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updated 12:26 AM UTC, Jan 18, 2018

Alternativa popolare, ognuno per la sua strada. Lupi verso il centrodestra: "Riuniamo i moderati e i liberali"

Stabilita una "separazione consensuale" in Alternativa Popolare, il soggetto politico centrista che faceva capo al ministro degli Esteri, Angelino Alfano. Mentre lo stesso Alfano pochi giorni fa ha scelto di farsi da parte, annunciato che non si ricandiderà, il partito di fatto si scioglie lasciando liberi i propri rappresentanti di ricollocarsi, alcuni nello schieramento di centrosinistra altri in quello di centrodestra. Di questa seconda fazione fa parte il deputato lombardo Maurizio Lupi che ha annunciato che lavorerà per riunire altri soggetti centristi per costituire quella che è stata definita la "quarta gamba" del centrodestra che dovrebbe aggiungersi a Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia - (VIDEO)

Via libera al Rosatellum bis, la legge elettorale ottiene la fiducia in Senato. E Verdini si scatena in aula: "In maggioranza noi c'eravamo, ci siamo stati e ci saremo fino all'ultimo giorno". I 5 Stelle escono: "Uno spettacolo indecente"

Durante le dichiarazioni di voto, il leader di Ala ha pronunciato un lungo discorso, in cui ha riepilogato il senso del sostegno del suo partito alla maggioranza nel corso della legislatura. Uno significativo stralcio del suo intervento - (VIDEO)


Denis Verdini in aula a palazzo Madama rivendica con orgoglio l'apporto di Ala al varo definitivo di provvedimenti importanti come la legge elettorale. Per il senatore è l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa in sede di dichiarazioni di voto finale, ovviamente favorevole, sul 'Rosatellum': "In quest’aula, quando si è trattato di contare i nostri voti, si è rinnegata perfino l’aritmetica ma questo consente di rivendicare a me stesso e al mio gruppo, con orgoglio, tutto quello che abbiamo fatto, a partire dal ruolo di supplenza politica che abbiamo svolto, tutelando la stabilità e l’interesse del Paese, ogni volta che un provvedimento ci è sembrato andare nella direzione giusta, ignorando gli stupidi strali che ci venivano quotidianamente rivolti".

Il 'Rosatellum" è "la migliore legge possibile in questo momento, è frutto di un compromesso, come lo è tutta questa legislatura" nata da elezioni che non hanno dato una maggioranza, ha detto Verdini. "Si dice che la maggioranza è cambiata perché è Art.1 è uscito e c'è il nostro ingresso? Non è vero. Noi c'eravamo, ci siamo stati e ci saremo fino all'ultimo giorno della legislatura", ha sottolineato Verdini definendosi "Ecce homo", alla luce degli insulti ricevuti in questi anni.

"Noi siamo quelli - ha sottolineato - che hanno consentito al Paese di fare uno scatto in avanti sul fronte dei diritti, rendendo possibili le unioni civili – e avremmo votato anche la step child adoption. Così come voteremo il testamento biologico, quando e se arriverà in aula". Un sì annunciato, a titolo personale, anche sullo ius soli.

"E siamo quelli - ha proseguito - che hanno contribuito a mettere in sicurezza i conti pubblici, votando il Def senza essere in maggioranza, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa perché la casa è un patrimonio da difendere per i ricchi come per i poveri, la riduzione dell’Irap, il superammortamento per gli investimenti, la rottamazione delle cartelle. E poi: siamo stati leali con Letta, con Renzi e anche con Gentiloni, nonostante la sua costante indifferenza".

"Si è detto e scritto - continua - che una norma di questa riforma è stata realizzata per consentirmi di essere candidato all'estero. E' solo una delle tante stupide falsità dette sul mio conto. Io non so se mi ricandiderò, ma se lo farò sarà sicuramente in Italia. Semmai un giorno - e non lo auspico - il Veneto o la Lombardia conquistassero l'indipendenza, forse potrei candidarmi là, per battermi, da vecchio repubblicano, per l'Unità d'Italia".

