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updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Attentato a New York, quattro persone ferite: arrestato l'attentatore. Il video dell'esplosione - LIVE

Torna la Paura del terrorismo in America. Fermato un bengalese di 27 anni che indossava in giubotto esplosivo. La deflagrazione alla stazione dei bus Port Authority, la più grande degli Stati Uniti. Evacuate le linee della metropolitana A, C e E - (VIDEO)


Allarme a New York per un'esplosione avvenuta al terminal degli autobus di Port Authority vicino a Times Square. Fonti della polizia, scrive il sito di Abc news, riferiscono che un ordigno artigianale, un tubo bomba, è esploso in un sottopassaggio sotto il terminal degli autobus. Quattro persone, compreso l'attentatore, sono rimaste lievemente ferite. In relazione all'episodio è stato fermato un sospetto, un 27enne di origine bengalese, identificato come Akayed Ullah.

Il New York Post, che cita fonti di polizia, scrive che il mancato attentatore suicida è un 27enne originario del Bangladesh che viveva a Brooklyn. Il giovane sarebbe stato ispirato dall'Isis. Il 27enne, che aveva nascosto il tubo bomba lungo circa 13 centimetri sotto la giacca, nella parte destra, ha fatto detonare parzialmente l'ordigno mentre si trovava nel sottopassaggio. L'uomo, che viveva a New York da sette anni, è stato fermato ed è rimasto lievemente ferito.

Dell'accaduto è stato informato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riferito dalla portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. "La polizia sta rispondendo a notizie di un'esplosione di origine ignota tra la 42ma Strada e l'ottava Avenue", ha twittato il Dipartimento di polizia di New York, precisando che le linee A, C ed E della metropolitana sono state evacuate". Sul posto presenti anche artificieri e vigili del fuoco, secondo quanto riferisce il New York Post.

Port Authority è il maggior terminal di autobus degli Stati Uniti, con un traffico di oltre 65 milioni di passeggeri all'anno.

(Fonte: Adnkronos)

 

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Islam in Italia, bocciata la proposta di Daniela Santanché. La sua delusione: "Chiedevo solo un albo degli imam e più controlli nelle moschee"

Il voto contrario in Commissione Affari costituzionali. La deputata di Forza Italia sul suo profilo Instagram: "La mia proposta voleva impedire l'islamizzazione dell'Italia e il rafforzamento del terrorismo fondamentalista nel nostro Paese. La legge prevedeva l'istituzione di un albo degli imam e strumenti per aiutare la polizia a controllare le moschee e le attività al loro interno". Secondo la Santanché, gli stessi capi religiosi islamici avrebbe dovuto appoggiare la sua legge. E anche "tutti quei musulmani moderati che dicono di non avere nulla contro l'Occidente e i suoi valori. Chi non commette attività illegali e non incita al terrorismo non avrebbe nulla da temere se la polizia svolge opportuni controlli esattamente come controlla qualsiasi altro cittadino o luogo di aggregazione in Italia. Ma evidentemente c'è chi vuole in Italia privilegi speciali"

Cristiani perseguitati, Cappellini (Lega): "Un dramma per milioni di persone nel mondo snobbato dai principali media. Noi teniamo accesi i riflettori"

"Nel Comune di Verona e in particolare nel vicesindaco Lorenzo Fontana, abbiamo trovato un alleato importante che rafforza la nostra battaglia per il sostegno e l'aiuto ai cristiani perseguitati nel mondo". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Cristina Cappellini (Lega Nord), a margine dell'esposizione di presepi realizzati da bambini esposti alla Fiera del Giocattolo di Milano. La nostra intervista - (VIDEO)

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Milano, criticarono il Pd sull'Islam: denunciati Matteo Forte e Maryan Ismail. La replica: "Siamo increduli, ma non ci faremo intimorire"

Lo scorso gennaio il capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino e l'antropologa sufi di origine somala tennero una conferenza stampa (guarda il servizio de ilComizio.it) per presentare un dettagliato dossier dal titolo "Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale". Nel documento si dava conto di "relazioni pericolose" tra il partito di maggioranza (in particolare della consigliera Sumaya Abdel Qader) ed elementi musulmani radicali. A quasi sei mesi di distanza è arrivata la querela della segreteria metropolitana dem. Loro non ci stanno: ecco la risposta 


