updated 5:24 PM CET, Nov 17, 2017

Inaugurato il collegamento Brebemi-A4, Maroni: "La Lombardia sa fare le cose e le fa bene". Su maggiore autonomia: "Tra le materie che chiediamo al governo anche le infrastrutture"

Il governatore lombardo a Castegnato (Brescia): "Quest'opera ha portato benefici anche sui territori perché 400 milioni di opere di compensazione, anche ambientale, sono investimenti importanti. Lo facciamo perché la mobilita' e' importante: consentire di muoversi piu' velocemente e più facilmente e' investimento che vogliamo fare. E, pur essendo la prima e piu' importante opera in project financing, abbiamo dato un contributo di 60 milioni di euro, perché era necessario farlo, vincendo tante resistenze e tante critiche". Guarda l'intervista - (VIDEO)


"Regione Lombardia fa le cose, le fa con impegno e credendoci e l'investimento in mobilita' e Infrastrutture e' uno degli impegni importanti, che ha segnato questa legislatura. Abbiamo seguito con attenzione e anche con severita', attraverso Cal, lo sviluppo di questo progetto e ci abbiamo creduto". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, alla barriera di Castegnato (Brescia), all'inaugurazione dell'interconnessione diretta tra la A35 Brebemi e la A4.

Alla cerimonia hanno preso parte anche gli assessori Alessandro Sorte (Infrastrutture e Mobilita'), Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Citta' metropolitana) e Mauro Parolini (Sviluppo economico).

400 MILIONI DI OPERE COMPENSATIVE, ANCHE PER AMBIENTE - "Quest'opera ha portato benefici anche sui territori - ha sottolineato Maroni -, perche' 400 milioni di opere di compensazione, anche ambientale, dei territori sono investimenti importanti. Lo facciamo perche' la mobilita' e' importante: consentire di muoversi piu' velocemente e piu' facilmente e' investimento che vogliamo fare. E, pur essendo la prima e piu' importante opera in project financing, abbiamo dato un contributo di 60 milioni di euro, perche' era necessario farlo, vincendo tante resistenze e tante critiche".

COLLABORAZIONE CON MINISTERO - "Ringrazio il ministro Graziano Delrio per la forte, leale e intensa collaborazione tra Istituzioni e per i 260 milioni messi dal Governo - ha proseguito -. Con il ministro Delrio e il suo Ministero c'e' un dialogo molto leale e costruttivo e, in questi anni, sono stati tra i piu' attenti alla situazione lombarda e' uno dei piu' collaborativi, ma la nostra collaborazione dovra' essere ancora piu' intensificata, perche' tra le materie che chiederemo al Governo, nell'ambito di una maggiore autonomia per la Regione Lombardia, c'e' quella delle infrastrutture".

VINCIAMO RESISTENZE DEI 'SIGNOR NO' - "Insieme facciamo le cose che e' giusto fare. E le facciamo bene - ha detto ancora Maroni-. Ci sono tanti problemi, mille ostacoli della burocrazia, anche perche' il rapporto pubblico-privato non e' sempre facile, ma noi li risolviamo, li superiamo, vincendo anche le resistenze dei 'signor no', dei comitati del no, di cui trova sempre qualcosa purche' le cose non si facciano, nell'interesse migliore dei cittadini lombardi, ma nel pieno e totale rispetto della legge".

INGENTI INVESTIMENTI ANCHE IN MANUTENZIONE - "Non solo grandi opere - ha pero' ricordato il governatore -: siamo attenti anche alla manutenzione di quelle che ci sono. Le Province hanno problemi per la manutenzione degli 11.000 chilometri di strade provinciali in Lombardia, a causa della riduzione dei bilanci. C'e' poi il problema dei trasporti eccezionali. La manutenzione e' un'attivita' che svolgono le Province, che chiedono fondi e noi abbiamo investito anche in questa direzione: 47 milioni di euro per consentire la manutenzione della rete ordinaria. Abbiamo fatto un accordo con Anas per prenderci in carico circa 2000 chilometri di strade provinciali e, a partire dal prossimo anno, metteremo 30 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte queste infrastrutture".

