updated 4:03 PM UTC, Dec 15, 2017

Papa Francesco vuole cambiare, il "Padre Nostro"

Papa Francesco ha suggerito di voler apportare un cambiamento alla preghiera del Signore, ampiamente conosciuta tra i fedeli come il "Padre nostro".


In un'intervista mercoledì il Pontefice ha detto che preferirebbe sostituire la frase "non ci indurre in tentazione", che secondo il papa è troppo forte, con "non lasciarmi cadere in tentazione". Secondo Bergoglio questa traduzione porta a pensare che Dio conduca le persone a peccare, - "Non è una buona traduzione, è meglio dire: "Non lasciarmi cadere nella tentazione" ha detto Papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio sollecita quindi una nuova traduzione, come avvenuto in Francia dal 3 dicembre scorso. E come in realtà già fatto dalla nuova versione della Bibbia della Cei, dal 2008 (un'innovazione non ancora recepita nella Messa). La preghiera ha origine dalla lingua di Gesù, l'aramaico, fu poi tradotta in greco antico e infine in latino. 

Il papa all'inizio di questa settimana ha anche fatto un inciso sull'annuncio del presidente Trump, in cui diceva che gli Stati Uniti avrebbero riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e avrebbero mirato a trasferirvi la propria ambasciata, oggi a Tel Aviv.

Papa Francesco ha detto di essere "profondamente interessato da questa questione, non solo strategica e politica" e ha fatto appello affinché "tutti rispettino lo status quo della città". 

ultima ora × ultime news× ultime notizie× papa Francesco news× papa Francesco × Vaticano× padre nostro× preghiera padre nostro× «questa preghiera contiene tutte le domande possibili, non se ne può concepire una sola che non via sia racchiusa». Eppure, spiega Francesco, «ci vuole coraggio per pregare il Padre nostro». In un mondo «malato di orfanezza», ...× Il testo in italiano della preghiera più nota, il 'Padre Nostro' , potrebbe presto cambiare. A farlo intendere è lo stesso papa Francesco: "Dio che ci induce in tentazione non è una buona traduzione. × Papa Francesco "corregge" il Padre Nostro: «Dio non induce in tentazione». 07/12/2017 E' meglio dire: «Non lasciarmi cadere nella tentazione». Jorge Mario Bergoglio sollecita una nuova traduzione. Come avvenuto in Francia dal 3 dicembre scorso.× video×

 

Papa Francesco: "Ho pianto chiedendo perdono ai Rohingya"

Papa Francesco, sull'aereo di ritorno a Roma dopo il suo viaggio di sei giorni in Birmania e Bangladesh, non ha mancato il consueto appuntamento con i giornalisti che lo accompagnavano.


Le domande dei giornalisti sono state poste per quasi un'ora e Papa Francesco, anche se visibilmente stanco, non si è concesso pause e ha risposto a tutti. Tutto si è svolto come sempre in un clima gioviale, anche se Papa Francesco per pochi istanti, ha avuto un momento di risentimento, quando alcuni dei giornalisti sul volo di ritorno, gli hanno rivolto delle domande non pertinenti con il viaggio da poco concluso. Non si è mai rifiutato di rispondere fino in fondo, ma a una domanda sul nucleare, ha risposto in modo sintetico e schietto, "fuori tema con questa conferenza stampa! andiamo avanti".

Due paesi, undici discorsi e ventiquattro cerimonie in sei giorni

Il Papa è apparso molto stanco dopo una tale maratona che lo ha visto molto impegnato, nonostante tutto non tossiva più come all'inizio di questa settimana asiatica, tosse che aveva messo in dubbio la durata prevista del viaggio stesso. Il pontefice ha ancora una volta, dimostrato un'incredibile energia e una forte capacità di recupero, in sei giorni ha visitato due difficili paesi, pronunciato undici discorsi e presidiato più di ventiquattro cerimonie! Il tutto all'alba del suo 81° compleanno che sarà il 17 Dicembre prossimo.

