updated 9:00 AM UTC, Jul 13, 2018

Sinistra, D'Alema stronca Renzi: "Lunare che il Pd vinca le elezioni"

L'esponente Di Liberi e Uguali parla dell'aria che tira prima del voto del 4 marzo: "Gran parte delle persone che incontro voteranno centrodestra o M5S, nel mezzogiorno è prevalentemente così". E fa fuori anche il premier Gentiloni, da più parti indicato come guida di un futuro governo anche di larghe intese: "Se i dem perdono mi pare difficile che gli sia dato l'incarico"


"E' lunare pensare che il Pd vinca le elezioni", e quando sente Matteo Renzi sostenerlo "mi sembra di essere sulla luna, invece io sono tra la gente". Lo dice Massimo D'Alema, ospite di Circo Massimo su Radio Capital. "Gran parte delle persone che incontro voteranno centrodestra o M5S, nel mezzogiorno è prevalentemente così", aggiunge. Per l'ex premier, "il Pd "pagherà il prezzo alla legge elettorale che ha fatto" anche con l'obiettivo di "schiacciarci".

In campagna elettorale, tra la gente, sente "rabbia", "innanzitutto verso chi ha governato", attuando "una politica sbagliata e inconsapevole del grado di difficoltà che c'era nel paese".

E "se il Pd perde le elezioni mi pare difficile dare l'incarico a Gentiloni", sottolinea D'Alema. Prodi rimprovera i fuoriusciti dal Pd come 'amici che hanno sbagliato'? "E' la stessa cosa che penso di lui. Non si può votare Gentiloni: con questa legge elettorale, che Prodi reputa scandalosa e Gentiloni ha fatto passare con 8 voti di fiducia, non si vota Gentiloni ma Renzi. Se la lista 'Insieme' non supera il 3% il voto va a Renzi, quindi Prodi voterà per Renzi e Casini senza dirlo nemmeno a se stesso" ed esprimendo un voto "non utile né per se né per il paese".

A Renzi D'Alema rimprovera di aver composto "liste con stile padronale", usando una legge elettorale "pessima, che è un insulto ai cittadini, e a mio avviso sotto certi profili è anche incostituzionale". Quanto al progetto politico di Liberi e uguali, "io voglio ricostruire una sinistra unita ma innanzitutto unita al suo popolo". Dalla gente, dice D'Alema, in Salento per la campagna elettorale, "ci viene rimproverato di aver messo troppo tardi in campo la ricostruzione della sinistra, nessuno ci rimprovera" invece di aver detto addio al Pd. (Fonte: Adnkronos)

Forza Italia, Brunetta scatenato: "Centrodestra verso il 40%, sinistra in frantumi". E che parole dolci per la Meloni...

Il capogruppo azzurro a Montecitorio galvanizzato dalle previsioni elettorali: "I risultati che potremmo ottenere sono rassicuranti, ossia la maggioranza alla Camera e al Senato, perché tra collegi proporzionali e maggioritari, sulla base dei sondaggi già del mese di dicembre si possono raggiungere più dei 315 seggi alla Camera e anche la maggioranza assoluta al Senato" - (VIDEO)


“Negli ultimi sondaggi il centrodestra viene dato verso il 40%, ed il centrosinistra è in frantumi. Scende in pista Grasso, presidente del Senato, e Renzi trema, perché se Grasso con la sua sinistra a sinistra del Pd va al 10%, matematicamente Renzi va sotto il 20% e perde tutti i collegi uninominali dell’Italia appenninica e dell’Italia rossa. Anche per questo il centrodestra deve stare unito, con un programma determinato”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Quindi ben venga il congresso di Giorgia Meloni, straordinaria leader di un centrodestra rinnovato, ben venga la forza della Lega in tutto il Paese e non solo al Nord, e ben venga la leadership di Forza Italia, che secondo tutti i sondaggi si conferma primo partito del centrodestra con il 16-17%. Attendiamo la formalizzazione del quarto-quinto petalo, quello cattolico-popolare e quello liberale, che possono dare il ‘di più’ per vincere e governare tranquillamente. I risultati che potremmo ottenere sono rassicuranti, ossia la maggioranza alla Camera e al Senato, perché tra collegi proporzionali e maggioritari, sulla base dei sondaggi già del mese di dicembre si possono raggiungere più dei 315 seggi alla Camera e anche la maggioranza assoluta al Senato”.