Il M5S è uscito dall'Aula mentre parlava Verdini. "E' uno spettacolo indecente vedere l'Aula del Senato che ascolta l'intervento di Denis Verdini, venuto oggi a raccogliere gli applausi per il suo capolavoro politico che consegna il Paese alla coppia Renzi-Berlusconi'', afferma il senatore del M5S, Vito Crimi. "Noi a questa vergogna non partecipiamo, per questo siamo usciti dall'Aula. Il regista di questa legge elettorale - continua - è Verdini e suo e dei suoi uomini è il sostegno che permette l'approvazione del Rosatellum. Hanno messo le regole del gioco della democrazia in mano a un uomo plurimputato e re dei cambi di casacca''.

(Fonte: Adnkronos)

Sinistra, Pisapia senza Speranza: "Non può aspettare? Buon viaggio..."

L'ex sindaco di Milano e leader di Campo Progressista liquida le dichiarazioni dell'esponente di Mdp-Articolo 1 in merito all'uscita del gruppo dalla maggioranza: "Non credo nella necessità di un partitino del 3%, credo in un movimento molto più ampio, molto più largo e soprattutto capace di unire, non di dividere". La distanza con Vendola e SI: "In questa fase a loro non interessa cambiare il Paese, ma ricostruire una area che, però alla fine, sarebbe solo di testimonianza. Chiedo rispetto ma il nostro obiettivo è un altro, noi vogliamo cambiare le cose"


"Non c'è problema. Buon viaggio a Speranza, sono sicuro che ci ritroveremo in tante battaglie". Lo ha detto l'ex sindaco di Milano e leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine di un incontro a Mesagne, in provincia di Brindisi, in merito alle dichiarazioni di Roberto Speranza di Mdp-Articolo 1 che ha sottolineato come il tempo dell'attesa sia finito e di poter andare avanti anche senza Campo Progressista.

"Io continuo in quello che ho sempre detto - ha rimarcato Pisapia - non credo nella necessità di un partitino del 3%, credo in un movimento molto più ampio, molto più largo e soprattutto capace di unire, non di dividere".

"Quando come delegazione di Mdp sono andato a parlare con il presidente Gentiloni non a fare ricatti ma a fare richieste di giustizia sociale" come "il diritto salute", "qualche assicurazione l'abbiamo avuta" ha spiegato Pisapia parlando a Mesagne, aggiungendo particolari su quell'episodio nei rapporti con Mdp.

"Abbiamo fatto un percorso condiviso all'unanimità dai gruppi" su come votare in aula sul Def, "il problema è stato che potevano almeno avvisare quantomeno che quello stesso giorno il loro sottosegretario si sarebbe dimesso e che sarebbero usciti dalla maggioranza".

Nel momento in cui da parte del governo "c'è un annuncio importante", in cui "hai la prospettiva di un'azione concreta" e vicina alla richieste della sinistra, "esci dalla maggioranza? Problemi loro, potevano aspettare una settimana e quantomeno avvisare chi era andato dal presidente del Consiglio, altrimenti sembra una presa in giro".

LEGGE ELETTORALE - "Con una legge di stampo proporzionale come il Rosatellum 2.0, ci possono essere due o tre liste che devono però poi trovare unità in un’ipotesi di governo. Oggi ognuno deve fare la sua battaglia avendo ben presente che l’avversario non è quello che ci sta vicino, ma le destre e i populismi" afferma Pisapia.

"Il primo Rosatellum era molto meglio di quello attuale, bilanciato in senso maggioritario, si potevano scegliere i candidati più stimati sul territorio. Invece è diventato sbilanciato sul proporzionale. E per il concetto che ho di democrazia per me rimane anomalo che ci siano le liste bloccate. L’ideale per il Paese sarebbe ritornare al Mattarellum per permettere ai cittadini di scegliere i propri candidati e dare la responsabilità ai partiti di candidare le persone migliori sul territorio” dice il leader di Campo Progressista

IUS SOLI - Per Pisapia "non è accettabile che una maggioranza si spacchi su una norma di civiltà e semplice buon senso etico e giuridico come lo Ius Soli, è una maggioranza perdente".

