updated 9:43 AM CEST, Oct 19, 2017

Berlusconi & Salvini, una telenovela all'italiana

Un duello quello tra Salvini e Berlusconi senza esclusione di colpi, botta e risposta che va dal Milan alle elezioni in Austria, in palio c'è l'ambita "leaderschip del centro destra" 


Pronti via!, prima puntata, si parte dal derby di Milano vinto meritatamente dai neroazzurri con un rigore al novantesimo minuto messo a segno da Icardi, una botta allo stomaco per il segretario leghista che in un'intervista rilasciata a Radio uno dichiara, "Ero allo stadio con mio figlio, io ho visto vincere tutto quello che c’era da vincere, ma mi dispiace per lui. Abbiamo una squadra ridicola, con un allenatore ancora più ridicolo. Nel primo tempo ha sbagliato totalmente formazione, non ha ancora capito con che modulo giocare e schiera calciatori non in forma, come Bonucci. Montella via? Sì, al suo posto prenderei la qualunque. Ancelotti? No, ha uno stipendio di 12 milioni di euro all’anno. Sarri? Berlusconi ha fatto un errore clamoroso non prendendo Sarri, che sarà di sinistra e non elegantissimo, ma deve allenare una squadra”. Poco prima invece in una intervista sempre per un programma Rai radio Uno Un giorno da pecora, aveva aperto un sommario dicendo, "A marzo sarò premier. Guardi, in questi due giorni sono stato a Padova, Vicenza e Milano. La prima cosa che ci chiedono le persone è la serietà, delle promesse non sanno più che farsene degli 80 euro, di meno tasse, di roba gratis e pim pum pam… Io penso che il programma non possa che essere qualcosa di assolutamente serio e costruito con attenzione. Di certo, io non andrò in giro per l’Italia a promettere regali (ndr, non è chiaro a chi, in questa frase faccia esplicito riferimento)... se gli italiani sceglieranno il centrodestra, all’interno potranno decidere tra la linea Merkel e una linea più rigorosa sui temi dell’immigrazione, della sicurezza e dei rapporti con l’Ue. Ricordo solo che la linea Merkel impedisce di spendere i soldi di cui l’Italia avrebbe bisogno" Ecco dunque riaccendersi le luci sul palco della Telenovelas, e in particolar modo in questa nuova puntata si parla della vittoria in Austria del centrodestra e dei nazionalisti. Il Matteo Capitano infatti dopo il sorprendente risultato dell'ultradestra di Heinz Christian Strache ha incominciato a sorridere e a alzare i toni, ma Berlusconi lo ha messo subito al suo posto e in un'intervista al corriere dice: "Sebastian Kurz, il 31enne leader del Oevp fa parte della nostra famiglia, quella del Ppe, alla quale appartiene anche Orban. Lui è il vincitore delle elezioni. Il voto in Austria conferma che, nell’Europa di oggi e di domani, è vincente e centrale soltanto una seria forza popolare e liberale. A Vienna, nessun governo potrà mai prescindere dai 62 seggi ottenuti dall’Ovp di Sebastian Kurz, che esattamente come Forza Italia si colloca nel Partito popolare europeo: la forza calma, che garantisce il buon governo e che evita passi falsi". E sulla leaderschip ribadisce, "I miei obbiettivi sono molto più ambiziosi. Nel 2013, in ventitré giorni di campagna elettorale, ho fatto ricuperare 10 punti a Forza Italia. Stavolta abbiamo davanti 5 o 6 mesi che dedicherò principalmente a questo, quindi a far conoscere agli italiani il nostro programma e a farli riflettere su chi sarà in grado davvero di cambiare l’Italia. Il vero Leader di questo centro destra sarà chi prenderà più voti, nessun altro".

"Un Boccone con Il Cuore", benefica iniziativa dell'associazione ProTetto

UN BOCCONE CON IL CUORE” l’iniziativa della Associazione ProTetto Onlus,  vuole essere un modo per utilizzare quanto avanza presso i ristoranti alla fine della giornata e non più commercialmente commestibile, a favore di chi invece un pasto non riesce ad averlo perche si trova in una situazione di disagio sociale.


