updated 5:39 PM UTC, Apr 19, 2018

A Milano 2.600 senzatetto, in 600 vivono per strada. Il quadro di una metropoli tra solidarietà che funziona e ansia sociale in aumento

La rilevazione della Fondazione Rodolfo Debenedetti nella ricerca 'RacContami 2018', il terzo censimento dei senza dimora a Milano, promosso in collaborazione con l'Università Bocconi e il Comune.  Il 77% trova ospitalità nelle strutture di accoglienza notturne


Oltre 2.600 senzatetto censiti a Milano, il 77% ospitato in strutture di accoglienza. Questi, in sintesi, i dati emersi da RacCONTAMI2018, il censimento delle persone senza fissa dimora realizzato lo scorso febbraio dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti in collaborazione con l’Università Bocconi.

"Il censimento dei senza dimora dimostra che il sistema dell’accoglienza milanese ha raggiunto importanti risultati. Dai dati, raccolti dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti in collaborazione con l’Università Bocconi, emerge che a Milano trova ospitalità nelle strutture del territorio ben il 77% dei clochard. Uno sforzo che, come sottolinea la ricerca, porta Milano ad accogliere molto di più di altre città italiane, come Roma e Torino".

In particolare, 2.608 persone senza dimora sono state contate a Milano la notte di lunedì 19 febbraio 2018. Di queste, 587 persone sono state individuate in strada, mentre 2.021 in strutture di accoglienza notturna. Rappresentano lo 0,2% della popolazione cittadina, ovvero due persone ogni 1.000 abitanti, dato in linea con quello di altre grandi città europee. Rispetto a 5 anni fa, la presenza dei senza dimora a Milano risulta stabile, anche se è aumentata leggermente la quota di persone incontrate in strada (dal 19% nel 2013 al 23% nel 2018).

A Milano un'elevata percentuale di senza dimora è ospite di strutture di accoglienza notturna (77%): il dato risulta "significativamente superiore" a quelli di altri contesti italiani ed internazionali. Circa 700 volontari e più di 40 enti cittadini hanno partecipato all’iniziativa. Il progetto arriva così alla sua terza edizione, a distanza di 5 e 10 anni dalle prime due rilevazioni, rispettivamente nel 2013 e 2008.

"In un panorama che è molto cambiato rispetto all’ultimo censimento del 2013 per via dell’enorme flusso di migranti che ha investito la nostra città il numero dei senzatetto è rimasto sostanzialmente stabile e in linea con i grandi centri europei con cui ogni giorno Milano si confronta. Il nostro sistema è stato in grado di accogliere chiunque abbia chiesto un aiuto", aggiunge Majorino.

"Questo, però, non può e non deve bastare: ci sono ancora tante persone che vivono in strada. La loro reintroduzione nella società è l’obiettivo che perseguiremo grazie ai percorsi attivati con i fondi del Pon inclusione. Infine dobbiamo mettere in campo, di concerto con Regione Lombardia che dovrà assumersi le proprie responsabilità, un serio impegno nella lotta alle dipendenze perché il dato che parla di un terzo del totale dei clochard sotto i 35 anni non sia più così alto", conclude l'assessore. (Fonte: Adnkronos)

Milano, Al via il porta a porta del sociale nelle periferie

"Milano è la città in cui ogni cittadino si alza e pensa a quanto può fare per colmare la distanza che c’è tra sé e chi sta più indietro"


Oltre 4.000 tutor per anziani nei quartieri della città e patto contro la povertà con il Terzo settore”. Irrobustire i servizi sociali sul territorio, coordinare le azioni di pubblico e privato, rafforzare la presenza nei condomini con i servizi domiciliari, creare insomma ‘un porta a porta del sociale’. È l’obiettivo che il Comune di Milano si pone per i prossimi anni. Lo ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti Pierfrancesco Majorino inaugurando la settima edizione del Forum delle Politiche sociali, un’importante occasione di confronto tra istituzioni, Terzo settore, operatori e cittadini sui principali temi del sociale che animerà la città con dibattiti, incontri e tavoli tematici fino al 27 marzo.
 
Partendo dal presupposto secondo cui “la fragilità e la disabilità non vanno recluse”, ha spiegato Majorino, l’Amministrazione punterà a rafforzare il presidio sociale nei quartieri cercando sempre di più di far sì che le circa 4.000 persone, fra assistenti sociali, custodi sociali, badanti di condominio e volontari che ogni giorno lavorano nei quartieri cittadini compongano una squadra unica di sentinelle che lavorano sinergicamente per combattere la fragilità, materiale e non, nelle periferie. Dovranno rappresentare dei tutor per le persone in difficoltà, a partire dagli anziani. Questa intenzione verrà tradotta in realtà attraverso il nuovo Piano di sviluppo del Welfare, il documento programmatico che racconterà in quale direzione andranno le politiche sociali milanesi nei prossimi anni e che verrà costruito proprio all’interno del Forum, grazie al contributo di diversi tavoli tematici.
 
