updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Ema, fregatura europea a Milano. Salvini si scatena in diretta contro l'Ue: "Tirano la monetina... Se governiamo noi sapete dove gliela mettiamo?"

Il leader leghista commenta a modo suo su Facebook il sorteggio per l'assegnazione della sede dell'Agenzia Europea del Farmaco che ha visto sconfitto il capoluogo lombardo a beneficio di Amsterdam - (VIDEO)


Video in diretta del segretario leghista Matteo Salvini dopo la mancata assegnazione a Milano, a seguito di un sorteggio, della sede Ema, andata invece ad Amsterdam. "Pazzesco", ha poi scritto Salvini su Facebook, "L'Agenzia Europea del Farmaco, 3.000 posti di lavoro e un indotto economico di 1,7 miliardi di euro, è stata assegnata ad Amsterdam e non a Milano per SORTEGGIO. Una scelta così importante... fatta col sorteggio!?!?". Il leader della Lega lancia altri strali contro Bruxelles: "Ennesima dimostrazione che QUESTA EUROPA è una fregatura. Ci riempiono di vincoli, di pesticidi e di immigrati, e ci fregano migliaia di posti di lavoro con le buste chiuse come ai quiz. Quando andiamo al governo, ridiscutiamo i 17 MILIARDI di euro che l’Italia regala ogni anno all'Europa. Gli mandiamo una monetina".

Cristiani perseguitati, Cappellini (Lega): "Un dramma per milioni di persone nel mondo snobbato dai principali media. Noi teniamo accesi i riflettori"

"Nel Comune di Verona e in particolare nel vicesindaco Lorenzo Fontana, abbiamo trovato un alleato importante che rafforza la nostra battaglia per il sostegno e l'aiuto ai cristiani perseguitati nel mondo". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Cristina Cappellini (Lega Nord), a margine dell'esposizione di presepi realizzati da bambini esposti alla Fiera del Giocattolo di Milano. La nostra intervista - (VIDEO)

  • Pubblicato in Cultura

Case popolari in Lombardia: parte la sperimentazione del nuovo regolamento di assegnazione. Tutto quello che c'è da sapere

La delibera spiegata dal vicepresidente della Regione e assessore alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese, Fabrizio Sala, nella conferenza stampa al termine della Giunta - (VIDEO)


"Abbiamo approvato la delibera con la quale inizierà, da domani, la sperimentazione del nuovo regolamento di assegnazione delle case popolari che, lo ricordiamo, prevede, oltre a un minimo di 5 anni di residenza, delle categorie di accesso ben precise secondo il criterio del mix abitativo. Posto che il 20% del totale sarà destinato a persone in stato di povertà assoluta, fatto 100 il resto, il 30% sarà destinato agli anziani, il 20% a famiglie monoparentali, il 15% a disabili, il 20% a famiglie di nuova formazione e il 10% alle forze di polizia. Un ulteriore 5% verrà destinato ad altre categorie di rilevanza sociale individuate dai Piani di Zona". Lo ha annunciato il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala nel corso della conferenza stampa al termine della Giunta regionale.

TEST SU TRE AMBITI: CINISELLO, MONZA E SESTO SAN GIOVANNI - "Per la sperimentazione - ha spiegato il vice presidente - abbiamo individuato tre Ambiti: quello di Cinisello Balsamo, che include anche Bresso, Cormano e Cusano Milanino; quello di Monza, che include Brugherio e Villasanta; quello di Sesto San Giovanni, che include anche Cologno Monzese. In questi comuni dal 2 di novembre entrerà in vigore il regolamento, ci sarà poi la verifica di tutte le autocertificazioni fornite dai richiedente e infine a gennaio ci saranno le prime assegnazioni col nuovo regolamento".

SE TUTTO OK APPLICAZIONE IN TUTTA LA REGIONE DALL'8 FEBBRAIO 2018 - "Se non ci sarà nulla da modificare in seguito alla sperimentazione - ha concluso Sala-, l'8 febbraio 2018 il regolamento sarà in vigore su tutto il territorio regionale".

Salvini tour; in Sicilia sbarca la Lega senza "Nord" (forse) e iniziano i problemi...