Stiamo parlando di persone senza fissa dimora, ma anche di persone che magari hanno una casa ma sono in condizioni di difficoltà economiche e non hanno il denaro per acquistare generi di prima necessità, parliamo di padri separati, di famiglie colpite dalla crisi e prive di reddito. Solo a Milano, soprattutto nelle prestigiose vie del Centro, di sera si possono incontrare decine e decine di queste persone, che cercano qualcosa con cui sfamarsi ed è solo grazie alle Associazioni di volontariato che trovano un sostentamento.
Da qui l’idea di proporre a ristoranti e trattorie di prendersi a carico un senzatetto, provvedendo a sfamarlo con un pasto caldo completo, creando cosi un rapporto umano tra il senza tetto ed il ristoratore, con magari anche la possibilità di piccoli lavoretti, ovviamente nel rispetto delle regole.
Ad oggi abbiamo attivato un buon numero di ristoratori, ma purtroppo non basta, in previsione dell' inverno dobbiamo far "adottare" per un pasto caldo quotidiano, i numerosi senza tetto sparsi per la città, in prevalenza italiani, che sembrano essere diventati gli "ultimi tra gli ultimi".
L'Associazione ProTetto Onlus nasce di fatto a Milano circa 2 anni fa ed ha un progetto ancora fermo c/o il comune di Milano, che darebbe un tetto ai senza fissa dimora a costo zero per il comune stesso. Ma si sa, la burocrazia ostacola anche le idee piu’ lungimiranti e quindi per il momento si cerca di ovviare alle necessita’ dei piu sfortunati battendo altre strade.
Sarebbe auspicabile che si creasse un passaparola tra i cittadini, al fine di coinvolgere il maggior numero di ristoratori sparsi per la città, allargando ancora di piu’ il numero dei poveri che potranno ricevere un pasto caldo. Contiamo che l'idea possa essere raccolta anche da Associazioni di altre città al fine di dare ovunque una dignità a chi è rimasto indietro.

E' questa una iniziativa che ha coinvolto anche persone dello spettacolo che hanno deciso di mettere la loro faccia per promuovere e cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica

Il VideoSelfie del comico milanese Andrea Pucci

Demetrio Albertini nuovo testimonial della Via Francigena, "il cammino come metafora di vita"

Il nuovo testimonial della Via Francigena sarà Demetrio Albertini ex grande calciatore del Milan e una delle bandiere della Nazionale di calcio italiana. L'intervista - (VIDEO)


In occasione dell'evento "Lombardia per la cultura (#Lombardiaperlacultura) un anno speciale per una regione speciale" è stato presentato il nuovo testimonial della Via Francigena, l'ex centrocampista del Milan, Demetrio Albertini. " E' un onore prendere questa carica nell'anno in cui la Via Francigena viene candidata come patrimonio dell'UNESCO. Una esperienza questa molto importante per me, che si va ad aggiungere a quella che ho fatto percorrendo il famoso cammino di Santiago de Compostela, 900 Km che ho percorso convinto che il cammino sia da considerarsi come la metafora della vita. In modo molto semplice ti da la possibilità di desiderare qualcosa, decidere la meta, prepararsi e poi condividere l'esperienza attraverso la fatica".

In Lombardia il percorso si estende per oltre 130 chilometri. L'itinerario parte da Palestro (PV), famosa per l'omonima battaglia e per la festa di Pentecoste, una tradizione piu' che millenaria, si prosegue con Robbio, in Lomellina - la cui chiesa di San Valeriano fu utilizzata come hospitium per i pellegrini - per raggiungere Mortara, rinomata per la produzione di riso e del gustoso salame d'oca.

La tappa tocca Tromello per raggiungere poi Garlasco, le cui origini risalgono all'epoca neolitica, e che vanta l'esistenza di uno dei castelli piu' importanti della zona di cui pero', oggi, rimane solo il torrione.

PAVIA E LE SUE TORRI - Prima di arrivare a Pavia, capitale del regno longobardo, il percorso transita da Gropello Cairoli. Usciti da Pavia, citta' delle cento torri, quasi a meta' del tratto lombardo della Via Francigena, si giunge a Belgioioso e poi a San Giacomo della Cerreta, dove la chiesa dedicata all'omonimo santo costituiva un punto di ritrovo per molti pellegrini e a Chignolo Po, racchiusa tra il placido scorrere del fiume piu' importante della Pianura Padana, il Po, e il tranquillo corso del Lambro. Antica stazione di posta lungo la Strada Regina che conduce a Piacenza, il centro e' rinomato per la presenza del suo maestoso castello, considerato una 'Versailles lombarda', circondato da uno splendido parco in cui si trova il Tempio di Cerere, risalente al Settecento.

