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updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Cristiani perseguitati, Cappellini (Lega): "Un dramma per milioni di persone nel mondo snobbato dai principali media. Noi teniamo accesi i riflettori"

"Nel Comune di Verona e in particolare nel vicesindaco Lorenzo Fontana, abbiamo trovato un alleato importante che rafforza la nostra battaglia per il sostegno e l'aiuto ai cristiani perseguitati nel mondo". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Cristina Cappellini (Lega Nord), a margine dell'esposizione di presepi realizzati da bambini esposti alla Fiera del Giocattolo di Milano. La nostra intervista - (VIDEO)

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Cremona anticipa la magia del Natale con la Festa del Torrone. Nove giorni dedicati al dolce lombardo più tipico insieme al panettone

Dal 18 al 26 novembre parte l'atteso appuntamento col gusto e la cultura: un'ottantina di stand e nove giorni di eventi. La manifestazione simbolo della città d'arte lombarda quest'anno si inserisce nel contesto delle celebrazioni monteverdiane, organizzate in occasione dei 450 anni dalla nascita del grande compositore Claudio Monteverdi - (VIDEO)


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Duecentocinquanta appuntamenti, con laboratori, animazioni, spettacoli itineranti, cibo e tanta tradizione. È la ‘Festa del Torrone’ che si svolgerà dal 18 al 26 novembre a Cremona e che oggi, 7 novembre, è stata presentata a Palazzo Pirelli, presenti il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, l’Assessore alle Culture e Identità Cristina Capellini e il consigliere regionale Carlo Malvezzi, Forza Italia. 

La manifestazione è un vero e proprio viaggio nel tempo, tra storia, dolcezze, arte e golosità. E forte identità territoriale.

Ha sottolineato il Presidente Raffaele Cattaneo: "Ormai il torrone è un dolce talmente tipico che rappresenta la Lombardia nel mondo perché di fatto è espressione di dolcezza e forza, che sono un po’ le caratteristiche dei nostri territori e che nel dolce di Cremona sono ben rappresentate". Cattaneo ha poi preso spunto dalla discussione in Aula sulla Risoluzione sulle richieste di maggiore autonomia da presentare al Governo, sull’onda dei risultati del Referendum dello scorso ottobre, per sottolineare che così come è importante in pasticceria miscelare gli ingredienti per arrivare a un prodotto unico finito che esalti i vari sapori, così deve avvenire anche in ambito istituzionale, dove l’unità nelle diversità ci permette di avere un’unica realtà ma con la valorizzazione delle espressioni dei territori stessi che la compongono.

Anche il Presidente della Commissione Affari istituzionali Carlo Malvezzi ha sottolineato l’importanza della manifestazione perché rappresenta un’occasione straordinaria per parlare di un’eccellenza lombarda e cremonese come il torrone. Un dolce che grazie alla forza degli artigiani locali non si è perso nel tempo ma è stato riscoperto, tanto che oggi non è più solo una presenza legata alle tavole di Natale ma è diventato un dolce adatto a tutte le stagioni perché viene abbinato a diverse pietanze.

L’Assessore Cristina Cappellini ha evidenziato l’impegno di Regione Lombardia nel promuovere eventi come la Festa del Torrone di Cremona perché rappresentano la valorizzazione delle eccellenze della nostra regione e delle nostre tradizioni.

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La manifestazione che si aprirà il 18 novembre a Cremona conta tantissimi eventi.

Non mancherà l’immancabile rievocazione storica del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, domenica 19 novembre, nella fascinosa cornice di Piazza del Comune, seguito dalla sfilata per le vie del centro storico della città tra le acrobazie degli sbandieratori, musicisti e le splendide figure delle dame e dei cavalieri.

E verranno esposte le costruzioni giganti in torrone.

L’edizione di quest’anno vedrà anche la partecipazione del noto maestro pasticcere Ernst Knam.

Nel 2016 la manifestazione ha chiuso con 300mila presenze, 70 tonnellate di torrone venduto, oltre 300 pullman arrivati in città, 400 camper da tutta Italia, ristoranti e locali della città assediati dai visitatori.

