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updated 3:55 PM CEST, Oct 21, 2017

Separazione dei coniugi, chi paga le spese condominiali? L'avvocato Carlo Bortolotti ci risponde

Sono numerose le questioni da risolvere quando marito e moglie decidono di interrompere legalmente il proprio vincolo familiare. Gli aspetti economici sono spesso al centro di dispute e gli adempimenti dovuti per la proprietà di un immobile. Ci aiuta a fare chiarezza l'avvocato Carlo Bortolotti, civilista del Foro di Milano, esperto di entrambe le materie - (VIDEO)


L'avvocato Carlo Bortolotti nel suo studio

Regime spese condominiali a seguito di separazione dei coniugi

In caso di separazione dei coniugi, sia consensuale che giudiziale, la cosiddetta "casa coniugale" verrà assegnata, a prescindere dall'intestazione e dall'effettiva proprietà, al coniuge convivente con la prole, il quale, godendo di un diritto reale di abitazione, dovrà pagare le spese relative all'ordinaria amministrazione dell'immobile, gravando, invece, le straordinarie sull'effettivo intestatario della casa; questo regime andrà previsto nelle condizioni di separazione e ne dovrà essere adeguatamente informato l'amministratore che, diversamente, continuerà legittimamente a chiedere i versamenti al solo intestatario dell'immobile (che magari non vi abita più).

 

STUDIO LEGALE BORTOLOTTI

C.so Buenos Aires, 45 - 20124 MILANO
tel. 02.39562104 - fax 02.45485345 
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L'assemblea di condominio: i tempi e le modalità di convocazione. L'avvocato ci toglie ogni dubbio

Un appuntamento importante, spesso delicato e decisivo per quanto riguarda le scelte comuni dei proprietari d'immobile. Per evitare "sorprese" è bene dunque conoscere e tenere presenti alcuni aspetti, formali, ma legati poi a questioni assolutamente concrete. Allora ecco le delucidazioni dell'avvocato Carlo Bortolotti, civilista milanese esperto della materia condominiale - (VIDEO)


L'avvocato Carlo Bortolotti nel suo studio

La convocazione all'assemblea condominiale

Le modalità di convocazione dei condomini all'assemblea sono stabilite per legge e sono perentorie, quindi occorre porvi particolare attenzione, ai fini della piena validità dell'assemblea medesima.

Ogni singolo proprietario d'immobile (anche in caso di comproprietari) deve essere convocato almeno 5 giorni prima dell'assemblea (il giorno stesso dell'assemblea non si conta), a mezzo di raccomandata ar, pec, fax o raccomandata a mano, purché vi sia traccia legale della ricezione, non sono infatti valide le semplici e-mail.

La convocazione deve contenere l'Ordine del giorno completo e sintetico, ma assolutamente non generico, a tutela del diritto di piena conoscenza degli argomenti trattati di cui gode ogni condomino.

 

STUDIO LEGALE BORTOLOTTI

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Deve assistere il cane malato: donna single ottiene 2 giorni di permesso retribuito

Un'impiegata dell'università La Sapienza di Roma ha ottenuto due giorni di permesso retribuito per assistere il proprio cane che doveva subire un intervento chirurgico. La dipendente, con l'aiuto della Lega anti vivisezione (Lav), è riuscita a dimostrare che la cura dell'animale era un grave motivo personale e giustificava quindi il permesso - (Continua a leggere)


Il cane doveva essere operato per una paralisi alla laringe, e la padrona, una impiegata amministrativa single, non poteva delegare a nessuno l'assistenza. Così ha chiesto due giorni di permesso all'Università per gravi motivi personali e famigliari.

L'ufficio del personale le ha chiesto di motivare meglio la richiesta, visto che non c'erano precedenti per l'assistenza di animali domestici.

La donna si è rivolta allora alla Lav. Il presidente Gianluigi Felicetti e l'ufficio legale hanno rintracciato alcune sentenze della Cassazione che stabilivano che la mancata cura di un animale configura il reato di maltrattamenti. L'impiegata ha potuto sostenere così che, se non avesse assistito il suo cane, avrebbe commesso un reato. L'Università, ricevuto anche il certificato del veterinario, le ha concesso il permesso.

"Ora, con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente - ha dichiarato Felicetti -. Un altro significativo passo in avanti che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia. E' un altro passo avanti verso un'organica riforma del Codice Civile che speriamo il prossimo Governo e il prossimo Parlamento avranno il coraggio di fare, approvando la nostra proposta di Legge ferma dal 2008".

