updated 3:55 PM CEST, Oct 21, 2017

Pd, Renzi riparte in treno: "Puntiamo al 40% per escludere grandi coalizioni". Che schiaffo a Mdp: "Tre blocchi in gioco, immagino che ci sarà anche la sinistra estrema..."

Partito da Roma Tiburtina il tour "Destinazione Italia". In viaggio col segretario dem Delrio, Martina, Rosato, Richetti, Bonifazi e Zingaretti. Prime tappe in Lazio, Marche e Umbria. "Abbiamo fatto questo viaggio in treno per smettere di parlarci addosso ed entrare nei problemi veri degli italiani", ha spiegato l'ex premier all'Abbazia di Farfa, in provincia di Rieti. "La politica fatta in mezzo alla gente - ha aggiunto - è tutta un'altra cosa. Parla dei problemi concreti, di come rilanciare l'industria, del terremoto, di agricoltura. Campagna elettorale? È una campagna di ascolto" - (VIDEO)


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Al via dalla stazione Tiburtina di Roma il treno del Pd "Destinazione Italia", con il quale Matteo Renzi per due mesi attraverserà il Paese. "Pronto per il viaggio in treno di ascolto dell'Italia e degli italiani, buon viaggio a tutti noi", ha scritto il segretario Dem ieri mattina su Instagram, prima di giungere al binario 2 per la partenza del convoglio di cinque vagoni. Sulla livrea sono raffigurati i paesaggi della penisola, a far da sfondo alla scritta "Destinazione Italia" e al logo del Pd. Ad accompagnare Renzi nella prima tappa del viaggio c'erano i ministri Graziano Delrio e Maurizio Martina, il capogruppo Ettore Rosato, il portavoce del partito Matteo Richetti, il tesoriere Francesco Bonifazi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Il treno ha toccato tre Regioni: Lazio, Marche e Umbria. Fara Sabina, Civita Castellana, Narni, Spoleto e Fano le stazioni di sosta.

"Iniziamo un viaggio dentro il cuore dell'Italia. Io non faccio discorsi - ha promesso Renzi a bordo - è un viaggio per prendere appunti: si impara più due ore a Fara Sabina o Civita Castellana che a stare chiusi nelle stanze tradizionali. E' un viaggio di ascolto, ma anche di impegno, perché in queste zone abbiamo fatto già qualcosa. E' semplice, tranquillo, anche molto umile: andare ad ascoltare. Si parla spesso di voto utile, io credo molto nel voto umile".

"Il Partito democratico, con tutti i suoi difetti - ha dichiarato il segretario dem - è l'unica forza politica di sinistra in Europa ancora credibile e in grado di vincere, nonostante l'atteggiamento tipico - del Pd prima della stampa - di guardare solo le cose che non vano. Ovviamente - ha detto l'ex premier - il Pd è pronto ad aprirsi al dialogo con tutti: campagna di ascolto, più che iniziativa di campagna elettorale vecchia maniera.  Sulla manovra approvata ieri, pieno sostegno al governo. Con questa legge elettorale, se passerà al Senato e speriamo che accada, se una coalizione raggiunge più o meno il 40%, avrà la maggioranza e i numeri per governare da sola. Abbiamo preso il 40% alle europee ed è stato un bel risultato, il 40% al referendum e non lo è stato. Non c'è due senza tre. Lo scopriremo solo vivendo, se guardi i sondaggi io credo che ci possa essere. La larga coalizione? Vorrei vincere le elezioni, vorremmo escludere la grande coalizione perché vinciamo noi. Non abbiamo veti verso nessuno. Punto. Ci interessa capire di cosa si discute e come si discute. Alle elezioni ci saranno centrodestra, centrosinistra col Pd come perno fondamentale ma non solo, e i Cinque stelle. La partita sarà in tre blocchi. Siamo per discutere di cose concrete e non fare polemiche con nessuno. Poi - ha aggiunto - immagino che ci sarà la sinistra estrema...". 

