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updated 3:33 PM UTC, Sep 20, 2018

Governo, il Movimento 5 Stelle tiene il punto. Parla Laura Castelli: "Il cambiamento non passa né da Arcore né dalle ammucchiate. Non si torna indietro" (VIDEO)

Intervista alla deputata del M5S, Laura Castelli, che ribadisce i concetti già espressi da Luigi Di Maio: sì a un dialogo con la Lega di Matteo Salvini ma chiusura nei confronti di un centrodestra che abbia Silvio Berlusconi ancora come protagonista. "Proponiamo un contratto di governo con punti chiari per il bene dei cittadini" 

Governo, Di Maio manda un messaggio a Salvini: "No alle ammucchiate. Da Arcore nessun cambiamento possibile, si sieda al tavolo con noi e discutiamo delle proposte" (VIDEO)

Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, parlando coi giornalisti ad Aosta, manda un messaggio chiaro al leader leghista Matteo Salvini sull'indisponibilità da parte pentastellata a mettere in piedi un governo "ammucchita" e dice: "Da Arcore non può uscire nessuna proposta di cambiamento per l'Italia"

Elisabetta Casellati, per la prima volta una donna è la seconda carica dello Stato. Ma non chiamatela "Presidentessa"... (VIDEO)

"Mi perdonerete l'emozione, ma la scelta che avete compiuto, eleggendo per la prima volta una donna alla presidenza di questa Assemblea, rappresenta per me una responsabilità che non posso celare dietro nessun preambolo di circostanza…". Queste le prime parole di Maria Elisabetta Alberti Casellati, chiamata a presiedere il Senato nella nuova legislatura

Mattarella ha sciolto le Camere, elezioni il 4 Marzo 2018, l'Italia è preda dello stato confusionale della sua politica

Archiviate le leggi sullo Ius Soli e la manovra economica, ieri Mattarella ha sciolto le camere e posto fine alla tanto discussa XVII legislatura


Il capo dello Stato, ha sciolto le Camere lasciando in carica il Presidente del Consiglio Gentiloni per gli affari correnti. Un incarico che potrebbe continuare anche dopo le elezioni previste per il 4 Marzo prossimo, che vedrà anche un "Election Day 2018" in molte regioni italiane. Un'intesa con il Quirinale, in vista di una fase che potrebbe essere politicamente difficile da gestire nel caso in cui, dalle urne non dovesse uscire una maggioranza assoluta con possibilità di governo.

Nel caso in cui il risultato delle elezioni politiche non fosse così chiaro da indicare una maggioranza di governo, nei giorni subito dopo il 4 marzo 2018 ci saranno contatti tra le diverse forze politiche e, informalmente, anche con il Colle, in modo da creare intese politiche tra diverse rappresentanze, che potranno anche andare oltre le coalizioni.

Intese che avranno il primo banco di prova nell'elezione dei due presidenti di Camera e Senato e che, come è già successo in passato, potranno anche essere boicottate dal voto segreto dei singoli parlamentari appena eletti. Se due o più partiti raggiungessero infatti un accordo per l'elezione di una personalità e questa venisse bocciata nel segreto dell'urna, fino al non raggiungimento di significativi accordi, si potrebbe giungere a nuove elezioni.

Quindi quelli che si preannunciano saranno mesi molto difficili per i partiti italiani, si parte con il Pd di Matteo Renzi che  vuole chiudere velocemente l’accordo con i centristi, ma la costruzione della coalizione è ancora molto lontana, siamo solo vigilia dello scioglimento delle Camere. I centristi invitano a non dare nulla per scontato, non sono disposti ad accettare un accordo al ribasso sui collegi, ecco quindi comparire lo spauracchio delle  “liste civetta”. Quello che era il primo partito italiano, il Pd di Matteo Renzi,  oltre il 40% dei voti alle europee del 2014, oggi, visti gli esiti del referendum costituzionale 2016 e il continuo schierarsi a difesa del sottosegretari0 Maria Elena Boschi nel tanto discusso dai media, caso Etruria, si attesta tra il 20 e il 25%. Una caduta senza paracadute...

Dalla sede del Pd giungono voci che parlano di problemi sul fronte della lista +Europa, dati da una possibile uscita di scena di Emma Bonino e il radicale Riccardo Magi ribadisce che con le attuali regole sulla raccolta delle firme saranno “costretti a correre da soli”. 