(Fonte: Ansa)

Giustizia, 200 avvocati milanesi contro il governo: "Processo senza fine? No, grazie!"

La Camera Penale del capoluogo lombardo ha organizzato un flash mod davanti al Tribunale per contestare le modifiche al Ddl Orlando. Ritenuta inaccettabile la sospensione dei termini di prescrizione e la partecipazione a distanza al dibattimento degli imputati detenuti. Critiche anche per il ricorso alla fiducia sul provvedimento. Astensione dalle udienze dal 10 al 14 aprile - (FOTO)


Più di 200 avvocati penalisti hanno partecipato al flash mob promosso dalla Camera Penale di Milano per protesta contro le modifiche al Codice penale e al Codice di procedura penale previste dalla riforma del Disegno di legge che porta il nome del ministro Orlando. I professionisti,che indossavano tutti la toga, si sono dati appuntamento davanti alla sede della Camera Penale, al primo piano del Palazzo di Giustizia, e si sono poi spostati all'esterno sullo scalone principale del Tribunale, in Corso di Porta Vittoria.

In mano tenevano cartelli che sintetizzavano le ragioni della mobilitazione. Un di questi recitava: "Processo senza fine? No grazie".

La sospensione dei termini di prescrizione è, infatti, una delle misure ritenute "assolutamente inaccettabili" dai penalisti milanesi. Una norma, denuncia il consiglio direttivo della Camera Penale che si pone "in conflitto con il canone costituzionale della ragionevole durata del processo" e che avrà ripercussioni negative sull'opinione pubblica: "L'esito di un giudizio così dilatato negli anni accrescerà la sfiducia del cittadino nel funzionamento della giustizia".

Un altro aspetto del Ddl Orlando che proprio non è gradita agli avvocati è la norma che permette agli imputati detenuti di partecipare al dibattimento "a distanza", ossia in video-conferenza dal carcere, anziché in aula. Così si impedisce, spiegano, "l'immediato contatto tra avvocato e assistito indispensabile nel corso del giudizio".

Giudicata "criticabile" inoltre la scelta del governo di proporre il voto di fiducia sulla riforma, e parlano di "soppressione del doveroso dibattito parlamentare in materie attinenti i diritti dei cittadini".


La nota della Camera Penale di Milano

 

"La Camera Penale di Milano nei giorni 10 - 14 aprile aderisce all'Astensione dalle udienze proclamata dalla Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane proseguendo nella protesta già manifestata contro le modifiche al codice penale e di procedura contenute nel 'Ddl Orlando': una riforma che, salvo poche eccezioni, appare difficile da condividere". Lo si legge in una nota della Camera Penale di Milano.

"Due sono le novità - si spiega - assolutamente inaccettabili. La sospensione dei termini della prescrizione nel corso del giudizio per ulteriori tre anni è in conflitto con il canone costituzionale della ragionevole durata del processo. La previsione normativa ha l'evidente scopo di ridurre le statistiche sulla estinzione dei reati per il decorso del tempo che si verifica, oggi, nella massima percentuale, per inerzia del Pubblico Ministero durante la fase delle indagini preliminari. L'esito di un giudizio così dilatato negli anni accrescerà la sfiducia del cittadino nel funzionamento della Giustizia. L'ampliamento dei casi di partecipazione a distanza dei detenuti al dibattimento (cioè a dire in videoconferenza), in parte lasciata ad arbitrarie scelte dell'Organo giudicante, mortifica e limita la funzione difensiva, impedendo l'immediato contatto tra avvocato e assistito indispensabile nel corso del giudizio. Criticabile è anche la scelta di proporre, in sede di approvazione del disegno di legge, il voto di fiducia, con soppressione del doveroso dibattito parlamentare in materie attinenti i diritti dei cittadini e paradigmatica di un modo di intendere la Giustizia come strumento di difesa della collettività piuttosto che di tutela delle garanzie, dimenticando che l'una non può esistere senza l'altra".

Per queste ragioni e "per sollecitare l'interesse dell'opinione pubblica verso problemi che riguardano tutti i cittadini - si legge - la Camera Penale di Milano ha organizzato una manifestazione flash - mob per oggi alle 14 cui parteciperanno avvocati in Toga, partendo dalla propria Sede e portandosi sullo scalone dell'ingresso di Porta Vittoria del Palazzo di Giustizia, muniti di cartelli che spiegano le ragioni della protesta".

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