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updated 5:24 PM CET, Nov 17, 2017

Sicilia, arrestato per estorsione candidato dei 5 Stelle. Prima del voto posava con Di Maio e Di Battista

Fabrizio La Gaipa, candidato per il M5S alle elezioni regionali siciliane e primo dei non eletti, è stato arrestato per estorsione dalla squadra mobile di Agrigento. A darne notizia il sito del quotidiano La Sicilia. La Gaipa, 42enne, è stato accusato da alcuni dipendenti del suo albergo Costazzurra Museum & Spa. Nelle elezioni del 5 novembre aveva preso 4.357 voti, non riuscendo però ad entrare nell'Assemblea


Con l'accusa di estorsione, la Squadra mobile di Agrigento ha arrestato Fabrizio La Gaipa, primo dei non eletti nella provincia di Agrigento alle scorse elezioni regionali siciliane. L'imprenditore pentastellato, 42 anni, è, come apprende l'Adnkronos, ai domiciliari con l'accusa di aver costretto due dipendenti dell'hotel che gestisce a firmare buste paga false.

A denunciare La Gaipa sarebbero stati gli stessi dipendenti. Diversi sono stati gli esposti inviati alla Procura di Agrigento, diretta da Luigi Patronaggio, che negli ultimi mesi ha raccolto varie testimonianze per fare luce sulla regolarità dei contratti di lavoro dell'imprenditore. Nell'ambito dell'inchiesta risulta indagato anche il fratello dell'imprenditore arrestato, Salvatore La Gaipa, per il quale il gip ha disposto il divieto di dimora ad Agrigento.

"Sono un imprenditore turistico di seconda generazione, con un passato da giornalista e scrittore". Ecco come si presentava Fabrizio La Gaipa, sulla piattaforma Rousseau del M5S. Il 42enne era candidato alle regionali nella provincia di Agrigento dove ha fatto un comizio alla presenza di Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Giancarlo Cancelleri. La Gaipa, grazie al suo lavoro, è molto conosciuto ad Agrigento, dove ha ricoperto anche la carica di Presidente del consorzio turistico 'Valle dei Templi', incarico che ha abbandonato dopo l'annuncio della sua candidatura alle regionali per il M5S.

"Nutro una passione profonda, consolidata nel nostro territorio, per l'arte antica - recita ancora sul suo curriculum sulla piattaforma Rousseau - Recentemente mi sono impegnato in iniziative culturali innovative legate all'archeologia come l'apertura ad Agrigento dell'Hotel Costazzurra Museum Spa, primo archeo-hotel del mondo, eventi culinari legati alle tradizioni gastronomiche dell'antichità e persino la riscoperta di trattamenti e rituali estetici del passato quali il massaggio con lo strigile".

Ad Agrigento qualcuno dice che La Gaipa, dopo la batosta subita alle regionali, arrivando primo dei non eletti con i suoi 4.357 voti, si stava già preparando alla candidatura delle Politiche.

(Fonte: Adnkronos)

Sicilia, non c'è pace per il M5S: indagato il sindaco di Bagheria. La reazione: "Un attacco ad orologeria a meno di due mesi dalle Regionali"

Al primo cittadino, Patrizio Cinque, e ad altri sedici persone coinvolte è stata notificata la misura dell'obbligo di firma. L'inchiesta, secondo quanto trapelato finora e riportato da fonti locali, ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare dell'amministratore pentastellato. Giancarlo Cancelleri candidato (sub iudice) governatore grillino: "Il Movimento non mancherà di fargli avere un apporto"


Il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque (M5S) è indagato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti. A Cinque i carabinieri, su disposizione del Gip, hanno notificato la misura cautelare dell'obbligo di firma.  Così anche ad altri sedici indagati. L'inchiesta ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare del sindaco. Relativamente a questa seconda vicenda Cinque sarebbe indagato per violazione del segreto d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Nessun assessore comunale risulterebbe tra gli indagati. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio.

"E' un attacco ad arte, un attacco ad orologeria: si mette dentro di tutto per attaccare un sindaco e un'amministrazione Cinque stelle a meno di due mesi dalle elezioni regionali", così il sindaco commenta l'indagine della Procura di Termini Imerese che lo vede indagato.