IL LODIGIANO - Attraversato il Lambro si entra in territorio Lodigiano, dove il percorso segue dapprima l'argine del fiume e poi le 'arginelle' delle risaie fino a Orio Litta. Da li' si raggiunge il Guado di Sigerico (dal nome dell'arcicescovo di Canterbury che per primo attraverso' la Francigena) e, con un traghetto, ci si sposta sull'altra sponda in localita' Soprarivo da cui si raggiunge a Ponte Trebbia. Oltre il fiume una corsia ciclopedonale conduce alle porte di Piacenza. FONTE (Lombardia Francigene)

Un percorso che il campione dice di voler percorrere anche con l'assessore lombardo alle Culture, Identità e Autonomie, Cristina Cappellini.

  

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Referendum per l'autonomia della Lombardia, anche Berlusconi in campo per il Sì

Il governatore Roberto Maroni, ricevuto martedì sera ad Arcore, convince Silvio Berlusconi a scendere in campo e annuncia che la prossima settimana terranno una conferenza stampa comune, per spiegare l'importanza di andare a votare alla consultazione del 22 ottobre e le ragioni del Sì. L'intervista - (VIDEO)


"E' stato un incontro positivo. Abbiamo parlato di tante cose, anche del Milan. Mi ha garantito il suo impegno in queste ultime due settimane cruciali di referendum e sono contento che abbia deciso lui, senza sforzo da parte mia, di aderire e sostenere con azioni concrete il referendum del 22 ottobre. La settimana prossima faremo un incontro io e lui, una conferenza stampa su questo tema, probabilmente mercoledì". "Sono molto soddisfatto dell'incontro", conclude il governatore. E a chi gli chiede se il sostegno di Berlusconi al referendum rappresenti un primo passo per ricucire l'alleanza, Maroni risponde: «No, no. Non c'entra niente questo. Abbiamo parlato di tutto, con Berlusconi si parla sempre di tutto. L'ho visto in gran forma fisicamente, ma anche molto attivo e molto impegnato. Sono stato più di un'ora con lui e lui ha parlato per 50 minuti, più o meno. Quindi, come ai vecchi tempi".

L'INTERVISTA AL GOVERNATORE ROBERTO MARONI

Il referendum in Catalogna cambierà anche questa Europa? in arrivo altre quattro consultazioni

Dopo la Catalogna andata al voto Domenica 1 Ottobre, altre quattro regioni appartenenti ad altrettanti stati europei, hanno previsto un referendum per l'autonomia o l'indipendenza entro la fine del 2018


I catalani sono stati chiamati al voto per decidere l'indipendenza della loro regione, un voto che ha tenuto e tiene ancor oggi alte le tensioni tra Barcellona e Madrid che minaccia l'abolizione dell'articolo 155 e quindi cancella in sostanza l'autonomia della regione catalana. Ma se analizziamo lo stato delle cose, alla fine nulla potranno ottenere nel breve i catalani, un risultato positivo che Madrid non accetta, non perchè poco democratica ma perchè non può permettersi di perdere una delle sue regioni più attive sul lato economico. Una situazione in cui anche altre quattro regioni di stati europei rischiano di ritrovarsi nei prossimi mesi, con il rischio di uno scontro frontale con il loro stato sovrano.

22 ottobre in Veneto e Lombardia. Siamo un paese giovane, uniti solo nel 1871. Da qui le forti identità regionali e anche qualche desiderio di indipendenza. In Veneto e in Lombardia si terranno un referendum sulla loro indipendenza o meglio, autonomia fiscale. Annunciato nel mese di marzo dai leader delle due regioni e sponsorizzato in primis dalla Nuova Lega di Matteo Salvini, sarà puramente un referendum consultivo e non avrà alcun valore legale. L'obiettivo? Mettere pressione su Roma nel campo fiscale. Veneto e Lombardia, che insieme rappresentano un quarto del PIL italiano, danno oggi al governo centrale circa 70 miliardi di euro all'anno. Per quanto riguarda il risultato di questa consultazione, i governi delle due regioni vogliono ridurre questa somma a 14 miliardi. Come dicevamo grande l'ottimismo della Nuova Lega di Matteo Salvini che nel 2014 fece un sondaggio su internet, il cui risultato fu ampiamente a favore di una autonomia fiscale. In generale quale valore può avere un sondaggio web? purtroppo solo quello di alzare il gradimento di chi vuole ottenere consensi populisti e muovere l'opinione pubblica. 

