedicati ai temi del Natale per offrire a milanesi e turisti un evento che cresce nel segno della tradizione e della qualità” 


Da giovedì 7 a domenica 10 dicembre torna l’immancabile appuntamento con gli Oh Bej! Oh Bej!. Anche quest’anno sarà il perimetro del Castello Sforzesco, nel tratto compreso tra via Gadio e piazza Castello, ad ospitare i 379 espositori della tradizionale Fiera di Sant’Ambrogio, che da  sempre segna per i milanesi l’inizio delle festività natalizie. Novità di quest’anno la presenza di quattro banchi interamente dedicati ai presepi e agli addobbi per gli abeti natalizi. 

“Gli Oh Bej! Oh Bej! non sono solo un momento commerciale ma un’occasione per raccontare la storia, la cultura e la tradizione della città, spaziando?dai prodotti dell’artigianato locale agli alimentari immancabili sulle tavole dei milanesi, dalle caldarroste ai dolciumi fino ai lavori in ferro battuto e ottone, ai fiori e agli addobbi natalizi”. Cosi l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività Produttive e Commercio Cristina Tajani, che prosegue: “In questi anni abbiamo lavorato per rendere la fiera sempre più  vivibile conciliando qualità dell’offerta e rispetto della tradizione”.   

                             

Negli oltre 25.000 mq di esposizione il 70% degli espositori risponde ai rinnovati criteri di selezione degli operatori al fine di proporre a milanesi e turisti, anno dopo anno, le più autentiche atmosfere e i generi merceologici più rappresentativi della storica fiera. Spazio quindi, per quattro giorni, a 52 rigattieri, 19 fioristi, 24 artigiani, 51 mestieranti, 19 venditori di stampe e libri, 5 maestri del ferro battuto, rame e ottone, 14 giocattolai, 17 rivenditori di dolci, oltre a 9 tradizionali venditori di caldarroste e 10 di “Firunatt”, le tipiche castagne infilate affumicate e 5 produttori di cesti e 2 di miele e affini. 

Per partecipare all’edizione 2017 degli gli Oh Bej! Oh Bej! sono giunte all’Amministrazione oltre 710 domande da tutta Italia. Come sempre gli orari della fiera sono dalle 8.30 alle 21.  

L’Amministrazione ha previsto, dal 5 all’ 8 dicembre, anche altre 80 postazioni di vendita (lo stesso numero del 2016) presso il cavalcavia Bussa che collega la stazione di Porta Garibaldi con il quartiere Isola. Qui, infatti, trova sede la fiera “Alter Bej!” realizzata dagli operatori dall’Associazione “Altrimenti”, che per l’occasione esporranno auto-produzioni artigianali e creazioni artistiche, il tutto accompagnato dalle esibizioni di musicisti, giocolieri e artisti di strada.

Fonte: (Comune di Milano)

 

 

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Fake news e politica, accuse a siti pro Salvini e 5 Stelle. Una vicenda poco chiara e qualcuno si nasconde dietro a un "ERRORE TECNICO"

Nuove ombre sulla gestione dei social di Lega e M5S, un'inchiesta del New York Times rivela strani collegamenti tra siti pseudo ufficiali salviniani e siti di Fake News


Questa inchiesta del New York Times è molto eloquente. Parla di un'Italia che si prepara alla stagione elettorale e per proteggersi dalle Fake News chiede aiuto a Facebook.

Nel mirino sono finiti alcuni siti che fanno propaganda per la nuova Lega di Salvini e il Movimento 5 Stelle. "Chiediamo ai social network, e in particolare a Facebook, di aiutarci ad avere una campagna elettorale pulita", ha detto in un'intervista giovedì Matteo Renzi, il leader del Partito Democratico. "La qualità della democrazia in Italia oggi dipende da una risposta a questi problemi". Nessuno in Italia è più preoccupato del Pd; nei giorni scorsi, i suoi membri hanno fatto un tentativo orchestrato di focalizzare l'attenzione del Paese - e di potenti piattaforme di social media come Facebook - su una campagna di disinformazione che ritengono sia stata ideata per danneggiare uno degli ultimi governi di centrosinistra in Europa. 

Andrea Stroppa, un ricercatore della Ghost Data consigliere di Renzi su questioni di sicurezza informatica, ha contribuito a un rapporto sulle notizie false che è diventato uno dei principali punti di discussione dell'ex premier. Dopo la pubblicazione del rapporto, Facebook ha chiuso i siti, che hanno trafficato con forti temi nazionalisti e anti-immigrati. In questo rapporto si tenta di dimostrare una connessione tra siti apparentemente non collegati tra loro, che promuovono movimenti politici rivali anti-establishment, critici nei confronti del segretario Dem e del governo di centrosinistra. 

Il rapporto, che Stroppa ha condiviso con il New York Times, mostra che la pagina web ufficiale di un movimento che promuove l'azione politica di Matteo Salvini, il leader che ha trasformato la padana Lega Nord in un partito sostanzialmente nazionalista con qualche accento di estrema destra, condivide codici Google unici con un fan e una pagina di propaganda e supporto al Movimento 5 Stelle.

