updated 2:35 PM UTC, Jul 19, 2018

Vinitaly 2018, vini lombardi protagonisti e sempre più biologici. La soddisfazione di Maroni e Fava (VIDEO)

La Lombardia porta la propria biodiversità al Vinitaly 2018, che si terrà a Verona dal prossimo 15 al 18 aprile, con oltre 200 produttori che proporranno circa 2mila etichette, frutto di 90 vitigni tipici, sui 517 totali iscritti al Registro Nazionale delle varietà di vite. La presenza della Lombardia si articolerà su uno spazio di 8.500 metri quadri al PalaExpo di Verona, con 11 consorzi: Franciacorta, Lugana, Moscato di Scanzo, Oltrepò Pavese, Vini Mantovani, San Colombano, Terre Lariane, Valcalepio, Valtellina, Valtènesi ed Ente Vini Bresciani (Botticino, Cellatica, San Martino e Valcamonica). "Anche quest'anno - ha commentato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni - l'appuntamento di Vinitaly testimonia l'importante patrimonio enogastronomico lombardo e italiano". "Con oltre 3mila imprese vitivinicole, 300 aziende giovani e gli importanti risultati raggiunti sui mercati esteri - ha aggiunto - il nostro si conferma un settore competitivo e in forte crescita". La conferenza stampa e le interviste - (VIDEO)


"Le Regioni devono assumere direttamente maggiori responsabilità dirette nei rapporti con l'Unione europea, è l'unico modo per salvaguardare le nostre produzioni e sostenere le nostre imprese". Lo ha osservato il presidente della Regione Lombardia, oggi, durante la Conferenza Stampa di presentazione del Padiglione Lombardia a Vinitaly 2018. "Grazie all'ottimo lavoro dell'assessore all'Agricoltura - ha ricordato - noi lo stiamo facendo, con tante misure concrete". Una delle ultime approvate, il 28 novembre scorso, ha sottolineato, "è la Ocm, misura, attivata nell'ambito del Piano nazionale di sostegno per il settore viti-vinicolo e concede un sostegno per investimenti materiali e/o immateriali in impianti enologici di trattamento, in infrastrutture vinicole e in strutture e strumenti di commercializzazione del vino. Tali investimenti sono diretti a migliorare il rendimento globale dell'impresa e il suo adeguamento alle richieste di mercato e ad aumentarne la competitività".

PRODUZIONE DI QUALITÀ - Quella lombarda, ha continuato il Governatore, "è una produzione inferiore in termini di volumi rispetto ad altre regioni, come il Veneto, ma per qualità non siamo secondi a nessuno e il nostro stand al Vinitaly lo dimostra. Abbiamo - ha affermato - un compito, oltre a sostenere le aziende, dobbiamo promuovere di più e meglio queste eccellenze. Siamo la prima regione agricola d'Italia, lo sforzo che abbiamo fatto e che spero il mio successore continuerà a fare, è valorizzare la bellezza e le produzioni del nostro territorio".

LA CRESCITA DEL BIOLOGICO - Il Vinitaly di quest’anno è anche all’insegna del biologico. Un trend ormai che caratterizza i mercati internazionali e che vede la Lombardia attentissima a cavalcarlo. Basti dire che negli ultimi sette anni gli ettari destinati a questa produzione sono saliti a 1753, con una crescita del 93 per cento. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale, seguita dalla provincia di Pavia. A questo cambiamento ha contribuito anche la politica di sostegno di Regione Lombardia.

"Da cinque anni a questa parte il consumo dei vini bio in Lombardia è in aumento a doppia cifra – ha sottolineato Gianni Fava – Le politiche che abbiamo preso nell’ambito del Programma di sviluppo rurale hanno incentivato in questa direzione. Abbiamo sostenuto il comparto con oltre 67 milioni di euro nelle varie misure, tenuto conto che il sostegno all’internazionalizzazione sui Paesi Terzi è stato fortemente penalizzato dai ben noti ritardi del Mipaaf in materia di Ocm Vino".

Lombardia, i candidati Governatori a confronto con l’Ordine dei giornalisti (GUARDA IL LIVE)

In streaming il confronto tra i candidati alla Presidenza di Regione Lombardia organizzato dall'Ordine dei giornalisti lombardo in collaborazione con il Master in giornalismo dell'Università Iulm di Milano che ha ospitato l'evento - (VIDEO)


I candidati Governatori a confronto con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia

Giulio ARRIGHINI - Grande Nord

Angela DE ROSA - CasaPound

Attilio FONTANA - Lega/Centrodestra

Massimo GATTI - Sinistra per la Lombardia

Giorgio GORI - PD/Centrosinistra

Onorio ROSATI - Liberi e Uguali

Dario VIOLI - Movimento 5 Stelle

Rispondono alle domande di Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. In collaborazione con il Master in giornalismo dell’Università Iulm.