Papa Francis lascia il Bangladesh dopo una visita di tre giorni il 2 dicembre 2017.

Un ultimo particolare significativo è degno di nota: è consuetudine che l'aereo destinato a riportare il Papa a Roma, sia un velivolo della compagnia di bandiera del paese visitato. Sabato sera, un grande Boeing 777 della Bangladesh Airlines, Biman, ha accolto il Papa cattolico per nove ore di viaggio. Mentre tutti i giornalisti aspettavano il pontefice alla conferenza stampa sul lato sinistro dell'Aeromobile, un membro dell'equipaggio probabilmente il pilota, barba ordinata e indosso un Panjabi con un pantalone che lasciava apparire chiaramente caviglie, improvvisamente è apparso dal lato destro della cabina con un piccolo... tappeto fatto a mano! Ha viaggiato con la massima naturalezza sul fondo dell'aereo per eseguire la sua preghiera, all'ora stabilita e verso la Mecca, sempre indicata in tutte le compagnie aeree dei paesi musulmani. Subito dopo è arrivato Papa Francesco e la sua conferenza stampa è iniziata!

Il Papa a Dacca, in Bangladesh.

Un "silenzio" calcolato sui "Rohingyas"

In molti si sono chiesti perchè il Papa, durante questo suo viaggio, abbia aspettato a lungo prima di pronunciare la parola "Rohingya"- il nome di un'etnia musulmana portata sull'orlo della scomparsa, di cui 620 000 cittadini sono attualmente rifugiati in Bangladesh, dopo essere stati espulsi dall'esercito dallo stato del Myanmar, alla fine di agosto 2017 - Papa Francesco si è così giustificato:

 -"Ho capito che se avessi detto questa parola in un discorso ufficiale o se avessi lanciato pubblicamente una denuncia, avrei rischiato di interrompere un dialogo perché l'aggressività chiude le porte. Ho quindi preferito descrivere le situazioni, evocare questioni di diritti, di cittadinanza, che mi hanno permesso di andare oltre anche nelle interviste private. Questo mi rende soddisfatto perchè così Il messaggio è passato".-

"Quando ho chiesto il perdono dei Rohingya, stavo piangendo"

Papa Francesco, Venerdì sera a Dhaka, capitale del Bangladesh, nel corso di una cerimonia interreligiosa, ha finalmente pronunciato il nome Rohingya:

-"ho chiesto perdono, questa era l'unica condizione per me essenziale in questo viaggio, oggi, la presenza di Dio, è anche chiamata Rohingya, questo incontro lo avrei voluto in un campo profughi, ma  per motivi, a detta del  governo locale, di organizzazione non è stato possibile realizzarlo -

Papa Francesco visita i fedeli della Chiesa del Santo Rosario il 2 dicembre a Dhaka (Bangladesh).

 

Alla fine i "negoziati" con "il governo del Bangladesh" hanno permesso il trasferimento di questi profughi dal loro campo alla capitale, per incontrare il papa. Francesco,"molto felice ed emozionato" di poterli salutare "uno per uno" è anche scivolato su una passerella e subito alzatosi ha detto - "Sono un pescatore, sono abituato a cadere ma sono sempre pronto ad alzarmi".

Subito dopo ci sono stati dei momenti di confusione che il Pontefice descrive così: - "qualcuno che non era non il governo ha chiesto a questi sedici Rohingya di scendere dal palco dove mi trovavo. Sono intervenuto molto arrabbiato gridando, rispetto! rispetto! Poi, visto che non potevo lasciarli andare senza dire una parola, ho chiesto il microfono e ho iniziato a parlare... so che ho chiesto perdono due volte ma non ricordo cosa ho detto. Stavo piangendo in quel momento... Stavo cercando di non mostrarlo ma anche loro piangevano. Però il messaggio è finalmente passato! Una parte era programmata, l'altra era spontanea. Tutte le copertine dei giornali ne hanno parlato. Non ho sentito alcuna critica".

