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updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Contrasto alle povertà, ecco il reddito di inclusione: come funziona e chi ne avrà diritto. A Milano ne beneficeranno 5mila famiglie

Presentato a Milano il Rei, il reddito di inclusione voluto dal governo che partirà dal 1° dicembre. Parlano il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il presidente dell'Inps, Tito Boeri, e l'assessore alle Politiche Sociali della Giunta Sala, Pierfrancesco Majorino - (VIDEO)


Dal 1° dicembre si potrà fare domanda per il Rei (Reddito di inclusione) voluto dal Governo come intervento strutturale di lotta alle povertà. Ieri a Milano il ministro del Lavoro e Politiche sociali, Giuliano Poletti insieme al presidente dell’Inps, Tito Boeri, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha presentato il provvedimento che avrà carattere nazionale e verrà erogato dal 1° gennaio 2018. A Milano si stima ne beneficeranno oltre 5.000 famiglie, un numero triplicato rispetto a quante sono state aiutate con il Sia, Sostegno di inclusione, che ha preceduto il Rei in forma sperimentale.

Il Rei, rivolto a nuclei con Isee fino a 6.000 euro, permetterà di rivolgersi a una platea più ampia di persone colpite dalla crisi, consentendo di agganciarle e inserirle in un progetto di attivazione sociale e lavorativa per migliorarne le condizioni di vita.

“In questi anni – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – abbiamo più volte sollecitato un intervento da parte del Governo affinché si introducesse una misura nazionale di contrasto alle povertà nel nostro Paese colpevole, in questo ambito, di un grave ritardo. Oggi con la introduzione del Rei – ha proseguito l’assessore – siamo di fronte a un fatto decisivo e cruciale anche per Milano, che in questi anni ha fatto da supporto utilizzando risorse proprie. In sei anni siamo passati da 18 a 38 milioni di euro impiegati per il sostegno al reddito di anziani, famiglie, persone con disabilità e adulti in povertà perché lasciati fuori dal mercato del lavoro. Con il Rei stimiamo di poter raggiungere circa 5.000 beneficiari. Questo non sarà però solo un contributo per uscire dalla difficoltà quotidiana ma soprattutto uno strumento per uscire dalla povertà stringendo con noi un patto per ritrovare l'autonomia. Non un ricatto sulla base di un contributo ricevuto, ma una alleanza per non averne più bisogno”.

Il Rei è una misura destinata alle famiglie con un Isee fino a 6.000 euro; l’importo varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare e dipende da eventuali altre prestazioni assistenziali e dalle altre risorse di cui il nucleo familiare dispone. Verrà erogato dal 1° gennaio 2018 e sostituirà il Sia (Sostegno per l'inclusione attiva) e l'AsdiI (Assegno di disoccupazione). Il Rei si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI); un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.

Il beneficio viene concesso per un periodo massimo di 18 mesi e se necessario potrà essere rinnovato per ulteriori 12 mesi.

Per accedere al Rei occorre avere un Isee in corso di validità e presentare presso il Comune di residenza le domande. Per i residenti nel Comune di Milano i moduli di domanda potranno essere ritirati e presentati presso i 148 CAF- centri di assistenza fiscale convenzionati.

Dal 1° dicembre i moduli saranno inoltre reperibili presso le sedi dei servizi sociali territoriali.

Il Comune di Milano ha messo a bilancio per il 2017 38,4 milioni di euro in contributi di sostegno al reddito così ripartiti:

Al sostegno al reddito e alle misure contro la povertà quest’anno il Comune ha destinato 38.467.650 di euro (più del doppio rispetto al 2011 quando a bilancio erano 18 milioni). Integrano il reddito di anziani, famiglie con minori e famiglie affidatarie; persone con disabilità; giovani coppie e adulti in difficoltà.

A questi contributi l’Amministrazione affianca l’erogazione delle Bebè Card – Reddito di Maternità destinata al sostegno delle famiglie (con Isee fino a 17.000 euro) dove è appena nato un bambino e il Baf (buono di assistenza familiare) per l’impiego di una assistente domiciliare (badante o baby-sitter) rivolto sempre a famiglie con un Isee fino a 17.000 euro.

