updated 12:26 AM UTC, Jan 18, 2018

Maroni lascia la Regione Lombardia. Futuro da premier o ministro? Lui non conferma ma dice: "So cosa vuol dire governare...". E attacca Di Maio: "Una Raggi al cubo, rischiamo un'Italia come Spelacchio"

"Confermo che non mi ricandiderò, è una decisione presa in piena autonomia, sulla base di valutazioni personali". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, nel corso della conferenza stampa dopo la seduta di Giunta regionale, a Palazzo Lombardia - (VIDEO)


Roberto Maroni ha confermato alla riunione di Giunta che non si ricandiderà "per motivi personali" alla presidenza della Lombardia. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, Maroni ha indicato nell'ex sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana, il candidato a succedergli nelle elezioni del 4 marzo.

"Confermo che non mi ricandiderò - ha detto Maroni - una decisione che ho preso in piena autonomia, una scelta personale, che ho condiviso con Salvini e Berlusconi tempo fa. Non andrò in pensione - spiega - ma sono naturalmente a disposizione per il futuro. Conosco - ha aggiunto - la responsabilità di governo e ho una sola preoccupazione: che la possano assumere persone come Di Maio, che è una Raggi al cubo. Se va al governo lui, l'Italia rischia di diventare spelacchio".

Con "l'autonomia che sarà fatta entro le elezioni - ha detto Maroni - possiamo concludere in bellezza e aprire una prospettiva straordinaria per la Lombardia". L'autonomia, ha aggiunto Maroni, "è la sfida conclusiva del mio mandato che si concluderà il 4 marzo, una sfida che voglio vincere: il 22 ottobre è stato un referendum storico, una sfida epocale". "Abbiamo iniziato una trattativa col governo - ha sottolineato il presidente della Lombardia - senza il referendum non ci sarebbero stati i tavoli territoriali. Sono 23 le materie che possono essere trasferite. E il mio obiettivo è quello di firmare l'accordo entro le elezioni, possibilmente entro fine gennaio, sia sulle competenze sia sulle risorse. Domani a Roma spero di chiudere già sulle competenze". 

La destra sociale di Salvini, dopo Alemanno e Storace si prende anche l'Ugl. Con la Meloni ora è derby: chi vincerà?

La svolta nazionale del leader leghista, dopo aver tolto la parola "Nord" dal simbolo, prende sempre più forza e punta ad aggiudicarsi tutto l'elettorato che fu del Msi e di An. La sfida a Fratelli d'Italia è aperta e grazie al lavoro di Giancarlo Giorgetti sta pescando nelle acque territoriali dell'alleato postfascista come dimostra l'accordo con l'ex Cisnal. Si tratta di operazioni spregiudicate e il cui attecchimento rispetto all'impostazione tradizionale del Carroccio è tutta da verificare, ma intanto i sondaggi sono incoraggianti - (VIDEO)


Immagine correlata“Il lavoro è la vera priorità”, l’intervento del Segretario Generale dell’Ugl al “No Ius Soli”

Ha detto Matteo Salvini aprendo la conferenza stampa nella sede leghista milanese di via Bellerio al termine della riunione del Consiglio federale: "Il programma della Lega sui temi di lavoro, scuola e università sarà steso con la collaborazione dell'Ugl. Con loro abbiamo confermato un rapporto di reciproca, lunga e proficua collaborazione sia in Italia che all'estero. Per la Lega è una novità assoluta associare una proposta politica a una proposta sindacale che entrerà nell'argomento lavoro che la vera emergenza nazionale, altro che lo ius soli. Le proposte sul lavoro saranno dettagliate alla virgola sui temi del lavoro, del salario minimo e dei contratti e saranno presentate a giorni agli alleati così come quelle su scuola e università. La collaborazione con l'Ugl è uno di quegli apporti esterni di cui avevo parlato. L'Ugl ha più di 160 sedi tra Nord e Sud in Italia e la collaborazione sarà sicuramente utile e positiva".

Salvini vede la vittoria ma avverte: "Nel centrodestra Forza Italia e Meloni unici interlocutori. E voglio un patto anti-inciuci". Maroni premier? Ecco cosa ha detto...

