Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 993

updated 3:03 PM UTC, Feb 16, 2018

Marocchini, irregolari e spacciatori, sequestrano e torturano un connazionale: "Dacci i soldi della droga o ti bruciamo vivo"

Sono scattate questa mattina all’alba le manette per quattro cittadini marocchini ritenuti responsabili, in concorso, di sequestro di persona e rapina pluriaggravati ai danni di un 31enne loro connazionale, colpevole secondo gli aggressori di non aver venduto una partita di cocaina che gli era stata affidata e che la vittima aveva detto di aver perso. Si tratta di un 33enne, considerato leader del gruppo, e di un 35enne, entrambi senza fissa dimora e sprovvisti di documenti di soggiorno, e di un 46enne e un 40enne, entrambi residenti ad Alessandria, in possesso di foglio di soggiorno. 

I fatti risalgono all’agosto scorso, quando tre di loro, entrati in una tabaccheria di Acqui Terme, circondarono un 31enne loro connazionale, che stava bevendo un caffè e, dopo averlo costretto, afferrandolo per il collo, ad uscire dal locale, gli infilarono un sacco nero in testa e lo spinsero a forza all’interno di un’auto condotta dal complice per portarlo in un’abitazione di Alessandria. Giunti a destinazione, dopo essersi impossessati del denaro che la vittima aveva con sé, circa 150 euro, lo costrinsero a entrare in casa dove fu legato a una sedia, malmenato e minacciato di morte e obbligato a telefonare ai familiari per chiedere di pagare un riscatto di 9.000 mila euro, pari al valore della partita di droga, di cui 1.800 da consegnare la sera stessa.

In caso contrario lo avrebbero bruciato vivo. Poiché i familiari non riuscivano a trovare il denaro, la vittima stava per essere trasferita per essere bruciata, quando approfittando di un attimo di distrazione degli aggressori riuscì a darsi alla fuga e a dare l’allarme da cui sono scattate le indagini per risalire all’identità degli aggressori arrestati questa mattina dai carabinieri. Nel corso dell’operazione è stato arrestato  anche un quinto marocchino, 21enne, anch’egli sprovvisto di regolari documenti di soggiorno. Il giovane è stato trovato in possesso di 9 dosi di cocaina del peso complessivo di cinque grammi.
(Fonte: Adnkronos)

La droga dell'Isis che aiuta gli islamisti a massacrare la gente e ad autofinanziarsi

Una partita di sostanze stupefacenti del valore di 50 milioni di euro diretta in Libia e la cui vendita doveva servire a finanziare lo Stato Islamico è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel porto di Gioia Tauro. La Sezione Antiterrorismo della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha disposto il sequestro di 24 milioni di compresse di tramadolo sbarcate da una nave proveniente dall'India. Ecco che effetti ha e cosa provoca


Si chiama tramadolo, ma è tristemente conosciuta come "droga del combattente". 24 milioni di compresse sono state sequestrate dalla Guardia di finanza e dall'Ufficio antifrode della Dogana nel porto di Gioia Tauro. Provenivano dall'India ed erano dirette in Libia e secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall’Isis al fine di finanziare le attività terroristiche. Viene chiamata "droga del combattente" perché il suo uso è stato ripetutamente accertato negli scenari di guerra mediorientali, dal momento che viene utilizzata sia come eccitante sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico.

Si tratta di una sostanza oppiacea, un analgesico il cui effetto antidolorifico è dovuto alla sua influenza su specifiche cellule nervose presenti nel midollo spinale e nel cervello. Utilizzato nel trattamento del dolore da moderato a grave o nel caso di dolori indotti da interventi chirurgici e diagnostici, in Italia il tramadolo può essere venduto dietro prescrizione medica e viene impiegato come principio attivo di diversi farmaci, come il Contramal.

Proprio per la sua capacità di alleviare la percezione del dolore e lo stato d'ansia, il tramadolo viene usato dai jihadisti per entrare in azione. Esattamente come il Captagon, l'altra "droga dell'Isis" formata da un mix di anfetamine e caffeina che provoca una maggiore vigilanza, diminuisce la sensazione di stanchezza e porta a una alterazione della capacità di giudizio. Impiegata dai jihadisti per inibire paura e dolore, permette di uccidere senza il timore della reazione altrui.

(Fonte: Adnkronos)

L'ombra dell'Isis dietro l'accoltellamento alla Stazione Centrale di Milano? Ecco il video dell'aggressione

E' stata ripreso dalle telecamere di sorveglianza l'attacco a due militari e un agente della Polfer avvenuto ieri sera. Il responsabile, il 20enne italo-tunisino Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, è poi stato arrestato. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è anche il terrorismo - (VIDEO)


Milano, l'aggressore della stazione postò video dell'Isis. "Sono solo e abbandonato"Milano, l'aggressore della stazione postò video dell'Isis. "Sono solo e abbandonato"

E' stata ripreso dalle telecamere di sorveglianza l'attacco a due militari e un agente della Polfer avvenuto ieri sera. Il responsabile, il 20enne italo-tunisino Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, è poi stato arrestato. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è anche il terrorismo.

E' spuntato infatti un  profilo Facebook di cui è titolare è un tale Ismail Hosni, che qualche mese fa ha condiviso un video di un inno dello Stato Islamico, commentandolo in arabo come “il più bello che abbia mai sentito in vita mia”.

L'accoltellatore alla polizia ha dichiarato di essere rientrato dalla Tunisia nel 2015 0 e raccontato di essere andato via dall'Italia da bambino e di non avere più contatti con la madre che vivrebbe in Puglia. Di lui per ora si sa che ha precedenti per spaccio di droga e che dormiva in un'automobile a Quarto Oggiaro, nella periferia del capoluogo lombardo.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

0°C

Milano

Cloudy

Humidity: 85%

Wind: 11.27 km/h

  • 19 Feb 2018 0°C -1°C
  • 20 Feb 2018 2°C -5°C