“Dobbiamo tenere fede - ha spiegato l’assessore Majorino - a una scelta compiuta in questi anni sulla centralità della questione sociale. Dobbiamo correggere gli errori nel processo riorganizzativo e sforzarci di essere più efficaci sul piano della capacità di cercare la domanda inespressa, la fragilità che non sempre si manifesta e che cresce sotto la pelle del tessuto sociale, spesso coltivando una rabbia che se non incontra la cultura dell’ascolto diventa tutto fuorché speranza”.
 
Proprio al fine di combattere rabbia e intolleranza, l’Amministrazione metterà a disposizione 1,5 milioni di euro per promuovere iniziative contro il bullismo e l’omofobia, l’intolleranza e la violenza di genere attraverso interventi a sostegno della socialità.
“Sta prendendo corpo - ha ricordato l’assessore Majorino - la casa rifugio per ragazzi e ragazze omosessuali non accettati dalla famiglia di origine a causa del loro orientamento sessuale che sorgerà in uno stabile confiscato alla mafia”.
La struttura, assegnata lo scorso febbraio alla cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” e all’associazione “Cig Arcigay Milano”, potrà ospitare fino a cinque persone.
 
Nel mese di maggio, inoltre, verrà inaugurata, all’interno di un altro bene confiscato alla criminalità organizzata, Casa Chiaravalle, un condominio sociale rivolto alle donne che hanno alle spalle storie di violenza, abuso, tratta o sfruttamento.

“Abbiamo bisogno - ha concluso l’assessore Majorino - di un patto milanese contro la povertà ancora più forte. Costituito anche dal REI, strumento che andrebbe potenziato - ci sono state 9mila domande presentate solo nei CAF milanesi - e reso più veloce. Di questo patto fanno parte anche gli sforzi della società milanese e del terzo settore che da sempre collaborano per fare di Milano la città generosa e inclusiva che ha dimostrato di essere”.

Il patto contro la povertà prende corpo attraverso l’alleanza tra il Comune di Milano e il terzo settore. Ne è un esempio il bando da 20,3 milioni di euro che i soggetti promotori del programma QuBì, tra cui Fondazione Cariplo, vorrebbero lanciare entro aprile per il contrasto alla povertà infantile. Oltre ai fondi messi a disposizione, il Comune lavorerà su una grande campagna di comunicazione  popolare che, attraverso un numero verde e un infopoint, funga da punto informativo e orientamento ai servizi per i più deboli.

 

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“Sulle politiche sociali dobbiamo fare meglio e di più, ma guardiamo anche indietro e ripartiamo dal tanto che abbiamo già fatto. Credo che nessuna città italiana abbia fatto altrettanto, ma i bisogni crescono e quindi siamo chiamati tutti a rilanciare con rinnovato entusiasmo – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala –. Milano è la città in cui ogni cittadino si alza e pensa a quanto può fare per colmare la distanza che c’è tra sé e chi sta più indietro. E c’è sempre qualcuno che sta più indietro”.

La memoria di Giorgio Gaber vive a 15 anni dalla scomparsa. Dall'inedito in un disco di Ivano Fossati agli eventi a Milano e in Toscana (VIDEO)

Quindici anni fa moriva Giorgio Gaber. Per ricordarlo, anzi per farlo vivere ancora, è partita una grande mobilitazione artistica. Si parte dal lavoro di Ivano Fossati per "Le donne di ora", un disco presentato nel cantiere del Lirico di Milano, il teatro che fu la casa di Gaber e che gli verrà intitolato e che contiene un inedito, la canzone che gli dà il titolo, composta nella primavera del 2002 e straordinariamente attuale. Ma sono tante le iniziative per tenere viva la memoria dell'artista, dal festival Milano per Gaber al festival Gaber che si terrà in Toscana. L'intervista a Fossati e gli interventi della figlia del Signor G, Dalia Gaberscik, e degli assessori comunali milanesi Filippo Del Corno (Cultura) e Gabriele Rabaiotti (Lavori pubblici e Casa) - (VIDEO)


In occasione del quindicesimo anniversario della scomparsa di Giorgio Gaber (Milano, 25 gennaio 1939 – Montemagno di Camaiore, 1º gennaio 2003) sono numerose le iniziative finalizzate a mantenere vivo e quanto mai attuale il ricordo della sua figura e della sua opera. Le principali iniziative previste per questa speciale ricorrenza sono state presentate martedì 20 marzo 2018 nel Cantiere Evento del Teatro Lirico di Milano, che alla sua riapertura sarà intitolato proprio a Giorgio Gaber.