 

"Non ho negoziato nessuna verità" con il generale birmano

Chiesto del contenuto delle sue conversazioni private con il generale Min Aung Hlaing, capo dell'esercito del Myanmar, il papa non ha alzato l'angolo del velo, ma ha detto: "Questo generale ha chiesto di parlare. Bene l'ho ricevuto, non chiudo mai la porta. Chiedi di parlare, vieni. Non perdiamo mai quando parliamo, comunque vada abbiamo sempre vinto. E 'stata una bella conversazione. Non posso parlarne perché era privata. Ma non ho negoziato la verità. Abbiamo ragionato in modo tale da comprendere un pò la strada scelta durante il brutto periodo della dittatura militare. È stato un incontro bellissimo, civile. Ho usato le parole per far passare il messaggio. Quando ho visto che il messaggio è stato accettato, ho osato dire tutto ciò che volevo dire".

Incontro con papa Fraçois e rappresentanti dei rifugiati Rohingya il 1 ° dicembre a Dhaka, in Bangladesh.

 

"Un viaggio in Cina che andrà bene per tutti"

In origine, questo ventunesimo viaggio internazionale di Papa Francesco doveva riguardare l'India e il Bangladesh. Un progetto che è stato poi abbandonato. E Francesco giustifica questa decisioni così: "per visitare l'India, è necessario un viaggio dedicato solo a quello stato. A causa delle varie culture dell'India, è necessario andare a sud, al centro, a est, a nord-est, a nord ... Spero di poterlo fare nel 2018, se sarò ancora vivo."

D'altra parte il viaggio in Cina non è ancora in preparazione al momento, ma il pontefice non nasconde nulla: "mi piacerebbe tanto visitare la Cina! Esiste un dialogo politico con questo paese, in particolare per la Chiesa cinese. C'è la domanda della Chiesa patriottica e della Chiesa sotterranea. Dobbiamo procedere, passo dopo passo, con delicatezza, come si fa ora, lentamente. Ci vuole pazienza Le porte del cuore sono aperte. Un viaggio in Cina andrà bene per tutti."

Papa Francesco incontra i fedeli cristiani di Dhaka il 1 ° dicembre 2017.

Dialogo interreligioso o evangelizzazione?

Alla domanda su quale sia la priorità del Papa, il dialogo interreligioso o l'evangelizzazione? Papa Francesco ha ribattuto: "Evangelizzare non è fare proselitismo. La Chiesa sta crescendo, non per proselitismo, ma per attrazione, cioè per testimonianza. Questo è quello che ha anche detto Papa Benedetto XVI. Poi arrivano le conversioni. Quindi non siamo molto entusiasti di improvvisare la conversione." Francesco ha poi raccontato la storia di un giovane alla Gmg di Cracovia che gli ha chiesto come "convertire" un amico che non credeva in Dio. La risposta del Papa è stata: "L'ultima cosa da fare è 'dire' qualcosa. Vivi il tuo vangelo, poi ti chiederà lui Perché vivi così? Lascia che lo Spirito Santo lo attivi. Perché lo Spirito Santo dimostra forza e dolcezza durante le conversioni. Siamo solo testimoni del Vangelo. Non si tratta di convincere mentalmente, con ragione e apologetica. È lo Spirito Santo che esegue la conversione. La "priorità" per lui è "la testimonianza, il rispetto, di chi viene in pace. La pace si interrompe quando inizia il proselitismo. Il proselitismo non è evangelico. Come la ragione è apologia. 

