updated 5:51 PM UTC, Jan 17, 2018

Inchiesta Expo, ora Sala è indagato per concorso in abuso d'ufficio. La Procura di Milano: "Ha causato un danno molto grave". Il sindaco ai nostri microfoni

Il caso "Piastra dei servizi" dell'Esposizione universale. Notificato l'atto di chiusura indagini: "Non c'era urgenza per affidare l'appalto del verde senza gara. Procurato intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale a una sola azienda per la fornitura di seimila alberi". Il primo cittadino: "Sono sereno, non capisco il perché di certe cose ma parlano i miei avvocati". I legali avevano denunciato: "Anomala al punto da sembrare persecutoria" - (VIDEO)


Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, ex ad di Expo, avrebbe causato, assieme all'ex manager Angelo Paris, un "danno di particolare gravità" alla società che gestiva l'Esposizione con l'affidamento diretto alla Mantovani spa della fornitura di 6mila alberi per l'evento, parte del capitolo 'verde' dell'appalto per la Piastra dei Servizi. Lo scrive la Procura generale nell'atto di chiusura indagini per abuso d'ufficio notificato ieri. Secondo l'accusa, mancava anche il "requisito dell'urgenza" per l'affidamento senza gara.


L'affidamento diretto alla Mantovani, secondo l'accusa, "del contratto per la fornitura di essenze arboree" - compreso nel capitolo 'verde' del valore totale di oltre 6 milioni - ha riconosciuto all'impresa un importo di 4,3 milioni di euro, quando "invece l'effettivo valore" di quella fornitura "era di gran lunga inferiore", tanto che il subappalto assegnato dalla Mantovani "all'Ati Zelari-Euroambiente aveva un costo inferiore a 1,7 milioni".

In questo modo, Sala e Paris avrebbero procurato "intenzionalmente" alla Mantovani "l'ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla differenza tra i due importi, dedotte le spese generali e l'utile d'impresa". E il reato di concorso in abuso d'ufficio, che sarebbe stato commesso il 23 ottobre del 2013, viene contestato "con l'aggravante del danno di particolare gravità".

Roma, chiesto il rinvio a giudizio per Virginia Raggi: accusa di falso per la nomina di Renato Marra

Dopo la decisione dei giudici di Milano nei confronti di Sala, anche la procura capitolina vuole il processo per la prima cittadina: stessa ipotesi di reato anche se per fatti e circostanze ovviamente diversi. Archiviato invece l'abuso d'ufficio. L'esponente del M5S: "Ho agito secondo la legge, presto sarà fatta chiarezza". E vuole le scuse dei media 


CHIESTO IL PROCESSO PER FALSO - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per la sindaca della Capitale Virginia Raggi per l'accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele Marra, all'incarico di capo dipartimento per il Turismo.

ARCHIVIAZIONE ABUSO - La procura ha chiesto poi l'archiviazione per la sindaca in relazione all'accusa di abuso di ufficio per la nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica. Stessa richiesta di archiviazione è stata sollecitata anche per Romeo.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio con Virginia Raggi. A quanto apprende l'AdnKronos, i vertici del Movimento 5 Stelle avrebbero espresso soddisfazione dopo che la procura di Roma ha fatto cadere le accuse di abuso d'ufficio in merito sia alla scelta del capo della segreteria politica che del dirigente al dipartimento Turismo.

LA SINDACA - "Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul MoVimento 5 Stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d'ufficio. Secondo i pm di Roma ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l'archiviazione per ambedue le ipotesi di reato" afferma su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi sulla richiesta della procura.

"Per la Procura ho seguito tutte le norme - prosegue Raggi -. Non ci sarebbe mai stata alcuna promozione che non doveva essere fatta come volevano far credere Pd e destra. Non avrei commesso alcun reato per la nomina di Salvatore Romeo: non c'è mai stato alcun ingiusto aumento dello stipendio. Un'accusa infamante riportata per mesi dai giornali e cavalcata dall'opposizione nel tentativo di screditare me e il MoVimento 5 Stelle. Così come non ci sarebbe alcun abuso nella nomina di Renato Marra".

"AGITO SECONDO LEGGE" - "Lo ripeto: ritengo di aver agito secondo la legge. Dopo mesi di indagine, lo attesta la stessa magistratura inquirente - continua la sindaca -. Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani".

"Sono convinta - aggiunge - che presto sarà fatta chiarezza anche sull'accusa di falso ideologico. Abbiamo sempre avuto grande fiducia nella magistratura e continueremo ad averne''.

(Fonte: Adnkronos)

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Milano, la procura generale chiede il rinvio a giudizio per Sala: le accuse di falso ideologico e materiale, stralciata la turbativa d'asta. Pd col sindaco, opposizioni all'attacco

L'inchiesta sul maxiappalto per la "Piastra dei servizi" di Expo vede andare verso il processo il primo cittadino all'epoca dei fatti commissario unico dell'Esposizione universale. Il mondo politico milanese si divide: il segretario metropolitano dem Bussolati manifesta pieno appoggio al capo della Giunta comunale e confida sia fatta presto chiarezza, mentre centrodestra, Lega e Cinque Stelle lo incalzano. Dura CasaPound: "E' un falsario, si dimetta"


Secondo le accuse, mosse dalla Procura generale di Milano guidata da Roberto Alfonso, nel maggio 2012 Sala avrebbe retrodatato due verbali di nomina "della commissione aggiudicatrice" della gara da 272 milioni di base d'asta per la piastra - era la più importante di tutta l'Esposizione - con "l'intento di evitare di dover annullare la procedura fin lì svolta" anche per il "ritardo" che si era già accumulato sui "cronoprogrammi" dell'Expo.

