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updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Parisi sbarca al Pirellone: nasce Energie per la Lombardia. Daniele Nava al Comizio: "La nostra collocazione naturale è nel centrodestra"

Dopo la due giorni di confronto e illustrazione del programma al Teatro Parenti di Milano, Energie per l'Italia, il movimento di Stefano Parisi arriva nel consiglio regionale lombardo. Ai nostri microfoni il referente per la Lombardia della formazione che sostiene fortemente Roberto Maroni in vista delle prossime elezioni amministrative - (VIDEO)


"Questa non è una operazione di palazzo, ma un progetto che viene da un anno e mezzo di lavoro sul territorio nazionale e lombardo, un lavoro di aggregazione di un'ampia rete di amministratori locali, sindaci, consiglieri, assessori e di militanti, di persone che nelle varie province della Lombardia hanno deciso di avvicinarsi a Energie per l'Italia con l'intento di recuperare voti e consenso al centrodestra. Il compito di coloro che hanno a cuore un centrodestra più forte è quello di favorire l'aggregazione di forze come Energie per l'Italia che hanno questo intento". Così Daniele Nava, referente lombardo di Energie per l'Italia, ha aperto oggi a Milano al Pirellone la conferenza stampa di presentazione del gruppo consiliare Energie per la Lombardia. Presenti, oltre a Nava, Stefano Parisi, leader nazionale del movimento, e i tre componenti del gruppo, Alberto Cavalli (che sarà il capogruppo), Mauro Piazza e Sabrina Mosca.  

Alberto Cavalli è così intervenuto: "Noi continuiamo ad essere parte della maggioranza, a sostenere l'azione del governo regionale e del presidente Maroni e siamo pronti a condividere nella prossime settimane il provvedimento più importante per il Consiglio, il bilancio. Siamo soddisfatti per il lavoro compiuto in questi anni. Siamo però consapevoli che i buoni risultati vanno consolidati nel tempo e che ci sono traguardi da raggiungere, primo fra tutti quello dell'autonomia, quella che è per i lombardi una speranza di maggiori spazi di  libertà e di una sempre migliore risposta ai bisogni. Serve che l'esperienza di Maroni continui ma che abbia un consenso elettorale ancora più ampio. E' per questo che Energie per l'Italia nasce anche in qui Regione Lombardia con un gruppo autonomo e distinto, per 
rafforzare il centrodestra e metterlo in condizione di rispondere meglio alle sfide di oggi e domani. C'è un elettorato a cui bisogna parlare ed è quello di quanti non votano più. E' il nostro più importante obiettivo, non solo elettorale ma politico".

Stefano Parisi ha spiegato: "Noi siamo il nuovo soggetto politico nel centrodestra. Nel fine settimana abbiamo presentato il nostro programma di lavoro per i prossimi cinque anni di governo del Paese e il nostro simbolo, saremo il valore aggiunto che portiamo al centrodestra. Attraiamo anche persone che hanno fatto politica e militato in altri partiti del centrodestra, attraiamo chi ha voglia di partecipare a questa novità, io non vedo competizione, qui non ci sono le squadre di calcio: in questa fase di campagna elettorale si stanno chiarendo le identità dei diversi soggetti politici che compongono la maggioranza e questo ridefinisce alcuni perimetri. Noi siamo una novità, c'è un'attrazione verso il nuovo e anche una propensione al rischio perché in qualche partito tradizionale è forse più facile essere 
eletti mentre chi viene con noi si impegna in una battaglia anche rischiosa ma che può aumentare la  qualità del centrodestra. Vogliamo tra cinque anni una Regione Lombardia ancora migliore, nella sanità, nei trasporti, nel welfare, vogliamo un  federalismo forte che rimetta i soldi nelle tasche dei lombardi così che possano scegliere come comprare i loro servizi. Noi siamo questa componente che nel tempo si è un po' persa e che deve rimettere al centro le comunità e le persone. L'esperienza del centrodestra in Lombardia nasce nel 1995, ha profonde radici, è stata un di riferimento per l'Italia e l'Europa, noi ci rifacciamo a quell'esperienza". 

Così ha salutato la nascita del gruppo Sabrina Mosca: "Ho deciso di aderire a questo progetto perché credo negli obiettivi che Stefano Parisi si è prefissato e mi piace il modo in cui si è approcciato alla politica. La mia è stata una scelta meditata, sono contenta di essere a bordo con questa squadra che sicuramente mi aiuterà anche dal punto di vista".