L'arma nucleare è al "limite" dell'illecito

Interrogato nel contesto della tensione tra Corea e Cina sulla legalità dell'arma nucleare, Papa Francesco ha lanciato: "Oggi siamo al limite!... siamo al limite della liceità di possedere e usare le armi nucleari. Al di là del rischio di distruzione dell'umanità e dell'aumento delle armi nucleari, ciò che è cambiato è la loro sofisticazione e crudeltà. Siamo in grado di distruggere le persone, senza toccare le strutture. Siamo al limite ... E poiché siamo al limite, mi pongo questa domanda. E questo, non dal punto di vista del magistero pontificio, ma è una domanda che si chiede un papa, oggi è lecito mantenere gli arsenali nucleari così come sono? Per salvare la Creazione, per salvare l'umanità, non è necessario tornare indietro? " E Concludendo: "Siamo oggi al punto in cui, con questa cultura, l'uomo tiene nelle sue mani la capacità di creare una nuova strada di vita, quella della distruzione. Pensate e non dimenticate mai Hiroshima e Nagasaki."

 

  • ultime notizie×
  • ultima ora×
  • papa Francesco news×
  • papa Francesco×
  • ilcomizio.it×
  • ultime news Francesco×
  • pillole×
  • primo piano×
  • evidenza×
  • Papa Francesco frasi×
  • Papa Francesco Angelus×
  • Papa Francesco Twitter×
  • Papa Francesco facebook×
  • sì allo ius soli e allo ius culturae×
  • Papa Francesco: "Ho pianto per i rohingya. Volevano cacciarli dal palco, ma mi sono arrabbiato"×
  • ntervista con il pontefice sul volo di ritorno dalla visita in Asia. "San Suu Kyi? Bisogna valutare sapendo che il Myanmar è in piena transizione". "Dal Bangladesh un grande esempio di accoglienza; un paese piccolo ha ricevuto 700 mila profughi. E ci sono paesi che chiudono le porte!". "Viaggio in Cina? Mi piacerebbe, ma non è in programma". E sul nucleare: "Vedo irrazionalità, c'è il rischio che l'umanità finisca"×
  • Migranti, Papa Francesco: “la nazionalità va riconosciuta alla nascita×
  • Intervista con il pontefice sul volo di ritorno dalla visita in Asia. "San Suu Kyi? Bisogna valutare sapendo che il Myanmar è in piena transizione×
  • “San Suu Kyi? Bisogna valutare sapendo che il Myanmar è in piena transizione”×
  • #Papa, #UltimOra×
  • Il pontefice sottolinea che "ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un'occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca"×
  • video×
  • Il Papa ai Rohingya: "Vi chiedo perdono" "Vi chiedo perdono". Papa Francesco si è rivolto così a 18 Rohingya, rifugiati della minoranza musulmana birmana rifugiati in Bangladesh, a Dacca. Per la prima volta, dall'inizio del suo viaggio in Asia, il Pontefice ha pronunciato la parola 'Rohingya×
  • #BuonCompleannoPapaFrancesco
  • #PapaFrancesco81anni
  • #17Dicembre

 

Il Papa e le 7 posizioni eretiche: con una lettera diretta, 62 studiosi e sacerdoti lo accusano di eresia

I giornalisti in vaticano si allertano per una strana news che parla di una “censura” da parte della Santa Sede alla lettera sottoscritta da 62 esponenti cattolici, in cui il pontefice viene accusato di eresia


La notizia si riferiva alla raccolta firme lanciata dal portale www.correctiofilialis.org per la petizione - contenuta in una lettera di 25 pagine - che sollecita il Papa a “correggere le sette «eresie»" sostenute nella sua esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, in particolare riguardo alla questione dell’accesso ai sacramenti dei divorziati-risposati.

Sul portale si dice testualmente: 

Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie). In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, lingua officiale della Chiesa.

