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updated 2:57 PM CET, Nov 23, 2017

Inaugurato il collegamento Brebemi-A4, Maroni: "La Lombardia sa fare le cose e le fa bene". Su maggiore autonomia: "Tra le materie che chiediamo al governo anche le infrastrutture"

Il governatore lombardo a Castegnato (Brescia): "Quest'opera ha portato benefici anche sui territori perché 400 milioni di opere di compensazione, anche ambientale, sono investimenti importanti. Lo facciamo perché la mobilita' e' importante: consentire di muoversi piu' velocemente e più facilmente e' investimento che vogliamo fare. E, pur essendo la prima e piu' importante opera in project financing, abbiamo dato un contributo di 60 milioni di euro, perché era necessario farlo, vincendo tante resistenze e tante critiche". Guarda l'intervista - (VIDEO)


"Regione Lombardia fa le cose, le fa con impegno e credendoci e l'investimento in mobilita' e Infrastrutture e' uno degli impegni importanti, che ha segnato questa legislatura. Abbiamo seguito con attenzione e anche con severita', attraverso Cal, lo sviluppo di questo progetto e ci abbiamo creduto". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, alla barriera di Castegnato (Brescia), all'inaugurazione dell'interconnessione diretta tra la A35 Brebemi e la A4.

Alla cerimonia hanno preso parte anche gli assessori Alessandro Sorte (Infrastrutture e Mobilita'), Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Citta' metropolitana) e Mauro Parolini (Sviluppo economico).

400 MILIONI DI OPERE COMPENSATIVE, ANCHE PER AMBIENTE - "Quest'opera ha portato benefici anche sui territori - ha sottolineato Maroni -, perche' 400 milioni di opere di compensazione, anche ambientale, dei territori sono investimenti importanti. Lo facciamo perche' la mobilita' e' importante: consentire di muoversi piu' velocemente e piu' facilmente e' investimento che vogliamo fare. E, pur essendo la prima e piu' importante opera in project financing, abbiamo dato un contributo di 60 milioni di euro, perche' era necessario farlo, vincendo tante resistenze e tante critiche".

COLLABORAZIONE CON MINISTERO - "Ringrazio il ministro Graziano Delrio per la forte, leale e intensa collaborazione tra Istituzioni e per i 260 milioni messi dal Governo - ha proseguito -. Con il ministro Delrio e il suo Ministero c'e' un dialogo molto leale e costruttivo e, in questi anni, sono stati tra i piu' attenti alla situazione lombarda e' uno dei piu' collaborativi, ma la nostra collaborazione dovra' essere ancora piu' intensificata, perche' tra le materie che chiederemo al Governo, nell'ambito di una maggiore autonomia per la Regione Lombardia, c'e' quella delle infrastrutture".

VINCIAMO RESISTENZE DEI 'SIGNOR NO' - "Insieme facciamo le cose che e' giusto fare. E le facciamo bene - ha detto ancora Maroni-. Ci sono tanti problemi, mille ostacoli della burocrazia, anche perche' il rapporto pubblico-privato non e' sempre facile, ma noi li risolviamo, li superiamo, vincendo anche le resistenze dei 'signor no', dei comitati del no, di cui trova sempre qualcosa purche' le cose non si facciano, nell'interesse migliore dei cittadini lombardi, ma nel pieno e totale rispetto della legge".

INGENTI INVESTIMENTI ANCHE IN MANUTENZIONE - "Non solo grandi opere - ha pero' ricordato il governatore -: siamo attenti anche alla manutenzione di quelle che ci sono. Le Province hanno problemi per la manutenzione degli 11.000 chilometri di strade provinciali in Lombardia, a causa della riduzione dei bilanci. C'e' poi il problema dei trasporti eccezionali. La manutenzione e' un'attivita' che svolgono le Province, che chiedono fondi e noi abbiamo investito anche in questa direzione: 47 milioni di euro per consentire la manutenzione della rete ordinaria. Abbiamo fatto un accordo con Anas per prenderci in carico circa 2000 chilometri di strade provinciali e, a partire dal prossimo anno, metteremo 30 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte queste infrastrutture".

Lombardia, Delrio all'inaugurazione del collegamento Brebemi-A4: "Se si semina bene si raccoglie bene. Al Paese diciamo che ci sono potenzialità di sviluppo"

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha partecipato all’inaugurazione dell’interconnessione diretta tra A35 Brebemi e A4 nell'area di Brescia, presso la nuova barriera autostradale di Castegnato (Bs). Guarda l'intervista - (VIDEO)


"E' un'opera molto importante che dà piena funzionalità alla Brebemi, e che permette spostamenti più rapidi ed una logistica più semplice" ha detto il ministro Delrio. "E' un'opera - ha aggiunto - che seppur non enorme è utilissima e darà una grande funzionalità al sistema autostradale italiano che stiamo potenziando, privilegiando le gare, le tariffe sotto controllo e gli investimenti. Le istituzioni hanno la responsabilità di fare una buona pianificazione strategica, che vuol dire individuare le opere: non è importante che siano grandi o piccole, ma che siano realmente utili al territorio, allo sviluppo della logistica, delle imprese e alla vita delle comunità.