Alla presentazione era presente tra gli altri anche l’Assessore cremonese alla Città Vivibile e alla Rigenerazione urbana Barbara Manfredini.

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Il referendum in Catalogna cambierà anche questa Europa? in arrivo altre quattro consultazioni

Dopo la Catalogna andata al voto Domenica 1 Ottobre, altre quattro regioni appartenenti ad altrettanti stati europei, hanno previsto un referendum per l'autonomia o l'indipendenza entro la fine del 2018


I catalani sono stati chiamati al voto per decidere l'indipendenza della loro regione, un voto che ha tenuto e tiene ancor oggi alte le tensioni tra Barcellona e Madrid che minaccia l'abolizione dell'articolo 155 e quindi cancella in sostanza l'autonomia della regione catalana. Ma se analizziamo lo stato delle cose, alla fine nulla potranno ottenere nel breve i catalani, un risultato positivo che Madrid non accetta, non perchè poco democratica ma perchè non può permettersi di perdere una delle sue regioni più attive sul lato economico. Una situazione in cui anche altre quattro regioni di stati europei rischiano di ritrovarsi nei prossimi mesi, con il rischio di uno scontro frontale con il loro stato sovrano.

22 ottobre in Veneto e Lombardia. Siamo un paese giovane, uniti solo nel 1871. Da qui le forti identità regionali e anche qualche desiderio di indipendenza. In Veneto e in Lombardia si terranno un referendum sulla loro indipendenza o meglio, autonomia fiscale. Annunciato nel mese di marzo dai leader delle due regioni e sponsorizzato in primis dalla Nuova Lega di Matteo Salvini, sarà puramente un referendum consultivo e non avrà alcun valore legale. L'obiettivo? Mettere pressione su Roma nel campo fiscale. Veneto e Lombardia, che insieme rappresentano un quarto del PIL italiano, danno oggi al governo centrale circa 70 miliardi di euro all'anno. Per quanto riguarda il risultato di questa consultazione, i governi delle due regioni vogliono ridurre questa somma a 14 miliardi. Come dicevamo grande l'ottimismo della Nuova Lega di Matteo Salvini che nel 2014 fece un sondaggio su internet, il cui risultato fu ampiamente a favore di una autonomia fiscale. In generale quale valore può avere un sondaggio web? purtroppo solo quello di alzare il gradimento di chi vuole ottenere consensi populisti e muovere l'opinione pubblica. 

25 aprile 2018 nelle Isole Faroe Questo arcipelago, che si trova a metà strada tra il Regno Unito e l'Islanda, è tornato alla sovranità danese nel 1386. Le isole, popolate da circa 50.000 abitanti, dal 1948 hanno uno status speciale che da loro ampia autonomia ... insufficiente a giudicare oggi i sostenitori dell'indipendenza. L'idea di un vecchio referendum è stata a lungo ostacolata da una grave crisi economica, causata del crollo dell'industria della pesca. Nel 2004, gli indipendenti finalmente hanno votato. Il 50,72% dei Ferroviari (su un monte votanti che ha raggiunto il 91,1% della popolazione), hanno dichiarato di essere favorevoli all'indipendenza. Ma Copenaghen rifiuta di prendere in considerazione questo risultato. Lo scorso febbraio, tuttavia, il governo di Faroe ha dato notizia che terrà un referendum per l'autonomia il 25 aprile 2018.