"Questo dimostra - sottolinea - che non si possono fare alleanze con il centrodestra. Minori, bambini e bambine che in tutta Italia frequentano le nostre scuole, che hanno genitori che lavorano regolarmente e pagano le tasse, sono già persone integrate. Dobbiamo riconoscere i doveri e i diritti di tutti i cittadini. A questo serve lo Ius Soli”.

VENDOLA - Le critiche di Nichi Vendola? "Umanamente e personalmente mi fa soffrire. Con Nichi abbiamo fatto tante battaglie, per me è stato un punto di riferimento. Non riesco a comprendere questa volontà, peraltro dicendo cose che non rispondono alla verità, di attaccare le mie posizioni - dice Pisapia - Sinistra italiana è coerente dal suo punto di vista. La loro posizione è che serve un quarto polo. In questa fase a loro non interessa cambiare il Paese, ma ricostruire una sinistra che, però alla fine, sarebbe solo di testimonianza. Chiedo rispetto ma il nostro obiettivo è un altro, noi vogliamo cambiare le cose".

(Fonte: Adnkronos)

Pd, Cuperlo: "Se vince Renzi un'altra scissione? Mi auguro di no... Ma se non allarghiamo il perimetro a sinistra non vinceremo più"

L'intervista al deputato della minoranza dem che sostiene con forza la candidatura di Andrea Orlando alle primarie per la segreteria del Partito Democratico: "Veniamo da una serie di sconfitte. Dobbiamo necessariamente aprirci a forze come Campo progressista di Giuliano Pisapia. Proprio a Milano, prima con lui e poi con Sala si è visto qual è la strada giusta per essere maggioritari" - (VIDEO)


"Senza il Partito democratico non c’è un centrosinistra competitivo ma il Pd da solo non è più sufficiente a vincere. Bisogna ricostruire quel perimetro", ha detto Gianni Cuperlo nel corso di un incontro organizzato a Milano, e per farlo bisogna immaginare un sistema elettorale che premi la coalizione e non la lista perché, il ragionamento, allo stato non ci sarebbe alcun partito in grado di raggiungere il 40% per assicurarsi il premio di governabilità. Quel premio di coalizione che chiede anche l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, per non essere costretto a coalizzarsi con Mdp e Si per sperare di superare la soglia di ingresso in Parlamento se dovesse – come sembra intenzionato di voler fare Renzi – più alta del 3%. Il Pd - ha ribadito - deve dialogare con Pisapia se vogliamo costruire un centrosinistra di governo in questo Paese".

Milano, CasaPound marcia contro il degrado in zona 8: "Basta feccia nel quartiere"

Mercoledì sera una folta rappresentanza di militanti del movimento della Tartaruga ha partecipato al corteo organizzato da alcuni comitati cittadini che denunciano le condizioni in cui è stata abbandonata l'area che comprende piazzale Accursio, viale Espinasse e via Varesina, ad alta concentrazione di immigrati. Particolare preoccupazione è stata segnalata per il clima di insicurezza che si vive vicino a scuole e giardinetti, tra spaccio di droga, risse e sporcizia - (VIDEO)


"Difendi Milano" è lo striscione che accompagnava mercoledì sera, come in altre occasioni, la presenza in piazza di CasaPound nel capoluogo lombardo. Una città che, al di là delle narrazioni idilliache dell'amministrazione e di certa stampa, sta vivendo una fase di grande disagio, soprattutto per quanto riguarda le periferie, ma non solo ormai. L'impatto dell'immigrazione di massa, aggravato da quella che piuttosto impropriamente è stata definita "emergenza profughi", ha ridotto in modo serio la qualità della vita in quartieri già storicamente difficili. La sensazione di insicurezza che coinvolge soprattutto le persone più vulnerabili, come anziani e bambini, è sempre più forte.

La "zona 8", la più popolosa di Milano, è particolarmente colpita da spaccio di droga, prostituzione (femminile, maschile e altro...), violenza e degrado urbano. Ecco perché alcuni comitati di cittadini si sono dati appuntamento in piazzale Accursio per dare vita a un corteo di denuncia e sensibilizzazione che ha percorso le vie del quartiere.