Il Partito democratico metropolitano di Milano ha denunciato per diffamazione il consigliere comunale e capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino, Matteo Forte (le sue parole a ilComizio.it l'11 gennaio 2017), e la storica rappresentate della comunità somala milanese ed ex esponente dello stesso Pd, Maryan Ismail (cosa disse ai nostri microfoni) . Fonti dem hanno confermato la notizia.

Pronta la replica degli interessati in una nota congiunta: "Abbiamo appreso quasi increduli la notizia che il Pd metropolitano ha sporto una denuncia per diffamazione nei nostri confronti, come riportato oggi da alcuni organi di stampa".

“In questo particolare momento storico, e ancor di più in questi giorni, dove in tutta Europa si sta ponendo il drammatico problema del rapporto con l’islamismo politico - affermano - il Partito democratico decide di procedere legalmente contro due esponenti di minoranza. Invece di rispondere politicamente alle questioni sollevate, tra l’altro sempre in modo pacato e circostanziato - prosegue la nota - la segreteria metropolitana opta per una soluzione che sa molto di intimidazione nei confronti di un consigliere d’opposizione e di una storica esponente della comunità somala, nonché della minoranza sufi africana. Nel merito di ciò che ci viene contestato risponderemo quando conosceremo il contenuto puntuale delle denuncia, che ancora non abbiamo potuto visionare".

Concludono Ismail e Forte: "Quel che per ora possiamo dire è che noi sicuramente non ci lasceremo intimorire e continueremo a sollevare esclusivamente questioni politiche, che chiedono una risposta politica e non certo per via giudiziaria".

Risultati immagini per forte ismail

Il sindaco di Milano Beppe Sala con la consigliera islamica del Pd Sumaya Abdel Qader

Egitto, un'altra strage di cristiani copti: 35 morti, molti bambini. "O diventate musulmani o vi ammazziamo tutti": non hanno accettato...

Continua la tragedia della numerosa minoranza religiosa nel mirino dei fanatici islamisti. Attaccati da un commando armato due pullman di fedeli diretti al monastero di San Samuele, nel sud del Paese. Il parroco della chiesa San Mina di Roma: "Sono stati derubati. Uccisi perché hanno rifiutato di convertirsi". Le autorità sunnite condannano il massacro avvenuto alla vigilia dell'inizio del Ramadan


E' di 35 morti e decine di feriti il bilancio dell'attacco sferrato contro un bus che trasportava cristiani copti a Minya, nel sud dell'Egitto . Lo ha riferito sulla sua pagina Facebook il vescovo copto Ermia, precisando che gli assalitori hanno sparato contro due pullman diretti al monastero di San Samuele: sul primo viaggiavano i bambini, mentre sul secondo c'erano a bordo donne e uomini. Insieme ai due pullman viaggiava anche un mezzo del monastero. L'agguato, ha sottolineato il vescovo, è avvenuto "di fronte alla collina di Abu Tartour".

Il ministero dell'Interno in una nota ha fornito altri dettagli sull'attacco, che ancora non è stato rivendicato. In azione è entrato un commando di una decina di persone, a volto coperto e con uniformi militari, che a bordo di tre jeep hanno aperto il fuoco "in modo indiscriminato" contro i cristiani copti.

Il ministero ha precisato che le forze di sicurezza hanno lanciato un'operazione per rintracciare i responsabili della strage, mentre la procura generale egiziana ha aperto un'inchiesta. Dopo l'attacco il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha convocato immediatamente una riunione straordinaria con i vertici della sicurezza.
 
Il Grande Imam di Al-Azhar (la massima istituzione dell'islam sunnita con sede al Cairo), Ahmad al-Tayyib, ha condannato la strage, avvenuta alla vigilia dell'inizio del Ramadan, parlando di episodio "inaccettabile per i musulmani e per i cristiani". "Questi traditori hanno violato tutti i principi della religione e i valori dell'umanità", ha commentato il gran mufti d'Egitto, Shawki Allam.
 
