updated 9:00 AM UTC, Jul 13, 2018

Governo, il contratto Lega-M5S alla prova del voto online. Di Maio: "Sono molto felice e sono disposto a non fare il premier". Tutte le sue parole (VIDEO)

Luigi Di Maio ribadisce la disponibilità a un passo indietro sul proprio ruolo a Palazzo Chigi mentre gli iscritti Movimento 5 Stelle votano online sul contratto di governo tra il Movimento e la Lega dalle 10 alle 20 di oggi. "Ho sempre detto - ha evidenziato - che se il problema sono io sono disponibile a non fare io il presidente del Consiglio". Il suo messaggio su Facebook - (VIDEO)


Giornata di voto su Rousseau "dalle 10 e fino alle 20" per esprimersi sul contratto per il governo del cambiamento. Procedono le operazioni sulla piattaforma, con gli iscritti M5S chiamati a esprimersi, ma non mancano gli intoppi.

Molti utenti stanno infatti registrando difficoltà ad accedere al sito ed è lo stesso Luigi Di Maio ad ammetterlo. "So che su Rousseau le votazioni vanno un po' a rilento - spiega il leader grillino in un video pubblicato su Facebook - ma questo perché siamo in tanti che vogliamo votare e questo software lo sviluppiamo anche grazie alle vostre donazioni. E' un software che non prende soldi pubblici".

 Rousseau in tilt

"Se voi deciderete che è la strada giusta da percorrere - dice Di Maio -, nonostante quello che dicono tutti i giornaloni italiani e stranieri, nonostante qualche burocrate a Bruxelles, nonostante lo spread, allora come capo politico del MoVimento 5 Stelle firmerò questo contratto per far finalmente partire il governo del cambiamento. Adesso è il vostro momento" annuncia in un post sul Blog delle Stelle.

Parlando del contratto, il leader M5S in mattinata ha detto: "Abbiamo lavorato più di 70 giorni per arrivare fino a qui e proporre quanto tutti insieme abbiamo detto in campagna elettorale. Poi questo weekend i nostri attivisti, i nostri iscritti, i nostri portavoce saranno nelle piazze di tutta Italia per far conoscere i contenuti di questo contratto".

"Sono davvero felice - ha continuato -. Sono stati 70 giorni molto intensi, sono accadute tantissime cose ma alla fine siamo riusciti a realizzare quanto avevamo annunciato in campagna elettorale". Il contratto redatto da M5S e Lega "vincola due forze politiche, che sono e rimangono alternative, a rispettare e fare quanto hanno promesso ai cittadini". (Fonte: Adnkronos)

Giornalismo on line, chiude IntelligoNews: una perdita grave che amareggia. Le accuse di Stampa Romana all'editore Librandi (ex Forza Italia, ex Scelta Civica, ora Pd)

Il sito di informazione diretto da Fabio Torriero cessa definitivamente le sue pubblicazioni, dopo un periodo di stop che si sperava fosse temporaneo. L'annuncio dell'organo del sindacato dei giornalisti del Lazio: lasciati a casa una dozzina tra redattori e collaboratori. Era una voce libera, trasversale, aperta e intelligente, forse troppo per chi, dopo un duro periodo di precarietà in fatto di casacche, ambisce a un contratto a tempo indeterminato nel palazzo della politica, sotto la nuova bandiera dem. Il Comizio, che conosce bene certe tristi dinamiche, esprime la sua solidarietà ai colleghi


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"Per quattro anni e mezzo – si legge in un comunicato dell'Associazione Stampa Romana – IntelligoNews è stata una testata attiva nel mondo dell'informazione digitale. Tra accessi mensili e relativa pubblicità, senza un euro di contributo pubblico, IntelligoNews ha svolto a tutto campo un ruolo di approfondimento del dibattito, politico e non, all’interno del panorama nazionale. Un lavoro svolto da una dozzina di colleghi, tra redattori e collaboratori. Il vantaggio e il ritorno economico è stato tutto appannaggio dell'editore, l'onorevole Gianfranco Librandi, ex Scelta civica (Tci-Satelios TV Srl). Era vincente un prodotto editoriale plurale ed aperto, con opinionisti scelti con criterio giornalistico senza consultare il manuale Cencelli dell’opportunità partitica. Librandi alla fine di ottobre ha comunicato alla redazione la fine dei giochi".

Stampa Romana sottolinea come "l'editore negli anni avesse sfruttato il lavoro dei colleghi, avendo fatto poco e nulla per regolarizzare le posizioni contrattuali e previdenziali. La lettura dei bilanci ci racconta invece tuttora una storia di assoluta sostenibilità dell'impresa editoriale. Forse ha inciso di più la collocazione di Librandi all'interno del Partito democratico. Forse Librandi con una nuova 'divisa' non si è sentito di assicurare la precedente linea editoriale.

"Stampa Romana - conclude -  chiede un incontro immediato con l'onorevole Librandi per individuare percorsi alternativi alla chiusura e assisterà i colleghi nella rivendicazione dei loro diritti".

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