Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 993

updated 3:55 PM CEST, Oct 21, 2017

Squeri (Forza Italia) al governo: sanzioni inutilmente punitive per le imprese che non accettano pagamenti con le carte di credito

L'interrogazione a risposta immediata del deputato di Forza Italia Luca Squeri al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. La questione delle commissioni, con particolare attenzione a categorie come tabaccai e gestori di distributori di carburanti, al centro dell'intervento del parlamentare azzurro: "Per ora delle novità hanno beneficiato solo le banche; ci riterremo soddisfatti solo quando si andrà incontro anche agli operatori, soprattutto i piccoli" - (VIDEO)

Apritimoda! Milano scopre gli atelier del made in Italy. Le storiche maison si svelano al pubblico per un weekend

Sabato 21 e domenica 22 ottobre 2017, in occasione della prima edizione di Apritimoda!, le storiche maison della moda aprono al pubblico i loro spazi privati, per la prima volta, svelando i luoghi normalmente inaccessibili dentro i quali nasce il processo creativo. Le nostre interviste a Cristina Tajani, assessore milanese a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane, con delega a Moda e Design, a Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della Moda e a Cinzia Sasso, ideatrice del progetto - (VIDEO)


Due giorni per scoprire i luoghi segreti in cui nasce il Made in Italy. Presentata oggi a Palazzo Marino la prima edizione Apritimoda! Milano scopre gli atelier. A illustrare, a stampa e operatori, i contenuti dell’iniziativa i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale con la giornalista Cinzia Sasso, ideatrice del progetto, in collaborazione con Maria Canella, docente all'Università degli Studi di Milano e Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. 

L'evento nato con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico, del Comune di Milano, della Camera Nazionale della Moda Italiana, di FAI e Altagamma,si svolgerà il fine settimana del 21 e 22 ottobre quando le storiche maison della moda apriranno al pubblico i loro spazi privati, per la prima volta, svelando i luoghi normalmente inaccessibili dentro i quali nasce il processo creativo. 

I grandi atelier milanesi che hanno aderito con entusiasmo e partecipano attivamente ad Apritimoda! sono: Agnona, Alberta Ferretti, Antonio Marras, Curiel, Ermenegildo Zegna, Etro, Fondazione Ferrè, Gianni Versace, Giorgio Armani, Laboratori Scala, Missoni, Moncler, Prada,Trussardi. 

Per l’Amministrazione comunale, dopo la positiva esperienza di Milano XL, il progetto Apritimoda prosegue nella volontà di promuovere la collaborazione tra le istituzioni e gli operatori per  valorizzare il grande patrimonio manifatturiero italiano fatto di artigianalità, ricerca nei materiali e creatività, aprendo a un pubblico di appassionati i più importanti atelier del made in Italy.

Cinzia Sasso, anima promotrice del progetto Apritimoda! ha spiegato come i milanesi, e non, potranno accedere a quindici luoghi iconici e da sempre riservati agli addetti ai lavori e assaporare le atmosfere uniche delle grandi maison che sono una parte assai importante dell’economia e della cultura milanese.

Maria Canella, docente all'Università degli studi di Milano ha sottolineato il coinvolgimento del sistema universitario e delle scuole di moda in un'iniziativa che punta a potenziare il rapporto tra gli studenti e le attività produttive della città, saranno infatti gli studenti dei principali istituti di formazione moda ad accompagnare i visitatori alla scoperta degli atelier.

Con il progetto Apritimoda, Milano aggiunge un nuovo tassello alla sua immagine di città cosmopolita, affascinante e aperta al mondo, regalando ai propri cittadini l’opportunità di apprezzare di persona la bellezza di luoghi esclusivi e permettendo ai giovani e agli studenti di aprire un dialogo avvincente e stimolante con i creatori di moda. Le visite  saranno libere e gratuite. Ogni visita sarà unica e rispecchierà lo stile di ciascuna maison, il proprio modo di intendere la moda e di raccontarsi. 