Hitler vivo dopo la guerra? Quella foto del 1954 in Colombia... Il documento della Cia alimenta il mistero

Un file desecretato nei giorni scorsi rivela che l'agente "Cimelody-3" avrebbe avuto notizie abbastanza certe della presenza del Führer (sotto il nome di Adolf Schrittelmayor) in Sudamerica nel decennio successivo al termine del secondo conflitto mondiale. I russi hanno sempre sostenuto di essere in possesso dei resti del cancelliere nazista e della moglie Eva Braun, ufficialmente morti suicidi; nel 2009 però un esame effettuato dallo scienziato americano Nick Bellantoni su un frammento di teschio non aveva fornito conferme. Così i dubbi restano, insieme a leggende e fantasmi


Adolf Hitler sarebbe sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale e fuggito in Sud America. E' quanto rivela uno dei file della Central Intelligence Agency (Cia) desec(retato nei giorni scorsi e ora disponibile online per tutti.

Secondo quanto riportato dal documento in questione, un agente della Cia in Sudamerica, nome in codice Cimleody-3, avrebbe avuto notizie abbastanza certe della presenza in Colombia del dittatore tedesco nella metà degli anni cinquanta.

"Cimelody-3 - si legge - è stato contattato il 29 settembre 1955 da un amico di fiducia che ha servito sotto il suo comando in Europa e che attualmente risiede a Maracaibo. L'amico di Cimelody-3 ha affermato che durante l'ultima parte del settembre 1955, Phillip Citroen, ex ufficiale delle SS, gli ha detto in via confidenziale che Adolph Hitler è ancora vivo. Citroen ha sostenuto di aver avuto un contatto con Hitler in Colombia durante un suo viaggio da Maracaibo verso quel Paese come impiegato della Knsm (Royal Dutch) Shipping Co. Ha poi sostenuto che Hitler ha lasciato la Colombia per l’Argentina introno a gennaio del 1955".

Al memo è allegata una fotografia, nella cui didascalia sul retro si legge testualmente 'Adolf Schrittelmayor, Tunga, Colombia, America del Sud, 1954'. Seduto accanto a lui quello che dovrebbe essere l’ex ufficiale delle Ss, Phillip Citroen.

Innegabile la somiglianza del volto nella fotografia con il leader nazista, che i libri di storia vogliono morto suicida all'interno del suo bunker di Berlino nel 1945 insieme alla moglie Eva Braun. Ad alimentare la tesi della cospirazione anche il fatto che nel continente sudamericano, e in Argentina in particolare, trovarono riparo decine di alti gerarchi nazisti fuggiti dalla Germania mentre il Terzo Reich cadeva in macerie.

Ci sono però i dubbi. Nel documento della Cia infatti, al primo punto, l'agente Cimelody-3 sottolinea di "non essere nella posizione di dare una valutazione d'intelligence dell'informazione, che è stata trasmessa perché di possibile interesse".

(Fonte: Adnkronos)

Il presidente turkmeno gli regala un cucciolo ma lo maltratta, Putin lo "salva"

Il presidente del Turkmenistan, Kurbanguly Berdymukhamedov, ha offerto in regalo a Vladimir Putin un cane per il suo 65esimo compleanno. Berdymukhamedov ha innalzato il cucciolo come un trofeo, afferrandolo per la collottola davanti allo "zar" e mostrandolo sorridente ai presenti. Il gesto del "collega", però, non sembra essere stato affatto gradito da Putin, grande amante dei cani, che si è alzato, precipitandosi ad afferrarlo per poi coccolarlo e baciarlo sul muso. Il pet, un bellissimo esemplare di Pastore dell'Asia Centrale, per inciso, si chiama Verny, ovvero "fedele" in russo - (VIDEO)

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L'attentato di San Pietroburgo e quel titolo del Fatto. Se i morti sono russi non si prega ma si pensa a chi gioveranno

"A chi giova?" è una domanda legittima che spesso accompagna avvenimenti anche drammatici nella storia dell'umanità. Un interrogativo che però è consentito in alcuni casi e in altri no. Quando prevalgono pietà e commozione insieme alla condanna del terrorismo e quando si pensa al vantaggio che ricaverà dalla tragedia chi non gode dei favori democratici globali. Una differenza su cui vale la pena riflettere - (VIDEO)


"Bomba nella metro. Il terrore islamico dà una mano a Putin". Così "apriva" il Fatto Quotidiano di martedì 4 aprile. L'attentato di San Pietroburgo, ad opera di un islamista kirghiso, ha provocato almeno 49 morti e una cinquantina di feriti. In questo caso però sulla stampa che conta non ci sono "Je suis...", fiorellini, gessetti e chitarre. Troviamo invece, in forma palese o meno, ciò che in altri contesti sarebbe stato inaccettabile: la dietrologia, il complottismo e, in ogni caso, il "cui prodest?". Si tratta di una domanda che inevitabilmente, a cadaveri ancora insepolti, porta a ritenere che il presidente russo, alle prese con le opposizioni interne e internazionali, possa trarne un vantaggio politico. Tutto può essere, per carità. Ma perché quanto vale per il capo del Cremlino non vale per gli Hollande, le Merkel e le May? E come mai ci riempiamo di commozione e vicinanza se un massacro avviene a Parigi, mentre rimaniamo sostanzialmente indifferenti di fronte a quanti saltano in aria nella terra dell'odiato zar Vladimir? Lasciamo la risposta ai nostri lettori e, se dovessimo incontrarne, anche a quelli del Fatto Quotidiano.