Il Politecnico di Milano, eccellenza italiana ormai internazionale. Grandi numeri su occupazione ed economia, ma il rettore vuole di più: "Incentiviamo la presenza femminile"

Inaugurato il 155esimo anno accademico del prestigioso ateneo che presenta dati importanti. Dal 2010 sono raddoppiati gli studenti stranieri; a 12 mesi dal titolo è impiegato l'85% degli architetti, l'88% dei designer e il 97% degli ingegneri. Le donne però rappresentano ancora solo un terzo degli iscritti. Ferruccio Resta: "Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell'innovazione del Paese". L'intervista a margine della cerimonia e il commento dell'assessore all'Università, Ricerca e Open Innovation di Regione Lombardia, Luca Del Gobbo - (VIDEO) 


"Abbiamo dimostrato di avere le competenze tecniche e di disporre del miglior capitale umano, di essere ambiziosi e allo stesso tempo pragmatici. Chiediamo a istituzioni e mondo produttivo di proporre le prossime sfide a cui lavorare insieme. Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell’innovazione del Paese”.

Con queste parole, nel corso del suo discorso all'inaugurazione del 155esimo anno accademico del Politecnico di Milano, il magnifico rettore dell'ateneo, Ferruccio Resta, ha chiamato a raccolta mondo produttivo e istituzioni per dare, in una logica di sistema, una spinta innovativa per l'Italia.

"E' necessario allineare il numero dei dottorandi italiani a quello degli altri paesi europei - ha aggiunto Resta - e se si vuole un modello da seguire in Italia bisogna guardare al Politecnico, che dal 2010 ha visto un aumento del 35% dei laureati e il raddoppio degli studenti stranieri a conferma della nostra crescente attrattività internazionale. Chi si laurea al Politecnico ha più possibilità di inserirsi velocemente nel mondo del lavoro e abbiamo guadagnato 100 posizioni nel ranking internazionale delle università".

"Artefici di questi traguardi sono i 42mila studenti, i 3mila docenti e i 1.200 tecnici che rappresentano la nostra anima - ha detto ancora Resta -. Anche nel futuro puntiamo al rinnovamento didattico, puntando su figure professionali più vicine ai bisogni delle imprese e, in generale, del mercato del lavoro, incentivando anche scambi internazionali e progetti interdisciplinari con altri atenei, insomma il Politecnico di Milano è un vero e proprio investimento per i nostri studenti".

Secondo Resta però, il Politecnico può e deve essere ancora più ambizioso. "Vogliamo puntare su corsi di dottorato che siano più attrattivi per il settore produttivo, per i bisogni dell'impresa e per farlo sono necessarie misure forti di investimento sul numero di posti e di defiscalizzazione delle assunzioni. Dobbiamo continuare a investire nei laboratori e nei campus come quello ideato da Renzo Piano. E’ necessario unire le nostre forze, promuovere partnership con istituzioni e imprese, affinché le grandi trasformazioni urbane, i piani industriali e i programmi di innovazione pubblici e privati diventino loro stessi laboratori condivisi: veri e propri cantieri aperti all'innovazione. Penso alle opportunità offerte dalla tecnologia 5G, alla realizzazione di un distretto per le applicazioni delle tecnologie di industria 4.0, al recupero delle periferie e al servizio che stiamo svolgendo con il Duomo di Milano al servizio della conservazione del nostro patrimonio artistico".

"L'ateneo si sta impegnando con azioni concrete a incentivare la presenza femminile all'interno delle sue aule, soprattutto in alcuni rami di ingegneria. Le donne rappresentano solo un terzo del totale - ha aggiunto -, una percentuale ancora poco rappresentativa". (Fonte Itlapress)

Non solo sinistra contro l'alternanza scuola-lavoro, in piazza anche gli studenti di CasaPound. Contestata la ministra Fedeli

Cortei a Roma, Ascoli Piceno e in provincia di Lecce e blitz a Milano e Verona: il Blocco Studentesco si prende spazi importanti nell'ambito delle proteste giovanili in tutta Italia. Migliaia di ragazzi mobilitati tra cori e bandiere tricolori - (FOTO)


 
Cortei e blitz in tutta Italia organizzati dal Blocco Studentesco per chiedere un cambiamento radicale nella gestione dell’alternanza scuola-lavoro e un rapido intervento degli enti pubblici preposti nella risoluzione dei problemi strutturali che affliggono le scuole italiane.
 