 

Ad aprire le manifestazioni dedicate a Giorgio Gaber, venerdì 23 marzo 2018 viene pubblicato l’album Le donne di ora ideato e prodotto da Ivano Fossati. Un evento discografico e culturale che ha visto Fossati impegnato a rileggere, secondo le più moderne tecnologie legate al suono, quattordici brani di Giorgio Gaber allo scopo di rendere più fruibile e accessibile, soprattutto ai giovani, un repertorio di straordinario valore. L’album si apre con l’inedita title track Le donne di ora, prodotta da Ivano Fossati. Scritta nella primavera del 2002, è la visione ironica e disincantata dell’universo femminile secondo Gaber e Luporini e sembra un brano scritto oggi. L’album, distribuito da Artist First, grazie al sostegno di Eni e in collaborazione con Eniscuola, sarà presentato ai giovani attraverso una serie di incontri-spettacolo con Ivano Fossati in varie città italiane, condotti da Massimo Bernardini e arricchiti da rari contributi filmati appositamente selezionati per l’occasione. Una testimonianza del progetto Gaber-Fossati sarà anche presente al Festival della Bellezza di Verona martedì 29 maggio.

Il primo incontro sarà al centro dell’annuale appuntamento con Milano per Gaber, la manifestazione realizzata in stretta collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, e con il sostegno del Comune di Milano, consolidata negli anni - assieme al Festival Gaber in Versilia - come l’evento più importante a livello nazionale in ricordo di Giorgio Gaber. L'edizione 2018 di Milano per Gaber, nella storica sede di via Rovello titolata a Paolo Grassi, vede in cartellone quattro appuntamenti equamente suddivisi tra iniziative di approfondimento e spettacoli teatrali.

Milano per Gaber 2018 prende il via lunedì 26 marzo con la serata Destra, Sinistra o... Giorgio Gaber, che vede come protagonista Graziano Delrio, già sindaco di Reggio Emilia e ministro del Governo, e da sempre un ammiratore di Giorgio Gaber: la canzone Destra-Sinistra, scritta da Gaber e Luporini ventiquattro anni fa, mantiene ancora oggi una sorprendente attualità. Martedì 27 marzo è la serata del già citato incontro con Ivano Fossati dal titolo Gaber, Fossati. Le donne di ora, in cui viene presentato per la prima volta al pubblico il nuovo progetto discografico.

Si prosegue mercoledì 28 marzo con lo spettacolo Polli di allevamento di Giorgio Gaber e Sandro Luporini con Giulio Casale. Quarant’anni fa, nel 1978, debuttava lo spettacolo più polemico e incisivo di Gaber e Luporini: il riallestimento realizzato dalla Fondazione Gaber, che si avvale delle basi musicali originali arrangiate da Franco Battiato, approda ora al Piccolo Teatro con Giulio Casale, eccellente e insostituibile interprete dell’opera gaberiana.

Ultimo appuntamento di Milano per Gaber 2018 è con La sedia da spostare, in programma giovedì 29 marzo, di e con Enrico Bertolino. Giorgio Gaber e Sandro Luporini definivano il loro teatro canzone spettacolo di intervento, a sottolineare la contemporaneità della riflessione e della scrittura con la realtà più contingente; Bertolino crea un ponte ideale con il Signor G, proponendo il suo Instant Theatre di attualità e modernità di linguaggio.

Il primo luglio, a Camaiore, Le donne di ora con Ivano Fossati inaugurerà il Festival Gaber. La serata sarà proposta per la prima volta nello splendido Teatro dell’Olivo di Camaiore e aprirà la quindicesima edizione del Festival, che sarà poi programmato con diversi appuntamenti nei comuni della Toscana. Altri incontri con Ivano Fossati per presentare Le donne di ora sono in programma a Genova sabato 7 aprile (Palazzo Ducale), a Ravenna martedì 17 aprile (Centro Congressi), a Firenze lunedì 14 maggio (Teatro Puccini, sede dell’ultima apparizione live di Gaber nel 2001) e in autunno, in date da definire, ancora a Mestre e a Roma.