Violenza, la proposta del deputato russo: "Anche le risse tra tifosi possono diventare uno sport". Poi la provocazione verso gli inglesi: "A Euro 2016 i nostri hanno avuto la meglio"

Abbiamo tutti negli occhi le spaventose battaglie tra supporters agli ultimi campionati europei di calcio disputatisi in Francia. Protagonisti furono soprattutto giovani provenienti dalla Russia, più simili a lottatori di MMA che a fans del pallone. Ora un parlamentare del Partito Liberaldemocratico dell'ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky, oltretutto dirigente della federcalcio, lancia un'idea che ha già scatenato reazioni indignate: "Ci si incontra allo stadio: 20 contro 20, senza armi". E l'anno prossimo proprio là si giocheranno i mondiali...


Le risse tra gli hooligan? Dovrebbero diventare uno sport. E' la brillante proposta di Igor Lebedev, deputato del Partito Liberaldemocratico russo e, manco a dirlo, dirigente della federcalcio. L'idea di Lebedev è illustrata in un post pubblicato sul sito del partito guidato da Vladimir Zhirinovsky. Il titolo è già un programma: 'Anche le risse tra tifosi possono essere uno sport'. Seguono riflessioni sulle posizioni eccessivamente critiche adottate dalla stampa internazionale, in particolare da quella inglese scottata per due ragioni: "I Mondiali 2018 sono stati assegnati alla Russia e non all'Inghilterra e, in secondo luogo, non tanto tempo fa a Marsiglia i nostri tifosi hanno avuto la meglio sui 'colleghi' inglesi".

A poco più di un anno dai Mondiali che la Russia ospiterà, Lebedev propone di incanalare la 'draka', la lotta, in un ambito sportivo. "La Russia farebbe da apripista", scrive entusiasta, prima di dettare anche le regole per "indirizzare in modo pacifico l'aggressività dei supporter". Lebedev invita ad immaginare questa scena: "Per esempio, si fanno avanti gli inglesi e la sfida viene accettata. Ci si incontra allo stadio, 20 persone da una parte e 20 dall'altra senza armi". La maxi-scazzottata, dice, sarebbe uno spettacolo strepitoso, in grado di attirare sugli spalti lo stesso numero di spettatori di una partita. Pronto anche il nome per la disciplina: "Non c'è bisogno di parole straniere. A livello mondiale, è diventata d'uso comune la parola sputnik. Ora tocca a 'draka'". (Fonte: Adnkronos)

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Elisa Isoardi: "Quando Salvini me lo chiede ci sposiamo". Tutto pronto: luogo, abito e menù nuziale. Poi racconta quei "tre giorni fantastici" a Mosca

Le alleanze politiche sono tutta da definire ma quelle sentimentali, a quanto pare, vanno a gonfie vele per il leader leghista. La conduttrice televisiva in un'intervista rilasciata al settimanale Oggi parla per la prima volta della sua storia d'amore con Matteo e del suo desiderio di maternità: "Ho 34 anni e la voglia di un figlio è quanto di più naturale esista"


 

Elisa Isoardi parla per la prima volta del suo amore con il leader della Lega, Matteo Salvini, dopo i "tre giorni fantastici, molto intensi" trascorsi con una coppia di amici a Mosca. In un'intervista rilasciata al settimanale 'Oggi', la conduttrice televisiva si racconta.

"Amo le tradizioni, ma non sono un'integralista. Le nozze arriveranno quando sarà il momento giusto - premette Isoardi - mi sposerei se dovessimo aspettare un figlio. Ecco, il momento giusto potrebbe essere l'attesa di un erede". "Ho 34 anni e la voglia di un figlio è quanto di più naturale esista - prosegue la conduttrice - Io ho sempre dato la priorità al mio lavoro, alla mia carriera. Ma quando trovi la persona giusta la tua vita si colora di altre emozioni e di altre aspettative. E la costruzione di una famiglia è di solito il progetto per eccellenza delle coppie innamorate".

Poi confessa di aver già scelto il luogo "la mia Colletto di Castelmagno, tra le ridenti valli piemontesi", l'abito color avorio e il menù nuziale "semplice e coi sapori del posto, bagna caùda compresa". Tutto pronto per "quando Matteo me lo chiederà".

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