updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Vodafone si arrende. Addio ai 28 giorni

Torna la fatturazione mensile rispetto a quella settimanale inventata dai "furbetti delle telecomunicazioni"

Finalmente qualcosa si muove. Dopo la pur tardiva alzata di scudi di Agcom e Governo ecco che nelle telecomunicazioni si torna finalmente a parlare di fatturazione mensile rispetto a quella settimanale, anche se per ora solo in casa Vodafone.

La notizia infatti arriva per bocca di Aldo Bisio, l'amministratore delegato di Vodafone Italia, in un'intervista a Corriere della Sera:

“Nell’aprile del 2016 abbiamo ridotto il ciclo di fatturazione e nei fatti aumentato i prezzi. Era un’operazione legittima in un sistema di mercato liberalizzato, dove i prezzi sono tra i più più competitivi d’Europa. Alla luce dell’attenzione posta dal Governo e dalle Autorità, ci siamo resi conto che abbiamo sottovalutato un elemento importante che ci lega ai clienti, la trasparenza. Abbiamo dunque deciso che ritorneremo al ciclo di fatturazione precedente. Sono investimenti ingenti, abbiamo avviato i lavori, e lo faremo rapidamente”.

Vodafone dunque inverte la rotta e si decide a tornare alla fatturazione mensile, anzi Vodafone Italia, perché nel resto del mondo l’azienda non l’aveva mai abbandonata. Solo da noi d’altronde c’è la possibilità di mosse del genere, far pagare una mensilità in più ai consumatori e sperare di farla franca, nell’attesa, chissà quando, che Autorità e Governo dalle parole passino ai fatti.

D'altronde nell’intervista Bisio rivendica la legittimità della modifica tariffaria a 4 settimane con l’aumento connesso di oltre l’8%, ma nonostante questo fa dietro front anticipando di fatto le contromosse delle autorità competenti.

Fa invece sorridere sentir piangere miseria per gli investimenti ingenti che Vodafone Italia dovrà fare per tornare alla normale fatturazione mensile. Di sicuro i soldi guadagnati nel frattempo copriranno ampiamente le spese, perché aver fatto pagare le 13 bollette all’anno rispetto alle classiche 12 sin dall’Aprile 2016 non sono uno scherzo.

Aspettiamo ora di vedere cosa faranno anche le altre aziende di telecomunicazioni, Sky compresa. La speranza è che l’Italia non rimanga ancora a lungo la terra dei furbetti.

Tariffe: il Parlamento prova a fermare i furbetti del telefonino

La commissione telecomunicazioni segue l'Agcom e prova a fermare l'ultima invenzione del settore per spillare più soldi ai consumatori, la fatturazione ogni 4 settimane.

Meglio tardi che mai si potrebbe dire, ma finalmente anche in Parlamento qualcosa si muove in difesa dei consumatori, in balia dei giganti delle telecomunicazioni.

Oggi infatti la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati ha dato il via libera all'unanimità alla risoluzione che impegna il Governo "ad assumere iniziative normative, nell'ambito della manovra di bilancio per il 2018, per impedire che gli operatori telefonici e di telecomunicazione adottino una cadenza di fatturazione che non abbia come base il mese o un suo multiplo'.

Ad annunciarlo in una nota lo stesso Michele Meta, presidente della Commissione che ha aggiunto: "Si tratta di un messaggio chiaro ai furbetti del telefonino, che  continuano a fare orecchie da mercante, e in difesa dei consumatori italiani nonostante la delibera dell'Agcom'.

Per ora certo rimangono solo parole, aspettando che si tramutino in fatti senza però i classici tempi biblici della burocrazia italiana. Il tema d'altronde è sotto gli occhi di tutti. I vari operatori telefonici si sono inventati la fatturazione con cadenza ogni 4 settimane invece che mensile, trucco perfetto per incassare tredici mensilità aumentando di fatto i propri prezzi senza dirlo chiaramente.

Le aziende di telecomunicazione intanto stanno prendendo tempo, in attesa che il Tar del Lazio accetti il ricorso: a loro discolpa affermano che i clienti sono stati opportunamente informati delle variazioni, ribadendo tra l’altro che la delibera dell’Agcom andrebbe contro la libertà d’impresa.

“Se la pratica non verrà fermata in tempo c’è il rischio che altri settori la mutuino in fretta, perché la furbizia è purtroppo contagiosa”, ha ribadito Meta. “Chi vuole aumentare le proprie tariffe lo faccia dunque alla luce del sole, sottoponendosi al giudizio del mercato, e non tramite accorgimenti ingannevoli che finiscono per danneggiare soprattutto i consumatori più indifesi”.

Non ci resta che aspettare fiduciosi.

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