“Un successo i cortei studenteschi a Roma, organizzato in collaborazione con il Fronte della Gioventù e Gioventù d’azione, Ascoli Piceno e Nardò (LE) e i blitz a Milano e Verona – si legge in una nota del movimento - per sottolineare ancora una volta la totale assenza delle istituzioni: fallimento del progetto alternanza scuola-lavoro, edifici scolastici in condizioni penose e mancanza di fondi adeguati per l’istruzione”.
 
“Il Blocco Studentesco ha mobilitato migliaia di studenti in tutta Italia nella mattinata di oggi – continua la nota del movimento - per protestare contro l’attuale linea politica del Ministro Fedeli, in perfetta continuità con i governi precedenti, volta ad affossare la già penosa condizione dell’istruzione italiana”.
 
“Quasi uno studente su due dichiara di essere insoddisfatto dell’esperienza di scuola-lavoro, incompatibile con il percorso di studi scelto, fino ad arrivare a veri e propri casi di sfruttamento, senza tralasciare le profonde differenze organizzative tra le varie regioni d’Italia. Come se non bastasse – continua la nota – gli studenti sono costretti a frequentare edifici fatiscenti, con aule o palestre inagibili e mancate verifiche di vulnerabilità sismica”.
 
“Non possiamo più tollerare questi soprusi ai danni degli studenti italiani, motivo per il quale – conclude la nota – con questa prima grande dimostrazione di forza vogliamo lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni e al Miur: continueremo a dare battaglia a chiunque rappresenti un ostacolo per il futuro e saremo, come sempre, al fianco degli studenti”.
 
 
 
A Milano blitz e striscioni in diversi istituti e davanti al palazzo della Regione Lombardia
 

“Contro un ministro incompetente, siamo la gioventù che non si arrende”, questo il testo degli striscioni esposti dagli studenti del Blocco Studentesco in due blitz contemporanei davanti agli istituti Lagrange e Primo Levi di Milano.
Gli studenti si sono poi diretti sotto il Palazzo della Regione dove ha avuto luogo un presidio.

“La decisione di scendere in piazza – si legge in una nota del movimento – nasce dal fatto che questo governo, così come quelli che lo hanno preceduto, non sembra assolutamente in grado di portare avanti una riforma che sia degna di questo nome”.

“Nonostante le belle parole del Ministro Fedeli – continua la nota – la realtà è ben diversa e non a caso i blitz hanno interessato gli istituti Lagrange e Primo Levi: tutte scuole che soffrono di gravi problemi a livello strutturale e organizzativo, esempi in negativo di una situazione comune a tutto il territorio italiano”.

“La scuola deve tornare ad essere un luogo sicuro per gli studenti e svolgere una reale funzione formativa, non certo fornire mano d’opera a costo zero alle aziende, come sta avvenendo in troppi casi con il progetto, fallimentare, dell’alternanza scuola-lavoro ”.

“Oggi – conclude la nota – lanciamo l’ennesima sfida a istituzioni che tutto fanno tranne che lavorare per lo sviluppo del futuro di questo paese: quella che è scesa oggi in piazza è una gioventù consapevole delle proprie radici e decisa a riprendere in mano con forza e determinazione le redini del proprio futuro. Questo non è che l’inizio”.

 

Gli studenti protestano ma la ministra Fedeli difende l'alternanza scuola-lavoro: "E' un'innovazione didattica importante. Dati positivi, eleveremo la qualità"

Manifestazioni, anche movimentate, in molte città contro attività che sono denunciate dai contestatori come sfruttamento. L'esponente del governo Gentiloni annuncia gli Stati generali sul tema il prossimo 16 dicembre e dice: "Dobbiamo fare uno sforzo aggiuntivo per qualificare ulteriormente i percorsi e la gestione delle procedure"


“L’alternanza scuola-lavoro è un’innovazione didattica importante. È uno strumento che offre alle studentesse e agli studenti la possibilità di acquisire competenze trasversali e consente loro di orientarsi con più consapevolezza verso il loro futuro di studi e lavorativo. L’alternanza è uno strumento in cui crediamo profondamente. Anche per questo, come Ministero, lavoriamo per elevare ulteriormente la qualità dei percorsi offerti, mettendo al centro, come ho ribadito il 10 ottobre in audizione in Parlamento, le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Su questo punto garantiamo il massimo impegno e anche la massima fermezza di intervento in caso di situazioni in cui il patto formativo che sta alla base dell’alternanza sia violato, impedendo a studentesse e studenti di fare un percorso significativo, innovativo e di qualità. Stiamo mettendo in campo strumenti concreti che vanno in questa direzione e che ci consentiranno un costante monitoraggio e controllo perché la qualità formativa è decisiva”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

