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updated 3:55 PM CEST, Oct 21, 2017

Legge elettorale, D'Alema furioso col Pd: "Irresponsabile, così logora la democrazia. Gentiloni dipende da Renzi"

Parole molto dure dell'esponente di Mdp-Articolo 1 sulle mosse legate al Rosatellum: "La scelta di mettere la fiducia sulla conferma che non ci sono le condizioni minime per fare un'alleanza con il Partito democratico, protagonista non solo di scelte politiche sbagliate, ma con cui adesso entriamo in conflitto anche sui nodi fondamentali della democrazia" - (VIDEO)


"Con questa legge inaccettabile avremo un parlamento di nominati per la seconda volta nella stessa legislatura. È il segno dell'irresponsabilità del gruppo dirigente del Pd che logora la democrazia e apre la strada ai populismi". Lo ha detto Massimo D'Alema, parlando con i giornalisti a margine della manifestazione organizzata da Mdp-Articolo 1 al Pantheon contro la legge elettorale. "Gentiloni – ha aggiunto D'Alema – è più mite del suo predecessore ma politicamente dipende da Renzi". A chi gli chiedeva se sia possibile ipotizzare un ricorso alla Consulta in caso di approvazione del Rosatellum bis, D'Alema ha risposto: "Non so se ci sono i tempi perché la Consulta possa pronunciarsi".

Catalogna, tensione alle stelle: la polizia spagnola compie 14 arresti tra i rappresentanti del governo di Barcellona

La Guardia civil irrompe negli uffici della Generalitat con l'obiettivo di stoppare ogni attività, istituzionale, tecnica e logistica, legata al referendum per l'indipendenza in programma il primo ottobre. Per Madrid la consultazione non si deve tenere, costi quel che costi. Proteste di piazza, ma Rajoy commenta: "Dai giudici l'unica risposta possibile" - (VIDEO)


La polizia spagnola ha arrestato il segretario dell'Economia della Catalogna Josep Maria Jové durante un raid in diversi uffici governativi. Lo riferiscono fonti all'interno del governo regionale parlando di un totale di 14 funzionari e politici finiti in manette La Guardia Civil è entrata negli uffici locali dell'economia, degli interni, degli affari esteri, del welfare, delle telecomunicazioni e delle imposte. Jové è il braccio destro del presidente dell'opposizione della Catalogna Oriol Junqueras.

La mossa, che costituisce una svolta nella strategia di Madrid per impedire il referendum sull'indipendenza del primo ottobre, ha provocato la protesta spontanea di migliaia di persone, che sono scese in piazza in difesa delle istituzioni catalane, bloccando alcune strade del centro di Barcellona. 
Il presidente Carles Puigdemont ha immediatamente convocato una riunione urgente del suo governo. "Stanno attaccando le istituzioni di questo paese, quindi i cittadini. Non lo permetteremo" ha reagito su twitter Junqueras. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha detto che la risposta di Madrid alla sfida dell'indipendenza catalana "non può essere diversa da quella decisa".

Nell'aula del Congresso dei deputati spagnolo a Rajoy si è duramente contrapposto il dirigente della sinistra repubblicana catalana Gabriel Rufian: "Tolga le sue sporche mani dalla Catalogna" gli ha intimato. Il blitz contro le istituzioni catalane ha provocato la dura reazione anche di Podemos: "È una vergogna" ha detto il segretario Pablo Iglesias, "in Spagna tornano a esserci detenuti politici". Il sindaco di Barcellona Ada Colau, eletta con Podemos, ha denunciato "uno scandalo democratico". Continuano inoltre le perquisizioni della polizia spagnola e i sequestri di materiale elettorale per il referendum. Secondo la tv pubblica Tve la polizia spagnola ha sequestrato ieri negli uffici di una società di posta privata 45mila convocazioni inviate per la costituzione dei seggi elettorali. Il ministro delle finanze spagnolo Stobal Montoro intanto ha confermato il blocco delle finanze del governo di Barcellona deciso venerdì dal governo di Madrid.

Centinaia di persone stanno scendendo in strada, in queste ore a Barcellona, in risposta all'appello del presidente del Parlamento catalano Jordi Sanchez, che ha esortato a una manifestazione pacifica davanti al ministero regionale dell'Economia, dopo le perquisizioni negli uffici del governo e l'arresto di 13 funzionari. Lo riferisce La Vanguardia, mentre il premier spagnolo Mariano Rajoy ha chiesto al presidente catalano Carles Puigdemont di fare "marcia indietro" e di "rispettare la legge", rinunciando al referendum sull'indipendenza del primo ottobre. In piazza la folla si sta intanto radunando e canta l'inno catalano "Els Segadors" e grida "Libertà", "Indipendenza" e "Via le forze di occupazione spagnole".