Questa lettera di correzione ha 3 parti principali. Nella prima parte, i firmatari, in qualità di cattolici credenti e praticanti, spiegano perché hanno il diritto e il dovere di rivolgere una tale correzione al supremo pontefice. La legge stessa della Chiesa richiede che persone competenti non rimangano silenti quando i pastori della Chiesa disorientano il gregge. Ciò non comporta nessun conflitto con il dogma cattolico dell’infallibilità papale, dal momento che la Chiesa insegna che il papa deve attenersi a dei criteri ben precisi prima che le sue affermazioni siano considerate infallibili. Papa Francesco non si è attenuto a questi criteri. Egli non ha dichiarato che queste posizioni eretiche siano da essere considerate insegnamento definitivo della Chiesa o che i cattolici debbano crederle con un assenso di fede.  La Chiesa insegna che nessun papa può asserire che Dio gli abbia rivelato qualche nuova verità che sarebbe obbligatoria da credere per i cattolici.

La seconda parte della lettera è quella essenziale in quanto contiene la “Correzione” propriamente detta. In essa si redige una lista di passaggi di Amoris laetitia in cui si insinuano o si incoraggiano posizioni eretiche; quindi si fa una lista di parole, atti e omissioni di Papa Francesco i quali rendono chiaro, oltre ogni ragionevole dubbio, che questi desidera un’interpretazione dei suddetti passaggi da parte dei cattolici in un modo che, di fatti, è eretico. In particolare, direttamente o indirettamente, il papa ha permesso che si credesse che l’obbedienza alla Legge di Dio possa essere impossibile o indesiderabile e che la Chiesa talvolta dovrebbe accettare l’adulterio in quanto compatibile con l’essere cattolici praticanti.

La parte finale, con il titolo “Delucidazione”, espone due cause di questa crisi singolare. Una causa è il “Modernismo”. Teologicamente parlando, il Modernismo sostiene che Dio non ha consegnato verità definite alla Chiesa che essa deve continuare ad insegnare esattamente nello stesso senso fino alla fine del tempo. I modernisti ritengono che Dio comunichi al genere umano solo esperienze, sulle quali gli essere umani possono riflettere e così dichiarare cose varie circa Dio, la vita e la religione, ma tali dichiarazioni sono solo provvisorie, mai dogmi fissi. Il Modernismo fu condannato dal Papa S. Pio X all’inizio del XX secolo, ma riemerse durante la metà di questo secolo. La grande e continua confusione causata dal Modernismo nella Chiesa Cattolica obbliga i firmatari a descrivere il vero significato di “fede”, “eresia”, “rivelazione” e “magistero”.

La seconda causa della crisi è l’apparente influenza delle idee di Martin Lutero su Papa Francesco. La lettera mostra come Lutero, il fondatore del Protestantesimo, abbia idee su matrimonio, divorzio, perdono e legge divina che corrispondono a quelle che il papa ha promosso mediante parole, atti e omissioni. Si mette in evidenza anche la lode esplicita e senza precedenti attribuita da Papa Francesco all’eresiarca tedesco.

I firmatari non si azzardano a giudicare il grado di consapevolezza con il quale Papa Francesco ha propagato le 7 eresie elencate. Ma rispettosamente insistono che egli condanni queste eresie, da lui sostenute direttamente o indirettamente.

I firmatari professano la loro lealtà alla Santa Chiesa Romana, assicurano al Papa loro preghiera e chiedono la sua benedizione apostolica.

Leggi la lettera inviata in lingua italiana

Abusi sessuali, tolleranza zero anche per Papa Francesco

Il santo Padre conferma la linea di "tolleranza zero" intrapresa dalla Chiesa contro i responsabili di abusi sessuali nei confronti dei più piccoli.


Questo il discorso di Papa Francesco di oggi, divulgato dalla sala stampa della santa sede. 

Una linea che "la Chiesa irrevocabilmente e a tutti i livelli intende applicare", ha ribadito nel corso dell’udienza ai membri della Pontificia commissione per la tutela dei minori, ricevuti in Vaticano giovedì mattina, 21 settembre.

"Lo scandalo dell’abuso sessuale", ha denunciato il Pontefice nel discorso preparato e consegnato ai presenti, "è davvero una rovina terribile per tutta l’umanità, e tocca tanti bambini, giovani e adulti vulnerabili in tutti i paesi e in tutte le società". Per la Chiesa, in particolare, la presa di coscienza di questo fenomeno è stata un’esperienza molto dolorosa, perché ha messo in luce le responsabilità di «tutti coloro che hanno tradito la propria chiamata e hanno abusato dei figli di Dio».