“Abbiamo selezionato 100 opere per 100 mld e ne abbiamo finanziate 92: stiamo dicendo al Paese che  nei prossimi anni ci sarà una potenzialità di sviluppo, di accordi e di infrastrutture utili, che sono state selezionate. La Brebemi insegna che, se si semina bene si raccoglie bene avendo però ogni giorno la pazienza di fare in modo di superare le difficoltà. Allo Stato non è consentito fare regali ma prevedere un giusto riconoscimento al fatto che le situazioni cambiano e che bisogna adeguarsi e concedere anche un minimo di flessibilità.  Del resto anche l’UE mette in campo una parola che è “discrezionalità” della PA, per dire che una PA intelligente sa essere capace di capire come concludere le cose e renderle utili per il territorio”, ha detto ancora il Ministro.

Insieme al Ministro erano presenti il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, il Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, il Presidente AISCAT, Fabrizio Palenzona e il Presidente Brebemi SpA, Francesco Bettoni.

Il nuovo tracciato, inaugurato con 3 mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma di progetto, ha una lunghezza di circa 5,6 km e partendo dall’intersezione tra la A35 e la S.P.19, collega direttamente le autostrade A35 Brebemi e A4. Grazie a quest’opera, si completa finalmente il progetto originario, inserendo pienamente la A35 nel sistema autostradale nazionale ed internazionale. Ora Brebemi potrà essere facilmente utilizzata da tutti gli utenti come autostrada direttissima Brescia-Milano, agevolando il traffico proveniente da Est e da Ovest sull’asse Venezia-Verona-Brennero-Genova-Torino.

In questi primi tre anni di vita, malgrado la mancanza del collegamento diretto con il sistema autostradale nazionale verso Brescia, la A35 Brebemi è cresciuta in termini di transiti, ad oggi aumentati del 163% rispetto a quelli registrati nel primo semestre dell’apertura nel 2014. Ha liberato dal traffico i Comuni dell’area interessata dall’infrastruttura (il traffico pesante sulla A35 è circa il 30% del totale) riducendo i tempi di percorrenza e le emissioni di CO2 e ha valorizzato il territorio dal punto di vista turistico, culturale, eno-gastronomico e soprattutto economico.

Pd, Renzi non molla: "Scissione brutta parola, ma ricatto è peggio. No ai diktat della minoranza". Verso un congresso difficile, la rottura è già nei fatti

Il segretario, che si era presentato dimissionario all'assemblea nazionale: "Io dico fermiamoci, fuori ci prendono per matti. Oggi discutiamo ma poi mettiamoci in cammino". Ma Rossi e Speranza strappano, Emiliano tenta la mediazione, l'appello di Veltroni. L'incertezza regna sovrana, mentre si fa strada un nuovo soggetto a sinistra - (VIDEO)


E' scontro all'assemblea del Pd. Dopo il discorso di Matteo Renzi, giudicato dalla sinistra troppo duro, la strada sembra segnata. "Aspettiamo la replica, ma Renzi ha alzato un muro", dice Pier Luigi Bersani. La minoranza, fa sapere l'ex segretario, prenderà le sue decisioni dopo la replica del segretario. "È stato alzato un muro - conferma Enrico Rossi ancora più deciso - sia nel metodo che nella forma. Per noi la strada è un'altra. Sono maturi i tempi per formare una nuova area". Di diverso avviso sembra, invece, Michele Emiliano: "E' a portata di mano" ritrovare l'unità: "Siamo a un passo dalla soluzione. Un piccolo passo indietro consente a una comunità di farne cento avanti. Io sto provando a fare un passo indietro, ditemi voi quale, che consenta di uscire con l'orgoglio di appartenere a questo partito. Senza mortificare nessuno". "Stasera non posso che dire al segretario che ho fiducia in lui", aggiunge, chiedendogli un'ultima mediazione sulla conferenza programmatica. Ma in serata, con una dichiarazione congiunta, Emiliano, Rossi e Speranza rompono gli indugi: 'Anche oggi nei nostri interventi in assemblea - scrivono - c'è stato un ennesimo generoso tentativo unitario. È purtroppo caduto nel nulla. Abbiamo atteso invano un'assunzione delle questioni politiche che erano state poste, non solo da noi, ma anche in altri interventi di esponenti della maggioranza del partito. La replica finale non è neanche stata fatta. È ormai chiaro che è Renzi ad aver scelto la strada della scissione assumendosi così una responsabilità gravissima".

Dalla maggioranza, d'altra parte, si dava per scontata la scelta della sinistra di uscire. "La scelta è già stata fatta - allarga le braccia Lorenzo Guerini - Peccato". 