Autunno 2018 in Scozia . La Scozia  proporrà alla sua popolazione un referendum nell'autunno del 2018. Un possibile divorzio che avverrebbe dopo "311 anni di matrimonio". Fu infatti nel 1707 che il trattato di Unione fu firmato tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Scozia. Una idea di separazione nata e rafforzata dopo la decisione del Regno Unito di lasciare l'Unione europea, gli scozzesi sono "eurofili", in quell'occasione il 62% si espresse per rimanere all'interno dell'UE. Lo scorso marzo, il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato il referendum, ma nulla ci dice che la Scozia prenda il volo da sola. La sua economia, fortemente dipendente dal petrolio, sarebbe stata indebolita e l'istituzione di un vero confine con il Regno Unito, non sarebbe una buona notizia per le relazioni commerciali con i vicini più prossimi. Purtroppo per gli scozzesi esiste un ostacolo molto duro da superare: per tenere ilreferendum, Edimburgo dovrebbe prima accordarsi con Londra e ottenere il benestare reale. E per il momento, Westminster fa finta di non sentire.

Un referendum in Corsica ...  Giovedì scorso durante l'assemblea corsa, il Presidente della Giunta, Gilles Simeoni, dal partito nazionalista "Per la Corsica", ha messo le cose in chiaro: "L'autodeterminazione è il processo con cui il popolo democraticamente e liberamente svolge le sue scelte essenziali. Una nozione questa che non deve creare alcun pregiudizio istituzionale, ma che ci deve far riflettere sulla necessità di un referendum per l'indipendenza, questo orientamento non è ancora nel programma ma potrebbe entrarci nel breve periodo".

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Le canzoni di Lucio Battisti rischiano di finire all'asta: il figlio dà battaglia

Luca, erede del grande cantante, è pronto a difendere brani come "Emozioni", "I giardini di Marzo" e "Il mio canto libero", che rischiano di finire all'asta entro l'anno dopo che la Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.L, detentrice del catalogo di Battisti, è stata messa in liquidazione. Così, ha scelto le vie legali - (VIDEO)


Luca Battisti, figlio di Lucio Battisti, è determinato a difendere con le unghie e con i denti le opere musicali di suo padre. Dopo la sentenza del Tribunale di Milano del luglio 2016 che ha condannato la Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l. a pagare a Mogol la somma di 2,8 milioni di euro a titolo di risarcimento del danno, per essersi resa inadempiente ai contratti di edizione musicale sottoscritti dal noto paroliere insieme a Lucio Battisti, la società è stata messa in liquidazione e adesso le opere musicali di Lucio Battisti – da “Emozioni” a “Mi ritorni in mente”; da “Acqua azzurra, acqua chiara” a “I giardini di marzo”; da “Dieci ragazze” a “Il mio canto libero” - sono state messe all’asta dai liquidatori. Il catalogo editoriale della Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l. fa gola a molti.

In questi mesi, le principali publishing operanti sul mercato italiano – a partire dalla Sugarmusic S.r.l. di Caterina Caselli, passando per la Universal Music Publishing Ricordi S.r.l., la Emi Music Publishing Italia S.r.l., la Sony Publishing Italy S.r.l. e la Edizioni Curci S.r.l. - si sono già fatte avanti nel tentativo di accaparrarsi uno dei cataloghi editoriali più preziosi in circolazione, facendo pervenire ai liquidatori delle manifestazioni di interesse all’acquisto delle opere musicali di Lucio Battisti.

“La legge sul diritto d’autore - spiega l’avvocato Simone Veneziano, legale di Luca Battisti - prevede che nelle composizioni musicali con parole l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica spetta all’autore della parte musicale. Nelle opere musicali frutto del sodalizio artistico tra Mogol e Lucio Battisti l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica spetta dunque a Lucio Battisti e, dopo la sua morte, ai suoi eredi. Ne discende che, in caso di accoglimento della domanda giudiziale di Luca Battisti di risoluzione dei contratti di edizione musicale sottoscritti da Mogol e Lucio Battisti per inadempimento della Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l. - accoglimento da ritenersi altamente probabile, essendo l’inadempimento di quei contratti già stato accertato dal Tribunale di Milano - la gestione delle opere musicali di Lucio Battisti tornerebbe saldamente nelle mani dei suoi eredi”.

Intanto, in attesa che il giudice si pronunci, Luca Battisti ha diffidato i liquidatori ad astenersi dal disporre in favore di chiunque del catalogo editoriale della Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l. Il sipario sulle opere musicali di Lucio Battisti non è ancora calato.