All'interno invece sono previste più correnti di pensiero, quella centrista a cui sta lavorando Guerini, con leader Beatrice Lorenzin, da affiancare alla corrente di sinistra della lista Insieme, formata da ex ulivisti, socialisti e Verdi. Altra sorte quella di Pier Ferdinando Casini, ancora oggi impegnato nel lavoro in commissione d’inchiesta sulle banche e che non ha ancora sciolto la sua riserva e potrebbe decidere di non essere candidato. 

Anche gli esponenti di Articolo1 Movimento Democratico Progressista invitano a non dare nulla per scontato, anche se dalla sede del Nazareno questi avvertimenti vengono visti solo come normali frizioni in ambito di accordi e trattative che andranno a definire liste e candidature.

Sulla barricata dell'attuale opposizione, mentre Matteo Salvini fa scomparire la parola Nord e il verde dal simbolo, con il quale la nuova Lega (che di nord ha appunto poco) si presenterà alle politiche, il Movimento 5 Stelle si appresta a partire con la campagna elettorale, proprio dal Nord una volta solo territorio leghista. Le previsioni dicono che sarà il primo partito di maggioranza, questo movimento nato dal popolo, potrebbe avere un'idea, come dire, poco politica e molto idealizzata della Costituzione, sarà in grado di governare con una larga maggioranza?

Il M5S infatti chiuderà il puzzle di regole per le parlamentarie entro la fine di Dicembre, che poi potrebbero essere diffuse via web nei primi giorni di Gennaio. Sempre a Gennaio verranno anche diffusi i nomi dei futuri deputati e senatori.

Da Brescia il candidato premier M5S Luigi Di Maio fa sapere ai suoi elettori: “Dovete soffrire un altro po’ e poi leggerete le regole pubblicamente, presto”. E’ proprio dalla Lombardia che Di Maio riparte con la corsa della campagna elettorale. Tornando a parlare al cuore della media imprenditoria italiana, nei confronti della quale, da settimane, il M5S ha avviato un processo di affiancamento politico. Un Di Maio che cerca di spiegare quella che per i 5 Stelle è diventata la prima arma contro il Job Act di Renzi: "Il Jobs Act è un ripiego, il tema centrale è quello della flexicurity” alla scandinava per la quale si semplificano le regole tra dipendente e datore di lavoro, cambiando tutte regole del gioco. Ma il capo politico pentastellato non disdegna qualche battuta polemica contro Silvio Berlusconi: “Berlusconi, ha ammesso che all’Italia serve il Reddito di Dignità, dopo che per 5 anni Forza Italia ha votato sempre contro la nostra proposta. Lo chiama reddito di dignità per nascondere che ci copia. Diffidate dalle imitazioni, l’originale è quello del M5S”. Il programma del Movimento sarà tra l’altro al centro dell' ”Openday Rousseau” previsto a Pescara tra il 19 e il 21 gennaio. Si tratta una sorta di mega-corso di formazione per iscritti e aspiranti parlamentari, sarà diviso in 4 laboratori, costruiti sulle parole chiave “Fatti, Idee, Volontà ed Evoluzione” un mega raduno che potrebbe cadere a cavallo dell’ufficializzazione delle candidature. Prima, però, i vertici del M5S devranno ultimare la soluzione del rebus regole. 

E invece Salvini? in questa pausa natalizia si è dedicato ai raduni locali del Nuovo Movimento...  Forse suo favore potrebbe giocare la notizia che dopo, Lombardia e Veneto, che vedono come governatori, Roberto Maroni e Luca Zaia della Ex Lega Nord, Liguria governata da Giovanni Toti, Forza Italia, anche la Regione Piemonte governata da Chiamparino Pd, ha deciso di chiedere la tanto discussa Autonomia fiscale. Una bella notizia il Salvini Nazionale,una nuova onda da cavalcare. Forse questo 2018 sarà il ponte di lancio per una lunga nuova era, quella di uno stato Federale, una scelta presa in precedenza anche dagli stati più ricchi presenti in questo mondo e in questa Europa, che vede prima il capitale e poi il popolo. Stati Uniti e Germania, sono federali. Una situazione che potrebbe portare una maggiore stabilità economica in quelle regioni che più produrranno una economia, ma anche portare più povertà nelle regioni meno produttive e maggiori differenze di classi sociali economiche tra cittadini residenti in territori differenti, ma pur sempre appartenenti alla stessa Nazione.