Milano, al via la Settimana del Lavoro Agile. Madia: "Conta il risultato non le ore d'impiego". Boeri: "Aiuta le donne a conciliare carriera e famiglia"

Da oggi al 26 maggio l'iniziativa voluta dal Comune di Milano per promuovere l'armonia tra impegno lavorativo e qualità della vita. Coinvolte 148 aziende e 72 coworking, 10mila dipendente potenzialmente interessati. Le interviste alla ministra della Funzione pubblica e al presidente dell'Inps - (VIDEO)


Immagine correlata Marianna Madia, ministra della Funzione Pubblica 

Immagine correlata Tito Boeri, presidente dell'Inps


 

Ad oggi sono 148 le aziende tra private e pubbliche, 72 i coworking coinvolti, 18 gli enti aderenti, con 33 tra workshop, tavole rotonde e incontri e oltre 10mila dipendenti potenzialmente interessati a scoprire i vantaggi di poter conciliare impegno lavorativo e qualità della vita. Con questi numeri prende il via, da oggi sino al 26 maggio, la Settimana del Lavoro Agile voluta e promossa dal Comune di Milano, i cui contenuti sono stati illustrati oggi a Palazzo Marino.  

Quest’anno, al contrario delle scorse edizioni, si potrà sperimentare il lavoro agile non un giorno solo ma nell’arco di 5 giornate feriali. La Settimana del Lavoro Agile è l’occasione per fare di Milano un modello di riferimento nazionale per le buone pratiche del lavoro agile all’interno delle pubbliche amministrazioni e delle aziende private favorendo lo sviluppo dei coworking, delle politiche di conciliazione e dello smart working.

 All’iniziativa  hanno  aderito 238 realtà di ogni dimensione, tra aziende, enti, associazioni e sindacati  interessati a far sperimentare ai propri lavoratori le modalità del lavoro agile.

Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio; consente di svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra, da un ufficio decentrato o da una postazione in coworking. È una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive.

 Tra le  148 aziende che hanno scelto di partecipare alla Settimana del Lavoro Agile  troviamo nomi come: Doxa, Fastweb spa, Gruppo PSA Peugeot Citroen, Mars Italia, Mellin, Sanofi, Siemens, Philips, Tamoil, Tim, Vodafone, Unicredit e Nestlè, solo per citarne alcune. Aderiscono inoltre tutte le società partecipate del Comune di Milano: MM spa, SEA, AMAT, A2A, ATM, Milano Ristorazione, Fondazione Welfare e Capholding.

 Grande partecipazione anche da parte dei coworking che sono 72 (+65%, erano 44 nel 2016) di cui 34 attivi sul territorio milanese e della Città metropolitana e 9 in Lombardia. Giunte adesioni anche al di fuori dei confini regionali tra cui 4 adesioni da Toscana e Veneto, 2 da Piemonte, Sicilia e Emilia Romagna, 1 da Marche, Umbra e Friuli.

Tre le modalità con le quali le aziende possono partecipare alla settimana: “Sperimenta il lavoro agile”, che offre al dipendente la possibilità di sperimentare per un massimo di 5 giorni un lavoro al di fuori della sede abituale con una flessibilità oraria o attraverso una postazione di coworking; con “Adotta un‘impresa”, si è data la possibilità alle aziende che hanno già avviato azioni di smart working di offrire la propria competenza ad aziende interessate a sperimentare questa nuova modalità lavorativa, diventando così vere e proprie mentor del lavoro agile; “Organizzare un evento”, presso la propria sede o presso uno spazio comunale, è volto a diffondere e ampliare la conoscenza del lavoro agile e dei vari aspetti del welfare aziendale.

I dati del 2016

Secondo una indagine condotta dal Comune, in occasione della Giornata del lavoro agile 2016, su un campione di 2.299 lavoratori che  hanno aderito rispondendo al questionario,  1.073 sono uomini (47%), 1.226 donne (53%). 

Tra i partecipanti, la fascia compresa tra 25 e 39 anni costituisce il 30%, tra 39 e 55 anni il 60%, mentre gli over 55 sono il 10%.

I laureati rappresentano il 54%, i diplomati il 43%.

Tra gli aderenti, il 59% è impiegato, il 35% è quadro e solo l’1% dirigente.

Il luogo preferito per provare l’esperienza del lavoro agile per l’87% del campione è stata la propria casa, il 9% ha scelto altre sedi distaccate dell’azienda rispetto all’abituale, solo l’1% ha optato per  una postazione in un coworking.