 “I dati relativi ai primi due anni di attuazione sono importanti e testimoniano lo sviluppo dell’alternanza e l’impegno delle scuole. Nell’anno scolastico 2016/2017, secondo le prime rilevazioni del Ministero che confluiranno in un ampio report a fine ottobre, il 95% degli istituti ha fatto alternanza. Le studentesse e gli studenti partecipanti sono stati oltre 873.000 fra scuole statali e paritarie, l’89% della platea attesa per le classi terze e quarte, quelle già coinvolte dall’obbligo lo scorso anno. Sono oltre 900.000 se si considerano anche le classi quinte. Le strutture ospitanti sono state più di 200.000, 131.000 di queste sono imprese. Il coinvolgimento è alto. Anche nei Licei, dove il 91% delle ragazze e dei ragazzi iscritti nelle classi terze e quarte ha svolto un percorso di alternanza. I finanziamenti messi a disposizione sono anch’essi significativi: 100 milioni all’anno previsti dalla legge 107, altri 140 milioni stanziati nell’ambito del PON scuola. Ci impegneremo per incrementarli ancora”.

“Ora - prosegue la Ministra - dobbiamo fare uno sforzo aggiuntivo per qualificare ulteriormente i percorsi e la gestione delle procedure da parte delle scuole, rispondendo alla richiesta delle nostre studentesse e dei nostri studenti di poter far emergere eventuali problemi riscontrati durante la loro esperienza. Ci sarà un ampio confronto su questo, lo faremo il 16 dicembre: organizzeremo come Ministero gli Stati Generali dell’alternanza con tutti gli attori in campo, a partire dai rappresentanti delle ragazze e dei ragazzi. Prima di allora lanceremo due strumenti importantissimi: la piattaforma di gestione dell’alternanza e la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza che sono strettamente connesse fra loro. La piattaforma sarà strumento di attuazione della Carta, che è molto attesa ed è uno strumento centrale di informazione e di garanzia per chi partecipa all’alternanza”.

La piattaforma “sarà pronta nei prossimi giorni, comunque entro la fine di ottobre, e sarà messa a disposizione di tutte le scuole, delle strutture ospitanti, di studentesse, studenti e famiglie per facilitare la progettazione, la gestione e il controllo dell’alternanza. La piattaforma consentirà alle scuole di reperire con più facilità una struttura ospitante, attraverso un sistema di geolocalizzazione e di prenotare on line i percorsi. Gli adempimenti burocratici connessi all’alternanza si potranno gestire digitalmente, consentendo un passo in avanti significativo. Su queste innovazioni prevediamo uno specifico accompagnamento per le scuole”.  

“La piattaforma - prosegue la Ministra - avrà una specifica sezione dedicata a studentesse e studenti che, oltre a strumenti importanti come il corso sulla sicurezza gratuito realizzato insieme ad Inail, avrà un bottone rosso, come ho più volte annunciato, per le segnalazioni di eventuali problematicità significative riscontrate durante l’alternanza. Credo sia importante e serio fare in modo che situazioni anomale possano essere rilevate in tempo reale dagli Uffici scolastici e dal Ministero, per poter intervenire tempestivamente. Ieri abbiamo mostrato al Forum degli studenti il funzionamento e gli strumenti previsti. Vogliamo fare questo percorso insieme e i loro suggerimenti saranno per noi essenziali”.