(Fonte: Ansa)

Brunetta: "Lo ius soli è il Vinavil della sinistra. Se passa raccoglieremo le firme per referendum abrogativo"

Intervista al capogruppo di Forza Italia alla Camera: "Il governo non ha maggioranza al Senato per approvare Ius Soli e soprattutto non ce l’ha nel paese. Gentiloni vuole imporlo nei prossimi giorni come Vinavil della sinistra, giusto per far vedere che anche lui sa dire cose di sinistra. Indecente e inaccettabile: se ci sarà fiducia, il giorno dopo inizieremo raccolta firme per il referendum abrogativo" - (VIDEO)

Non solo sinistra contro l'alternanza scuola-lavoro, in piazza anche gli studenti di CasaPound. Contestata la ministra Fedeli

Cortei a Roma, Ascoli Piceno e in provincia di Lecce e blitz a Milano e Verona: il Blocco Studentesco si prende spazi importanti nell'ambito delle proteste giovanili in tutta Italia. Migliaia di ragazzi mobilitati tra cori e bandiere tricolori - (FOTO)


 
Cortei e blitz in tutta Italia organizzati dal Blocco Studentesco per chiedere un cambiamento radicale nella gestione dell’alternanza scuola-lavoro e un rapido intervento degli enti pubblici preposti nella risoluzione dei problemi strutturali che affliggono le scuole italiane.
 
“Un successo i cortei studenteschi a Roma, organizzato in collaborazione con il Fronte della Gioventù e Gioventù d’azione, Ascoli Piceno e Nardò (LE) e i blitz a Milano e Verona – si legge in una nota del movimento - per sottolineare ancora una volta la totale assenza delle istituzioni: fallimento del progetto alternanza scuola-lavoro, edifici scolastici in condizioni penose e mancanza di fondi adeguati per l’istruzione”.
 
“Il Blocco Studentesco ha mobilitato migliaia di studenti in tutta Italia nella mattinata di oggi – continua la nota del movimento - per protestare contro l’attuale linea politica del Ministro Fedeli, in perfetta continuità con i governi precedenti, volta ad affossare la già penosa condizione dell’istruzione italiana”.
 
“Quasi uno studente su due dichiara di essere insoddisfatto dell’esperienza di scuola-lavoro, incompatibile con il percorso di studi scelto, fino ad arrivare a veri e propri casi di sfruttamento, senza tralasciare le profonde differenze organizzative tra le varie regioni d’Italia. Come se non bastasse – continua la nota – gli studenti sono costretti a frequentare edifici fatiscenti, con aule o palestre inagibili e mancate verifiche di vulnerabilità sismica”.
 
“Non possiamo più tollerare questi soprusi ai danni degli studenti italiani, motivo per il quale – conclude la nota – con questa prima grande dimostrazione di forza vogliamo lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni e al Miur: continueremo a dare battaglia a chiunque rappresenti un ostacolo per il futuro e saremo, come sempre, al fianco degli studenti”.
 
 
 
A Milano blitz e striscioni in diversi istituti e davanti al palazzo della Regione Lombardia
 

“Contro un ministro incompetente, siamo la gioventù che non si arrende”, questo il testo degli striscioni esposti dagli studenti del Blocco Studentesco in due blitz contemporanei davanti agli istituti Lagrange e Primo Levi di Milano.
Gli studenti si sono poi diretti sotto il Palazzo della Regione dove ha avuto luogo un presidio.

“La decisione di scendere in piazza – si legge in una nota del movimento – nasce dal fatto che questo governo, così come quelli che lo hanno preceduto, non sembra assolutamente in grado di portare avanti una riforma che sia degna di questo nome”.

“Nonostante le belle parole del Ministro Fedeli – continua la nota – la realtà è ben diversa e non a caso i blitz hanno interessato gli istituti Lagrange e Primo Levi: tutte scuole che soffrono di gravi problemi a livello strutturale e organizzativo, esempi in negativo di una situazione comune a tutto il territorio italiano”.

“La scuola deve tornare ad essere un luogo sicuro per gli studenti e svolgere una reale funzione formativa, non certo fornire mano d’opera a costo zero alle aziende, come sta avvenendo in troppi casi con il progetto, fallimentare, dell’alternanza scuola-lavoro ”.

“Oggi – conclude la nota – lanciamo l’ennesima sfida a istituzioni che tutto fanno tranne che lavorare per lo sviluppo del futuro di questo paese: quella che è scesa oggi in piazza è una gioventù consapevole delle proprie radici e decisa a riprendere in mano con forza e determinazione le redini del proprio futuro. Questo non è che l’inizio”.