Apritimoda si inserisce nel filone di manifestazioni a forte partecipazione quali Fuori Salone, PianoCity, BookCity e FuoriExpo, entrati nel calendario degli appuntamenti da non perdere, aperti al grande pubblico oltre che agli addetti ai lavori.

Occhio alla spesa! Si pagheranno anche i sacchetti per frutta e verdura

Scontrini più pesanti dal 1 gennaio 2018. Oltre all'importo dei prodotti acquistati sarà aggiunto il costo delle buste leggere, con e senza manici, quelle, per intenderci, usate per imbustare frutta e verdura sfusa ma anche per carne, pesce, gastronomia e prodotti di panetteria. Saranno di materiale biodegradabile e compostabile e si parla di un prezzo fino a 10 centesimi al pezzo. Un onere in più che rischia di avere un'incidenza non indifferente sui conti delle famiglie


Non più solo gli shopper per portare a casa la spesa, diventano a pagamento anche i sacchetti di plastica leggeri. Dal 1 gennaio 2018 chi si troverà a fare acquisti in supermercati o in negozi avrà una brutta sorpresa alla cassa. Sullo scontrino, oltre all'importo dei prodotti acquistati, ci sarà infatti anche il costo delle buste leggere, con e senza manici, quelle per intenderci usate per imbustare frutta e verdura sfusa ma anche per carne, pesce, gastronomia e prodotti di panetteria.

QUANTO COSTERANNO I SACCHETTI - Il prezzo di ciascun sacchetto, che dovrà essere biodegradabile e compostabile, ancora non si conosce ma dovrebbe ammontare, secondo i primi rumors, dai 2 centesimi fino a un massimo di 10, ovvero il costo degli shopper da spesa oggi in vendita alle casse dei supermercati. Considerando che usare lo stesso shopper non sarà possibile avendo i prodotti prezzi diversi, bisognerà aggiungere all'importo di ogni alimento acquistato il costo, seppure di pochi centesimi, di tutti i singoli sacchetti utilizzati. Una spesa in più alle casse di supermercati e negozi che, a conti fatti, rischia di avere un peso non indifferente sul budget delle famiglie.

COSA PREVEDE LA NORMA - Le nuove norme sugli shopper, contenute nella legge di conversione del decreto legge Mezzogiorno che ha avuto il via libera lo scorso agosto, prevedono che anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri, ovvero con spessore della singola parete inferiore a 15 micron, siano biodegradabili e compostabili, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%, e che siano distribuiti esclusivamente a pagamento. Si punta così a reprimere pratiche illegali tanto dannose per l’ambiente come quella dell'uso, per eludere la legge sugli shopper, di diciture quali 'sacchetti a uso interno'.

MULTE SALATE - Per chi contravviene la legge sono previste pesanti multe. Un sacchetto utilizzato nei reparti gastronomia, macelleria, ortofrutta, etc., che con diciture o in altro modo tentasse di porsi al di fuori della normativa, rappresenterà un’elusione di legge per la quale scatteranno sanzioni da 2.500 euro fino a 100.000 euro se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure se il valore delle buste fuori legge è superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

COSA NE PENSANO GLI ITALIANI - Quasi 6 italiani su 10 (il 58%) si dichiarano favorevoli all'introduzione dei sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile. Per quanto riguarda il pagamento di tali shopper, il 71% ipotizza un esborso economico mentre circa un intervistato su tre (29%) si dichiara assolutamente contrario. In ogni caso, il 59% valuta il costo di 2 cent per sacchetto del tutto accettabile; mentre una minoranza (13%) si dichiara in disaccordo. I dati emergono dal rapporto di ricerca integrato 'I sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta' realizzato da Ipsos Public Affairs e presentato oggi all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo da Nando Pagnoncelli e Luisa Vassanelli. Il rapporto è uno studio integrato composto da una ricerca qualitativa e una ricerca quantitativa, con 1.000 interviste Cawi (Computer-Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 65 anni.