Mentre il segretario leghista Matteo Salvini si trova in Sicilia per un tour che anticipa le prossime elezioni regionali, i militanti del nord dibattono sulla scelta di togliere la parola "Nord" dal simbolo e nome che identifica il movimento fin dalla sua nascita


Che sta succedendo all'interno del movimento? a molti militanti la decisione di presentarsi alle politiche con il simbolo Lega, senza "nord", come confermato da Matteo Salvini proprio non va giù e sui social la divisione è incominciata. Ancora in molti apprezzano l'operato del leader ma aumenta sempre più il numero di chi non si rivede nelle manovre del "capitano", ben sapendo che questa nuova legge elettorale lo costringerebbe ad alleanze molto scomode. Gianni Fava, che sul tema "Nord" aveva già contrastato Salvini, in una intervista all'agenzia AGI dice, “Io sicuramente non sono d’accordo e, per quanto ne so, nemmeno Umberto Bossi e’ d’accordo. Voglio chiarire pero’ che vanno distinti i livelli perchè si sta creando confusione. La Lega nord non cambia nome, per fare ciò sarebbe necessario un congresso federale. Salvini ha detto che cambierà il contrassegno elettorale. Lo dico perchè sto ricevendo decine di telefonate di militanti preoccupati. Se vi fosse un cambiamento del genere in molti sarebbero pronti ad abbandonare la Lega”. L'assessore lombardo è molto chiaro nella sua esternazione, "io insisto: la Lega nasce ed e’ il sindacato del nord. Le istanze storiche sono entrate nel DNA dei cittadini e i referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto ci hanno dimostrato come i nostri temi sono stati fatti propri da un elettorato che va oltre la nostra capacità elettorale. Abbandonare quella strada per sceglierne una con contorni non identificati sarebbe sbagliato. Cambiare il simbolo non serve. Ci è stato raccontato in questi anni che il consenso della Lega è salito a doppia cifra e lo ha fatto con quel simbolo, "Lega Nord". Non vedo perchè cambiare. La Lega è la Lega nord non mi vergogno delle mia storia e molti militanti che non sono dirigenti come me, hanno bisogno di chiarezza”. 

La linea del segretario leghista è molto chiara, lui si definisce un "autonomista nazionale", ma non ha mai spiegato come intende risolvere i problemi della Sicilia risolvendo quelli del Veneto. Una regione è, per una sua caratteristica inserita in un mercato economico produttivo, l'altra non lo è, come sarà possibile per la nuova Lega votare l'autonomia veneta e contemporaneamente votare nuovi stanziamenti per una regione in crisi finanziaria? Uscire dall'Euro era un cavallo di battaglia, ora solo un'uscita di sicurezza che non si può prendere da soli ma con gli altri paesi europei e tutto quello detto fino ad oggi? Legge Fornero? altro cavallo di battaglia sbandierato mentre, come tutti gli altri partiti, si mettevano prima in cassa integrazione (alle spese dello stato per due anni), poi si licenziavano quasi 80 dipendenti. Forse i soldi dei rimborsi potevano essere utilizzati per dare un lavoro invece di toglierlo, magari votando la legge per la riduzione degli stipendi e non contribuendo a bloccare in Senato quella sulle Baby pensioni (oggi tutti i nostri parlamentari anche con una sola legislatura di 5 anni percepiranno una pensione di circa 1000 €). Ma questi sono solo i nostri dubbi che aggiungono punti di domanda alla questione Calderoli, che al Senato passa dalla Lega Nord al Gruppo Misto, i mal pensanti potrebbero dire che questa è una manovra studiata a tavolino per una mera questione finanziaria legata ai conti Lega.

Torniamo al progetto questa nuova "LEGA" nazionale, oggi su http://palermo.blogsicilia.it si legge di interessi tra attivisti del movimento "noi con Salvini" nell'accoglienza dei migranti, il blog riporta di un botta e risposta tra due coordinatori Francesco Vozza e Alessandro Pagano. Vi riportiamo uno stralcio dell'articolo:

Nuovi vertici di Noi con Salvini in Sicilia ma impegnati nell’accoglienza dei migranti. A puntare l’indice su questa vicenda è uno scontro violento all’interno del movimento dei Salviani in Sicilia a poche ore dall’elezione dei nuovi vertici e dall’assegnazione dei ruoli di partito in tutta la Sicilia occidentale. A lanciare strali contro il segretario del partito, Alessandro Pagano, è Francesco Vozza, già coordinatore a Palermo. “Non è un bel giorno oggi, amici: sono stato ESTROMESSO dal coordinamento palermitano di “Noi con Salvini” per volontà dell’On. Alessandro #Pagano (ex #NCD, fiero seguace di #Alfano, passato da poco con noi). I motivi della decisione mi sono attualmente oscuri, ma tutto questo è successo subito dopo aver chiesto delle spiegazioni all’Onorevole in merito alla presenza di alcuni suoi familiari alla guida di uno dei più grandi #centri di #accoglienza della Sicilia, il Pian del Lago di #Caltanissetta. Non so cosa ci sia sotto, amici, ma temo proprio che non si tratti di nulla di bello. Informerò a breve i vertici del movimento sull’intera vicenda...