Pd-sinistra, è rottura definitiva: nessun accordo prima del voto. La delusione di Fassino e Martina. Bersani: "Il nodo è il lavoro, dai dem nessuna risposta"

L'esponente di Mdp: "L'articolo 18 è la pietra tombale del dialogo". Giulio Marcon, capogruppo di Sì-Possibile, al termine dell'incontro: "Il 3 dicembre lanceremo la nostra lista unitaria per l'alternativa: Grasso, il nostro leader". Amarezza dalla delegazione renziana: "Con un atteggiamento più aperto e disponibile avremmo potuto discutere. Ognuno farà la propria strada e se riusciremo a ottenere la fiducia e il consenso degli elettori dopo le elezioni vedremo di riallacciare, se sarà possibile, i fili di una collaborazione". Le interviste - (VIDEO)


E' rottura definitiva tra Pd e sinistra. L'ultimo tentativo di Piero Fassino di dialogare con gli scissionisti è andato a vuoto. Ora è dunque pressoché ufficiale: Mdp e Sinistra Italiana-Possibile non entreranno nella coalizione che fa perno attorno al Pd, ma faranno una lista unitaria della sinistra alternativa ai democratici. L'incontro di oggi tra le due anime del centrosinistra non ha dato i frutti sperati. Per Si-Possibile-Mdp, le proposte del Pd arrivano "fuori tempo massimo".

Cecilia Guerra ha affermato che sul piano del lavoro i dem non intendono "rimettere in discussione le politiche sbagliate compiute in questi anni" e l'accordo sulle pensioni, così come il decreto fiscale da poco licenziato dal Senato, "sono tutti elementi che segnano una non volontà di convergenza sui temi che noi stiamo proponendo". Giulio Marcon ha chiuso definitivamente la porta, ribadendo che "non ci sono margini per alcuna intesa con chi in questi anni ha fatto politiche sbagliate e che abbiamo contestato duramente. Costruiremo insieme ad Articolo 1, a Possibile e a tante esperienze della società civile una lista per dire che la nostra Italia ha bisogno di politiche diverse da quelle che il Pd ha realizzato in questi anni".

GRASSO - "Il 3 dicembre avremo una grande occasione per mettere in evidenza la partecipazione del popolo della sinistra a questa nuova esperienza e naturalmente Grasso sarà il nostro leader" ha aggiunto Marcon, precisando però poco dopo: "Sul ruolo di Grasso il mio era solo un auspicio. Non voglio tirare per la giacchetta il Presidente del Senato che farà le scelte che riterrà più opportune quando lo deciderà. È evidente che per il prestigio istituzionale e il ruolo che ricopre sarebbe un ottimo leader per la nuova sinistra che stiamo costruendo". A intervenire a riguardo è stato il portavoce del presidente del Senato. "Grasso - ha sottolineato - in questo momento non ha sciolto alcuna riserva in merito al suo futuro". "Notizie o dichiarazioni in un senso o nell'altro vanno lette come auspicio dei singoli e non come interpretazioni del suo pensiero o di sue decisioni", ha spiegato, aggiungendo: "Quando queste saranno prese sarà lui stesso a comunicarle".

LE PROPOSTE DI FASSINO A SI-MDP - A margine dell'incontro avvenuto negli uffici di Si-Possibile, Piero Fassino ha parlato di "misure integrative sul Jobs Act", in particolare "per favorire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato" e "misure integrative di maggiore tutela in caso di licenziamento". Tra le altre proposte dei dem, "il raddoppio delle risorse per il reddito di inclusione", "l'aumento delle risorse per il fondo sanitario nazionale e, in questo quadro, l'avvio di un superamento del superticket". Sul tavolo anche "la stabilizzazione e l'allargamento ad una base di lavoratori più ampia dell'anticipo pensionistico a 63 anni". Nell'ambito della tutela dell'ambiente il Pd ha elencato una serie di provvedimenti, "a partire dalle misure di decarbonizzazione e dall'approvazione della legge sul consumo di suolo, che vadano nella direzione di caratterizzare un'alleanza di centrosinistra sotto il profilo ambientale ed ecologico". Infine, ha aggiunto Fassino, "sul terreno dei diritti abbiamo confermato la nostra volontà di arrivare alla adozione della legge sullo ius soli e sul fine vita prima della fine della legislatura".

RENZI - "Mi rimetto alle dichiarazioni di Fassino". Matteo Renzi a Venafro, tappa del treno Pd, ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto della rottura con Mdp e Sinistra Italiana ufficializzata nell'incontro di oggi Piero Fassino.