(Fonte: Adnkronos)

La Catalogna insiste per l'indipendenza e le banche se ne vanno: "Vogliamo proteggere clienti e azionisti"

Banco Sabadell, la quinta banca spagnola e seconda catalana, sta valutando se trasferire il domicilio sociale a Madrid, Alicante oppure Oviedo. Mentre il primo istituto della regione, CaixaBank sta invece pensando un trasferimento della sede sociale alle Baleari nel caso di una dichiarazione d'indipendenza che provochi incertezza giuridica. Intanto i Mossos d'Esquadra si dividono; molti agenti sarebbero indignati per l'ammutinamento voluto dai vertici e avrebbero chiesto il trasferimento alla Guardia Civil o alla polizia nazionale


Risultati immagini per caixabank

La sfida indipendentista catalana provoca le prime conseguenze nel mondo finanziario. Una delle maggiori banche catalane, Banco Sabadell, ha convocato per questo pomeriggio una riunione per formalizzare il trasferimento della sede legale in un'altra regione spagnola, mentre CaixaBank, prima banca della Catalogna, riunisce oggi i vertici per valutare le diverse opzioni.

A quanto scrivono i media spagnoli, il consiglio di amministrazione di Banco Sabadell, la quinta banca spagnola, sta valutando se trasferire il domicilio sociale a Madrid, Alicante oppure Oviedo. In tal modo, anche se i servizi centrali rimarranno a Barcellona, verranno assicurati la sicurezza giuridica, i fondi della Banca Centrale Europea e la protezione per i correntisti assicurata dal Fondo Garanzia dei Depositi.

Banco Sabadell gana 450,6 millones hasta junio, casi un 6 % más

"Si tratta di una decisione tecnica e non politica - ha affermato una fonte della Banca a 'El Mundo' - l'obiettivo è proteggere i nostri clienti e azionisti". Ancora prima di essere formalizzata, la decisione è piaciuta ai mercati: la banca aveva perso il 5% ieri in Borsa, me è risalita del 3% dopo che la notizia è trapelata sui media.

CaixaBank sta invece pensando un trasferimento della sede sociale alle Baleari nel caso di una dichiarazione d'indipendenza che provochi incertezza giuridica.


Immagine correlata

"Abbiamo ricevuto tanti messaggi di Mossos d'Esquadra che si vergognano dell'atteggiamento dei loro superiori. Molti di essi non vogliono continuare a far parte di quel corpo di polizia". Sono le parole - riportate da El Confidencial - di Juan Fernandez, portavoce dell'AUGC (Asociación Unificada de Guardias Civiles), secondo cui un gruppo consistente di Mossos starebbe chiedendo il trasferimento alla Guardia Civil o alla Polizia Nazionale. Tra gli agenti del corpo di polizia catalano, starebbe infatti prendendo corpo un sentimento di forte indignazione per il comportamento tenuto da alcuni dei loro colleghi nei giorni prima del referendum sull' indipendenza e, in particolare, per la passività e l'inerzia mostrate il 1° ottobre.

Nelle ultime ore l'AUGC sarebbe venuta a conoscenza delle "confessioni" di numerosi Mossos (si parla di un terzo di essi) che non condividono le idee degli indipendentisti e non si riconoscono nei principi che ispirano anche molti dei loro colleghi. A fronte di tutto ciò, ieri l'AUGC avrebbe chiesto ufficialmente al ministro dell'Interno Juan Ignacio Zoido di garantire una "via di fuga" a tutti quei Mossos che desiderano passare alla Guardia Civil o alla Polizia Nazionale. "Esattamente come molti agenti della Gurdia Civil o della Polizia Nazionale sono stati integrati nei Mossos d'Esquadra quando questo corpo è stato costituito - ha detto Juan Fernandez - ora pensiamo sia logico intraprendere la strada opposta".