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Le marionette dei Colla continuano a incantare Milano e avranno anche un museo

Presentata la nuova stagione teatrale della celebre Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli: si comincia con il Giustino, opera di Georg Friedrich Händel. Ma la grande novità è il progetto del Museo del Teatro di Figura che sarà ospitato nell'Area ex Ansaldo. Ne abbiamo parlato col direttore artistico Eugenio Colla e con l'assessore milanese alla Cultura, Filippo Del Corno - (VIDEO)


Il progetto Museo del Teatro di Figura di Milano prevede l’apertura presso la Palazzina A2 Area ex Ansaldo di uno spazio espositivo per le due collezioni milanesi, quella comunale, la collezione di marionette e burattini “Paolo Grassi”, e quella della Carlo Colla & Figli.

Il museo raccoglierà complessivamente oltre 50.000 pezzi fra marionette, burattini, scene, costumi, accessori, documenti, copioni, manifesti, locandine e diventerà una delle più importanti collezioni di teatro di figura del mondo, che abbraccia un arco temporale che va dalla fine del Seicento fino ai giorni nostri.

Il progetto museale, sviluppato in collaborazione con il Comune di Milano, prevede di ospitare all’interno della palazzina, a integrazione dello spazio espositivo, (secondo una delle più avanzate concezioni museali) anche gli spazi dei laboratori artigianali della Grupporiani che, oggi come duecento anni fa, costruiscono tutto ciò che è necessario all’attività del teatro di marionette, nonché l’archivio storico e la biblioteca che faranno da supporto all’attività di valorizzazione delle due collezioni.

I visitatori saranno coinvolti mediante mostre a tema, seminari, conferenze e dimostrazioni che faranno di questo spazio un punto di riferimento culturale nell’ambito cittadino e non solo.

Questo farà sì che il visitatore non si limiti all’approccio visivo passivo dell’opera esposta ma venga chiamato a diventare protagonista di un’esperienza unica e coinvolgente. Uno degli obiettivi perseguiti è far sì che il visitatore venga invogliato a tornare più volte al Museo.

Il progetto è sostenuto anche finanziariamente da Fondazione Cariplo per il triennio 2017-2018-2019.

INFORMAZIONI

 

L'Associazione Grupporiani - Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli è un teatro convenzionato con il Comune di Milano ed è riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dalla Regione Lombardia

 

Atelier Carlo Colla & Figli

tel. 02.89531301

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.marionettecolla.org

biglietti

euro 16,00 / possessori Carta Più Feltrinelli/Rizzoli Card € 12,00 / ragazzi euro 10,00 / anziani euro 8,00 / scuole euro 8,00 / Esselunga - A Teatro con Fidaty - biglietto verde

 

Piccolo Teatro di Milano

prenotazioni tel. +39.02.4241.1889

tel. promozione pubblico e proposte culturali: 02.72.333.216

per acquisti e prenotazioni al telefono, pagamento con carte di credito, applicazione di una prevendita pari al 5% del prezzo del biglietto

www.piccoloteatro.org

biglietti

platea intero euro 25,00 / ridotto fino a 25 anni euro 17,00 / ridotto anziani euro 12,50 / ridotto ragazzi fino a 12 anni euro 10,00 // balconata intero euro 22,00 /  ridotto fino a 25 anni euro 15,00 / ridotto anziani e  ragazzi fino a 12 anni euro 10,00

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Arriva la Milano Music Week, Niccolò Fabi apre la prima edizione

Dal 20 al 26 novembre una settimana di concerti, dj set, incontri e dibattiti Tra i primi nomi confermati: oltre a Fabi, Caparezza, il trio Nek, Francesco Renga, Max Pezzali (presenti per un incontro aperto), PFM, Nesli, Mauro Pagani, Eugenio Finardi, Le Vibrazioni e molti altri. Alla presentazione le nostre interviste al sindaco Sala, all'assessore Del Corno e al curatore Luca De Gennaro - (VIDEO)


MILANO MUSIC WEEK 1 edizione | Milano, 20-26 novembre 2017 Un programma di appuntamenti dedicati alla musica pop lungo una settimana

Si terrà a Milano dal 20 al 26 novembre la prima edizione della Milano Music Week, nuovo appuntamento per il mondo della musica italiana. L’iniziativa promossa e coordinata dal Comune di Milano insieme a SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), Assomusica (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo) e NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori), e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, vuole potenziare e confermare la vocazione internazionale del tessuto artistico e produttivo milanese.