  • Pubblicato in Cultura

Questa volta Milano la spunta: niente Ema, ma nel 2020 ospiterà la convention del turismo gay e lesbico. C'è il supporto del Consolato Usa

Dopo aver perso l'Agenzia del farmaco a beneficio di Amsterdam, città che peraltro non è pronta a far fronte all'assegnazione, arriva un successo che fa particolarmente felice la giunta del sindaco Sala. Sarà Milano ad ospitare nel 2020 la 37esima convention di Iglta, l'associazione internazionale del turismo gay e lesbian. A dare la notizia, sui suoi profili social, è stata l'assessora al Turismo del Comune di Milano, Roberta Guaineri. "Abbiamo creduto in questo progetto sin dal primo momento - ha scritto - e, grazie alla sinergia con Enit - Agenzia Nazionale del Turismo, Aitgl, Associazione Italiana Turismo Gay & Lesbian e il supporto del Consolato USA a Milano, abbiamo raggiunto l'obiettivo di confermare ancora una volta il carattere aperto e cosmopolita della città, da sempre in prima linea per l'affermazione dei diritti". "Promuoveremo Milano come una destinazione turistica in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi visitatore", ha concluso.

(Fonte: Ansa)

Lotta al bullismo e alle discriminazioni a scuola: Milano Popolare propone dei corsi, ma che non siano a senso unico. Parla Matteo Forte

Intervista al consigliere comunale Matteo Forte sulla proposta presentata a livello di Municipi da Milano Popolare sull'introduzione di corsi dedicati alla lotta al bullismo e a tutte le discriminazioni. Questi corsi però devono rispettare determinate condizioni, spiegate ai microfoni de ilComizio.it. Deborah Giovanati (Municipio 9): "Troppi messaggi politicizzati e di parte per i ragazzi" - (VIDEO)

Riaprire i Navigli, Biscardini: "Vi spiego perché non è un costo ma un investimento"

Ai microfoni de ilComizio.it il presidente dell'Associazione "Riaprire i Navigli", Roberto Biscardini, a margine del workshop che si è tenuto a Palazzo Pirelli. All'incontro sono intervenuti incontro l'ingegner Claudio Masi, l'architetto Giorgio Goggi, la ricercatrice Angela Airoldi, l'economista Remy Cohen e l'avvocato Monica Colombera, oltre a Roberto Tasca assessore al Bilancio del Comune di Milano e Massimo Garavaglia, assessore al bilancio della Regione Lombardia. La nostra intervista - (VIDEO)


"Con la ricerca che prende le mosse da questo primo incontro pubblico vogliamo aprire una pagina nuova sul tema ormai acquisito della riapertura dei Navigli a Milano.

Si perché abbiamo grosso modo alle spalle alcune certezze, e adesso bisogna affrontare questioni nuove. Dopo l’intuizione di 10 anni fa di riaprire a Milano quei Navigli che erano stati chiusi dopo il 1929, il consenso popolare si manifestò subito in maniera chiara con il referendum del 2011, quando più 450.000 cittadini milanesi, pari al 95% dei votanti, andarono a votare Si.

Successivamente a quella data la proposta di riaprire i Navigli è stata fatta propria dal Comune di Milano e dalla stessa Regione Lombardia trovando consensi in tutto il sistema istituzionale pubblico e privato della regione, confortati dalle prime verifiche di fattibilità sia quelle contenute nel libro pubblicato dalla nostra Associazione sia quelle successive e più dettagliate del Politecnico di Milano.

Oggi, quindi la questione non è più se riaprire o non riaprire gli otto chilometri di Navigli milanesi, dalla Cassina de Pomm alla Darsena, per riattivare l’intero sistema della rete navigabile di 140 km di Navigli lombardi,  ma come finanziare l’opera e come progettarla,  quantificando i benefici socioeconomici alla scala urbana e regionale,  verificando la possibilità di ”catturare” parte dei vantaggi economici che essa produrrà, per finanziare l’opera stessa e la sua gestione nel tempo, anche coinvolgendo nel finanziamento risorse private e riducendo al minimo quelle pubbliche e l’impatto sulla fiscalità generale.

Secondo un principio che le amministrazioni pubbliche, e cioè lo Stato, possano essere il motore dinamico  del nostro sviluppo in modo nuovo.

Questo è lo scopo della ricerca che presentiamo oggi e che svilupperemo nei prossimi sei mesi.

La nostra convinzione è che riaprire i Navigli a Milano possa rappresentare un grande investimento con importanti ricadute economiche, occupazionali, di riqualificazione urbana e ambientale, uscendo dalla logica che un’opera come questa sia un costo, anziché un investimento.