Risultati immagini per guardia civil
"Bisognerà trovare il modo per far integrare ed adattare questi agenti". I Mossos che desiderano abbandonare il corpo di polizia catalano, avrebbero la garanzia di entrare a far parte di uno degli altri due corpi e, sulla base di un concorso per merito, di competere con i loro nuovi compagni per le diverse posizioni libere. "Queste truppe si adatterebbero rapidamente perché la Polizia e la Guardia Civil hanno la necessità di ampliare le loro dotazioni in Catalogna. - sostiene Fernandez - Dopo il comportamento tenuto dai Mossos il 1° ottobre, lo Stato ha bisogno di agenti dei quali si possa fidare". Per i Mossos, l'unico problema di questo trasferimento, che rappresenterebbe uno schiaffo a Puigdemont, sarebbe quello di passare da uno stipendio che arriva anche a superare i 2.000 euro, ad uno che a malapena supera i 1.500. "Coloro che entreranno nella Guardia Civil devono essere a conoscenza del fatto che le condizioni di lavoro sono pessime".

Mas Mossos d'Esquadra

Da parte dei Mossos, l'ipotesi del trasferimento viene presa "con ironia". "L'agente che ha chiesto di passare alla Guardia Civil, lo ha fatto perché ha 56 o 57 anni e vede questo passaggio come un piano eccellente per il pensionamento - spiega a El Confidencial Josep Miquel Milagros , vice presidente della Unione della polizia autonoma catalana (USPAC) - Così facendo, potrebbe contare sul denaro accumulato durante il servizio nei Mossos ed evitare di andare in pensione a 65 anni". Millagros assicura che oltre l'80% degli agenti catalani appoggia pienamente la linea tenuta durante il referendum. "Questo non vuol dire che stiamo con Trapero, noi stiamo con i Mossos d'Esquadra".

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Economia, Regione Lombardia azzera l'Irap per le nuove attività commerciali e artigiane

Il provvedimento annunciato nella conferenza stampa dopo giunta dall'assessore allo Sviluppo economico della giunta Maroni: "Con questo misura andiamo a sostenere concretamente il rilancio del tessuto produttivo lombardo, contrastando la delocalizzazione attraverso azioni di fiscalita' di vantaggio e altri opportuni interventi atti ad agevolare le imprese, in particolar modo, quelle che si impegnano a mantenere in Lombardia la loro presenza, salvaguardando l'occupazione e il lavoro" - (VIDEO)


"Regione Lombardia azzera la sua quota di Irap per sostenere quanti decidono di intraprendere una nuova attività". Lo ha detto, in conferenza stampa dopo Giunta, l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia presentando la misura 'Zero Irap'. 

OBIETTIVO - "L'obiettivo - ha rimarcato l'assessore - e' quello di favorire la creazione di nuove imprese e contrastare la desertificazione commerciale attraverso una fiscalita' i vantaggio. Concretamente, vogliamo favorire l'apertura di nuovi negozi, punti di riferimento ed elementi di attrattivita' e vitalita' per i centri urbani, ma anche presidi di sicurezza per i centri abitati". 

"Questo provvedimento - ha aggiunto l'assessore - si inserisce e completa in modo virtuoso il nostro impegno in favore del commercio di vicinato: impegno contraddistinto da misure molto significative contro la desertificazione o quelle di sostengo piu' specifico dedicate alla riqualificazione degli esercizi commerciali e per la sicurezza dei negozi rilanciato oggi". 

"Con questo misura andiamo a sostenere concretamente il rilancio del tessuto produttivo lombardo, contrastando la delocalizzazione attraverso azioni di fiscalita' di vantaggio e altri opportuni interventi atti ad agevolare le imprese, in particolar modo, quelle che si impegnano a mantenere in Lombardia la loro presenza, salvaguardando l'occupazione e il lavoro".