25 aprile 2018 nelle Isole Faroe Questo arcipelago, che si trova a metà strada tra il Regno Unito e l'Islanda, è tornato alla sovranità danese nel 1386. Le isole, popolate da circa 50.000 abitanti, dal 1948 hanno uno status speciale che da loro ampia autonomia ... insufficiente a giudicare oggi i sostenitori dell'indipendenza. L'idea di un vecchio referendum è stata a lungo ostacolata da una grave crisi economica, causata del crollo dell'industria della pesca. Nel 2004, gli indipendenti finalmente hanno votato. Il 50,72% dei Ferroviari (su un monte votanti che ha raggiunto il 91,1% della popolazione), hanno dichiarato di essere favorevoli all'indipendenza. Ma Copenaghen rifiuta di prendere in considerazione questo risultato. Lo scorso febbraio, tuttavia, il governo di Faroe ha dato notizia che terrà un referendum per l'autonomia il 25 aprile 2018.

Autunno 2018 in Scozia . La Scozia  proporrà alla sua popolazione un referendum nell'autunno del 2018. Un possibile divorzio che avverrebbe dopo "311 anni di matrimonio". Fu infatti nel 1707 che il trattato di Unione fu firmato tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Scozia. Una idea di separazione nata e rafforzata dopo la decisione del Regno Unito di lasciare l'Unione europea, gli scozzesi sono "eurofili", in quell'occasione il 62% si espresse per rimanere all'interno dell'UE. Lo scorso marzo, il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato il referendum, ma nulla ci dice che la Scozia prenda il volo da sola. La sua economia, fortemente dipendente dal petrolio, sarebbe stata indebolita e l'istituzione di un vero confine con il Regno Unito, non sarebbe una buona notizia per le relazioni commerciali con i vicini più prossimi. Purtroppo per gli scozzesi esiste un ostacolo molto duro da superare: per tenere ilreferendum, Edimburgo dovrebbe prima accordarsi con Londra e ottenere il benestare reale. E per il momento, Westminster fa finta di non sentire.

Un referendum in Corsica ...  Giovedì scorso durante l'assemblea corsa, il Presidente della Giunta, Gilles Simeoni, dal partito nazionalista "Per la Corsica", ha messo le cose in chiaro: "L'autodeterminazione è il processo con cui il popolo democraticamente e liberamente svolge le sue scelte essenziali. Una nozione questa che non deve creare alcun pregiudizio istituzionale, ma che ci deve far riflettere sulla necessità di un referendum per l'indipendenza, questo orientamento non è ancora nel programma ma potrebbe entrarci nel breve periodo".

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Allarme Vesuvio, il vulcano sta raggiungendo livelli di allerta elevati

Gli scienziati avvertono che un'eruzione nella zona di Campi Flegrei sarebbe catastrofica e potrebbe colpire 1,5 milioni di persone in tutta la regione


Gli scienziati hanno scoperto una "zona calda" che alimenta il supervulcano, una scoperta che alimenta i timori di un'eventuale eruzione. La zona è quella dei Campi Flegrei, una caldera vulcanica a ovest di Napoli, scomparsa secoli fa è stata tranquilla sino agli anni Ottanta, quando il movimento di magma nella camera di superficie del vulcano provocò una serie di piccoli terremoti. I dati sismografici di quei tremori hanno consentito agli scienziati di individuare una nuova fonte di magma che si riversò nella camera di Campi Flegrei e nella caldera. L'analisi più approfondita di questa zona, fatta in questi ultimi mesi, aumenta i timori sulla pericolosità di questo supervulcano, da secoli troppo silente.

Una domanda che ha sconcertato gli scienziati è dove il magma si possa trovare esattamente, il dottor Luca De Siena , che ha guidato lo studio presso l'Università di Aberdeen riferisce, "il nostro recente studio fornisce la prima prova di una zona calda sotto la città di Pozzuoli, che si estende nel mare a una profondità di 4 km". "Anche se questa è la posizione più probabile di un piccolo pezzo di magma, potrebbe anche essere la parte superiore riscaldata di una camera magmatica più ampia, situata ancora più in profondità".

