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updated 12:42 AM UTC, Feb 20, 2018

Immigrazione, Maroni: "Sono favorevole ai Cie, anche perché li avevo istituiti io. Però che funzionino..."

Sulla questione il 19 gennaio le Regioni incontreranno il ministro dell'Interno, Marco Minniti; il governatore lombardo annuncia che prima, insieme ai suoi omologhi di Veneto e Liguria, Zaia e Toti, metterà a punto una posizione comune partendo dal documento che già era stato sottoscritto da tutti e tre i presidenti


"Le Regioni incontreranno il ministro Minniti il 19 gennaio. Prima di allora, faremo un vertice io, Giovanni Toti e Luca Zaia, per mettere a punto una posizione comune, partendo dal documento sull'immigrazione che avevamo gia' sottoscritto insieme". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della seduta del Consiglio regionale di oggi, rispondendo alle domande dei cronisti sulla questione immigrazione. 

"Io sono favorevole ai Cie", ha ribadito il governatore, ricordando di come li avesse istituiti proprio lui, nel maggio del 2008, quando era al vertice del Viminale. "A condizione - ha precisato - che funzionino davvero. Cioe' - ha spiegato - che siano luoghi chiusi, presidiati anche dai militari, dove si entra per essere identificati e se non si hanno i requisiti, si viene rimpatriati. Non solo 'espulsi' con il foglio di via. Chi non ha diritto a rimanere nel nostro Paese, deve essere messo su un aereo e rimpatriato. Se sono cosi', ben vengano. Ne discutemmo il 19 con il ministro dell'Interno".


"La Libia e' il luogo cruciale. Noi sosteniamo da tempo che sia li' il posto dove vanno realizzati dei campi di prima accoglienza sotto la gestione delle Nazioni Unite. Qui deve essere selezionato chi ha diritto alla protezione internazionale e deve essere portato in Europa e chi non ce l'ha e puo' essere assistito li'. Cosi' si salvano davvero le vite umane, il resto e' ipocrisia". 

Milano, Forza Italia incontra le parti sociali e presenta il suo Patto per il lavoro

A Palazzo Marino un tavolo con sindacati, Assolombarda e Camera di Commercio. Mariastella Gelmini: "Vogliamo dare il nostro contributo. Ecco gli impegni che prendiamo". Presenti l'assessore regionale Valentina Aprea e la responsabile azzurra per il Lavoro, Renata Polverini. La coordinatrice lombarda ha parlato anche di immigrazione: "Minniti serio e concreto sui Cie ma si proceda davvero alle espulsioni degli irregolari" - (VIDEO)


 

Un incontro sulle tematiche del lavoro si è tenuto oggi a Milano per iniziativa di Mariastella Gelmini, deputata e coordinatrice lombarda di Forza Italia.  Al tavolo i rappresentanti milanesi e lombardi delle principali sigle sindacali con i segretari locali e di Camera di Commercio e Assolombarda. Presenti anche l'assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Valentina Aprea e la parlamentare e responsabile per il Lavoro del partito, Renata Polverini.


"Vogliamo intraprendere ogni utile ed opportuna iniziativa, volta a coniugare le istanze di flessibilità delle imprese, con le esigenze di tutela dei lavoratori, attraverso la definizione di accordo territoriale che valorizzi le specifiche esigenze del contesto produttivo milanese - ha detto la Gelmini - Vogliamo sostenere i progetti post Expo di Human Technopole, il trasferimento dell'università a Rho e l'insediamento di laboratori di ricerca da parte delle imprese".

"I giovani devono diventare imprenditori di se stessi - ha spiegato la parlamentare azzurra - Purtroppo l'autoimprenditorialità è stata dimenticata dal Jobs act. Serve ripartire da politiche attive come quelle di Regione Lombardia, che vorremmo esportare come esempio a livello nazionale". Quindi un'esortazione energica sul tema al sindaco di Milano Beppe Sala: "Vogliamo che il sindaco dialoghi con il consiglio comunale sul piano di assunzioni, valorizzando prima di tutto le risorse interne. Sala, nel suo duplice ruolo sindaco e primo cittadino metropolitano, può fare molto. Vogliamo dare il nostro contributo".

 

A margine dell'incontro Mariastella Gelmini ha parlato anche di immigrazione e della decisione del governo di potenziare i Cie e di aprirne uno in ogni Regione. "L'identificazione degli immigrati è importante e da questo punto di vista osserviamo le prime mosse del ministro Minniti che mi sembrano improntate alla serietà e alla concretezza. Non vogliamo dare una mano al governo, vogliamo che le persone siano identificate. È chiaro  - ha aggiunto - che il passaggio nei Cie ha senso nella misura in cui poi si pratichino serie misure di espulsione per chi è migrante economico e non ha diritto a rimanere in Italia".

"L'identificazione celere è un primo importante punto, ma è chiaro che non basta perché occorre uscire dall'ipocrisia delle porte aperte per tutti e occorre praticare serie politiche di espulsione di chi non ha diritto a rimane anche perché c'è un problema grande di risorse che riguarda anche gli italiani. L'Italia - ha concluso l'ex ministro - è da sempre è un Paese accogliente e solidale, ma lo può essere solo nei confronti d chi ne ha diritto".

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