PROSEGUE IL LAVORO DI REGIONE - "Prosegue cosi' il lavoro di Regione Lombardia - conclude l'Assessore all'Economia - per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, individuando soluzioni in grado di sostenere la ripresa, ponendo particolare attenzione a quelle categorie, come il mondo del commercio e le attivita' artigianali, che piu' hanno sofferto la crisi in questi anni. Cosi' facendo, infatti, Regione da' un segnale forte anche a sostegno dei nostri centri commerciali naturali e dei negozi di vicinato che rappresentano il vero cuore pulsante delle nostre citta'".

I DESTINATARI - Il provvedimento riguarda le attivita' commerciali aperte dal primo gennaio al 31 dicembre 2018 e quelle artigianali, purche' prevedano la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione e siano in possesso dell'annotazione della qualifica artigiana nel registro delle imprese. (*ad esempio: sono ammesse pasticcerie, gelaterie e panifici ma non possono beneficiare dell'agevolazione le attivita' commerciali di servizi). Mentre l'agevolazione, in coerenza con l'impegno di Regione Lombardia in materia di prevenzione del gioco d'azzardo patologico, non si applica agli esercizi nei quali risultino installati apparecchi di gioco.

MISURA PER CAPOLUOGHI E CENTRI SOPRA I 50.000 ABITANTI - "La misura - ha concluso l'assessore allo Sviluppo economico - si rivolge ai 12 Comuni capoluogo e a quelli con piu' di 50.000 abitanti come Busto Arsizio (Varese), Cinisello Balsamo (Milano), Gallarate (Varese), Legnano (Milano), Rho (Milano), Sesto San Giovanni (Milano) e Vigevano (Pavia)". 

Regione Lombardia e il lavoro, i risultati di "Garanzia Giovani". Aprea: "Puntiamo alla piena occupazione"

Parla l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, intervenuta con il presidente Roberto Maroni nella sede di Afol Citta' Metropolitana, l'agenzia metropolitana per la formazione, l'orientamento e il lavoro (Area Est Milano). "Occupati 91.000 ragazzi con un investimento di 178 milioni di euro, coinvolti 250 operatori ed erogato alle aziende 83 milioni di bonus, assunzioni da 19.803 imprese" - (VIDEO)


"'Garanzia Giovani' in Lombardia e' stato un successo e lo dicono i numeri: abbiamo occupato 91.000 giovani con un investimento di 178 milioni di euro, tra risorse nazionali e regionali, abbiamo coinvolto 250 operatori e erogato alle aziende 83 milioni di bonus; sono state 19.803 le aziende che hanno effettuato un'assunzione. Questi numeri parlano di un record assoluto, nazionale, riconosciuto dai report del Ministero del Lavoro e dell'Anpal, l'agenzia nazionale per le politiche del lavoro".

CONFERENZA STAMPA IN AFOL - Lo ha dichiarato l'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea, intervenuta con il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni nella sede di Afol Citta' Metropolitana, l'agenzia metropolitana per la formazione, l'orientamento e il lavoro (Area Est Milano)alla conferenza stampa di presentazione degli esiti occupazionali di 'Garanzia Giovani', il programma regionale rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che offre opportunita' di orientamento, formazione e inserimento al lavoro attraverso percorsi personalizzati in funzione di bisogni individuali.

MILLE INSERIMENTI - "Siamo in Afol, l'agenzia per l'orientamento al lavoro, centro pubblico per l'impiego che si e' particolarmente distinto - ha sottolineato l'assessore Aprea - per gli oltre mille inserimenti con la sola attuazione di 'Garanzia Giovani'".

ALLEANZE TERRITORIALI E RETI CON IL MERCATO DEL LAVORO - "Afol - ha spiegato l'assessore Aprea - e' un centro pubblico per l'impiego che non ha nulla da invidiare ai centri privati accreditati e che ha saputo creare una serie di alleanze territoriali e di reti, con il mercato del lavoro e con altri enti di formazione, per cui riesce a ottenere ottimi risultati e in particolare e' sempre presente nella 'Top ten' degli operatori lombardi che non distingue tra privati e accreditati".