Una grande festa che per un’intera settimana travolgerà la città con moltissimi eventi in cui la musica sarà assoluta protagonista: concerti e dj set, dibattiti e incontri, mostre e laboratori che coinvolgeranno tutti gli operatori in ambito musicale (l’industria discografica, i locali, i centri di formazione, gli artisti, i promoter, gli autori).

Ad inaugurare il programma di appuntamenti della Milano Music Week sarà Niccolò Fabi, uno dei più apprezzati cantautori italiani, protagonista di una puntata di VH1 Storytellers, format internazionale di Viacom International e VH1 ed evento principale della “opening night” al Teatro Dal Verme. Il cantautore romano celebra vent’anni di successi con la raccolta Diventi Inventi 1997 – 2017, in uscita il 13 Ottobre, e con un unico grande concerto al PalaLottomatica di Roma il 26 Novembre. La serata inaugurale della Milano Music Week sarà dunque un evento eccezionale durante il quale Niccolò ripercorrerà in versione intima e acustica due decenni di grandi canzoni.

Un evento importante per il capoluogo lombardo, che conferma il ruolo di Milano come centro nevralgico e città trainante per la vitalità dello spettacolo e in particolare della musica in Italia. La Lombardia, infatti, detiene il primato di regione regina della musica, con il 20,1% delle imprese del settore in Italia: solo nel 2016 sono stati 142.000 gli spettacoli in tutta la regione, che hanno registrato 6 milioni di ingressi e 8 milioni di presenze, per un volume d’affari pari a 200 milioni circa. Ma è proprio la città di Milano il principale polo lombardo in ambito musicale: 300 eventi mensili in media, un indotto per i concerti pari a circa 8 milioni al mese, 928 imprese in costante aumento (il 9,3% del totale nazionale) e quasi 7000 addetti che operano nel settore (pari al 13,9% degli addetti a livello nazionale).

Numeri importanti che attestano la centralità di Milano non solo come motore per la vitalità culturale, ma anche per il volume d’affari e la spinta occupazionale nella filiera musicale per l’intero Paese. Un nuovo appuntamento che, oltre ad accrescere il valore dell’offerta culturale, costituisce il primo tassello per fare di Milano una Music City, creando nuove opportunità anche per l’economia della città, come già accaduto all’estero.

Curatore artistico della Milano Music Week sarà Luca De Gennaro, Vice President Of Talent And Music di Viacom per Sud Europa, Medio Oriente e Africa, che ha aderito al progetto con grande entusiasmo: “Sarà una settimana dedicata alla musica come esperienza completa, intesa non solo come intrattenimento ma anche come creazione, racconto, lavoro. Una piattaforma per fare conoscere giovani artisti e nuove produzioni”.

La prima edizione della Milano Music Week ha già coinvolto le realtà cittadine più attive che producono, promuovono e ospitano eventi musicali: sono fino ad oggi 50 le adesioni raccolte tra associazioni, etichette e promoter, 60 gli artisti che hanno confermato la loro partecipazione e 41 le locationdove si terranno gli eventi.

Ancora una volta Milano, capitale della musica, risponde con grande entusiasmo alle sollecitazioni del pubblico e del territorio, proponendo un’offerta culturale di qualità che riesce a crescere ogni anno di più. Ma la chiamata è  ancora aperta e nelle prossime settimane il programma si arricchirà della partecipazione di altri attori, operatori, musicisti e locali.