BUSSOLATI (PD): "CADUTA L'IPOTESI PIU' GRAVE. RIMANIAMO A FIANCO DEL NOSTRO SINDACO" - Siamo felici sia caduta l'ipotesi di reato piu' grave a carico del nostro sindaco e ribadiamo piena fiducia nella magistratura". Cosi' commenta il segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati la notizia in merito all'inchiesta sul maxi-appalto per la piastra dei servizi di Expo, che vede cadere l'ipotesi di reato per turbativa d'asta a carico del sindaco Giuseppe Sala. Mentre resta invece in piedi l'ipotesi di falso per le modalita' con cui nel 2012 la societa' sostitui' un componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto sulla 'Piastra'. "Confidando sia fatta al piu' presto chiarezza - conclude Bussolati - rimaniamo al fianco di Giuseppe Sala, che ha dimostrato in questo anno di lavorare nell'interesse unico di Milano e dei milanesi".

CORRADO (M5S"): "SITUAZIONE INFLUENZA LE SUE DECISIONI" -  Milano, a prescindere dalle determinazioni del tribunale non merita un sindaco che rischia una condanna penale. A maggior ragione oggi, che e' stato stralciato un capo di imputazione, non siamo noi a chiedere le dimissioni, ma chiediamo al sindaco - ove egli abbia contezza di essere colpevole - di non fare un tale torto a Milano e dimettersi sua sponte. Certo, la giustizia fara' il suo corso e noi abbiamo la massima fiducia ma, se ha mentito sapendo di mentire, merita ancora la fiducia dei milanesi? Per noi la risposta non puo' che essere una: no!". Cosi' in una nota il consigliere comunale M5S Gianluca Corrado, in seguito alla decisione della Procura generale di Milano che ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco e di altri indagati nell'indagine sulla 'Piastra' di Expo, con l'ipotesi di falso per le modalita' con cui nel 2012 la societa' sostitui' un componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto sulla 'Piastra'. "Senza considerare - si legge - che questa situazione influenza non poco le sue determinazioni: basti pensare al recente caso Barbato e alla scelta di Sala di non gestire la situazione, lavandosene le mani e dirottando la decisione al Comitato Legalita' presieduto da Gherardo Colombo. Ora capiamo il perche'. Lo ribadiamo: Milano merita molto di piu'".

MORELLI (LEGA): "ECCO PERCHE' SI E' CANDIDATO CON IL PD..." - Alessandro Morelli, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, commenta: "Il commissario Expo ha pagato le piante tre volte tanto il loro valore e secondo i giudici va tutto bene: abbiamo scoperto perché Sala si è candidato col Pd. Rimane comunque aperta la questione sul più grande appalto di Expo: noi rimaniamo garantisti ma se prima si era autosospeso adesso vogliamo vedere cosa farà il sindaco che ha fatto della credibilità la sua parola d’ordine".

COMAZZI (FORZA ITALIA): "MILANO HA BISOGNO DI UN SINDACO A TEMPO PIENO" - Mentre Gianluca Comazzi, Forza Italia: "Siamo preoccupati perché questa richiesta di rinvio a giudizio va ad indebolire la posizione del sindaco sul piano politico. Temiamo che la vicenda giudiziaria distolga Sala dai tanti problemi irrisolti della città. Milano ha bisogno di un sindaco a tempo pieno".

DE CORATO (FRATELLI D'ITALIA): "QUANDO IL PD CHIEDEVA LE MIE DIMISSIONI..." -"La Procura Generale ha indagato definitivamente Sala per l'accusa di falso materiale e ideologico, adesso c'e' da attendere solo il Gip. Noi siamo pazienti, vedremo". Cosi' Riccardo De Corato, ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia. "Il signor Majorino, la signora Rozza e il signor Granelli - aggiunge - hanno, per anni, chiesto le mie dimissioni e quelle di Albertini per un processo da cui sono stato assolto perche' non sussisteva il fatto e per non averlo commesso. Stessa cosa per la Moratti, che e' stata linciata per alcune modifiche al loft del figlio, che erano violazioni amministrative estinguibili con una multa. Adesso pero' tutti muti".

(Fonte: Affaritaliani.it)

DE ROSA (CASAPOUND): "SALA FALSARIO, SI DIMETTA" - Particolarmente duro il commento della portavoce milanese di CasaPound Italia, Angela De Rosa che sulla sua pagina Facebook scrive: "Nell'ambito dell'inchiesta su Expo, la procura generale di Milano chiede il PROCESSO per il SINDACO di Milano con l’ACCUSA di FALSO MATERIALE e IDEOLOGICO. Un bugiardo, la cui parola non vale niente e la cui firma è solo un imbroglio. Sala falsario, dimettiti!"

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