Per ora la ricerca del Dott. De Siena, suggerisce l'idea che il magma sia bloccato in profondità da una formazione roccia di circa 1-2 km, formatasi dopo i piccoli terremoti degli anni ottanta, Formazione che impedisce al magma la salita in superficie e lo costringe in un percorso laterale che attenua le forti pressioni. Non è ancora chiaro che cosa questo possa significare per il futuro del vulcano, ma la quantità relativamente bassa dell'attività sismica nell'area negli ultimi tre decenni suggerisce che la pressione del magma stia salendo all'interno della caldera stessa. 

                                                                                                                 Il sito di "Campi Flegrei" , dal Greco "campi brucianti che ardono"

Il dottor De Siena continua specificando,"non possiamo dire che cosa significhi in termini di scala, una possibile eruzione futura , ma non c'è dubbio che il vulcano sta diventando più pericoloso. Si verificherà un'eruzione quando la pressione della roccia fusa stimolerà il terreno fino al punto di rottura, questo sarebbe catastrofico per i 1.5 milioni di persone che vivono nella provincia di Napoli". "Negli ultimi trent'anni il comportamento del vulcano è cambiato, tutto è diventato più caldo a causa di fluidi che permangono nell'intera caldera".

"Qualunque cosa abbia prodotto l'attività sotto Pozzuoli negli anni '80, ha migrato altrove, per cui il pericolo non si trova solo nello stesso punto, potrebbe essere ora molto più vicino a una zona densamente popolata di Napoli". Il dott. De Siena ha descritto Campi Flegrei, come "la crosta di un piatto di zuppa che bolle sotto la superficie".

L'eruzione più catastrofica del Vesuvio risale a circa 39.000 anni fa,  quando il vulcano sparò roccia fusa a un'altezza di circa 70Km nella stratosfera, si pensa che questa sia stata la più grande eruzione che il nostro continente abbia vissuto negli ultimi 200.000 anni. 

All'inizio del Novecento fu registrata violenta esplosione del Vesuvio. Era il 4 aprile 1906 e se ne ha notizia anche grazie alla giornalista Matilde Serao, che ne raccontò gli effetti devastanti. All'inizio una piccola colata di lava cominciò a fuoriuscire sul versante meridionale del vulcano. Fu Giuseppe Mercalli, che si trova sulle pendici della montagna, a studiare la situazione e a lanciare l'allarme di una nuova imminente eruzione. Tra il 7 e l'8 aprile di quell'anno l'attività vulcanica si intensificò: due forti scosse di terremoto segnarono il collasso della parte sommitale del Gran Cono mentre la lava scorreva veloce devastando il paese di Boscotrecase. La nube eruttiva iniziava a depositare cenere e lapilli nei paesi vesuviani ad est del vulcano tra cui Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano. L'eruzione, che terminò il 21 aprile, è ricordata come la più violenta del XX secolo e le sue ceneri raggiunsero anche la Puglia. 

Dopo il 1929, l'ultima eruzione del Vesuvio fino ad ora si è verificata tra il 16 e il 29 marzo 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale. Distrusse di nuovo i comuni di Massa e San Sebastiano al Vesuvio, cospargendoli di cenere, mentre anche il condotto craterico subì una alterazione radicale. Ne fu data notizia anche all'estero, dal momento che le immagini dell'eruzione furono riprese dai cinegiornali americani e inglesi che seguivano le truppe di questi paesi in Italia. Dopo questo episodio, il vulcano è entrato in una fase di quiescenza, cioè di riposo, continuamente monitorato attraverso l'osservazione di parametri geofisici e geochimici da parte dell'Osservatorio Vesuviano.