"Fermiamoci e ripartiamo, la scissione non ha senso". E' stato il messaggio di Matteo Renzi all'assemblea del Pd. Un Renzi che, però, anche all'attacco: "Scissione è una brutta parola, ma peggiore c'è solo ricatto. Non è accettabile che si blocchi un partito sulla base di un diktat di una minoranza". Nel suo discorso il segretario del Pd ha sottolineato che il partito sta facendo "un regalo" a Beppe Grillo discutendo "solo di se stesso". Ha ribadito la volontà di andare a congresso, ma anche il sostegno al governo Gentiloni. Dopo aver ascoltato il discorso di Renzi e degli esponenti di maggioranza, la minoranza resta sulle sue posizioni non vedendo da parte del vertice dem "la volontà di unire". Per la minoranza ha parlato solo Guglielmo Epifani ma la minoranza è rimasta in sala ad ascoltare gli interventi. Per ora nessuna dichiarazione ufficiale. "Parleremo al momento giusto", dice Roberto Speranza. Intanto nessun candidato si è presentato per la segreteria direttamente in assemblea, parte dunque il congresso anticipato.

SCISSIONE - "Io dico fermiamoci, fuori ci prendono per matti. Oggi discutiamo ma poi mettiamoci in cammino", ha esordito Renzi. "La scissione - ha aggiunto - ha le sue ragioni che la ragione non conosce. La nostra responsabilità è verso il Paese e quelli che stanno fuori. Adesso basta: si discuta oggi ma ci si rimetta in cammino. Non possiamo continuare a stare fermi a discutere al nostro interno". "Scissione - ha sottolineato - è una delle parole peggiori, peggio c'è solo la parola ricatto, non è accettabile che si blocchi un partito sulla base dei diktat della minoranza". "Tutti si sentano a casa nel Pd, liberi di discutere ma se in tutte le settimane c'è un'occasione di critica, se per tre anni si è pensato che si stava meglio quando si stava peggio, io non dico che siamo nemici né avversari ma dico 'mettetevi in gioco', non continuate a lamentarvi ma non potete immaginare di chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi per evitare la scissione non è una regola democratica".

CONGRESSO - "Non possiamo stare fermi a dire congresso sì, congresso no. Resti agli atti - ha sottolineato - quel che è accaduto in questi due mesi e mezzo. Ho cercato tutti i giorni di raccogliere le proposte degli altri per restare insieme. All'ultima assemblea due amici storici mi hanno preso a male parole per dirmi 'fai un errore'. A quel punto una parte della maggioranza e minoranza ha detto fermiamoci e mi sono fatto carico di non fare il congresso perché pensavo potessimo fare una campagna di ascolto insieme". "Se non si fa il congresso diventiamo come gli altri, trovare un equilibrio non è difficile ma per fare cosa se il Pd ha già vissuto passaggi analoghi nel 98 con Prodi, nel 2009 quando si è dimesso Veltroni".

GOVERNO GENTILONI - "Basta con la discussione e le polemiche sul governo. Faccio un applauso a Gentiloni che è qui, per quello che sta facendo con i ministri. E' impensabile che si trasformi il congresso in un congresso sul governo. Sarebbe un errore allucinante per tutti". "Sul governo non ho cambiato idea, mi fa piacere che altri lo abbiano fatto passando dall'appoggio caso per caso all'appoggio fino a fine legislatura. Rispettiamo l'azione del governo e i poteri del presidente della Repubblica". 

Epifani, leader tira dritto, minoranza farà scelta - "Noi ci aspettavamo un proposta, il segretario ha tirato dritto, io credo che sia un errore perché un grande partito deve avere a cuore il superare le difficoltà ed è il segno della democraticità del processo. Se viene meno è chiaro che in molti si apre una riflessione che porterà ad una scelta. Non è un ricatto ma per stare in un partito ci vuole rispetto reciproco". Così Guglielmo Epifani parlando dal palco dell'assemblea per i tre sfidanti al congresso.

Oggi è l'ultima domenica per il Pd? "Non esageriamo. Ce ne saranno anche altre...". Così risponde Enrico Rossi, presidente della Toscana e candidato alla segreteria Pd, al suo ingresso all'hotel Parco dei principi di Roma per l'assemblea del Partito democratico. 

L'appello di Veltroni - "Da molto tempo - ha evidenziato Walter Veltroni - non partecipo alle riunioni degli organismi del partito, le mie scelte di vita mi hanno spinto a decidere così, era e sarà giusto così ma prendo pochi minuti per dire quanto mi sembra sbagliato quanto sta accadendo e per rivolgere un appello a tutti perché non si separi la loro strada da quella di tutti noi. Lo faccio non usando l'argomento tradizionale dell'invito all'unità ma dicendo ai compagni e agli amici che delle loro idee, del loro punto di vista il Pd ha bisogno". 

"Restiamo uniti". E' lo striscione portato dai Giovani democratici del II Municipio di Roma davanti all'hotel Parco dei Principi dove si è svolta l'assemblea nazionale del Partito democratico. E' un appello a evitare la scissione.

(Fonte: Ansa)

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