e ancora: 

Il riferimento è ad esponenti di Noi con Salvini al vertice di un grande centro di accoglienza in Sicilia, quello di Pian del Lago nel Nisseno attualmente gestito dalla cooperativa Auxilia. L’appalto è in scadenza a probabilmente a settembre cambierà il soggetto attuatore. I vertici a cui probabilmente fa riferimento Vozza sono Gianni Pagano cugino del deputato della Lega, Alessandro Pagano e Josefin Sollami, entrambi impiegati proprio presso la coop Auxilium, incaricata di gestire il centro per migranti di Caltanissetta, Pian del Lago.

Pur lavorando nell’ambito dell’accoglienza ai profughi, sia la Sollami che Pagano ricoprono dei ruoli nel movimento di Salvini. In particolare la Sollami è la responsabile di Noi con Salvini a San Cataldo, paese natale di Alessandro Pagano.

Pagano non replica ma parla il vice coordinatore esecutivo Salvo Zinnanti “Nessuna esclusione, Vozza si è escluso da solo – dice a BlogSicilia – da quando Pagano,. nel dicembre dello scorso anno, è stato indicato da Salvini in persona alla guida del partito come segretario nella Sicilia occidentale si è lavorato ad una organizzazione nel territorio alla quale si è giunti ieri con una libera e democratica elezione. io stesso sono stato eletto dai militanti in una assemblea pubblica come anche tutti gli altri a cui è stato assegnato un ruolo” Ma la questione va oltre la politica e riguarda gli interessi nella gestione dell’accoglienza dei migranti. “Ma quali interessi – dice a BlogSicilia Gianni Pagano cugino di Alessandro– è vero io lavoro nel settore dell’assistenza dei migranti e sono coordinatore ma non sono un amministratore della cooperative. sono un dipendente come tutti gli altri solo con esperienza e per questo coordino le attività di accoglienza. Lo sono dal 2007, ho cominciato con la cooperativa Albatros e ora sono con Auxilia. A settembre cambierà di nuovo l’appalto ma le clausole di salvaguardia dei livelli occupazionali garantiscono i dipendenti che passano da un appaltatore all’altro. Ho lavorato per diversi soggetti vincitori dell’appalto di Piano del Lago ma sempre e soltanto come dipendente e non ho alcun ruolo nel partito politico nel quale milita mio cugino. Non ho tempo per la politica. O forse non posso più lavorare perchè mi chiamo Pagano?” 

Diversa la posizione di Josefin Sollami eletta segretario del Movimento a San Cataldo e che lavora, anche lei, la centro di Pian del Lago come informatore normativo ovvero addetto ad informare i migranti al loro arrivo su ciò che prevede la normativa italiana e che li riguarda. Insomma diritti e doveri.“E’ vero – conferma Sollami a BlogSicilia – ho un ruolo nel partito di Salvini e lavoro con i migranti. Che il signor Vozza informi pure i vertici nazionali. Matteo Salvini lo sa bene e apprezza il mio lavoro. Quando è venuto in Sicilia sono stata io ad accompagnarlo in varie visite nei centri migranti, anche a Lampedusa. Il mio lavoro è proprio quello del primo contatto con i migranti. Sono laureata in scienze umanistiche e sono certamente la persona che più di altre può comprendere come stanno davvero le cose. Parlando con loro dei diritti e dei doveri che godono o che hanno in Italia e in Europa mi rendo conto anche dei motivi dei loro viaggi, posso distinguere fra i migranti per necessità perchè scappano da guerre e persecuzioni, dai migranti economici. Non vedo nessuna incompatibilità con il ruolo politico, al contrario io comprendo meglio di altri il fenomeno dell’immigrazione. Peraltro, e ci tengo a sottolinearlo, sono stata eletta democraticamente in una assemblea pubblica”. Ma Sollami non si ferma qui “Sono onorata della carica che mi è stata data e ci tengo a precisare che non ho nessuna parentela con l’onorevole Pagano che, peraltro, è approdato da sette mesi nel partito nel quale io milito dal 2014. Stima per il segretario della Sicilia occidentale ma nient’altro. Al signor Vozza vorrei anche dire che la Lega dei popoli non si occupa solo di immigrazione. Certo è uno dei punti programmatici ma come partito parliamo anche di tanto altro. Ridurci a un solo argomento è veramente di basso livello”. TUTTO L?ARTICOLO ALLA FONTE (http://palermo.blogsicilia.it/interessi-dei-salviniani-di-sicilia-nellaccoglienza-dei-migranti-scoppia-la-guerra-a-palermo-vozza-contro-pagano-escluso-per-averne-chiesto-conto-foto/403768/)