La conferenza stampa del leader leghista che ha radunato i suoi dirigenti in vista delle elezioni del 4 marzo. Tra ottimismo e poca voglia di imbarcare riciclati e cavalli di ritorno il Matteo di Milano ci ha riservato anche qualche sorpresa - (VIDEO)


Matteo Salvini esclude categoricamente la possibilità di trattare, in vista delle elezioni del 4 marzo, con altri potenziali alleati che non siano Fi e FdI. "Evito di seguire le vicende di quarte, quinte o seste gambe, perché non è un problema mio. Penso che un governo possa stare anche su tre gambe, i miei interlocutori sono due: chi vuole fare esperimenti di eugenetica, se ne farà carico", ha detto infatti il segretario della Lega.

"Chiederò un impegno anti-inciuci" - La Lega si impegnerà in Parlamento "esclusivamente all'interno del centrodestra". "Anzi, chiederò un impegno anti-inciucio a tutti i segretari - ha spiegato -, i principali media tifano per il non risultato, per il grande inciucio, come con Monti. Ma noi comunque siamo autosufficienti".

"Chiamerò personalmente Berlusconi" - Al momento all'interno del centrodestra "non ci sono stati incontri e in agenda non ce ne sono. Oggi chiamerò personalmente Silvio Berlusconi e la settimana prossima parleremo di tutto il resto", ha fatto sapere. Sulla vittoria della Lega alle prossime elezioni il segretario leghista ne è quasi certo: "Vinceremo perché siamo l'unico partito che convoca i propri dirigenti il 3 gennaio".

"Maroni non sarà il candidato premier" - Matteo Salvini ha poi escluso che Berlusconi possa candidare Roberto Maroni come futuro premier. "Maroni era al Consiglio federale con Luca Zaia, lui e Zaia sono e saranno risorse fondamentali per la Lega e non per altri". Salvini, che nel simbolo elettorale ha indicato la sua candidatura a capo del governo, ha sottolineato che Maroni come Zaia è impegnato a "portare a casa" l'accordo con l'esecutivo per l'autonomia di Lombardia e Veneto, dopo i referendum regionali del 22 ottobre. (Fonte Tgcom24)

 

Movimento 5 Stelle, Di Battista si congeda dal Parlamento e attacca tutti: da Renzi a Gentiloni, da Napolitano a Salvini. E battibecca con la Boldrini

Il vulcanico "portavoce" grillino ha tenuto quello che dovrebbe essere il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Lo ha fatto a modo suo senza risparmiare nessuno. Agli avversari che lo deridevano ha replicato: "Vorrei ricordare che anche per molti di voi saranno gli ultimi giorni. E non per decisioni personali, ma per scelta del popolo italiano" - (VIDEO)


Alessandro Di Battista, popolarissimo esponente del Movimento 5 Stelle ha tenuto quello che, con ogni probabilità sarà il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Un discorso quello di "Dibba" tutto all'attacco. Eccone alcuni passaggi.

Il commiato al veleno: "Questo molto probabilmente sarà il mio ultimo discorso in Parlamento per questa legislatura. Vorrei ricordare che anche per molti di voi si tratta degli ultimi giorni in Parlamento: non per decisioni personali ma per un'unica decisione del popolo italiano, che non vi voterà più".

L'attacco alla classe politica: "Avete fallito in questi 5 anni. Avete provato a ostacolare un cambiamento: quello che voi definite ‘populismo’ ma che in realtà è solo voglia di cambiare le cose. Siamo passati dall'arroganza di Renzi all'irrilevanza di Gentiloni, ma non ce l’avete fatta nemmeno in questo caso, perché il Movimento 5 Stelle è più forte oggi del 2013".

Il Pd e Alfano: "Avete provato a fare una legge elettorale contro il M5S, l'unica forza politica che non fa le alleanze. Salvo vedere poi che siete voi a non riuscire a fare un’alleanza. Nessuno vuole andare più col Partito democratico, è incredibile: pure Alfano ha mollato il Pd. E' umiliante essere rifiutati da Alfano…".

Contro Salvini: "Si scaglia contro la legge Fornero e poi va a braccetto con Berlusconi e Meloni, che quella legge l’hanno votata. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a crescere: siamo la prima forza politica del Paese e se il popolo italiano lo vorrà riusciremo finalmente a prendere le redini del governo".