Scene di sconforto, alcuni dipendenti non sono riusciti a trattenere le lacrime, mentre il sindaco Patrizio Cinque, molto provato riferiscono all'ANSA le persone presenti in municipio, ha cercato di rassicurare gli impiegati più colpiti emotivamente dall'inchiesta della Procura di Termini Imerese che s'è abbattuta sul comune di Bagheria. Dopo aver ricevuto la notifica dell'avviso di garanzia, il sindaco, riferiscono le stesse fonti, s'è recato in municipio, dove la notizia dell'indagine, che coinvolge una ventina di dipendenti comunali, è stata accolta con stupore. Patrizio Cinque si è chiuso nel suo ufficio con alcuni impiegati per tentare di calmare quelli più scoraggiati. Tra il personale ha destato scalpore la portata dei provvedimenti della Procura che ha disposto l'obbligo di firma per 16 indagati e due divieti di dimora per altrettanti dipendenti comunali. Oggi si sarebbe dovuto riunire il Consiglio comunale ma la seduta sarebbe saltata per l'assenza dei consiglieri dei 5 stelle.

"Non conosco i dettagli della situazione e quindi non ne posso parlare, ma dico solo a Patrizio Cinque di stare tranquillo e di tenere duro. Il movimento sicuramente non mancherà di fargli avere un apporto. Ma non conosco il provvedimento". Così Giancarlo Cancelleri, candidato governatore del M5s in Sicilia, a una manifestazione a Gallodoro, nel Messinese, con il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio.

"Ho avuto la notizia come l'avete avuta voi - ha detto Di Maio - quando siamo arrivati qui, a Gallodoro, quindi appena avremo maggiori dettagli potremo interessarci e intervenire". 

(Fonte: Ansa)

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Sicilia, caso regionarie M5S. Grillo insulta i giornalisti: "Vi mangerei tutti per il gusto di rivomitarvi"

Il leader pentastellato se la prende con i cronisti che lo aspettavano per un commento fuori da un hotel di Roma. Significativo il disprezzo socio-economico: "Un minimo di vergogna la percepite per il mestiere che fate, sì o no? O il vostro lavoro da 10 euro al pezzo giustifica tutto quello che state facendo, specialmente in questa città? Sulla realtà delle cose vi ponete un minimo di responsabilità di quello che mandate in onda nelle televisioni o sui giornali? Un minimo di amor proprio per questa terra ce l'avete oppure non vi riguarda?" - (VIDEO)


"Questo è sequestro di persona, vi mangerei tutti per il gusto di rivomitarvi. Siete i principi del pettegolezzo, quindi non mi coinvolgerete". Lo ha detto Beppe Grillo all'uscita dell'hotel Forum ai cronisti che gli chiedevano un commento sul caso regionarie.

"Un minimo di vergogna la percepite per il mestiere che fate, sì o no? O il vostro lavoro da 10 euro al pezzo giustifica tutto quello che state facendo, specialmente in questa città? Sulla realtà delle cose vi ponete un minimo di responsabilità di quello che mandate in onda nelle televisioni o sui giornali? Un minimo di amor proprio per questa terra ce l'avete oppure non vi riguarda?", ha insistito Grillo, facendosi largo tra i giornalisti.

"Ogni giorno una trappola, dovremmo fare un assessore alle trappole... ci sono dirigenti che lavorano per i partiti e non per il bene comune. Andate seguire il lavoro che stanno facendo i nostri assessori. Andate a vedere all'Ama cosa stanno facendo...", ha detto ancora.
 

IL CASO - In bilico la candidatura di Giancarlo Cancelleri del M5S alle regionali. Il giudice del Tribunale di Palermo ha sospeso l'esito delle 'Regionarie' del M5S, cioè le primarie on line, confermando in questo modo la decisione della scorsa settimana. La sentenza è stata depositata in mattinata dal giudice Claudia Spiga. Il Tribunale accoglie così il ricorso che era stato presentato da uno degli aspiranti candidati, Mauro Giulivi, compagno della deputata Chiara Di Benedetto, escluso dalla corsa. Non solo. Il Tribunale ha anche bocciato l'esito del secondo turno che ha incoronato Cancelleri candidato per il M5S.

Il giudice ha sospeso il risultato delle Regionarie limitatamente ai candidati della provincia di Palermo, da cui proviene proprio Mauro Giulivi che aveva fatto ricorso. A questo punto si sta cercando di trovare una soluzione. Intanto il tempo è tiranno perché i simboli vanno presentato entro sabato mentre le liste entro il prossimo 6 ottobre.