FONTE (www.independent.co.uk)

Il video dell'ultima eruzione nell 1944

 

Referendum Catalano e refefendum per l'autonomia della Lombardia, ecco le differenze

Un referendum quello catalano che ha incrinato definitivamente i rapporti tra lo stato spagnolo e la regione della Catalogna, quello che succederà nei prossimi giorni cambierà sicuramente anche le sorti di questa Europa


Entrato in vigore il nuovo Codice Anti-Mafia

Dopo lunghe discussioni, mercoledì sera la Camera dei Deputati ha adottato un nuovo codice anti-mafia. Il disegno di legge, approvato dal Senato nel mese di luglio, entra finalmente in vigore


Le nuove regole introdotte dalla riforma riguardano procedimenti di prevenzione garantiti da tempi certi, confisca rafforzata, controlli più rigorosi sulle imprese infiltrate con lo scopo di impedire alla mafia l'ingresso in appalti pubblici, Inoltre, il Codice contiene nuove linee guida per affrontare il gravoso tema delle proprietà confiscate alla mafia. La confisca della proprietà della criminalità organizzata viene semplificata, in caso di reati quali riciclaggio di denaro e reati contro l'ambiente, le confische avverrano in automatico senza più macchinose autorizzazioni. Stanziato un fondo di dieci milioni di euro allo scopo di facilitare il riavvio delle società confiscate. L’Agenzia nazionale per i beni confiscati viene riorganizzata, avrà 200 dipendenti e sarà sotto il controllo del ministero dell’Interno. Estese le sue competenze, tra le più importanti la facoltà di poter assegnare i beni confiscati a enti territoriali e associazioni.

Ampliate anche le competenze dei procuratori anti-mafia e anti-terrorismo, che potranno godere di più ampi spazi autonomi, con l'ausilio di nuovi gruppi investigativi e forze impegnate sul campo dell'infomazione bancaria digitale.

Un decreto che finalmente adotta misure molto forti atte a contrastare il lavoro sommerso e il lavoro nero nel settore agricolo, che ancora danno grossi guadagni ai gruppi di controllo mafiosi. Il pacchetto legislativo prevede pene più severe per gli imprenditori che sfruttano i migranti o i meno abbienti, nei campi come schiavi, pene che prevedono la confisca dei conti bancari, degli immobili e tutti gli eventuali altri interessi commerciali. 

Il Codice rappresenta una pietra miliare nella prevenzione della corruzione e della penetrazione della mafia nell'economia. "L'adozione di questa legge è un risultato importante per la democrazia", ​​ha spiegato il capo dell'associazione sindacale CGIL, Susanna Camusso, che si era molto impegnata nella risoluzione della legge.

Una legge molto discussa e contestata soprattutto da Forza Italia ma anche da parte del PD e di Alleanza Popolare, il nuovo Codice prevede l’equiparazione di reati contro l’amministrazione pubblica, come corruzione e concussione, a quelli di associazione mafiosa. In pratica, potranno essere sequestrati i beni di chi è anche soltanto sospettato di fare parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione propria e impropria, alla corruzione in atti giudiziari o alla concussione e induzione indebita. Estendere le restrittive misure antimafia anche ai reati contro l'amministrazione pubblica, rischia di ledere i normali principi costituzionali. Anche Confindustria si dice preoccupata per gli effetti distorsivi che potrebbe provocare il nuovo codice Antimafia, uno dei primi effetti potrebbe essere l'interruzione di molti appalti causata appunto dalla distorta visione costituzionale di questo nuovo codice. 

Per Giancarlo Caselli, magistrato già capo del pool antimafia di Palermo, intervenuto a ‘6 su Radio1, questo nuovo codice "E’ un risultato davvero importante  perché punta molto all’attacco contro le ricchezze e i patrimoni mafiosi. Il Codice è in linea con la realtà della mafia che è sempre più impresa e sempre meno coppola e lupara e in linea anche con un certo modo di pensare dei mafiosi che temono di andare in galera ma temono soprattutto di essere toccati nel portafoglio perché il loro potere è un potere economico”. E ancora, ”Questo nuovo codice prevede il potenziamento della confisca, dunque dell’espropriazione delle ricchezze mafiose, attraverso procedure più veloci, e non è solo questione di tempo ma anche di sensibilità. Prevedere una corsia preferenziale, significa attenzione per un problema fondamentale per la nostra democrazia. Sicuramente da capire l'equiparazione dei corrotti ai mafiosi, anche se la corruzione è un male terribile, mina la nostra economia, è un problemaccio. Papa Francesco dice che di peggio c’è solo la tratta degli esseri umani. Monitoriamo, ed eventualmente correggiamo, ma per favore senza il retro pensiero che poi non è un reato così grave”.

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