Il Papa torna a manifestare "profondo dolore vergogna per gli abusi commessi da ministri sacri, che dovrebbero essere le persone più degne di fiducia", ribadendo "in tutta chiarezza che l’abuso sessuale è un peccato orribile, completamente opposto e in contraddizione con ciò che Cristo e la Chiesa ci insegnano. Ecco perché la Chiesa, a tutti i livelli, risponderà con l’applicazione delle misure più severe nei confronti dei colpevoli".

!Le misure disciplinari che le Chiese particolari hanno adottato si devono applicare a tutti coloro che lavorano nelle istituzioni della Chiesa". Tuttavia, aggiunge, "la responsabilità primordiale è dei vescovi, dei sacerdoti e dei religiosi, di quanti hanno ricevuto dal Signore la vocazione di offrire la loro vita al servizio, includendo la vigile protezione di tutti".

Nel suo discorso Francesco non manca di evidenziare l’importante lavoro svolto dalla commissione negli ultimi tre anni. Lavoro scandito anche da alcuni incontri con "le vittime e i sopravvissuti di abusi", che hanno visto la partecipazione dello stesso Pontefice e hanno confermato l’impegno «a fare tutto il possibile per combattere questo male ed eliminare questa rovina tra noi». Particolarmente «preziosa» è stata l’azione «per condividere le pratiche migliori soprattutto per quelle Chiese che hanno meno risorse per questo cruciale lavoro di protezione». E a tale scopo il Papa incoraggia la commissione a proseguire nella collaborazione con le Congregazioni per la dottrina della fede e per l’evangelizzazione dei popoli «affinché tali pratiche siano inculturate nelle diverse Chiese di tutto il mondo».

 

Papa a Milano, a poche ore dall'arrivo del Pontefice già 700mila iscritti alla Messa

Mentre restano aperte le iscrizioni on line, sono già 700mila i fedeli che si sono registrati per la Messa con papa Francesco sabato 25 marzo. 600mila lo hanno fatto, presentandosi in parrocchia, 100mila utilizzando il sito internet www.papamilano2017.it e l’App Papa a Milano 2017.


L’iscrizione attraverso le parrocchie, oltre a facilitare l’organizzazione, consentendo di prevedere ed organizzare i flussi, ci ha permesso di dare una risposta preventiva anche al tema della sicurezza, questione sensibile per un evento di tali proporzioni», ha spiegato mons. Bruno Marinoni, vicario episcopale per gli Affari Generali. Gruppi di fedeli arriveranno da tutta la Diocesi: dalle località più remote, come da quelle più vicine all’evento. Ad esempio, in 71 si muoveranno dalla parrocchia di San Martino, comune di Perledo, scendendo dalla cima al lago di Lecco. In 2.900, invece si sposteranno da Brugherio. Ed è già diventato un caso Vedano al Lambro dove sabato 3.500 persone (quasi un abitante su due) varcherà i cancelli del Parco già dalla mattina per attendere il Santo Padre. Tuttavia, l’entusiasmo per la artecipazione è andata ben oltre i confini diocesani. Alcune decine di migliaia di fedeli arriveranno dalle altre diocesi lombarde (Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Vigevano). Attesi anche gruppi da fuori regione: da Trento, Piacenza, Tortona, Alessandria. Tra i fedeli che verranno alla Messa ci saranno anche 500 militari con le loro famiglie (complessivamente 1.700 persone), dei corpi della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, dell’Esercito e dell’Aeronautica. Saranno 230 i pellegrini che verranno a piedi al Parco di Monza, passando per i santuari della Madonna del Borgo a Lissone e della Madonna della Misericordia di Vedano al Lambro, due dei 50 santuari mariani che compongono il cammino di Sant’Agostino, uno degli itinerari spirituali più noti della Lombardia. Significativa anche la presenza delle scuole: Oltre un centinaio i gruppi degli istituti medi-superiori (ogni gruppo conta fino a 50 persone). Mille gli studenti dell’Università Cattolica.