I NUMERI DA RECORD - "Il tempo medio per la presa in carico - ha poi ricordato l'assessore Aprea - e' stato di 11 giorni a fronte di una media nazionale di due mesi; i contratti di lavoro sono stati di apprendistato, prevalentemente professionalizzante, quindi e' un contratto che precede il tempo indeterminato; sono stati oltre 24.000 i contratti a tempo determinato, 11.763 quelli a tempo indeterminato e numerosi i tirocini che hanno comunque portato entro tre mesi alla trasformazione di un rapporto di lavoro in un contratto determinato o indeterminato". "Anche rispetto ai tirocini - ha proseguito l'assessore Aprea - abbiamo raggiunto un record nazionale: il 66 per cento dei tirocini attivati si e' trasformato in un vero e proprio contratto di lavoro".

FONDI 'DOTE UNICA LAVORO' IN ATTESA FASE 2 'GARANZIA GIOVANI' - "Un'esperienza piu' che positiva, da continuare - ha commentato Aprea - al punto che, anche se in questo momento non c'e' una copertura dei finanziamenti nazionali ed europei in quanto siamo in attesa della partenza della Fase 2 di 'Garanzia Giovani', in Lombardia la misura continua con finanziamenti regionali della misura 'Dote Unica Lavoro'". "I giovani in Lombardia - ha chiosato Aprea - sanno di avere a disposizione luoghi, sportelli, dove fare il 'match', dove domanda e offerta si incontrano con buoni risultati".

I SETTORI DI INSERIMENTO - Per quanto concerne i settori di inserimento dei neo-assunti, la classifica e' guidata dal manifatturiero, seguito dai servizi alle imprese, dalle professioni attinenti l'Ict (Informatiom communication technology), e su Milano, prevalentemente area metropolitana, dominano i comparti legati al 'Made in Italy', ossia le tre effe: food, fashion e furniture.

I numeri di Garanzia Giovani in Lombardia:

- 178 i milioni del programma nazionale Garanzia Giovani che saranno investiti per l'occupazione dei giovani in Lombardia;

- 101.903 i giovani presi in carico per trovare un lavoro, 97 per cento Lombardi;

- 91.576 i giovani inseriti nel mercato del lavoro con un contratto di assunzione o un tirocinio;
- 250 gli operatori che hanno erogato servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro;
- 83 milioni il totale del bonus erogato alle aziende;
- 19.803 le aziende che hanno effettuato un'assunzione.

PERCHE' SONO NUMERI DI SUCCESSO - Confrontando i report nazionali la Lombardia e' sempre stata la prima regione per assunzioni incentivate con 83 milioni erogati alle aziende lombarde, pari al 24 per cento dell'assegnato a livello nazionale.

Per quanto riguarda i contratti di lavoro con 'Garanzia Giovani', nel triennio 2014-2017, su 48.916 assunzioni, 12.736 sono stati contratti di apprendistato; 11.763 i contratti a tempo indeterminato; 24.417 i contratti a tempo determinato.

TEMPESTIVITA' - Altro dato rilevante la tempestivita', con un tempo medio per la presa in carico dei giovani di 11 giorni, contro un tempo medio a livello nazionale di 2 mesi.

TIROCINI DI QUALITA' E PONTE PER L'ASSUNZIONE - Il 66 per cento dei tirocini attivati entro 3 mesi si e' trasformato in un rapporto di lavoro: 2 giovani su 3, contro 1 su 2 (50 per cento) rilevato a livello nazionale. Dei giovani avviati al lavoro nel triennio 2014-2017 il 43 per cento sono donne, il 57 per cento sono uomini.

FASCIA D'ETA' - Da un punto di vista anagrafico: il 10 per cento appartiene alla fascia di eta' 15-18 anni; il 79 per cento a quella 18-24 anni; l'11 per cento a quella 25-29 anni.

TITOLO DI STUDIO - Per quanto concerne il grado di scolarizzazione: l'11 per cento ha la licenza media; il 67 per cento il diploma; il 22 per cento titoli universitari.

