updated 2:32 PM UTC, Jul 21, 2018

Fisco, automobilisti tartassati. Le cifre del massacro del popolo motorizzato

Accise sui carburanti, Iva sulla manutenzione e riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici, bollo, imposte sui parcheggi, multe, pedaggi autostradali. La Cgia di Mestre traccia un quadro devastante per le tasche di quella che tra le categorie (un po' tutti noi) più spremute d'Italia


Ammonta a 73 miliardi di euro il carico fiscale che incombe sui 42,8 milioni di autoveicoli presenti nel nostro Paese. Una cifra che secondo la Cgia relega gli automobilisti tra le categorie di contribuenti più tartassate d’Italia.

Solo per dare un’idea della dimensione del prelievo, si ricorda che il gettito derivante dalle imposte che gravano su tutti gli immobili presenti nel Paese ammonta a poco più di 40 miliardi di euro. E nonostante la pesantissima crisi che ha colpito fino a 3 anni fa tutto il settore dell’auto, tra il 2009 e il 2016 (ultimo dato disponibile pubblicato dall’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) il gettito fiscale sugli autoveicoli è aumentato del 10,1 per cento (in termini assoluti pari a 6,7 miliardi di euro), mentre la crescita dell’inflazione è stata del 9 per cento.

“La voce che incide maggiormente sulle tasche degli automobilisti italiani – spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – è quella delle imposte e delle accise sui carburanti. Ben 34,8 miliardi di euro, infatti, pari a poco meno della metà dei 73 miliardi complessivi, ci vengono prelevati nel momento in cui ci si reca a fare il pieno al nostro autoveicolo”.

Per ogni litro di gasolio per autotrazione che si acquista alla pompa, il 63 per cento circa del prezzo è riconducibile al peso del fisco. Per ogni litro di benzina, invece, l’incidenza sale al 66 per cento, rileva ancora la Cgia.

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Oltre alla tassazione sui carburanti, tra le voci fiscali che gravano maggiormente sui possessori di un autoveicolo segnaliamo l’Iva sulla manutenzione e riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici. Nel 2016 questo prelievo ha pesato sulle tasche degli italiani per 10,2 miliardi di euro (pari al 14 per cento della spesa totale). L’Iva sull’acquisto degli autoveicoli, invece, è costata poco più di 7 miliardi di euro (9,8 per cento del totale), mentre il bollo auto ha assicurato alle casse delle Amministrazioni regionali 6,6 miliardi (9,1 per cento del totale). Le imposte sui parcheggi e sulle contravvenzioni hanno garantito un gettito di 5,6 miliardi (7,7 per cento del totale), quelle sui premi di assicurazione Rc auto quasi 3,9 miliardi di euro (5,3 per cento del totale). Sui pedaggi autostradali il fisco ha riscosso 2 miliardi, mentre l’imposta di trascrizione ha permesso alle amministrazioni provinciali di incassare 1,7 miliardi. Sui lubrificanti, infine, imposte e accise sono costate agli automobilisti 1 miliardo di euro.

"Va comunque sottolineato che l’aumento di gettito ascrivibile ad alcune voci - come l’Iva sull’acquisito dei mezzi, i pedaggi autostradali e l’Imposta provinciale di trascrizione – si è verificato negli ultimi anni a seguito della ripresa economica del mercato automobilistico che ha segnato, in merito alle nuove immatricolazioni, dei risultati molto importanti”, osserva il segretario della Cgia Renato Mason.

Ma i fari della Cgia sono puntati anche sull’elevato tasso di motorizzazione presente in Italia è in parte imputabile anche alla bassa qualità ed efficienza del trasporto pubblico urbano. Secondo una ricerca The European House-Ambrosetti, citata dalla Cgia, il sistema Paese potrebbe risparmiare fino a 12 miliardi di euro all’anno, attraverso una migliore organizzazione della mobilità nelle 14 città metropolitane del Paese.

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"In primo luogo come cittadini, perché il trasporto pubblico funziona poco e male ed è foriero di inefficienze; in secondo luogo come automobilisti, perché non avendo un sistema di pubblica mobilità dignitoso, siamo costretti a utilizzare il nostro automezzo, subendo, tra le altre cose, un carico fiscale spaventoso", afferma la Cgia.