Chi  non avrà possibilità di assistere dal vivo alla grande manifestazione  di papa Francesco potrà comunque farlo sui nuovi mezzi di comunicazione web. La copertura dell'evento sarà garantita da diverse dirette live sreaming, che avranno come regia il portale Avvenire. Oppure seguire i mezzi di comunicazione ufficiali della Conferenza episcopale, più precisamente Radio In Blu e Tv2000 oppure sul sito dedicato all'avenimento, www.papamilano2017.it.

 

 

PAPA FRANCESCO MESSA A MONZA, DA LUNEDI' SARA' POSSIBILE ISCRIVERSI ON LINE

VOLETE ASSISTERE ALLA MESSA DI PAPA FRANCESCO A MONZA? ECCO COME FARE... 

 


Cuore della visita di Papa Francesco a Milano sarà la Messa al Parco di Monza delle ore 15.00. Per soddisfare il desiderio di Francesco di incontrare ciascuno e l’attesa dei tanti fedeli di poterlo ascoltare gli organizzatori danno da lunedì la possibilità a tutti di iscriversi anche online. Fino ad ora, per motivi organizzativi, l’iscrizione avveniva solo in parrocchia mediante i Rol.  A chi si è già iscritto in parrocchia sarà data priorità per l’ingresso al Parco e per costoro i controlli di sicurezza saranno molto più veloci. Per tutti sarà comunque possibile partecipare, anche per chi non si fosse ancora iscritto.

L’iscrizione online può essere fatta da lunedì 20 marzo in due modi:

-     tramite la app ufficiale Papa a Milano (scaricabile liberamente dagli store Apple e Android) dopo essersi registrati;

-     oppure compilando il modulo che si trova sul sito papamilano2017.it 

Come arrivare a Monza

-      Chi si iscrive riceverà un’email personale con un allegato. Stampandolo e presentandolo agli ingressi del Parco di Monza, avrà accesso all’area della Messa insieme al numero di persone che ha indicato sul modulo. Chi si iscrive singolarmente può scegliere di raggiungere il Parco a piedi oppure può raggiungere in auto la stazione ferroviaria più vicina a casa e, comprando il biglietto (info Trenord numero verde 800 053 233), prendere un treno con destinazione Villasanta o Arcore o Monza o Lissone  Per chi si muovesse dal Comune di Monza o dall’area brianzola può utilizzare i bus di linea. I dettagli su:www.provincia.mb.it/papamonza2017/Messa_bus.html 

Percorsi a piedi per arrivare all’area della Messa

Una volta giunti a Monza ci sarà per tutti un piccolo tragitto a piedi da compiere per entrare nel Parco (tramite 22 varchi) e raggiungere l’area dell’ex Ippodromo, dove il Papa celebrerà la Messa. I percorsi da compiere a piedi vanno da un minimo di 15 minuti a un massimo di 40. La mappa dei percorsi su:www.papamilano2017.it

Orari

I 22 accessi al Parco di Monza apriranno alle ore 8.00.

Bisognerà trovarsi nei settori per la Messa entro le ore 14.00.

La Messa inizierà alle ore 15.00 e si ipotizza che la conclusione della celebrazione sarà alle le 16.30.

Cosa posso portare con me alla Messa?

Sarà possibile introdurre nell’area della Messa un seggiolino, l’ombrello, bottigliette di plastica, lo zaino.