I SETTORI - I settori a maggiore inserimento lavorativo sono risultati: servizi alle imprese, manifatture, turismo e ristorazione.

Di seguito il numero degli attivati nel mercato del lavoro con Garanzia Giovani, nel triennio 2014-2017, divisi per Province:

- Bergamo: 11.532;
- Brescia: 11.244;
- Como: 4.765;
- Cremona: 3.099;
- Lecco: 2.825;
- Lodi: 2.137;
- Mantova: 4.245;
- Milano: 31.655;
- Monza e Brianza: 6.772;
- Pavia: 3.750;
- Sondrio: 1.709;
- Varese: 7.843.

Totale Province: 91.576.

Lavoro, Maroni: "Regione Lombardia un modello in Europa". E sul voto anticipato: "Alle urne il prima possibile, perfetta sintonia con Salvini"

Intervista al governatore lombardo a margine della presentazione dei risultati del programma "Garanzia giovani". Le sue risposte alle domande de ilComizio.it sull'idea di azzerare il cuneo fiscale e sui voucher e i commenti sul quadro politico - (VIDEO)


"Garanzia Giovani in Lombardia e' un grande successo, sono i numeri a dirlo. Siamo una Regione benchmark in Europa, un punto di riferimento per le politiche  attive del lavoro". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che questa mattina ha partecipa insieme all'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Valentina Aprea, alla conferenza stampa di presentazione dei risultati (anche in termini di esiti occupazionali) del programma Garanzia Giovani in Lombardia. "Sono particolarmente orgoglioso di questo risultato - ha osservato - perche' anche da ministro del Lavoro mi ero molto impegnato molto per passare dalle politiche passive a quelle attive. Cosi' si aiutano davvero
i giovani, chi perde il lavoro e chi rimane senza occupazione in eta' avanzata. Cosi' sosteniamo davvero l'economia della nostra Regione".

MOLTI FATTORI DI SUCCESSO - Fra i fattori che hanno determinato questo successo, ha sottolineato il governatore, "c'e' la nostra capacita' di ascolto delle reali necessita' del territorio e delle imprese. E poi, l'innovazione. La capacita' di inventare, di innovare, di essere sempre un punto di riferimento per l'Italia e l'Europa".

AZZERARE CUNEO FISCALE - Rispondendo a Ilaria Tettamanti de ilComizio.it che gli ha chiesto un commento sull'idea lanciata dal presidente di Confindustria di azzerare il cuneo fiscale per rilanciare l'occupazione giovanile, Maroni si e' detto "assolutamente 'accordo. E' una delle prime cose che faremo - ha rilanciato - dopo aver vinto il referdendum sull'autonomia del 22 ottobre. Potendoci tenere i nostri soldi, questa e' la strada che intendiamo seguire".

I VOUCHER - "I voucher sono stati introdotti da me con la legge Biagi. Erano stati pensati per regolarizzare dei piccoli lavori che altrimenti sarebbero stati pagati in nero. Quella era la loro funzione, uno strumento utile per fare emergere le irregolarita'. Poi sono stati diffusi in modo inappropriato, quindi bisogna tornare alle origini. In questo campo noi siamo stati pionieri, la sinistra ha fatto confusione", ha detto il presidente rispondendo a un'altra domanda della nostra cronista.

POLITICA E VOTO - Sul quadro politico il governatore ha dichiarato ai giornalisti: "Non e' un problema se Berlusconi e Renzi si parlano. I tempi sono stretti, io sono favorevole a una nuova legge elettorale, qualunque essa sia, purche' ci permetta di tornare alle urne il piu' rapidamente possibile, per dare al Paese un governo eletto dai cittadini e non nominato da altri. Ne ho parlato anche con Salvini e fra di noi c'e' piena intesa, su questo e su tutto il resto".

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

5°C

Milano

Partly Cloudy

Humidity: 77%

Wind: 6.44 km/h

  • 23 Oct 2017 12°C 1°C
  • 24 Oct 2017 13°C 1°C