Tali codici servono per monitorare sia le visualizzazioni delle pagine (numero accessi e profili) sia i valori economici dati da Google AdSense. Più utenti visitano la pagina, più sale il guadagno dato dai banner inseriti nelle pagine. Tutti i siti condividono anche un modello sulle loro pagine di contatto. Ma nel mondo oscuro della propaganda e del "magheggi" su Internet, l'inclinazione del contenuto è più chiara di quella da cui proviene e a cosa equivalgano dei codici condivisi non è del tutto chiaro.

Una portavoce di Google, Simona Panseri, afferma: "Spesso vediamo siti non collegati che utilizzano gli stessi ID, quindi non è un indicatore affidabile sapere che due siti non siano collegati da link interni o da pubblicati da stessi editori".

Secondo l'esperto del web David Puente, ex della Casaleggio Associati, che ha effettuato un'indagine parallela, l'inchiesta del NYT dice qualcosa di più e rivela:"Il codice Adsense mi aveva permesso di individuare una connessione con altri domini e siti internet che elenco di seguito": 

                                                        

  • noiconsalvini.org
  • italyfortrump.info
  • iostoconputin.info
  • ilsudconsalvini.info
  • ilsudconsalvini.org
  • videoa5stelle.info
  • imprese5stelle.org
  • complottisti.com
  • buzzstory.net
  • controinformazionetv.info
  • lospillo.info
  • lospillo.org
  • vinciamonoi.org
  • stopeuro.org
  • aprilamente.info
  • mondolibero.org
  • nonsiamosoli.info
  • eurocrazia.com
  • naturalblog.info

(dal Blog https://www.davidpuente.it/blog/2017/11/27/il-24-novembre-2017/)

Dai siti pro Movimento 5 Stelle (dove abbiamo anche il dominio “Videoa5stelle.info“, “Vinciamonoi.org“, “Imprese5stelle.org“) passiamo a quelli pro Matteo Salvini, infatti dal dominio “Noiconsalvini.org” (che mi domando, essendo ufficiale, perché usufruisce del servizio di Whois Privacy) noto lo stesso codice Adsense (presente anche in “Ilsudconsalvini” sia nel .org che nel .info). Poi arriviamo a siti come “Complottisti.com” (ora diventato “Complottisti.info“), il sito su alieni e ufo “Nonsiamosoli.info“, quello con proposte casalinghe per curare l’influenza come “Naturalblog.info“, l’anti Euro “Eurocrazia.com” (che oggi rimanda a “Eurocrazia.info“) e “Stopeuro.org” (che oggi rimanda a “Stopeuro.news“), al sito pro Trump chiamato “Italyfortrump.info” per poi finire ai due domini “Iostoconputin.info” e “Mondolibero.org” riportati dal New York Times.

Attorno a questi domini non ci sono solo i siti, ma anche account social e pagine Facebook con diversa “potenza di fuoco virale“:

Chiesta dal NYT una spiegazione a Luca Morisi, il Casaleggio di Matteo Salvini, inizialmente, scriveva il quotidiano Usa, non aveva risposto alle domande. Lo stesso Morisi ha poi sostenuto che il problema fosse nato dal fatto che un ex “sostenitore dei M5S ha aiutato la sua società, a costruire la pagina ‘Noi con Salvini’ e ha copiato ed incollato i codice dalla sua pagina di sostenitore dei M5S, così come quelli di ‘Io StoConPutin.info’ con quelle di Salvini. “Ma noi non abbiano nulla a che fare con i siti pro-Putin o pro-5 Stelle” ha denunciato Morisi. 

Come dire: noi non ne sappiamo nulla! Ma come è possibile? Uno stratega dei social media tanto blasonato, titolare di una società che vanta importanti contratti nella Sanità lombarda, come quella di Morisi (che, giova ricordarlo, con la sua struttura è andato a sostituire molti dei dipendenti licenziati da Matteo Salvini), deve servirsi di un terzo consulente per costruire una pagina ufficiale?

Come può dire "noi non ne sappiamo nulla", quando sui portali esistono banner pubblicitari che portano entrate economiche in funzione delle visite?

Difficile da credere...

Purtroppo questo è lo stato delle cose nel mondo dei social, l'Informazione quella con la "I" maiuscola, quella che dovrebbe servire al popolo, anche, a valutare, ed eventualmente attraverso il voto, i propri rappresentanti per un giusto governo democratico, è ormai scomparsa. Al suo posto è comparso un miscuglio di parole e misteri... di mezze verità e di "Fake News".

E' per questo motivo che i social non devono rappresentare o divulgare il pensiero politico di chi è designato alla guida del paese. La politica deve restarne fuori e tornare a comunicare con mezzi autorevoli, che prima di dare una notizia, ne cercano e ne controllano la fonte. Forse solo così potremo limitare i danni e avere un vero "governo del popolo", che rappresenta la prima pietra della democrazia.  