Tempo risparmiato per gli spostamenti casa-lavoro da chi ha praticato il lavoro agile: 234.937 minuti, pari a circa 163 giorni e 4 ore. L’incremento del tempo risparmiato nel 2016 è risultato pari a +32% rispetto al 2015 e +52% rispetto al 2014. Tempo impiegato nel 43% dei casi per prendersi cura della famiglia, nel 20% dei casi per dedicarsi alla cura della casa e attività domestiche,  al lavoro nel 15% dei casi, al riposo il 10%, alle proprie passioni e hobby il 6% e il 5% ad altro.

Dal punto di vista ambientale il lavoro agile fa bene: in un solo giorno sono stati evitati 58.438 km percorsi con mezzi privati a motore. Erano 35.752 km nel 2015 e 38.282 km nel 2014. Nella sola giornata del 2016 si è evitato di immettere nell’ambiente  1.93 kg di  PM10, 26,6 kg di ossidi di azoto, 9,5 kg di biossido d’azoto e 11,7 tonnellate di anidride carbonica oltre a un risparmio di 5.080 litri di carburante.

Il  palinsesto completo degli appuntamenti della settimana del Lavoro Agile è consultabile www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/qualitavita/lavoro_agile

Lavoro, Boeri attacca sindacati e coop: "Sono tra i maggiori utilizzatori di voucher"

Audizione alla Camera del presidente dell'Inps che ha fatto il punto sui "buoni" usati per retribuire le prestazioni lavorative : "Non sono serviti a far emergere il nero . Minimo il contributo sul fronte delle entrate. Il problema non è l'uso, ma l'abuso; serve un aumento dei controlli"


 

Tra i primi 5.000 committenti per l'utilizzo dei voucher ci sono 36 organizzazioni sindacali. Lo rileva il presidente dell'Inps, Tito Boeri sottolineando che secondo i dati 2016 i sindacati hanno usato quasi 280.000 buoni per 1.559 lavoratori. "La tabella documenta inoltre - ha detto in una audizione alla Camera - che tra i maggiori utilizzatori dei voucher (in rapporto al numero di committenti) vi siano le organizzazioni sindacali e le cooperative". Boeri già in passato aveva puntato il dito contro i sindacati, che criticano i voucher ma poi li usano in grandi quantità.

Intanto a gennaio 2017 sono stati venduti meno di 9 milioni di buoni, il livello più basso dopo gennaio 2016. Lo si legge nelle tabelle dell'Inps presentate oggi da Boeri. Rispetto a gennaio 2016 la vendita dei voucher è lievemente aumentata (era a 8,5 milioni) ma, grazie all'introduzione della tracciabilità, è molto più bassa della media del 2016 (da marzo sempre superiore a 10-11 milioni al mese). 

Per scoraggiare l'abuso nell'utilizzo dei voucher è necessario rivisitare i controlli e limitare le giornate piuttosto che il numero dei voucher utilizzati e il reddito che da questo deriva, ha sottolineato poi il presidente dell'Inps, ricordando che con la tracciabilità introdotta dal Governo c'è stata «deterrenza» e si e limitato il numero dei buoni venduti. Il datore di lavoro che abusa dei voucher - ha detto Boeri - deve sapere che rischia "sanzioni e interventi". 

Boeri ha spiegato che "i controlli sono fondamentali" ma "servono se sono credibili", ovvero se l'azienda sa che le informazioni che arrivano sulla tracciabilità sono effettivamente usate. Boeri si è detto convinto dell'utilità di unificare in capo all'Inps l'invio delle informazioni da parte delle aziende. In questo modo, infatti, si ridurrebbero gli oneri per le imprese e si renderebbero più efficaci i controlli.

Quanto alle proposte di revisione della normativa sui voucher Boeri ritiene che la limitazione più utile per scoraggiare l'abuso nel lavoro accessorio sia quella sulle giornate (una possibilità potrebbe essere quella dei 10 giorni al mese e 40 in un anno magari da utilizzare insieme). Sembra invece di difficile realizzazione, secondo Boeri, sia restringere le categorie dei lavoratori che possono usare i voucher (per esempio limitandole alle casalinghe e agli studenti) sia il tetto per le aziende. Quanto ai settori secondo Boeri "non è chiara" la proposta sulla riduzione dei comparti. Diversa è invece la limitazione delle attività escludendo quelle che hanno un problema di sicurezza per i lavoratori. 