FONTE (don Davide Milani, responsabile Ufficio Comunicazioni Sociali Arcidiocesi di Milano)

 

Papa Francesco: uniamoci e rispondiamo assieme alle sfide dell'umanità

Il video messaggio in cui il Santo Pontefice invita tutti i cristiani a unirsi per affrontare la crisi d'identità che l'umanità sta vivendo in questo secolo. Collaborare assieme per essere al servizio chi chi soffre


“Per tutti i cristiani, perché, fedeli all'insegnamento del Signore, si adoperino con la preghiera e la carità fraterna per ristabilire la piena comunione ecclesiale, collaborando per rispondere alle sfide attuali dell'umanità”: è l’esortazione di Papa Francesco, contenuta nel video messaggio per l'intenzione di preghiera del mese di gennaio. " nel mondo attuale molti cristiani di diverse chiese, stanno lavorando insieme al servizio dell'umanità siaognosa, per la difesa della vita umana e della sua dignità e contro le ingiustizie. Questo desiderio di camminare assieme nel servizio e nella solidarietà nei confronti dei più deboli e di chi soffre, deve essere motivo di gioia per tutti...  sempre al servizio delle sfide dell'umanità"  In un anno i Video del Papa con la mensile intenzione di preghiera soltanto dal canale You Tube del Vaticano hanno ottenuto più di 13 milioni di visualizzazioni. Senza contare gli oltre 3.200 media nel mondo che parlano, fanno conoscere i Video del Papa ogni mese. Va ricordato che l'Apostolato della Preghiera è la Rete Mondiale di Preghiera del Papa al servizio della missione della Chiesa. Il suo obiettivo è pregare e vivere le sfide dell'umanità che preoccupano il papa Francesco, espresse nelle sue intenzioni mensili.

FONTE (AV)

31 Dicembre, a Bologna la "Marcia della pace"

A Bologna per conltivare uno stile di vita che contempli la nonviolenza: stile di una politica per la pace. Mentre dal 1° Gennaio 2017 partirà l'anno mondiale della "nonviolenza".


Un appello di papa Francesco ai grandi della terra: "lavorate per il disarmo e bando alle armi nucleari. E un invito a tutti a eliminare la violenza dalla famiglia, dalla politica e dalla religione" è l'apertura dell'anno mondiale della "#nonviolenza" che prenderà il via il 1° 2017. Papa Francesco spiega anche cosa significa essere nonviolenti: “Essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza, che non consiste nell’arrendersi al male, ma nel rispondere al male con il bene, spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia. Non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità. L’amore del nemico costituisce il nucleo della rivoluzione cristiana”. “Anche Gesù visse in tempi di violenza”, rimarca Papa Francesco - “Egli insegnò che il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano. Quando impedì a coloro che accusavano l’adultera di lapidarla e quando, la notte prima di morire, disse a Pietro di rimettere la spada nel fodero, Gesù tracciò la via della #nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia. Perciò, chi accoglie la Buona Notizia di Gesù, sa riconoscere la violenza che porta in sé e si lascia guarire dalla misericordia di Dio, diventando così a sua volta strumento di riconciliazione, secondo l’esortazione di san Francesco d’Assisi: ‘La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori'”.

Poi Papa Francesco si rivolge anche ai grandi della terra chie dendo loro di  lavorare in favore del disarmo, nonché della proibizione e dell'abolizione delle armi nucleari. "Che il 2017 faccia ritrovare un'etica di fraternità e di coesistenza pacifica tra le persone e tra i popoli non può basarsi sulla logica della paura, della violenza e della chiusura, ma sulla responsabilità, sul rispetto e sul dialogo sincero", scrive Papa Francesco mettendo in evidenza che "la deterrenza nucleare e la minaccia della distruzione reciproca assicurata non possono fondare questo tipo di etica".

Intanto però le grandi città si preparano ad un capodanno blindato, con eccezzionali misure di sicurezza in tutti i luoghi in cui vi saranno spettacoli e molte persone. (quì i dettagli)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

6°C

Milano

Cloudy

Humidity: 69%

Wind: 6.44 km/h

  • 15 Dec 2017 5°C -2°C
  • 16 Dec 2017 2°C -2°C