 

  • Pubblicato in Esteri

Gentiloni a Milano, incontri con Sala e Maroni: gli impegni del governo e i temi sul tavolo

Il presidente del Consiglio conferma dopo aver visto il sindaco: avanti con Ema, Human Technpole, e innovazione. Col governatore lombardo che si è detto "moderatamente soddisfatto" ha parlato di Election Day, in riferimento al referendum regionale sull'autonomia, e di ticket sanitari - (VIDEO)


Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, conferma tutti gli impegni del Governo su Milano: Ema, Human Technpole, innovazione. Lo ha detto lui stesso dopo aver incontrato a Palazzo Marino il sindaco, Giuseppe Sala. Quella per portare l'Ema a Milano, ha detto, "non sarà una partita semplice, ma la città ha le carte in regola: il sistema Paese ci sarà e il governo lavorerà per questo obiettivo, ventre a terra". Gentiloni ha spiegato che la sfida per avere l'Ema a Milano partirà dopo che "a metà marzo la Gran Bretagna avrà attivato" la procedura per la Brexit. Il premier, accompagnato dal sindaco Sala, ha quindi pranzato a un centro socio ricreativo con anziani, clochard e immigrati.

Mentre è durato circa un'ora l'incontro tra il presidente del Consiglio e il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Subito dopo il premier si è recato in visita ai nuovi uffici di Microsoft a Milano. Un breve saluto con i dipendenti e i ricercatori e un sopralluogo nella struttura del colosso informatico, durato circa venti minuti.

 "Sono moderatamente soddisfatto dell'incontro con il presidente del Consiglio, con cui ho parlato di alcune questioni, tra cui l'Election Day e i ticket", ha dichiarato Maroni. Quanto all'Election Day per il referendum di autonomia con le elezioni amministrative "gli ho spiegato le ragioni che ci consentirebbero un risparmio di risorse e che non ci sono problemi tecnici, perché li abbiamo risolti tutti con il Ministero dell'Interno - ha spiegato Maroni -: non mi ha detto 'sì', non mi ha neppure detto 'no'. Si è riservato di fare una verifica tornando a Roma, quindi aspettiamo qualche giorno, che significa la fine di questa settimana. Se non arriverà una risposta positiva, prenderemo atto che non c'è questa possibilità, purtroppo".

"Ho fatto presente al presidente Gentiloni che la nostra decisione di dimezzare i ticket è stata assunta a pareggio di bilancio, perché c'è formalmente una norma che prevede che ci sia invarianza di gettito, cioè che io abbasso per qualcuno e devo alzare per qualcun altro. Ma gli abbiamo detto che siamo così virtuosi da poter abbassare per tutti".

MODELLO DA ESPORTARE - "Invarianza di gettito vuol dire per me pareggio di bilancio - ha spiegato il governatore -, quindi è un modello di virtuosità, quello che noi proponiamo, che può servire ad abbassare la pressione fiscale".

COMPENSAZIONE CON RIDUZIONE SPESA - "La compensazione del mancato gettito - ha chiarito Maroni - non la ottengo alzando i ticket per qualcun altro, ma riducendo la spesa: lavorando sulla
migliore organizzazione del Sistema sanitario, ed è quello che viene fatto in Lombardia".

PRENDEREMO IMMEDIATI CONTATTI COL MEF - "Ho quindi proposto al presidente di fare per i ticket quello che abbiamo fatto per la Riforma della sanità - ha concluso Maroni -: un tavolo tecnico,
valutando questa come una sperimentazione, se funziona, viene accolta ed estesa a tutti. Il presidente si e' detto interessato e disponibile, per cui prenderemo immediati contatti con il Mef e li incontreremo nel prossimi giorni. Se ci sarà il via libera, faremo un tavolo tecnico, il Governo ritirerà l'impugnativa davanti alla Corte costituzionale e lavoreremo a un modello di
virtuosità che poi si potrà estendere anche ad altri. E' iniziata un'interlocuzione che potrebbe portare a risultati positivi". 

"Non accadrà proprio niente: in via cautelare, in sede di autotutela, abbiamo dovuto sospendere la misura, perché, in presenza di una impugnativa, se la Corte Costituzionale, tra un anno o due decidera' che è incostituzionale con effetto ex tunc, cioé dall'impugnativa del Governo, noi saremmo chiamati a restituire tutte le somme", ha
risposto, invece, a una domanda su cosa accadrà rispetto allo sconto per i superticket da domani. "Se nei prossimi giorni si aprira' il tavolo tecnico e il Governo ci annuncerà che ritira l'impugnativa - ha concluso il presidente lombardo -, allora riprenderemo. In attesa di questo la delibera è stata sospesa necessariamente". 

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