Pensioni, Boeri contro il governo: "La manovra scarica gli oneri sulle generazioni future. Sistema iniquo"

Il presidente dell'Inps demolisce la riforma contenuta nella Legge di Stabilità che favorirebbe i pensionati "ricchi", senza preoccuparsi di chi verrà dopo: "Aumenta il debito implicito, in Italia c'è un problema serio di povertà"


"Questa è una manovra ma che fa aumentare il debito implicito e ogni manovra che lo fa scarica oneri sulle generazioni future. E questa è una manovra che lo fa in modo non irrilevante". Così il presidente dell'Inps, Tito Boeri, a Tutto pensioni 2017 del Sole 24 Ore riferendosi alle innovazioni introdotte con la Legge di stabilità. Per Boeri la manovra "aumenta la spesa pensionistica aumentando la generosità di trattamenti su categorie che hanno già fruito di trattamenti più vantaggiosi di chi ne fruirà in futuro". Il presidente dell'Inps ha puntato l'indice sull'estensione della 14/a, dando un giudizio sostanzialmente positivo sull'Ape sociale. "L'intervento sulla 14/a può venire a premiare delle persone che si trovano in famiglie dove ci sono altre persone che hanno pensioni elevate o patrimoni ingenti". Mentre in Italia "c'è un problema molto serio di povertà. Se guardiamo i dati sui consumi è raddoppiata negli anni della crisi nella fascia al di sotto dei 65 anni, e su questo continuiamo a non intervenire in modo sistematico".

"Nell'ambito del sistema pensionistico permangono forti iniquità, differenze di trattamento macroscopiche anche alla stessa generazione, e su questo fin qui non si è intervenuti" ha aggiunto. Per questo per Boeri bisogna sempre guardare al debito implicito, su cui ha spiegato, "ho visto tanto scetticismo". Il debito implicito, ha invece concluso, "è l'insieme delle impegni presi dallo Stato nei confronti degli attuali contribuenti, pensionati e contribuenti futuri. E se si dice che il debito implicito è qualcosa che non ha valore si sta implicitamente dicendo che in futuro si taglieranno le pensioni".

 Conoscere l'entità del debito implicito in ogni riforma del sistema pensionistico è fondamentale per l'equità intergenerazionale, ha più volte ribadito il presidente dell'Inps. "Se avessimo avuto calcoli del debito implicito negli anno '60, '70 e '80 le 'baby pensioni' non sarebbero state introdotte perché ci si sarebbe resi conto degli oneri pesantissimi che introducevano".

Le nuove possibilità offerte dal sistema pensionistico, come l'Ape sociale e l'Ape volontaria, genereranno una grande domanda di informazione e l'Inps per rispondervi deve avere nuovo personale. Ha spiegato Boeri. "Dopo tanti anni in cui erano state inasprite le condizioni anagrafiche e contributive per andare in pensione, c'è una parziale liberalizzazione, molto selettiva però che spingerà molte persone a chiedere maggiori informazioni. Noi siamo impegnati come Inps a fare una campagna di informazione a vasto raggio. Chiediamo al parlamento e al governo di aiutarci in questa operazione dandoci la flessibilità di assumere. L'Inps sta perdendo circa 100 dipendenti ogni mese. Abbiamo bisogno per poter essere presenti sul territorio, per andare incontro alle richieste e alla domande dei pensionandi, di rafforzare la nostra presenza".

In arrivo 150 mila buste arancioni su Ape - Un kit informativo pubblicato sul sito istituzionale e 150mila buste arancioni integrate con le informazioni sulle innovazioni pensionistiche, dirette soprattutto alla platea interessata all'Ape sociale, l'anticipo pensionistico. Così l'INPS si appresta a rispondere alle domande di informazioni su novità introdotte dalla legge di bilancio 2017 che arrivano dai pensionandi. A spiegarlo è stato lo stesso presidente Tito Boeri a Tutto pensioni 2017 - Il Sole 24 Ore. "Obiettivo della campagna è spingere il maggior numero di persone ad avere una identicità digitale per interloquire con noi, per avere man mano informazioni e simulazioni su questa innovazione dell'Ape". Interessata è una platea di 285.000 persone, che hanno i requisiti per eccedere alla misura, di cui però la maggior parte già dotate delle credenziali per l'accesso al sito".

(Fonte Ansa)

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