In un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, Cancelleri assicura: "Il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto" candidato alla Presidenza della Regione e "con la lista, a me collegata, votata dagli iscritti il 4 luglio 2017". E annuncia che il M5s "farà ricorso per far valere le proprie ragioni". "I tempi per aspettare la fine del procedimento e per rinnovare le votazioni purtroppo non ci sono più. Inoltre anche il giudice nel decreto stabilisce che 'nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio' riguardo "all'anno della celebrazione' e 'alla modalità di svolgimento' delle regionarie, cioè se e come le dovremmo fare", scrive Cancelleri nel post dal titolo "Cancelleri era, è e sarà il candidato presidente del Movimento" per le regionali siciliane. Il post è stato condiviso sui social dallo stesso Grillo, che su Fb scrive "Forza Giancarlo!".

All'Adnkronos Cancelleri conferma: "Presenteremo ricorso, tecnicamente reclamo, contro il decreto. Intanto andiamo avanti e sabato presenterò il simbolo. Sono assolutamente tranquillo e penso che questo ricorso sia davvero incredibile. Una vicenda paradossale: Giulivi ha sparato montagne di fango contro il Movimento, ora dice di voler fare valere il suo diritto a far parte del M5s".

Le motivazioni del magistrato che ha sospeso le 'Regionarie' sono spiegate in undici pagine di sentenza depositata oggi. "Pur trattandosi di proclamazione interna dei candidati alle future elezioni - scrive il giudice - gli atti indicati - e a prescindere dalla loro natura giuridica di atti gestori o deliberativi - hanno prodotto in capo ai soggetti proclamati vincitori, l'insorgenza del diritto alla relativa candidatura ufficiale, con la conseguenza che la richiesta sospensione, al pari dell'eventuale caducazione, è certamente idonea ad incidere sul loro diritto di elettorato passivo".

(Fonte: Adnkronos)
 
 
 
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Salvini trionfa e mostra subito i muscoli a Maroni: "Anche in Lombardia decido io sulle alleanze. Dove c'è Alfano non c'è la Lega"

Riconfermato segretario dalle primarie con ampia maggioranza ma con bassa affluenza ai seggi da parte dei militanti, il leader ribadisce la linea sovranista, "non trattiene" Bossi e avverte il governatore in vista delle prossime elezioni regionali: "Chi sta reggendo il moccolo a Renzi e alla Boschi non può stare con noi". E su Berlusconi e la legge elettorale... - (VIDEO)


"Chi sta reggendo il moccolo a Renzi e alla Boschi non può essere alleato della Lega, a livello nazionale, in competizioni regionali, neanche in Lombardia", ha detto Matteo Salvini interpellato sulle Regionali del 2018 in cui Roberto Maroni vuole confermare l'alleanza di centrodestra. Secondo il segretario della Lega, "non si può fare una cosa a Roma e un'altra qui: a livello locale ho lasciato libertà di scelta, ma a livello politico nazionale e regionale la scelta passa da me, e la Lega non sarà alleata di Alfano".

Salvini ha anche commentato la sua vittoria alle primarie: "Con ieri si chiude il capitolo di Salvini uomo solo al comando e di chi dice la linea lepenista non ci piace. È evidente - ha aggiunto -: è stata avvalorata la battaglia federalista, identitaria e sovranista della Lega. Il federalismo e il sovranismo vanno dalla stessa parte, il popolo della Lega si è espresso, anche se la prossima volta faremo in modo che si esprimano tante persone in più".

Il leader riconfermato si è augurato che il fondatore Umberto Bossi non lasci la Lega, ma se ha già fatto accordi politici con altri "faccia quello che ritiene". A chi gli domandava della possibile uscita di Bossi, ha risposto "spero di no", perché "ha parlato il popolo della Lega. Se avessi perso io, ne avrei tratto le conseguenze e sarei tornato a fare il militante".

"Mi auguro -ha aggiunto - non solo che nessuno esca ma sono anche sicuro che tanti altri arriveranno. Se qualcuno ha fatto accordi politici con qualcun altro, faccia quello che ritiene".  "A Bossi - assicura poi - porto e porterò sempre riconoscenza. Se vuole bene alla Lega, legga i numeri e ci aiuti a dare battaglia. Non posso mettere il guinzaglio a nessuno".

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