Pd, Gori: "Cerchi alleanze più ampie possibili per battere il centrodestra. Renzi? Un leader votato dal 70% del partito. Di Maio irrispettoso e supponente"

Parla il sindaco di Bergamo e futuro candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia. In un'intervista rilasciata a Milano l'esponente dem ha auspicato una coalizione di forze che consenta di vincere le prossime elezioni e di governare il Paese. Da parte suo anche sostegno al segretario del suo partito e biasimo nei confronti del vicepresidente pentastellato della Camera per aver rifiutato il confronto tv - (VIDEO) 

D'Alema scatenato: "Gentiloni? Un bugiardo come Renzi. Il Rosatellum? Pessima legge che inganna gli elettori"

Il dirigente di Mdp su Radio Capital spara a zero sul premier e sul segretario del Pd: "C'è un patto di potere tra lui, Berlusconi e Salvini, ma rischia di fare la fine di Pinocchio col gatto e la volpe". E sull'ipotizzato ingresso di Pietro Grasso nel suo partito dice: "Non è uno che si fa tirare per la giacchetta"


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"Gentiloni è stato profondamente ridimensionato come statista, è diventato, come Renzi, ufficialmente un bugiardo, per la questione di fiducia che ha detto non avrebbe mai messo". Lo dice Massimo D'Alema, intervenendo a Radio Capital. "Un effetto collaterale voluto di Renzi - spiega D'Alema - che svela la sua carica distruttiva" perché Renzi "per sopravvivere deve divorare i suoi collaboratori".

Parlando del via libera al Rosatellum, dice: "Il vincitore è Verdini, che ha spiegato che ha sempre fatto parte della maggioranza, ci ha detto la verità, la legge nasce all'insegna del trasformismo". "Penso si tratti di una pessima legge elettorale - aggiunge l'esponente di Mdp - che inganna gli elettori, nei collegi ci sono ammucchiate, perché gli accordi nei collegi non prevedono coalizioni di governo".

Per l'ex premier siamo di fronte al "meccanismo perverso di liste civette, per cui chi vota per lista animalista potrà eleggere un deputato di Fi" e inoltre si "perpetua lo scandalo di nomina dei parlamentari dai vertici dei partiti, non garantendo la governabilità e la rappresentanza del paese". Sui possibili dubbi di costituzionalità della legge, D'Alema spiega: "Di solito il presidente della Repubblica firma le leggi, ma poi la Corte costituzionale, a volte, ha bocciato le leggi, come abbiamo visto".

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"C'è un patto di potere tra Berlusconi, Renzi e la Lega, che è il vero dato politico che emerge in questo finale di legislatura", dice D'Alema. "Siamo di fronte ad un'alleanza organica tra il Pd e la destra", sottolinea l'esponente di Mdp. Un patto secondo D'Alema di cui "Verdini è uno degli artefici", perché "io non credo che un uomo come Verdini, conoscendo la natura dei legami con Berlusconi si muova senza un feeling con il Cavaliere". E per questo "non credo che il governo rischi sulla legge di bilancio".

Riguardo al nodo alleanze, D'Alema osserva: "Le dichiarazioni di Renzi che vuole una coalizione di centrosinistra? Vanno considerate per quello che valgono, cioè nulla". "C'è invece un accordo di potere con Berlusconi e Salvini, ma - aggiunge - Renzi rischia di fare la fine di Pinocchio con il gatto e la volpe, perché è molto arrogante".

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Sulla decisione del presidente del Senato di lasciare il gruppo del Pd, D'Alema dice: "Grasso in Mdp, magari come leader? Non lo so, quello che farà dipende da lui. In questo momento non può essere tirato per la giacchetta". "Certo - osserva l'ex premier - la consonanza di giudizio mi fa piacere, è uomo che stimo per la grande serietà".

Parlando della vicenda Bankitalia, D'Alema sottolinea: "Dopo l'iniziativa di Renzi qualsiasi sostituzione sarebbe apparsa imposta dalla politica". "Renzi in modo rozzo, maldestro e propagandistico portando sul piano politico l'elezione del governatore di Bankitalia ha reso di fatto obbligatoria la riconferma di Visco", punta il dito l'ex premier.

"Una vicenda che conferma come siamo di fronte al fallimento del Pd e del suo leader". Per D'Alema infatti "è fallita campagna referendaria, fallito l'Italicum perché incostituzionale, e poi è fallita l'offensiva contro Bankitalia". "Il Pd lo vedo in piena deriva avventurista e neocentrista, conservatrice, opposta ai valori del centrosinistra e fallimentare", conclude D'Alema.

(Fonte: Adnkronos)

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