 

 

utima ora × ultima ora × politica × primo piano × politica italiana × evidenza × camere × scioglimento delle camere × ilcomizio × ilcomizioit × Mattarella scioglie le Camere, elezioni fissate per il 4 marzo Mattarella scioglie le Camere, si vota il 4 marzo Mattarella scioglie le Camere. Il Cdm, si voterà il 4 marzo - Politica× Gentiloni era giunto una prima volta intorno alle 15 al Quirinale per incontrare il presidente, poi al Colle è salito il presidente del Senato Pietro Grasso e, dopo di lui, come prassi vuole quando si avvia la procedura di scioglimento delle Camere, è stato il turno della presidente della Camera Laura Boldrini.× Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto per lo scioglimento delle Camere, che formalmente mette fine alla XVII legislatura. Il presidente ha sciolto il Parlamento dopo essersi consultato al palazzo del Quirinale × Mattarella, come previsto, ha firmato già oggi il Decreto di scioglimento delle Camere. Ma in che cosa consiste esattamente il processo di scioglimento del Parlamento, tramite il quale si sancisce la fine di una legislatura e l'inizio del processo elettorale della successiva?× Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati× Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati,× Il premier Gentiloni è tornato al Colle giovedì sera insieme al ministro dell'Interno Marco Minniti per controfirmare il decreto di indizione delle elezioni, a seguito dello scioglimento delle Camere.× Gentiloni è dunque tornato al Quirinale per controfirmare il decreto di scioglimento delle Camere. Quindi, come prevede la procedura, il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti si è recato dai presidenti Piero Grasso e Laura Boldrini per comunicare il provvedimento.× Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati,× Le prossime Politiche si svolgeranno a marzo. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri, riunito a Palazzo Chigi. Le prossime elezioni politiche, si apprende dal Consiglio dei Ministri, si terranno il 4 marzo 2018. Ecco, passaggio per passaggio, tutti gli appuntamenti e gli snodi principali che attendono la politica × La campagna elettorale è cominciata e sarà al centro dell'attenzione per due mesi.× Il discorso di fine legislatura di Gentiloni: "Sulle banche evitata la crisi, non regalato soldi ai mariuoli". Poi sale al Colle. Dopo di lui Grasso e Boldrini. Quindi la firma del presidente della Repubblica. Pubblicato il 28 dicembre 2017. Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2017 ore 20:13. Elezioni politiche 2018, le date.×4 marzo 2018

 elezioni 4 Marzo 2018 

Salvini: "Aspettare la sentenza su Berlusconi? Meglio votare a marzo. Governeremo 10 anni. Bossi candidato? Se condivide il progetto nazionale..."

Intervista al segretario leghista sulle ipotesi di date per le prossime elezioni politiche. Tra le variabili in gioco anche l'atteso pronunciamento della Corte europea di Strasburgo sulla decadenza e l'incandidabilità dell'ex premier. Per il leader del Carroccio c'è da affrontare anche la questione legata al riottoso Senatur di cui non è affatto scontata la presenza nelle liste del partito - (VIDEO)


Altre dichiarazioni di Matteo Salvini oggi: "Chiederemo a Silvio Berlusconi e al centrodestra di fare un nuovo patto con gli italiani e chiederemo un impegno formale ai nostri alleati di fare liste pulite, al di sopra di ogni sospetto. E chiederemo l'impegno formale a chiunque venga eletto nelle liste del centrodestra di non appoggiare mai un governo con il Pd o con il centrosinistra, per evitare scherzi il giorno dopo del voto. Vogliamo che il patto sia scritto nero su bianco e poi portato dal notaio".

Pisapia: "Un patto di governo col Pd? Complicato. Ecco il centrosinistra che vorrei". E sulla legge elettorale...

Il pensiero dell'ex sindaco di Milano e leader di Campo progressista a L'Intervista di Maria Latella su Skytg24: "Un accordo tra dem e Forza Italia sarebbe incompatibile con l'elettorato dei due schieramenti. Da parte nostra lavoriamo per un'alleanza capace di trovare sintesi su un programma comune" - (VIDEO)


"Un patto di governo con il Pd è molto complicato di fronte ad una legge proporzionale, gli accordi su un progetto si fanno prima delle elezioni e non dopo. La discussione si fa prima ma questo pare non sia possibile. Da parte nostra lavoriamo per un nuovo centrosinistra capace di trovare sintesi su un programma comune". Lo afferma Giuliano Pisapia, leader di Campo progressista, a L'Intervista di Maria Latella su Skytg24.