 

Milano, assalto a Zara e McDonald's con vernice, uova e fumogeni. La protesta degli studenti di sinistra contro l'alternanza scuola-lavoro

Cortei e manifestazioni contro lo "sfruttamento" con momenti di tensione e atti non troppo pacifici: i giovani denunciano condizioni difficili, demansionamenti e il loro utilizzo per lavori che non prevedono alcuna formazione. Bersagliata anche la Camera di Commercio dell'Industria, dell'Artigianato e dell'Agricoltura di via Meravigli. L'attacco a governo e Partito Democratico. Nel mirino le attività previste dalla Legge 196 del 24 giugno 1997 e dall'accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013. Ma la ministra Fedeli difende la scelta: "E' un'innovazione didattica importante"


Uova, pomodori, vernice e fumogeni contro il McDonald's di piazza XXIV Maggio a Milano. Dal corteo studentesco che protesta contro l'alternanza scuola-lavoro si sono staccati alcuni ragazzi completamente vestiti di nero e mascherati e hanno lanciato uova e pomodori contro le vetrate del fast food, imbrattate anche con della vernice colorata. Sulle vetrate sono comparse le scritte 'Fuck Mc' e 'Stop alternanza'. L'assalto è stato accompagnato da tutto il corteo con cori di insulto nei confronti del McDonald's, considerato dai ragazzi in protesta il simbolo dell'alternanza scuola-lavoro.

Dopo McDonald's è stata la volta di Zara. Il negozio di via Torino è stato vandalizzato da lanci di uova, vernice colorata e fumogeni. Responsabile anche in questo caso un gruppo di ragazzi mascherati e vestiti di nero, accompagnati dall'esultanza di tutto il corteo studentesco che sta protestando tra le vie di Milano.

"Stiamo sanzionando McDonald's e Zara - si sente degli altoparlanti del furgoncino in testa al corteo - perché sono multinazionali che ogni anno sfruttano centinaia di studenti. L'alternanza scuola-lavoro abolisce un concetto sacrosanto, cioè che il lavoro va pagato sempre. Con questa azione dimostrativa vogliamo simboleggiare che McDonald's e Zara sono spazzatura e noi le rifiutiamo".

Ad essere colpita è stata anche la Camera di Commercio dell'Industria, dell'Artigianato e dell'Agricoltura. L'edificio di via Meravigli è il terzo obiettivo del corteo studentesco. Anche qui lanciate uova e vernice colorata. I ragazzi del corteo hanno accompagnato l'azione gridando cori contro la Camera di Commercio. L'edificio è stato colpito "in quanto ente che ha costituito i registri nazionali dell'alternanza scuola-lavoro".

(Fonte: Adnkronos)

Legge elettorale, D'Alema furioso col Pd: "Irresponsabile, così logora la democrazia. Gentiloni dipende da Renzi"

Parole molto dure dell'esponente di Mdp-Articolo 1 sulle mosse legate al Rosatellum: "La scelta di mettere la fiducia sulla conferma che non ci sono le condizioni minime per fare un'alleanza con il Partito democratico, protagonista non solo di scelte politiche sbagliate, ma con cui adesso entriamo in conflitto anche sui nodi fondamentali della democrazia" - (VIDEO)


"Con questa legge inaccettabile avremo un parlamento di nominati per la seconda volta nella stessa legislatura. È il segno dell'irresponsabilità del gruppo dirigente del Pd che logora la democrazia e apre la strada ai populismi". Lo ha detto Massimo D'Alema, parlando con i giornalisti a margine della manifestazione organizzata da Mdp-Articolo 1 al Pantheon contro la legge elettorale. "Gentiloni – ha aggiunto D'Alema – è più mite del suo predecessore ma politicamente dipende da Renzi". A chi gli chiedeva se sia possibile ipotizzare un ricorso alla Consulta in caso di approvazione del Rosatellum bis, D'Alema ha risposto: "Non so se ci sono i tempi perché la Consulta possa pronunciarsi".

Referendum per l'autonomia della Lombardia, Cecchetti: "Smontiamo le bugie di chi getta fango sul 22 ottobre"

Il vicepresidente leghista del Consiglio regionale replica con un volantino alle polemiche sollevate da più parti sulla consultazione. Quattro le domande di contestazione cui è data risposta: Il referendum è inutile e costoso? Non si poteva aprire subito una trattativa col Governo? E' il referendum della Lega Nord? Ma se vincono i "Sì" succede come in Catalogna? "Ecco perché votare è utile e necessario per i cittadini" - (GUARDA)


"Smontiamo le bugie di chi, solo per motivi politici, getta fango sul referendum del 22 ottobre che servirà ad ottenere più competenze e risorse per la Regione Lombardia". E' l’appello di Fabrizio Cecchetti, Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia che ha realizzato un volantino informativo in cui risponde alle critiche sul referendum.