Ecco Attilio Fontana: "Non temo nessuno, ma ci sarà da correre". Un altro leghista di Varese per l'eredità di Maroni, ma l'ha scelto Salvini. Il via libera di Berlusconi: "Sondaggi ok"

La prima intervista al candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia dopo la rinuncia del governatore uscente a correre per il secondo mandato. Parole moderate, nel suo stile, ma anche nessuna paura dell'avversario Giorgio Gori e di un possibile ricompattamento della sinistra. Intanto gli alleati gli danno il benvenuto: ai microfoni de ilComizio.it anche le parole di Raffaele Cattaneo e Giulio Gallera - (VIDEO)

 

Maroni lascia la Regione Lombardia. Futuro da premier o ministro? Lui non conferma ma dice: "So cosa vuol dire governare...". E attacca Di Maio: "Una Raggi al cubo, rischiamo un'Italia come Spelacchio"

"Confermo che non mi ricandiderò, è una decisione presa in piena autonomia, sulla base di valutazioni personali". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, nel corso della conferenza stampa dopo la seduta di Giunta regionale, a Palazzo Lombardia - (VIDEO)


Roberto Maroni ha confermato alla riunione di Giunta che non si ricandiderà "per motivi personali" alla presidenza della Lombardia. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, Maroni ha indicato nell'ex sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana, il candidato a succedergli nelle elezioni del 4 marzo.

"Confermo che non mi ricandiderò - ha detto Maroni - una decisione che ho preso in piena autonomia, una scelta personale, che ho condiviso con Salvini e Berlusconi tempo fa. Non andrò in pensione - spiega - ma sono naturalmente a disposizione per il futuro. Conosco - ha aggiunto - la responsabilità di governo e ho una sola preoccupazione: che la possano assumere persone come Di Maio, che è una Raggi al cubo. Se va al governo lui, l'Italia rischia di diventare spelacchio".

Con "l'autonomia che sarà fatta entro le elezioni - ha detto Maroni - possiamo concludere in bellezza e aprire una prospettiva straordinaria per la Lombardia". L'autonomia, ha aggiunto Maroni, "è la sfida conclusiva del mio mandato che si concluderà il 4 marzo, una sfida che voglio vincere: il 22 ottobre è stato un referendum storico, una sfida epocale". "Abbiamo iniziato una trattativa col governo - ha sottolineato il presidente della Lombardia - senza il referendum non ci sarebbero stati i tavoli territoriali. Sono 23 le materie che possono essere trasferite. E il mio obiettivo è quello di firmare l'accordo entro le elezioni, possibilmente entro fine gennaio, sia sulle competenze sia sulle risorse. Domani a Roma spero di chiudere già sulle competenze". 

Lombardia, Gori lancia la sfida a Maroni: "Coi numeri la spara sempre grossa, noi possiamo farcela. Qui il centrosinistra è unito"

Intervista a Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, esponente del Partito Democratico, che sabato 18 novembre all'Auditorium di Milano ha presentato ufficialmente la sua candidatura a presidente della Regione Lombardia. A sostegno di Gori nella sfida al forte governatore uscente, il leghista Roberto Maroni, un'ampia coalizione che comprende, oltre ovviamente al Pd, tra gli altri, Campo Progressista di Giuliano Pisapia, i Radicali e il Partito Socialista. Mdp, che avrebbe preferito il passaggio delle primarie, non ha ancora espresso la propria posizione definitiva - (VIDEO)

Ema, Milano beffata dal sorteggio. La delusione di Maroni e Sala: "Assurdo essere esclusi così. Eravamo prontissimi". Ed è polemica sull'Ue: "Non sa decidere"

L'Agenzia Europea del Farmaco andrà ad Amsterdam. Così ha stabilito in ultima istanza un metodo di assegnazione decisamente poco "scientifico". Il disappunto ma anche la rivendicazione di aver fatto tutto il possibile da parte delle istituzioni milanesi e lombarde, per una volta concordi. Le interviste al governatore della Regione, al suo assessore al Welfare e al sindaco della città - (VIDEO)


 

L'Agenzia europea del farmaco non arriva a Milano. E il sorteggio beffa di Bruxelles provoca una delusione bipartisan, espressa sia dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sia dal sindaco Giuseppe Sala. Che non hanno mosso rimproveri alla candidatura italiana, contrassegnata da una sintonia istituzionale a tutti i livelli: "Abbiamo fatto tutto il possibile, eravamo prontissimi", hanno detto durante una conferenza stampa al Pirellone, il palazzo che era candidato a ospitare la sede dell'Ema. Se un pesante rilievo hanno voluto muovere, entrambi lo hanno fatto sul metodo con cui è stato deciso il ballottaggio fra Milano e Amsterdam: il sorteggio appunto. Per Sala, "è veramente un po' assurdo essere esclusi perché si pesca da un bussolotto: tutto regolare ma non normale". Un metodo "triste" anche per il leghista Maroni, che con il sindaco di centrosinistra ha condiviso un dubbio: che il pareggio alla terza votazione sia frutto di alchimie politiche. "E' il paradigma di un'Europa - ha attaccato il governatore lombardo - che non sa decidere, bisogna che se ne ripensi la governance". 

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