Alternativa popolare, ognuno per la sua strada. Lupi verso il centrodestra: "Riuniamo i moderati e i liberali"

Stabilita una "separazione consensuale" in Alternativa Popolare, il soggetto politico centrista che faceva capo al ministro degli Esteri, Angelino Alfano. Mentre lo stesso Alfano pochi giorni fa ha scelto di farsi da parte, annunciato che non si ricandiderà, il partito di fatto si scioglie lasciando liberi i propri rappresentanti di ricollocarsi, alcuni nello schieramento di centrosinistra altri in quello di centrodestra. Di questa seconda fazione fa parte il deputato lombardo Maurizio Lupi che ha annunciato che lavorerà per riunire altri soggetti centristi per costituire quella che è stata definita la "quarta gamba" del centrodestra che dovrebbe aggiungersi a Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia - (VIDEO)

Il lavoro, la sicurezza, i temi etici: Stefano Parisi presenta il suo programma. L'intervista completa al Comizio

Ai nostri microfoni il leader di Energie per l'Italia, a margine della due giorni organizzata al Teatro Parenti di Milano, illustra le idee e le iniziative del suo movimento in vista delle prossime elezioni. Un'azione politica che si inserisce nell'area del centrodestra cui però l'ex candidato sindaco chiede impegni precisi e coerenti - (VIDEO)

Premier del centrodestra, Berlusconi lancia il generale Gallitelli: Salvini s'infuria ma Maroni "lo stima". Il sasso di Silvio nel pollaio della coalizione

Ha spiazzato tutti, ancora una volta, l'ex premier. Lo ha fatto da Fazio con un nome a sorpresa che ha mandato in agitazione gli alleati, in primis il leader leghista che aveva parlato di accordi pre-elettorali da sottoscrivere davanti a un notaio. Ecco, l'ultima uscita del capo di Forza Italia sembra proprio una risposta, alla sua maniera, un avvertimento: "Occhio ragazzo..." - (VIDEO) 


Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha negato l'esistenza di accordi con Silvio Berlusconi sui ministri di un ipotetico governo di centrodestra o sulla possibilità di presentare l'ex comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli, come candidato premier. "Questa è nuova, non l'avevo mai sentita a una riunione - ha spiegato Salvini -. Con Berlusconi non ne abbiamo mai parlato".

Il governatore leghista della Lombardia, Roberto Maroni, tuttavia, ancora una volta non proprio in linea col suo segretario, vede con favore - come riporta la Reuters - il nuovo impegno dell'ex premier in campagna elettorale e dice: "Berlusconi l‘ho definito immortale. Ho visto che ha lanciato come premier il generale Gallitelli, che io conosco bene perché è diventato comandante generale dei carabinieri nel 2009, quando ero ministro dell‘interno e lo stimo", ha detto Maroni a margine di un convegno sul trasporto cargo a Malpensa, riferendosi all'intervista del capo di Forza Italia da Fazio. "Berlusconi ha questa capacità straordinaria di tirar fuori dal cilindro ogni tanto queste cose, vuol dire che è tornato protagonista e ha iniziato la campagna elettorale", ha aggiunto. "Quando nel 2006 si impegnò l‘ultimo mese, quasi quasi portò il centrodestra a vincere, adesso si è impegnato tre-quattro mesi prima, quindi direi che è buon segno".

Riguardo alla richiesta del segretario della Lega Nord Matteo Salvini di una ratifica dal notaio dell‘accordo tra il Carroccio, Forza Italia e Fratelli d'Italia, che l‘ex-premier ha spiegato di non ritenere necessaria, Maroni ha detto di ricordare "quando fu Berlusconi a chiedere a Bossi di andare dal notaio, sono i corsi e ricorsi della storia...  Ma, a parte questo, Berlusconi ha detto una cosa importante: non andiamo dal notaio perché non siamo avversari ma alleati, quindi una stretta di mano può certamente sostituire una firma". 

Intanto, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, tace sull'ultima uscita berlusconiana, ma sarebbe indispettita quanto Salvini e preoccupata per il rinnovato protagonismo del vecchio leone che non pare intenzionato a mollare la scena ai più giovani e ambiziosi alleati.

Da Forza Italia minimizzano sul nome di Gallitelli, lasciando intendere che si tratta solo di un profilo, per rendere l'idea. Il capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta, dice che è "stato fatto come esempio di un civil servant di straordinaria capacità, integrità, un amico". Già, un amico, uno che non ti porta dal notaio prima di fare un accordo politico. 

Insomma - pare di capire - Silvio ha voluto mandare un avvertimento a Matteo: "Stai bello tranquillo, ragazzo, ché è meglio per tutti...".

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