In merito alla distribuzione territoriale degli autoveicoli presenti nel Paese, invece, le Regioni dove la concentrazione è più elevata sono anche quelle con il maggior numero di abitanti. Di conseguenza, "possiamo affermare con buona approssimazione che queste sono anche le realtà dove il gettito fiscale complessivo è più consistente che altrove", afferma la Cgia. La Lombardia presenta il più elevato numero di autoveicoli: nel 2016 (ultimo dato disponibile) ne circolavano oltre 6,7 milioni. Seguono il Lazio con poco più 4,1 milioni, la Campania con quasi 3,8 milioni, la Sicilia con 3,6 milioni e il Veneto con poco meno di 3,5 milioni. (Fonte: Adnkronos)

Economia, Regione Lombardia azzera l'Irap per le nuove attività commerciali e artigiane

Il provvedimento annunciato nella conferenza stampa dopo giunta dall'assessore allo Sviluppo economico della giunta Maroni: "Con questo misura andiamo a sostenere concretamente il rilancio del tessuto produttivo lombardo, contrastando la delocalizzazione attraverso azioni di fiscalita' di vantaggio e altri opportuni interventi atti ad agevolare le imprese, in particolar modo, quelle che si impegnano a mantenere in Lombardia la loro presenza, salvaguardando l'occupazione e il lavoro" - (VIDEO)


"Regione Lombardia azzera la sua quota di Irap per sostenere quanti decidono di intraprendere una nuova attività". Lo ha detto, in conferenza stampa dopo Giunta, l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia presentando la misura 'Zero Irap'. 

OBIETTIVO - "L'obiettivo - ha rimarcato l'assessore - e' quello di favorire la creazione di nuove imprese e contrastare la desertificazione commerciale attraverso una fiscalita' i vantaggio. Concretamente, vogliamo favorire l'apertura di nuovi negozi, punti di riferimento ed elementi di attrattivita' e vitalita' per i centri urbani, ma anche presidi di sicurezza per i centri abitati". 

"Questo provvedimento - ha aggiunto l'assessore - si inserisce e completa in modo virtuoso il nostro impegno in favore del commercio di vicinato: impegno contraddistinto da misure molto significative contro la desertificazione o quelle di sostengo piu' specifico dedicate alla riqualificazione degli esercizi commerciali e per la sicurezza dei negozi rilanciato oggi". 

"Con questo misura andiamo a sostenere concretamente il rilancio del tessuto produttivo lombardo, contrastando la delocalizzazione attraverso azioni di fiscalita' di vantaggio e altri opportuni interventi atti ad agevolare le imprese, in particolar modo, quelle che si impegnano a mantenere in Lombardia la loro presenza, salvaguardando l'occupazione e il lavoro".

PROSEGUE IL LAVORO DI REGIONE - "Prosegue cosi' il lavoro di Regione Lombardia - conclude l'Assessore all'Economia - per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, individuando soluzioni in grado di sostenere la ripresa, ponendo particolare attenzione a quelle categorie, come il mondo del commercio e le attivita' artigianali, che piu' hanno sofferto la crisi in questi anni. Cosi' facendo, infatti, Regione da' un segnale forte anche a sostegno dei nostri centri commerciali naturali e dei negozi di vicinato che rappresentano il vero cuore pulsante delle nostre citta'".

I DESTINATARI - Il provvedimento riguarda le attivita' commerciali aperte dal primo gennaio al 31 dicembre 2018 e quelle artigianali, purche' prevedano la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione e siano in possesso dell'annotazione della qualifica artigiana nel registro delle imprese. (*ad esempio: sono ammesse pasticcerie, gelaterie e panifici ma non possono beneficiare dell'agevolazione le attivita' commerciali di servizi). Mentre l'agevolazione, in coerenza con l'impegno di Regione Lombardia in materia di prevenzione del gioco d'azzardo patologico, non si applica agli esercizi nei quali risultino installati apparecchi di gioco.

MISURA PER CAPOLUOGHI E CENTRI SOPRA I 50.000 ABITANTI - "La misura - ha concluso l'assessore allo Sviluppo economico - si rivolge ai 12 Comuni capoluogo e a quelli con piu' di 50.000 abitanti come Busto Arsizio (Varese), Cinisello Balsamo (Milano), Gallarate (Varese), Legnano (Milano), Rho (Milano), Sesto San Giovanni (Milano) e Vigevano (Pavia)". 

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