La piattaforma “consentirà anche al Ministero di avere una panoramica qualitativa importante e un costante monitoraggio. È prossima, poi, come dicevo poco fa, la pubblicazione della ‘Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro’, prevista dal comma 37 della legge 107: dopo l’acquisizione dei concerti e pareri previsti dalla legge, il testo è in fase di esame da parte del competente Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la definitiva autorizzazione prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Con la Carta mettiamo al centro la necessità di informare al meglio studentesse e studenti e genitori, in un'ottica di dialogo e condivisione che deve sempre accompagnare il rapporto scuola-famiglia. Prevediamo che le ragazze e i ragazzi impegnati in alternanza siano accolti in ambienti di apprendimento favorevoli alla loro crescita e ad una formazione qualificata, coerente con il percorso di studi. Diamo attenzione alle studentesse e agli studenti con disabilità. Abbiamo anche firmato un protocollo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro per mettere a disposizione delle scuole i tutor ANPAL, esperti di mercato del lavoro che possano supportare referenti, tutor e dirigenti scolastici nell’entrare in contatto con le strutture ospitanti del territorio. È evidente -  conclude la Ministra - che quello che stiamo facendo tutti insieme, il Ministero, le scuole, le strutture ospitanti, non è un percorso semplice. Ma è un percorso che, abbiamo visto, va nella giusta direzione e che dobbiamo proseguire con sempre maggiore determinazione. Nella consapevolezza che anche questa è scuola. Una scuola aperta, capace di innovarsi e di offrire uno sguardo sul futuro alle nuove generazioni”.

Milano, assalto a Zara e McDonald's con vernice, uova e fumogeni. La protesta degli studenti di sinistra contro l'alternanza scuola-lavoro

Cortei e manifestazioni contro lo "sfruttamento" con momenti di tensione e atti non troppo pacifici: i giovani denunciano condizioni difficili, demansionamenti e il loro utilizzo per lavori che non prevedono alcuna formazione. Bersagliata anche la Camera di Commercio dell'Industria, dell'Artigianato e dell'Agricoltura di via Meravigli. L'attacco a governo e Partito Democratico. Nel mirino le attività previste dalla Legge 196 del 24 giugno 1997 e dall'accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013. Ma la ministra Fedeli difende la scelta: "E' un'innovazione didattica importante"


Uova, pomodori, vernice e fumogeni contro il McDonald's di piazza XXIV Maggio a Milano. Dal corteo studentesco che protesta contro l'alternanza scuola-lavoro si sono staccati alcuni ragazzi completamente vestiti di nero e mascherati e hanno lanciato uova e pomodori contro le vetrate del fast food, imbrattate anche con della vernice colorata. Sulle vetrate sono comparse le scritte 'Fuck Mc' e 'Stop alternanza'. L'assalto è stato accompagnato da tutto il corteo con cori di insulto nei confronti del McDonald's, considerato dai ragazzi in protesta il simbolo dell'alternanza scuola-lavoro.

Dopo McDonald's è stata la volta di Zara. Il negozio di via Torino è stato vandalizzato da lanci di uova, vernice colorata e fumogeni. Responsabile anche in questo caso un gruppo di ragazzi mascherati e vestiti di nero, accompagnati dall'esultanza di tutto il corteo studentesco che sta protestando tra le vie di Milano.

"Stiamo sanzionando McDonald's e Zara - si sente degli altoparlanti del furgoncino in testa al corteo - perché sono multinazionali che ogni anno sfruttano centinaia di studenti. L'alternanza scuola-lavoro abolisce un concetto sacrosanto, cioè che il lavoro va pagato sempre. Con questa azione dimostrativa vogliamo simboleggiare che McDonald's e Zara sono spazzatura e noi le rifiutiamo".

Ad essere colpita è stata anche la Camera di Commercio dell'Industria, dell'Artigianato e dell'Agricoltura. L'edificio di via Meravigli è il terzo obiettivo del corteo studentesco. Anche qui lanciate uova e vernice colorata. I ragazzi del corteo hanno accompagnato l'azione gridando cori contro la Camera di Commercio. L'edificio è stato colpito "in quanto ente che ha costituito i registri nazionali dell'alternanza scuola-lavoro".

(Fonte: Adnkronos)

Apritimoda! Milano scopre gli atelier del made in Italy. Le storiche maison si svelano al pubblico per un weekend

Sabato 21 e domenica 22 ottobre 2017, in occasione della prima edizione di Apritimoda!, le storiche maison della moda aprono al pubblico i loro spazi privati, per la prima volta, svelando i luoghi normalmente inaccessibili dentro i quali nasce il processo creativo. Le nostre interviste a Cristina Tajani, assessore milanese a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane, con delega a Moda e Design, a Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della Moda e a Cinzia Sasso, ideatrice del progetto - (VIDEO)


Due giorni per scoprire i luoghi segreti in cui nasce il Made in Italy. Presentata oggi a Palazzo Marino la prima edizione Apritimoda! Milano scopre gli atelier. A illustrare, a stampa e operatori, i contenuti dell’iniziativa i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale con la giornalista Cinzia Sasso, ideatrice del progetto, in collaborazione con Maria Canella, docente all'Università degli Studi di Milano e Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. 