"Il nome che avrà lo si deciderà insieme, campo progressista è un'esperienza di buona politica che abbiamo lanciato in tanti a marzo a Roma. Campo progressista mette insieme non solo i tanti disillusi ma tutte le realtà del civismo locale, io vorrei che si tornasse a quella rivoluzione gentile che è presente in tante località del Paese da quelle realtà può ripartire un nuovo centrosinistra che può dare un segnale di dignità e sobrietà nel fare politica", ha detto ancora Pisapia.

"Sarà lui a decidere, sicuramente ha dato un segnale di apprezzamento al progetto anche a una situazione di aperta critica rispettosa verso quello che sta avvenendo a livello nazionale non tanto sugli accordi per la legge elettorale, che non condivido, ma è naturale che si cerchi una più ampia alleanza sulle riforme. Oltre a questo c'è anche l'idea di un'alleanza dopo le elezioni tra destra e un partito che si ritiene di centrosinistra, questo è sbagliato", ha detto poi il leader di Campo Progressista parlando di Romano Prodi e dell'ipotesi che partecipi alla kermesse in programma a luglio.
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"Un patto tra Pd e Fi sarebbe incompatibile con l'elettorato dei due schieramenti come può il Pd che si è opposto alla cancellazione del falso in bilancio fare un'alleanza con chi lo ha cancellato? Io credo che siano punti base che distinguono destra e sinistra e unire il Pd per come è nato con FI è deludere tanti cittadini che lo hanno votato e rischiare per due generazioni di non dare risposte di centrosinistra al paese", ha sottolineato ancora Pisapia.

"Hanno già un'idea di future alleanze, tra di loro e poi sanno perfettamente che in questa situazione hanno maggiore possibilità di presenza parlamentare perché credono di essere solo loro 4 in Parlamento ma questo significa guardare agli interessi del proprio schieramento e non al Paese, è una scelta sbagliata che invece dovrebbe portare ad un patto di fine legislatura per fare le riforme importanti soprattutto quelle già approvate da uno dei rami del Parlamento", ha poi continuato Pisapia a chi gli chiede perché Renzi, Grillo e Berlusconi vogliono la fine anticipata della legislatura.

"Via i capilista bloccati è un piccolo passo avanti che non risolve il problema sollevato dalla Consulta è cioè la governabilità. Speriamo che non sia una legge anticostituzionale, per il momento lo è su due punti: la governabilità e la rappresentanza, due punti principali", ha rilevato poi Pisapia parlando della legge elettorale.

"Lo dicono tutti gli economisti e lo dice indirettamente anche Padoan e l'Europa. In sei mesi si possono terminare tante riforme che darebbero maggiore credibilità a chi si presenta alle elezioni", ha sostenuto infine il leader di Campo Progressista.

Senti l'intervento di Giuliano Pisapia su Sky

Alfano rompe con Renzi: "Riteniamo conclusa la nostra collaborazione con il Pd. Accettiamo la sfida della soglia al 5%"

Il ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare fa la sua mossa dopo essere stato di fatto "scaricato" dal segretario dem con parole piuttosto sprezzanti nel salotto di "Porta a Porta". L'esponente centrista dal canto suo non le ha certo mandate a dire al suo ormai ex alleato: "E' un matricolato giocatore delle tre carte. Il suo scopo vero è quello irresponsabile di provocare elezioni anticipate per ridiventare premier". Poi assicura comunque il sostegno al governo Gentiloni e la collaborazione per la stesura della legge elettorale. il voto in ogni caso si avvicina


"Riteniamo conclusa la nostra collaborazione con il Pd". Lo ha detto il leader Ap Angelino Alfano in una conferenza stampa nella sede del partito. Il ministro degli Esteri lo ha affermato in risposta a una domanda se abbia ricevuto pressioni da Renzi per far cadere il governo. Alfano ha detto che "la collaborazione è conclusa, il passato non mi interessa".

"Accettiamo la sfida della soglia al 5%", ha detto ancora Alfano ribadendo che Ap "continua il sostegno al governo Gentiloni" e "non farà ostruzionismo sulla legge elettorale". Alternativa popolare presenterà due emendamenti, per ottenere che almeno la metà dei parlamentari sia scelta dai cittadini, e per un premio di governabilità alla prima lista 'classificata'.

"Renzi è un matricolato giocatore delle tre carte. Adesso insulta Alfano perché spera che gli tolga le castagne dal fuoco facendo cadere il governo Gentiloni. Il suo scopo vero è quello irresponsabile di provocare elezioni anticipate per ridiventare premier oltre che segretario del Pd e quindi riconquistare una sorta di potere assoluto a partire da quello di vita e di morte sui parlamentari del Pd". Così il presidente della Commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto. "Infatti nello spazio di pochi giorni è passato da una proposta di legge maggioritaria, peraltro senza coalizione, ad una di stampo proporzionale che già oggi sappiamo che non darà un governo all'Italia", aggiunge Cicchitto.