Milano Music Week avrà come centro nevralgico, presso BASE Milano (in via Bergognone 34), Linecheck – Music Meeting and Festival, che ospiterà contenuti speciali, incontri riservati agli operatori, show case e concerti: un momento professionale pensato per l’industria musicale nazionale e internazionale. Tra i nomi presentati nel programma di Linecheck: la band svedese dei Little Dragon nella loro unica data italiana, il cantautore statunitense Perfume Genius, Iosonouncane che duetterà con Paolo Angeli in un progetto speciale, il duo electropop degli Yombe, il techno artista francese Jacques, il multistrumentista e compositore iraniano Ash Koosha, Thundercat nella sua unica data italiana (in collaborazione con Jazz:Re:Found) e l’hip-hop di Freddie Gibbs.

Main partner della manifestazione sono MTV, principale brand di intrattenimento per ragazzi in esclusiva su Sky (canale 133), e VH1 (canale 67 del ddt), canale musicale dedicato a tutti gli appassionati di musica, entrambi sono brand di Viacom International Media Networks Italia azienda guidata da Andrea Castellari. Partner della Milano Music Week sono: PMI, l’Associazione che raccoglie gli imprenditori italiani della musica decisi a sostenere i diritti della produzione indipendente; SCF, società italiana che gestisce la raccolta e la distribuzione dei compensi, dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, come stabilito dalle direttive dell’Unione Europea e dalla legge sul diritto d’autore; Doc Servizi, cooperativa di spettacolo con sedi in tutta Italia che valorizza, promuove e regolarizza il lavoro dei professionisti del settore. Educational partner della manifestazione sono: CPM Music Institute, istituto formativo in ambito musicale; SAE Institute, network di formazione dedicato ai creative media; ALMED, alta scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Da questi giorni è disponibile la MilanoCard MMW Special Edition (www.milanocard.it/musicweek) che, oltre ai servizi standard inclusi in ogni card, offre gratuità o riduzioni agli eventi che si svolgono durante la Milano Music Week. Insieme alla Card sarà inoltre possibile ritirare un braccialetto che permetterà di usufruire dei benefit relativi alla Milano Music Week.

 

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La quarta teoria politica, il mondo multipolare di Donald Trump e un'esistenza da rivedere

"L'Europa è debole nei pensieri, a sua differenza la Russia è mentalmente proiettata verso una civiltà del futuro". Parla Alexander Dugin, da molti considerato il "guru" di Putin, spesso contrastato dai paesi occidentali che lo definiscono persona non gradita. Ma lui continua: "noi siamo fedeli alle origini e al cristianesimo, voi avete il gender"


Dugin è il fautore della "Quarta teoria politica" ovvero la direzione in cui si dovrebbe spostare l'attuale strategia politica europea, e precisa:

"Nel mondo di oggi sembra che la politica sia finita - almeno quello che sapevamo del liberalismo persistentemente che ha lottato contro i suoi nemici politici, senza proporre ricette alternative . Con il conservatorismo, la monarchia, il tradizionalismo, il fascismo, il socialismo, e infine il comunismo sotto la tenda del ventesimo secolo, era logico supporre che una politica liberale avesse gioco facile con tutti i suoi avversari impegnati a ripensare una strategia per formare un nuovo fronte:  la periferia (opposizione) contro il centro (governo) ma tutto è andato in un altro modo. 
Il liberalismo ha sempre insistito sulla minimizzazione della politica e dopo la sua vittoria ha deciso di annullare completamente la politica (cosa che tutti possono oggi verificare facilmente in quasi tutti gli stati UE, dove il governo politico è stato abilmente sostituito da quello economico). Forse tutto questo al fine di evitare la formazione di un'alternativa politica e mantenere il suo regno in eterno oppure per un esaurimento del pensiero ideologico politico che porta alla conseguente assenza di nemici, che sono fattori necessari per una corretta costituzione di una posizione politica. In ogni caso, il liberalismo ha portato la riduzione della politica nel suo senso ideologico. Allo stesso tempo, egli stesso è cambiato, come risulta in questo periodo storico, tutte le ideologie politiche che sono state in forte conflitto tra di loro nei secoli passati hanno perso la loro rilevanza, fascismo e comunismo, nonché le loro varietà collaterali, perse, e il liberalismo, dopo aver vinto, mutò immediatamente nella vita quotidiana, nel consumismo, nell'individualismo, nello stile postmoderno della vita sub-politica frammentata. La politica è diventata una biopolitica, si è spostata a livello individuale. Si scopre che non solo coloro che hanno perso ideologie politiche, ma politica come tale, anche la sua parte liberale. Pertanto, la formazione di un'alternativa costruttiva viene bloccata. Coloro che non sono d'accordo con il liberalismo si trovano in una situazione difficile: il nemico vittorioso si è sciolto e scomparso; la lotta è con l'ariaCome affrontare la politica, quando non esiste una politica? 
C'è una sola soluzione: abbandonare le teorie classiche politiche - vinti e vincitori, e con un sussulto d'immaginazione cogliere la realtà del nuovo mondo globale, di decifrare il corretto sviluppo post-moderno e di creare qualcosa di nuovo - al di là delle battaglie politiche dei secoli XIX e XX. Questo approccio è un invito allo sviluppo della quarta teoria politica - al di là del comunismo, del fascismo e del liberalismo. 
Per avvicinarsi allo sviluppo di questa quarta teoria politica, è necessario:

ripensare la storia politica degli ultimi secoli da nuove posizioni, al di là dei soliti cliché ideologici delle vecchie ideologie;per realizzare la profonda struttura della società globale emergente; 

decodificare correttamente il paradigma postmoderno; 

imparare ad non opporsi ad un'idea politica, a un programma o alla strategia, ma allo stato "oggettivo" delle cose, il tessuto sociale di una società apolitica e fratturata;

infine, costruire un modello politico autonomo che offra un modo e un progetto, da contrapporre a un mondo di vicoli morti e un riciclo infinito degli stessi

Secondo Alexander Dugin, -"la quarta Teoria Politica non è pensata come un solo ciclo di lavoro, ma come direzione di una vasta gamma di idee, studi, analisi, previsioni e progetti. Chiunque pensa in questa direzione può portare qualcosa di suo. In un modo o nell'altro, sempre più nuovi intellettuali, filosofi, storici, scienziati, pensatori stanno rispondendo a questa chiamata".

Un esempio molto recente e sotto gli occhi di tutti è la svolta politica che il mondo ha visto nelle scorse elezioni politiche americane.

Sempre secondo Dugin, con Trump l'ordine mondiale è cambiato in modo irreversibile e continuerà a cambiare. Al tempo stesso, saremo consapevoli della natura di questi cambiamenti in modo graduale e coerente. È ancora più importante formare diverse fasi e prestare attenzione alle più essenziali. 

Infatti, nelle elezioni americane nel 2016, qualcosa è accaduto. Il candidato presidenziale, Donald Trump, ha accusato l'elite dirigente di non seguire gli interessi americani e degli americani, ma gli interessi della setta liberale transnazionale dei "globalisti" e ha vinto, il che significa che il popolo americano stesso ha scelto una America degli americani. Uno stato che presti attenzione all'americano, non al globalista. Trump ha detto bruscamente: "sono per una autonomia interna e contro il globalismo". E fu sostenuto, gli americani lo seguirono, ciò significa che Trump perseguirà una politica radicalmente diversa da quella dei suoi predecessori e questo nel bene o nel male, influenzerà le fondamenta dell'ordine mondiale. I globalisti sono andati alla creazione di un governo mondiale e di un mondo unipolare. Volevano trasformare gli Stati Uniti nel centro del controllo globale e del mondo.