L'evento nato con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico, del Comune di Milano, della Camera Nazionale della Moda Italiana, di FAI e Altagamma,si svolgerà il fine settimana del 21 e 22 ottobre quando le storiche maison della moda apriranno al pubblico i loro spazi privati, per la prima volta, svelando i luoghi normalmente inaccessibili dentro i quali nasce il processo creativo. 

I grandi atelier milanesi che hanno aderito con entusiasmo e partecipano attivamente ad Apritimoda! sono: Agnona, Alberta Ferretti, Antonio Marras, Curiel, Ermenegildo Zegna, Etro, Fondazione Ferrè, Gianni Versace, Giorgio Armani, Laboratori Scala, Missoni, Moncler, Prada,Trussardi. 

Per l’Amministrazione comunale, dopo la positiva esperienza di Milano XL, il progetto Apritimoda prosegue nella volontà di promuovere la collaborazione tra le istituzioni e gli operatori per  valorizzare il grande patrimonio manifatturiero italiano fatto di artigianalità, ricerca nei materiali e creatività, aprendo a un pubblico di appassionati i più importanti atelier del made in Italy.

Cinzia Sasso, anima promotrice del progetto Apritimoda! ha spiegato come i milanesi, e non, potranno accedere a quindici luoghi iconici e da sempre riservati agli addetti ai lavori e assaporare le atmosfere uniche delle grandi maison che sono una parte assai importante dell’economia e della cultura milanese.

Maria Canella, docente all'Università degli studi di Milano ha sottolineato il coinvolgimento del sistema universitario e delle scuole di moda in un'iniziativa che punta a potenziare il rapporto tra gli studenti e le attività produttive della città, saranno infatti gli studenti dei principali istituti di formazione moda ad accompagnare i visitatori alla scoperta degli atelier.

Con il progetto Apritimoda, Milano aggiunge un nuovo tassello alla sua immagine di città cosmopolita, affascinante e aperta al mondo, regalando ai propri cittadini l’opportunità di apprezzare di persona la bellezza di luoghi esclusivi e permettendo ai giovani e agli studenti di aprire un dialogo avvincente e stimolante con i creatori di moda. Le visite  saranno libere e gratuite. Ogni visita sarà unica e rispecchierà lo stile di ciascuna maison, il proprio modo di intendere la moda e di raccontarsi. 

Apritimoda si inserisce nel filone di manifestazioni a forte partecipazione quali Fuori Salone, PianoCity, BookCity e FuoriExpo, entrati nel calendario degli appuntamenti da non perdere, aperti al grande pubblico oltre che agli addetti ai lavori.

Deve assistere il cane malato: donna single ottiene 2 giorni di permesso retribuito

Un'impiegata dell'università La Sapienza di Roma ha ottenuto due giorni di permesso retribuito per assistere il proprio cane che doveva subire un intervento chirurgico. La dipendente, con l'aiuto della Lega anti vivisezione (Lav), è riuscita a dimostrare che la cura dell'animale era un grave motivo personale e giustificava quindi il permesso - (Continua a leggere)


Il cane doveva essere operato per una paralisi alla laringe, e la padrona, una impiegata amministrativa single, non poteva delegare a nessuno l'assistenza. Così ha chiesto due giorni di permesso all'Università per gravi motivi personali e famigliari.

L'ufficio del personale le ha chiesto di motivare meglio la richiesta, visto che non c'erano precedenti per l'assistenza di animali domestici.

La donna si è rivolta allora alla Lav. Il presidente Gianluigi Felicetti e l'ufficio legale hanno rintracciato alcune sentenze della Cassazione che stabilivano che la mancata cura di un animale configura il reato di maltrattamenti. L'impiegata ha potuto sostenere così che, se non avesse assistito il suo cane, avrebbe commesso un reato. L'Università, ricevuto anche il certificato del veterinario, le ha concesso il permesso.

"Ora, con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente - ha dichiarato Felicetti -. Un altro significativo passo in avanti che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia. E' un altro passo avanti verso un'organica riforma del Codice Civile che speriamo il prossimo Governo e il prossimo Parlamento avranno il coraggio di fare, approvando la nostra proposta di Legge ferma dal 2008".

(Fonte: Ansa)

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