"Infatti se Berlusconi dice il vero, e non abbiamo ragione di dubitare perché egli è un uomo d'onore, Forza Italia non ha alcuna intenzione di fare un governo di coalizione col Pd - ricorda l'esponente centrista - Siccome a parte decine di altre modifiche dal sistema tedesco classico quello si cala su un sistema politico fondato su due partiti, mentre in Italia come minimo il sistema politico è basato su quattro ecco che Renzi sta dando via libera ad un sistema elettorale che già in partenza non assicura governabilità, ma che però assicura a lui e a Berlusconi Salvini e Grillo il potere di nominare i deputati e i senatori".

"Renzi è uno strano fenomeno. Se non ha un nemico da insultare o da rasserenare, non sta bene. D'Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando e adesso Alfano e Gentiloni", dice Sergio Pizzolante, componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare. "In Italia più di ogni altro Paese europeo - spiega - i populisti, fra M5S e Lega, sono quasi al 50% e il problema di Renzi qual è? Alfano! E qual è il delitto commesso da Alfano? Non aver fatto cadere Gentiloni già nel mese di febbraio. E perché bisognava e bisogna far cadere Gentiloni? Perché il nostro vuole la rivincita, dopo il referendum. Perché gli è stato tolto il giocattolo del governo e adesso lo rivuole". "È un capo che divide e si alimenta d'odio. Gli ritornerà tutto contro. Non riavrà il giocattolo. Un altro prima di Renzi aveva detto: 'molti nemici molto onore'. Non ha fatto una bella fine", conclude il parlamentare.

Cicchitto ribadisce la linea entrando alla Direzione nazionale: ''Siamo responsabili, non saremo certo noi a far cadere il governo Gentiloni, ora bisogna pensare ad una aggregazione di centro per ripartire e cercare di raggiungere il 5%, non abbiamo paura di questa soglia''.

Cicchitto, di nuovo, non usa mezzi termini per criticare il segretario Dem: ''Renzi è inaffidabile, ha pulsioni omicide nei confronti dei suoi alleati ed amici. Non gli daremo la macabra soddisfazione'' di rompere e togliere il sostegno all'esecutivo guidato da Gentiloni.

Resta il nodo della leadership del futuro soggetto di centro moderato alternativo alla destra sovranista e al blocco Fi-Pd-M5S. Oggi Stefano Parisi ha invitato Alfano a rompere con i renziani per poi dar vita a una federazione: ''Ap sta davanti a un bivio: deve rompere con il renzismo e le sue politiche". In queste ore è sempre più forte il pressing di una parte di Ap che sollecita Alfano a fare un passo indietro, lasciando la leadership della 'nuova cosa centrista' a Parisi o qualcun altro che sia in grado di federare chi ci sta al progetto politico alternativo a Renzi.

(Fonte: Adnkronos)

Maroni e il centrodestra unito: "Sostengo sempre il modello Lombardia. Voto anticipato per Parlamento e Regione? Vedremo cosa succede a Roma, ma spero di sì"

Il governatore, che ha firmato il decreto che stabilisce che il referendum per l'Autonomia si terrà domenica 22 ottobre, parla della possibilità che ci siano le elezioni politiche in autunno. A quel punto, dice "perché non accorparle alle regionali come nel 2013? I lombardi risparmierebbero molte risorse" - (VIDEO)


"Avevo ipotizzato gia' mesi fa uno scenario di voto anticipato. Mi pare che oggi si stia andando velocemente in questa direzione". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della seduta di giunta di oggi, conversando con i giornalisti a proposito di possibili elezioni politiche in autunno. Ipotesi che potrebbe coinvolgere anche la Regione. "Se a Roma decidono di anticipare le consultazioni per il rinnovo del Parlamento, visto che nel 2013 si e' votato regionali e politiche insieme, non vedo perche' non farlo nuovamente. Cosi', i lombardi risparmierebbero anche molte risorse", ha spiegato il Governatore, aggiungendo che per la Lombardia votare in tempi brevi, "per tante cose sarebbe un bene. A fine anno - ha osservato - ci saranno alcune scadenze importanti, come la decisione UE sulle Agenzie, ad esempio. E avere gia' a ottobre un nuovo Governo della Regione Lombardia con una prospettiva di cinque anni e non di cinque mesi, penso possa essere utile".

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