Trump rifiuta radicalmente questa linea e lo modifica esattamente al contrario. La risposta è breve e allo stesso tempo estremamente significativa: Trump è venuto al potere sotto la bandiera di "un ordine mondiale multipolare". La poli-polarità è oggi la chiave principale dell'architettura della politica mondiale. Qual è l'essenza della multipolarità? Non esiste una sola verità in questo mondo, non ci sono norme di correttezza politica, non esiste un sistema di valore obbligatorio. Ogni civiltà, ogni società, ogni grande potere, chiunque sia in grado di stabilire, difendere e difendere la propria sovranità, diventa un polo indipendente. Il mondo sarà diviso in diverse zone corrispondenti alle civiltà, in diversi spazi grandi. La Grande America domina la sua sfera naturale di influenza, difendendo i suoi interessi nazionali come lo ritiene opportuno. Un grande spazio nordamericano.

Un altro polo diventerà la Grande Eurasia, La Cina, l'India, l'Europa, il mondo islamico - ciascuna di queste civiltà, a sua volta, costituiranno un grande spazio. E tra questi due poli potranno nascere relazioni commerciali e persino conflitti competitivi, rendendosi conto che nessuno ha il diritto di interferire negli affari delle entità politiche sovrane, i governanti del mondo multipolare dovranno costruire insieme l'architettura di una pace giusta. Tutti insieme, tenendo conto che le differenze di ogni civiltà sono uniche.

In un mondo multipolare non ci sarà posto per un'ideologia liberale totalitaria. Ogni società potrà scegliere qualsiasi ideologia - religiosa o secolare, democratica o monarchica, progressista o conservatrice e tradizionalista. Quello che è adatto agli americani può non essere adatto ai cinesi o ai musulmani. Ciò che sceglieranno i russi, potrà non piacere agli europei. Ma in tutti i casi la scelta non sarà imposta dall'élite globalista, ma liberamente fatta dai popoli stessi. Qualità arricchirà l'umanità, aprirà nuovi orizzonti spirituali, sociali e geopolitici. Il mondo multipolare è la fine delle ideologie totalitarie della modernità, la fine dell'imperialismo e della colonizzazione.

Pertanto, la vittoria di Trump è la fine del globalismo come ideologia è invece un altro soggetto della storia politica per la gente. La gente come unità storica culturale. Non è un caso che Trump veniva accusato soprattutto di populismo. Populismo dalle parole popolate. Per i globalisti, questa è una maledizione, perché essi stessi non rappresentano alcuna gente - sono sempre solo minoranze etniche e sociali. La vittoria dei popoli è la morte di una setta globalista. Questo è ciò che sta accadendo oggi.

Con la vittoria di Trump un punto di svolta è già stato raggiunto. Benvenuti nel mondo multipolare di Donald Trump. 

FONTE (dugin.ru)

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Tutto Renzi a Milano: attacco ai Cinque Stelle e parole forti sulle intercettazioni. Il sospetto di un complotto istituzionale?

Nei video de ilComizio.it l'intervento del segretario del Pd alla Scuola di partito Pier Paolo Pasolini alla fondazione Feltrinelli, nata da un'idea del professor Massimo Recalcati. Dalla giustizia all'economia, dalla comunicazione all'idea di "potere", il leader dem a 360 gradi. Da ascoltare bene... - (VIDEO)


 

"Il vero tema non è l'intercettazione, il rapporto padre e figlio. L'intercettazione è illegale per chi la pubblica. Il tema è capire se negli ultimi mesi un pezzo delle istituzioni ha fabbricato prove false verso rappresentanti delle istituzioni".

Il dibattito sulle intercettazioni "è una gigantesca arma di distruzione di massa".

"Il  Pd deve essere sempre dalla parte della giustizia. Che non può essere giustizialismo, subalternità culturale, per cui si chiedono le dimissioni dei politici se arriva un avviso di garanzia. Facendo passare il messaggio che l’avviso di garanzia è attestato di colpevolezza. Noi siamo dalla parte dell’onestà e della giustizia. Non abbiamo niente da temere e vogliamo solo che si rispettino le leggi. Da parte di tutti". 

Così Matteo Renzi intervenendo a Milano alla Scuola di partito Pier Paolo Pasolini

 

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