 

Sul Tour del "capitano" in terra sicula si sbilancia anche http://www.ingrato.it/blog (del 28/19/2017), che posta questa immagine 

seguita da tre brevi righe: 

Salvini è come Garibaldi.
“Votate me, voglio la poltrona” gridò Matteo Salvini durante la battaglia di Sicilia quando le sorti dello scontro sembravano dovessero favorire i siciliani.

E’ uno degli episodi più tristi della storia Italiana.
Lo sterminatore del nord, dopo aver annientato il suo movimento cerca voti al Sud. (da http://www.ingrato.it/blog/2017/10/28/salvini-come-garibaldi/

Tornando a noi, l'attuale 15 per cento di consensi sale parecchio proprio nelle terre del Nord, dove in questi giorni si sta muovendo un altro movimento il "Grande Nord" che vede Roberto Bernardelli il suo presidente. Il movimento intende presentarsi alle prossime elezioni regionali lombarde come valida alternativa alla Lega (forse ancora Nord). 

“Ho sempre creduto nelle ragioni del NORD e ho lasciato la Lega dopo 29 anni perché aveva abbandonato le proprie origini. Ai miei amici che sono rimasti dico che le nostre idee meritano di essere portate avanti con coraggio e passione. Noi ci crediamo, e nella Confederazione GRANDE NORD c’è posto per tutti. Oggi la decisione di Salvini di cambiare il nome della Lega decidendo di togliere “NORD” ufficializza una linea nazionale, incompatibile con le nostre origini. Da oggi, il federalismo, l’autonomismo e l’indipendenza hanno il nome di GRANDE NORD”. Così su facebook, Marco Reguzzoni, co-fondatore di "Grande Nord".

Si preannunciano grandi cambiamenti e tempi duri per quel movimento che anni fa "ce l'aveva duro..."

Lega, addio "Nord". Salvini seppellisce la Padania: "Abbiamo ambizioni di governo a livello nazionale"

Alle prossime elezioni politiche il Carroccio (se ha ancora senso chiamarlo così) si presenterà senza la storica indicazione territoriale. Una svolta che da un lato è la logica conseguenza della linea scelta dal segretario, ma d'altro fa sicuramente un certo effetto soprattutto nella base "padana" tradizionale. La curiosa coincidenza con l'esito dei referendum autonomisti di Lombardia e Veneto, probabilmente il massimo risultato simbolico ottenuto dal movimento fondato da Umberto Bossi. E ora tutti aspettano proprio la reazione del Senatur


"La Lega ha ambizioni di governo a livello nazionale, e avrà un unico simbolo a livello nazionale. Si presenterà come Lega, in tutti i collegi e in tutte le città d'Italia: su questo l'intero Consiglio federale è assolutamente concorde". Dopo la riunione, il leader Matteo Salvini ha così confermato che nel simbolo presentato alle Politiche non ci sarà la parola "Nord".

"Il partito è assolutamente allineato", ha aggiunto. "Che la Lega si chiamerà Lega - ha continuato Salvini - mi sembra chiaro da mesi, non è un mistero".

"I risultati ci premiano" - Salvini ha poi risposto a chi paventava rischi di rotture all'interno del partito: "È tre anni che la Lega si batte a livello nazionale, per trasformare l'Italia in un paese federale. I risultati ci premiano, quindi contiamo di essere l'unica forza politica in Europa del gruppo dei cosiddetti populisti che andrà al governo nei prossimi mesi. All'ultimo congresso la mia linea politica è passata con più dell'80% voti, quindi la linea è assolutamente chiara".