In un'intervista rilasciata al telegiornale di Tv2000, il parroco della chiesa copta San Mina a Roma, padre Antonio Gabriel, ha fornito ulteriori dettagli dell'attacco ai danni dei copti: "Gli hanno rubato soldi e oro. Hanno anche chiesto loro di rinunciare a Cristo e di diventare musulmani. Se avessero accettato li avrebbero salvati, ma i pellegrini hanno rifiutato e così sono stati uccisi. Gli hanno messo la pistola sulla testa e sul collo per ucciderli in modo diretto".
 
(Fonte: Adnkronos)
 
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Terrorismo in Francia, Marine Le Pen: "Siamo in guerra, ripristinare le frontiere ed espellere immediatamente i sospettati"

La leader del Front National e candidata alla presidenza della Repubblica commenta l'attacco sugli Champs-Elisées: "Vinceremo solo se porremo fine al lassismo che ha permesso a questo criminale di compiere un ennesimo attentato ieri sera. Il nostro popolo si è sempre opposto alla barbarie" - (VIDEO)


Gli Champs Elisées dopo l'attentato di ieri sera

"Il paese è in stato di guerra, la risposta deve essere totale, globale". Lo ha dichiarato Marine Le Pen, leader del Front National e candidata all'Eliseo, commentando l'attacco di ieri sugli Champs-Elisées.

"Una guerra - ha proseguito Marine Le Pen - asimmetrica, rivoluzionaria per sottometterci a un'altra potenza, una potenza assassina. Questa guerra non possiamo permetterci di perderla". Le Pen ha poi chiesto ai francesi di essere uniti "senza se e senza ma", unità "nella compassione ma anche nella lucidità". "Dobbiamo rinunciare all'ingenuità, all'innocenza, al lassismo. Il nostro popolo si è sempre opposto alla barbarie".

Le Pen torna poi a chiedere "il ripristino delle frontiere e l'espulsione immediata degli schedati stranieri con la lettera S" (sospettati di attentare alla sicurezza dello Stato, ndr). In una dichiarazione dal suo quartier generale, la candidata del Fn alle presidenziali ha invocato "la fine del lassismo giudiziario" e "nuove regole restrittive in materia di immigrazione, asilo e di cittadinanza".

Marine Le Pen a margine di un comizio

Le Pen ha inoltre sostenuto con forza che "l'ideologia islamista non deve aver diritto di cittadinanza in Francia" e elencato una serie di misure da adottare, dalla chiusura delle moschee islamiste alla stretta applicazione del principio di laicità "in conformità con i principi repubblicani" a restrizioni su immigrazione, asilo politico e cittadinanza. "Il terrorismo - ha detto - deve essere combattuto con tutti i mezzi. Vinceremo questa guerra solo se porremo fine al lassismo che ha permesso a questo criminale di compiere un ennesimo attentato ieri sera".

"Marine Le Pen dimentica che oltre 105 milioni di persone sono state controllate" alle frontiere, replica Bernard Cazeneuve, primo ministro ed ex ministro dell'Interno. "Voglio ricordarle che dal maggio 2012, 117 persone sono state espulse dal territorio" nel quadro della lotta al terrorismo, ha affermato.

Il primo ministro francese Bernarde Cazeneuve con il presidente François Hollande

Cazeneuve ha anche criticato Le Pen che - ha detto - "dimostra la sua cattiva conoscenza nei confronti dei dispositivi della lotta antiterrorismo e del suo arsenale penale". Il premier ha poi ricordato che il Front National non ha votato a favore della maggior parte delle leggi adottate negli ultimi anni contro il terrorismo". Per Cazeneuve Le Pen vuol "far dimenticare in realtà di essersi opposta a tutto senza proporre mai nulla di serio né di credibile. Questi propositi più di ogni altra cosa rivelano il suo vero obiettivo: cerca, come dopo ogni tragedia, di approfittare e strumentalizzare per dividere, sfruttare senza vergogna paura ed emozione a fini esclusivamente politici".