La ricerca che oggi presentiamo, il dibattito che vogliamo aprire, insieme ai contributi che ci auspichiamo possano arrivare nel corso dei prossimi mesi, lascia quindi alle spalle il tema della fattibilità, ormai data per certa (fattibilità d’ingegneria, idraulica, urbanistica e trasportistica), per affrontare il tema più stimolante del suo finanziamento, quali procedure e anche con quali livelli di innovazione finanziaria, quest’opera (ancorché di modesta entità economica) possa essere realizzata.

In questo senso Milano, che innoverà se stessa con la riapertura dei Navigli, potrà essere anche un buon esempio nell’individuazione di procedure innovative per la realizzazione di opere pubbliche, allineandosi così alle esperienze più virtuose già in uso in altri paesi. Così i Navigli, che saranno percepiti, anche a livello internazionale, come un esempio eccezionale della riqualificazione ambientale e urbana della nostra città, potranno essere un “bell’esempio” di cosa significa un “buon” investimento pubblico. Cioè un investimento, che trascina e attiva nuovi investimenti privati, con un effetto moltiplicatore pari o superiore a 2 nell’arco di pochi anni.

E’ infatti attendibile che l’investimento della riapertura dei Navigli sia efficiente perché sono massimi i benefici socioeconomici che produce e minimi i costi di realizzazione dell’opera. Siamo sicuri che dimostrando questo semplice elemento, e cioè che la realizzazione di quest’opera ha ricadute economiche tali che tutti potranno averne un vantaggio, ogni residuo timore sarà superato e si potrà procedere con più convinzione ad una loro riapertura totale. 

Il desiderio di riappropriarsi di questa grande opera del passato per costruire nuova modernità, si coniugherà con la consapevolezza che riaprire i Navigli sarà la chiave di volta per un futuro in cui Milano sarà capofila delle città avanzate per un diverso sviluppo economico, innovazione e nuova qualità ambientale.  

Questo insieme di questioni fa giustizia non solo sulla discussione ormai quasi mortificante per cui un’opera di soli 200 milioni possa “preoccupare” una amministrazione come quella di Milano o della Regione Lombardia, ma fa giustizia anche di un dibattito che non cogliendo la dimensione innovativa ed economica della proposta si lascia fuorviare dal tema improprio delle priorità.

10 anni fa siamo stati bonariamente accusati di aver proposto un “sogno irrealizzabile” legato all’idea di una “città più bella”, non comprendendo che il nostro progetto della riapertura totale degli otto chilometri dei Navigli in Milano nulla ha a che fare con la riproposizione antiquaria di quelli vecchi, né con la ricostruzione “pittoresca” di alcune sue parti. Allora ci siamo assunti la responsabilità di affermare che il “sogno” si poteva realizzare, oggi ci assumiamo la responsabilità di dire che porterà benefici economici, sociali e ambientali sostanzialmente utili a tutti.

Utile alla scala urbana e alla scala regionale, nella profonda convinzione che  questi otto chilometri, ancorché dentro i confini di Milano, siano la riproposizione di quel “passante idraulico”  che consentiva all’acqua dell’Adda di trasportare persone e merci penetrando in città fino alla Darsena.

In questo senso la riqualificazione dell’intera Martesana, la realizzazione per intero del tratto di Via Melchiorre Gioia fino ai Bastioni di Porta Nuova e persino la rifunzionalizzazione del Naviglio di Paderno, sono una priorità, per la costruzione dell’itinerario navigabile dal lago di Lecco fino al Po.

Un progetto per la Grande Città di Lombardia verso una “città più naturale”, dopo quella industriale e terziaria, alla riscoperta moderna del valore delle vie d’acqua.

Con questa ulteriore ricerca, sostenuta da Fondazione Cariplo, da alcuni soggetti privati e da altri che ci auguriamo potranno aggiungersi per ridurre l’impegno finanziario della nostra Associazione, intendiamo offrire alla città e alle istituzioni lombarde, un materiale di riflessione nuovo. 

Affinché l’opera possa essere realizzata nei tempi più brevi possibili, ma anche con procedure certe, le più convenienti e innovative, oltre la dimensione della pura e semplice opera pubblica finanziata  unicamente in ragione delle sole disponibilità di cassa dell’Amministrazione Comunale". 

Lo ha detto Roberto Biscardini nella sua introduzione al workshop "RIAPRIRE I NAVIGLI. UN INVESTIMENTO. NON UN COSTO.", tenutosi a Palazzo Pirelli lo scorso 22 gennaio

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