"A chi sostiene – spiega Cecchetti - che il referendum è inutile, noi rispondiamo che è lo strumento necessario per dare alla contrattazione tra Regione e Governo quella spinta che solo il voto dei cittadini può dare. Le trattative avviate in passato da ben quattro regioni non hanno avuto seguito e sono fallite proprio perché il popolo non venne coinvolto. Il risultato del referendum darà quindi un indirizzo ben preciso che le istituzioni poi dovranno mettere in atto quale volontà dei cittadini. Qualcuno inoltre – continua Cecchetti - dice che la Lombardia si sta preparando alla secessione: niente di più falso perché nel quesito del referendum viene richiamata sia l’unità nazionale che la Costituzione, in particolare l’art. 116 che disciplina le modalità per ottenere più autonomia. La verità è che questo referendum farà il bene di tutto il Paese.

Infine – prosegue Cecchetti - qualcuno riesce a fare polemica anche sui costi della democrazia. Posto che dar la parola ai cittadini non è mai un costo, la spesa ordinaria per il referendum è di circa 3 euro a cittadino. C’è poi una parte di investimenti per il futuro perché si voterà con dispositivi elettronici che poi resteranno nelle scuole a disposizione degli studenti e potranno essere utilizzati per altre votazioni.

Votare – conclude Cecchetti – è quindi utile e necessario per dare alla Lombardia e al Veneto quella forza necessaria per migliorare la vita dei propri cittadini e per tornare a essere la locomotiva trainante per le altre regioni. Per questo sono sicuro che il 22 ottobre chi vuole il bene dei cittadini, della Lombardia e di tutto il Paese troverà 10 minuti per recarsi al seggio e votare Sì".

RIDIAMOCI SU - La sai quella del pastore, le pecore e il signore molto avanti?

"La situazione politica in Italia è grave, ma non è seria", diceva Ennio Flaiano. E in un tempo lontano di fervori rivoluzionari e guizzi irriverenti qualcuno prometteva: "Una risata vi seppellirà". Diciamo che oggi, tra un "giramento" e l'altro, ci accontentiamo di un po' di sollievo umoristico...


Un pastore stava pascolando il suo gregge di pecore, in un pascolo decisamente lontano e isolato, quando all'improvviso vede avvicinarsi una macchina nuova fiammante che avanza lasciandosi dietro una nuvola di polvere.

Il guidatore, un giovane, rallenta, si sporge dal finestrino dell'auto e dice al pastore: "Se ti dico esattamente quante pecore hai nel tuo gregge, me ne regali una?"

Il pastore guarda l'uomo, evidentemente uno yuppie, poi si volta verso il suo gregge e risponde con calma: "Certo, perché no?"

A questo punto lo yuppie posteggia l'auto, tira fuori il suo computer portatile e lo collega al suo cellulare. Si collega a internet, naviga in una pagina della NASA che scansiona l'area e ne fa una foto in risoluzione ultradefinita. Apre quindi un programma di foto digitale ed esporta l'immagine a un laboratorio di Amburgo in Germania che, dopo pochi secondi, gli spedisce una e-mail sul suo palmare confermando che l'immagine è stata elaborata ed i dati sono stati completamente memorizzati.

Dopo pochi minuti riceve una risposta e alla fine stampa una relazione completa di 150 pagine e rivolgendosi al pastore esclama:
"Tu possiedi esattamente 1586 pecore".

"Esatto. Bene, immagino che puoi prenderti la tua pecora a questo punto" dice il pastore e guarda il giovane scegliere un animale che si appresta poi a mettere nel baule dell'auto.

Il pastore quindi aggiunge: "Hei, se indovino che mestiere fai, mi restituisci la pecora?".

Lo yuppie ci pensa su un attimo e dice: "Okay, perché no?"

"Sei un parlamentare del PD" dice il pastore.

"Caspita, è vero - dice il giovane - come hai fatto a indovinare?"

"Beh non c'è molto da indovinare - dice il pastore - mi pare piuttosto evidente: sei comparso senza che nessuno ti cercasse, vuoi essere pagato per una risposta che io già conosco, a una domanda che nessuno ti ha fatto, e non capisci un cazzo del mio lavoro. Ora restituiscimi il cane!!!".

Mdp-Articolo 1 lancia la sua sfida: "Un progetto di cambiamento. Partitino? Lo sarebbe quello di Pisapia per una finta copertura di sinistra a Renzi e Alfano"

A margine dell'assemblea di coordinamento del soggetto politico che va verso la sua "costituente", Roberto Speranza e Alfredo D'Attorre tracciano la linea dopo lo strappo con Campo Progressista, rimasto fermo su posizioni di dialogo col Pd, allontanando le polemiche: "Noi siamo alternativi. Basta parlare di nomi, discutiamo di sanità pubblica, di scuola, di ecologia di progressività fiscale nell'interesse del Paese" - (VIDEO)

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