François Fillon, candidato all'Eliseo della destra "repubblicana"

Bernard Cazeneuve ha concluso attaccando Fillon per la sua proposta di rivedere Schengen ricordando la soppressione dei posti di lavoro decisa sotto il suo governo tra il 2007 e il 2012 soprattutto nei servizi. Il premier ha poi fatto riferimento alla programmata soppressione da parte di Fillon di 500mila funzionari in 5 anni.

(Fonte: Adnkronos)

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Francia, elezioni presidenziali ad alta tensione. Arrestati due islamici radicalizzati: "Pronti ad attacco imminente". E l'estrema sinistra aggredisce Marine Le Pen: bombe molotov contro deputato Fn

A Marsiglia bloccati due fanatici musulmani, ex detenuti e ricercati, che stavano tentando di confezionare degli ordigni esplosivi. La campagna elettorale per l'Eliseo intanto, letteralmente, s'infiamma. I collettivi antifascisti assediano il teatro del comizio della candidata nazionalista: un parlamentare se la vede brutta e viene salvato dal servizio d'ordine - (VIDEO)


Arrestati islamisti - Due uomini, radicalizzati in carcere, appartenenti a movimenti islamisti, sono stati arrestati questa mattina a Marsiglia con l’accusa di voler compiere un attentato durante la campagna per le presidenziali in Francia. Secondo Franceinfo i due sospetti, Mahiédine M., 30 anni, e Clément B., 24, entrambi di nazionalità francese e originari della regione dell’Alta Francia si erano radicalizzati nella prigione di Sequedin, nel nord del Paese - erano pronti "ad un attacco imminente" e stavano tentando di confezionare degli ordigni esplosivi. Fermati all’uscita di un appartamento che avevano affittato a Marsiglia, erano ricercati dallo scorso fine settimana. Durante una perquisizione nell’abitazione sono stati trovati esplosivi di tipo Tap.  

Rischio attentati - Nelle scorse ore i servizi di sicurezza francesi avevano lanciato un’allerta ai candidati delle elezioni presidenziali sul «rischio attentati" e la minaccia "particolarmente pesante» che incombe sulla campagna elettorale. Gli inquirenti hanno scoperto un video in cui i due sospetti prestano giuramento all’Isis e in cui viene filmata, tra l’altro, la prima pagina di un giornale con la foto del candidato Francois Fillon cui è stata rafforzata la scorta. "Il rischio terrorismo è più elevato che mai» ha detto il ministro dell’Interno, Mathias Fekl. "Oltre cinquantamila uomini - ha aggiunto - sono dispiegati sull'insieme del territorio per garantire la sicurezza del voto". 

Marine Le Pen - "Intendo ripristinare le frontiere immediatamente dopo l'arrivo al potere". Intervenendo questa mattina su 'RTL', la candidata del Front National alle presidenziali francesi ha detto che "non si può lottare contro il terrorismo senza ristabilire le frontiere".

Molotov e antifascismo - Proprio prima del comizio di Marine Le Pen a Parigi si sono verificati incidenti. Un deputato del Fn, Gilbert Collard, è stato obiettivo del lancio di alcuni oggetti e di una bomba molotov al suo arrivo al teatro Zenith della capitale, ma è rimasto illeso, protetto dagli agenti e dal servizio d'ordine del Front national. Un centinaio di persone, rispondendo all'appello dei collettivi antifascisti e di estrema sinistra, si era data appuntamento nel tardo pomeriggio, in attesa del comizio della candidata alle presidenziali.

Alcune di loro, con il volto mascherato, hanno cercato di avanzare verso lo Zenith, ma sono state bloccati da un cordone della polizia. "Tutto il mondo odia il Fn", "Tutti i poliziotti sono fascisti", alcuni degli slogan gridati dai manifestanti, che hanno lanciato oggetti contro gli agenti, i quali hanno risposto usando gas lacrimogeni. Gli incidenti, iniziati poco prima delle 19, si sono conclusi intorno alle 21.

 
 
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