Regione Lombardia, la carica di Maroni: trattativa per l'autonomia col Governo e accordo da 15 milioni con le Province

"Non c'è alcun dissidio fra me e Luca Zaia. Ho persino cambiato la foto ai miei profili social, pubblicandone una che ci vede ritratti insieme abbracciati sul pratone di Pontida. Il referendum veneto aveva un quesito diverso dal nostro, che è più vincolante e ci impedisce di chiedere lo Statuto Speciale. Per tutto il resto, però, siamo assolutamente allineati e abbiamo interesse a fare una battaglia comune. C'è anche l'Emilia Romagna? Benissimo, l'unione fa la forza. Procediamo quindi d'intesa, Lombardia e Veneto: abbiamo fatto insieme il referendum, faremo insieme anche la trattativa con il Governo". Le interviste al presidente della Regione e a quello dell'Unione delle Province Lombarde con cui è stata siglata un'intesa che eroga risorse economiche per le funzioni delegate  - (VIDEO)


"Oggi abbiamo firmato un accordo importante con le Province lombarde, parliamo di circa 15 milioni di euro, che eroga risorse per le funzioni delegate, quelle che la Regione ha nella sua responsabilita', ma che lascia ai territori perche' riteniamo sia giusto che la gestione di certe materie sia il piu' possibile vicino ai cittadini". Cosi' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha spiegato la sottoscrizione, avvenuta oggi a Palazzo Lombardia, dell'intesa tra Regione Lombardia e UPL per l'erogazione di ulteriori risorse finanziarie per la gestione, nell'annualita' 2017, delle funzioni regionali delegate.

TAVOLO CON ROMA - In questa sede, ha sottolineato, "ho chiesto al presidente dell'Unione delle Province Lombarde, Pier Luigi Mottinelli, la sua disponibilita' a partecipare alla delegazione che andra' a Roma a trattare con il Governo ulteriori forme di autonomia per la Lombardia in seguito al referendum del 22 ottobre. Sono lieto - ha evidenziato il Governatore - che mi abbia detto di si'".

PROVINCE SODDISFATTE - Circa l'accordo firmato oggi, "anche a nome dei Presidenti delle Province lombarde, apprezzo l'opera di Regione Lombardia nei confronti dei nostri Enti, che va al di la' degli importi di oggi", ha dichiarato Pier Luigi Mottinelli, Presidente della Provincia di Brescia e dell'Unione Province Lombarde, "non posso dimenticare infatti che Regione ha sollevato le Province dalla spesa per l'assistenza e il trasporto degli studenti disabili dall'anno scolastico in corso pur impegnandosi a versare tutte le risorse provenienti dallo Stato per la parte dell'anno precedente. Ha garantito ulteriori finanziamenti per il trasporto pubblico locale e si e' impegnata ad un ulteriore intervento per le Agenzie del Tpl e lo svincolo di alcuni trasferimenti regionali confluiti nell'avanzo vincolato dei nostri bilanci. Infine ha rinviato al 2018 le compensazioni relative alle previste restituzioni di risorse finanziarie anticipate in precedenza".

RICONOSCIUTO RUOLO - "Ma quello che piu' conta", ha aggiunto Mottinelli, "e' il riconoscimento del ruolo delle Province che il presidente Maroni e la sua Giunta hanno sempre dimostrato nei fatti, anche quando non era facile farlo. L'Intesa di oggi pertanto e' da un lato la conferma, sempre importante, della nostra funzione di perno del sistema delle Autonomie, ma soprattutto puo' costituire un modello per il futuro anche in altri ambiti, come i servizi per il lavoro, per cui sono attese novita' nel disegno di legge di bilancio".

Referendum per l'autonomia, Giorgia Meloni stuzzica ancora la Lega: "Se il 60% dei lombardi non è andato a votare evidentemente non era una priorità neanche per loro". Ma poi tende la mano: "Faremo sintesi per vincere insieme"

"I referendum per l'autonomia non sono stati un plebiscito ma per Fratelli d'Italia il punto è un altro e prescinde dai numeri e dalle percentuali: in una nazione che si rispetti le riforme costituzionali si fanno tutti insieme e non a pezzi, per il bene di tutti e non per assecondare l'interesse particolare. Ora lavoriamo insieme per una proposta di riforma dello Stato che coniugi presidenzialismo e federalismo e non metta in discussione l'Unità nazionale". Lo ha dichiarato la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni a proposito dei referendum sull'autonomia di Lombardia e Veneto - (VIDEO)

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