Fonte: (https://www.nytimes.com/2017/11/24/world/europe/italy-election-fake-news.html _ https://www.davidpuente.it/blog/2017/11/27/il-24-novembre-2017/ ) 

Anno 2017, il buco nell'Ozono torna alle dimensioni misurate nel 1988

Il buco dell'ozono di quest'anno ha raggiunto il suo a settembre, rivelando la dimensione più piccola misurata dal 1988. Questo a causa di un vortice antartico instabile e insolitamente caldo che ha interessato l'Antartide.


Gli scienziati della NASA e della NOAA hanno annunciato il 2 novembre 2017, che le misurazioni effettuate dai satelliti quest'anno hanno mostrato che il buco nello strato di ozono della Terra, che si forma sull'Antartide ogni settembre, era il più piccolo dal 1988. Gli scienziati hanno indicato un vortice antartico instabile e più caldo nel 2017 - la stratosferica come il motivo è un sistema a bassa pressione che ruota in senso orario nell'atmosfera sopra l'Antartide.

L'ozono è una molecola composta da tre atomi di ossigeno. Uno strato di ozono in alto nell'atmosfera circonda l'intera Terra. Protegge la vita sul nostro pianeta dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti del sole. Rilevato per la prima volta nel 1985, il buco dell'ozono non è tecnicamente un buco dove non è presente ozono, ma è invece una regione di ozono eccezionalmente impoverito nella stratosfera sopra l'Antartico. Questa regione di ozono esaurito inizia tipicamente ad apparire all'inizio della primavera dell'emisfero australe (agosto-ottobre).

Secondo la NASA, il buco dell'ozono di quest'anno ha raggiunto la sua massima estensione l'11 settembre, coprendo un'area di circa due volte e mezzo le dimensioni degli Stati Uniti - 7,6 milioni di miglia quadrate in estensione - e poi diminuito in estensione, nel resto di settembre e in ottobre .

Il buco dell'ozono del 2017 era simile nella sua area, di uno dei primi buchi di ozono osservati - quello del 1988. Il buco dell'ozono del 2017 era di circa 1 milione di chilometri, una estensione più piccola rispetto al buco dell'ozono del 2016.

Anche se gli scienziati prevedono che il buco dell'ozono continuerà a ridursi nel tempo, a causa di uno sforzo globale cooperativo per vietare le sostanze chimiche che riducono l'ozono, il buco dell'ozono più piccolo di quest'anno ha avuto più a che fare con le condizioni atmosferiche in Antartide che con l'intervento umano.

Secondo una dichiarazione della NASA :

Il buco dell'ozono più piccolo nel 2017 è stato fortemente influenzato da un vortice antartico instabile e più caldo, un sistema di bassa pressione stratosferica che ruota in senso orario nell'atmosfera sopra l'Antartide. Ciò ha contribuito a ridurre al minimo la formazione di nubi stratosferiche polari nella stratosfera inferiore. La formazione e la persistenza di queste nuvole sono importanti primi passi che portano alle reazioni catalizzate da cloro e bromo che distruggono l'ozono, hanno detto gli scienziati. Queste condizioni antartiche assomigliano a quelle che si trovano nell'Artico, dove la riduzione dell'ozono è molto meno grave.

Nel 2016, le temperature stratosferiche più calde hanno anche limitato la crescita del buco dell'ozono. L'anno scorso, il buco dell'ozono ha raggiunto un massimo di 8,9 milioni di miglia quadrate, 2 milioni di miglia quadrate in meno rispetto al 2015. L'area media di questi massimi giornalieri di buco dell'ozono osservati dal 1991 è stata di circa 10 milioni di miglia quadrate.

Trent'anni fa, la comunità internazionale ha firmato il Protocollo di Montreal sulle sostanze nocive che riducono lo strato di ozono e ha iniziato a regolare l'utilizzo di tali sostanze. Gli scienziati si aspettano che il buco dell'ozono sopra l'Antartide diventi gradualmente meno pericoloso, poiché l'uso di composti sintetici contenenti clorofluorocarburi e cloro - una volta frequentemente utilizzati come refrigeranti - continua a diminuire.

Gli scienziati si aspettano che il buco dell'ozono dell'Antartide riprenda i livelli precedenti al 1980 intorno al 2070.

Sebbene le condizioni meteorologiche stratosferiche più calde della media, abbiano ridotto la riduzione dell'ozono negli ultimi due anni, gli scienziati si aspettano che le dimensioni medie di un buco dell'ozono dei giorni nostri, continueranno a essere più grandi rispetto ai buchi di ozono osservati negli anni '80, quando l'esaurimento dello strato di ozono sopra l'Antartide è stato rilevato per la prima volta.

Basano questa aspettativa sul fatto che i livelli di sostanze che riducono l'ozono come cloro e bromo rimangono ancora abbastanza alti nell'atmosfera terrestre per produrre una perdita significativa di ozono.

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