Alla manifestazione CasaPound ha partecipato con una nutrita delegazione guidata da Massimo Trefiletti e Angela De Rosa, rispettivamente responsabile e portavoce milanesi del movimento della Tartaruga frecciata. Come sempre vivace e rumorosa la presenza del gruppo, composto in maggioranza da giovani. Qualche sguardo torvo da parte di alcuni stranieri lungo il percorso, ma anche gli applausi di cittadini italiani che in alcuni caseggiati rappresentano ormai una minoranza. Forse quelle bandiere tricolori in strada li hanno fatti sentire meno abbandonati.

Pd nella bufera, Scalfarotto: "Scissione? Se qualcuno vuole perdere..."

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico parla della legge elettorale e delle frizioni all'interno del suo partito che negli ultimi giorni sono aumentate con le prese di posizione molto critiche nei confronti del segretario Renzi di Bersani, che ipotizza la nascita di un "nuovo Ulivo", di D'Alema, Emiliano ed altri: "Ci sono personaggi della nostra politica che hanno servito il Paese per lunghi decenni che dovrebbero prendere atto che la realtà è cambiata e che si sta costruendo una sinistra di governo che si assume le sue responsabilità e non fa solo testimonianza di principi che senza i voti non diventeranno mai realtà". L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


Matteo Renzi con Pier Luigi Bersani

 

"Se Renzi forza, rifiutando il congresso e una qualunque altra forma di confronto e di contendibilità della linea politica e della leadership per andare al voto, è finito il Pd. E non nasce la cosa 3 di D'Alema, di Bersani o di altri, ma un soggetto ulivista, largo plurale, democratico”. Lo dice Pier Luigi Bersani all'Huffington Post.

L'ex segretario chiede il congresso anticipato e una nuova legge elettorale, altrimenti la strada non potrà che essere quella di una rottura. "Io lavoro per evitarla", sottolinea ma serve un cambio di rotta altrimenti "la sconfitta, andando avanti così, non è evitabile. Napolitano ha ragione, ma io non sto dicendo che non si può votare prima della scadenza naturale. Sto dicendo: andiamoci con ordine, dopo un Congresso e con una legge elettorale decente".

"C’è Renzi nel Pd, ma anche tanti altri. È ora che dicano qualcosa perché così si va a sbattere e si dissolve il Pd. Chiedo che qualcuno apra bocca". Un accenno poi alla polemica sui vitalizi scatenata dalle parole di Matteo Renzi: "Non può insultare il Parlamento. I vitalizi non ci sono più dal 2012 e ci sono qui dentro deputati 30enni che non sono qui ad aspettare i 65 anni per avere qualche euro di contributi. Non so se siano bersaniani o renziani: oggi ne ho visto qualcuno che piangeva".

Replica Matteo Orfini a Carta Bianca su Rai 3: "Bersani vuole rifare l'Ulivo, Rossi parla di socialismo. A questo punto rifacciamo il Pci... Questo gioco dell'oca non funziona molto. Abbiamo fatto il Pd proprio per superare quei partiti che non funzionavano più".

"Qualora ci dovesse essere una accelerazione sul voto non faremo in tempo a fare il Congresso, ma se c'è l'esigenza di ridiscutere con quale candidato andiamo alle elezioni, come chiede Bersani, potremmo tranquillamente trovare il modo di fare le primarie prima delle elezioni" aggiunge Orfini, specificando che "il segretario del partito non ha intenzione di sottrarsi".

A rispondere è anche Arturo Parisi, tra i fondatori dell'Ulivo con Romano Prodi. "Io so una cosa sola - dice Parisi all'Adnkronos - Che nel campo del centrosinistra il segno dell'Ulivo è stato dall'inizio il segno dell'unità. Unità contro ogni separazione e oltre ogni distinzione e provenienza passata".

"Anche quando nel '98 gli ulivisti furono costretti a prendere atto della rottura dell'Ulivo imposta da Cossiga, lo fecero - spiega Parisi - per riprendere con più forza la loro battaglia per l'unità". "Ripeto: dire Ulivo significa dire unità, dirsi ulivisti equivale a dirsi impegnati a frenare e ricucire ogni divisione, e a lavorare per il consolidamento e l'allargamento dell'unità presente", conclude.

(Fonte Adnkronos)

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