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updated 6:37 AM UTC, Sep 21, 2018

Incidenti sul Lavoro, Di Maio parla alla Camera: "No a più leggi, ma rispetto delle norme esistenti. Premiamo le aziende che investono in sicurezza". Poi scivola di nuovo sul congiuntivo: "Perdonatemi, è l'emozione" (VIDEO)

l ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico è intervenuto alla Camera dei Deputati per un'informativa urgente in materia di incidenti sul lavoro. Ecco alcuni stralci del suo discorso, condito da uno dei suoi più classici strafalcioni che però ha prontamente corretto con tanto di scuse - (VIDEO)


Sugli incidenti sul lavoro i dati indicano "numeri devastanti", di "un bollettino di guerra". Così il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, iniziando l'informativa in Aula alla Camera sugli incidenti sul lavoro. Un "tema importantissimo, su cui dobbiamo metterci al lavoro come governo", ha affermato. In tribuna, a seguire l'informativa, siede il segretario della Cgil Susanna Camusso. A lei il ministro lancia indirettamente un messaggio: "Non è alimentando il conflitto tra imprese e lavoratori che aumenteranno i diritti dei lavoratori, è il momento di fare squadra".

"Sicurezza, ma no misure punitive per le aziende" Non penso che la sicurezza sul lavoro si garantisca "scaricando sulle imprese oneri e responsabilità, ovvero solo attraverso misure punitive" ha aggiunto Di Maio, "Bisogna rafforzare la vigilanza e i controlli nei luoghi di lavoro".

"La cultura della sicurezza deve partire dalle Partecipate dello Stato" Se la sicurezza sul lavoro deve essere "una cultura, questa cultura deve partire innanzitutto dalle aziende partecipate dallo Stato" ha aggiunto il ministro, ricordando che l'ultima vittima sul lavoro c'è stata ieri sera in un appalto Fincantieri.

"Almeno 1.000 assunzioni di ispettori" "Nei prossimi 5 anni il personale ispettivo subirà un dimezzamento, per potenziare la vigilanza" si dovrà procedere "all'assunzione di almeno 1.000 unità ed è nostro interesse farlo" ha spiegato Di Maio.

"No più leggi, ma rispetto delle norme esistenti" "Non è con più leggi e ancora più leggi che otterremo il risultato di tutelare i lavoratori. E' l'opposto: le norme esistenti le lasciamo, ma adesso è il momento di farle rispettare e di premiare chi le rispetta" ha concluso il vicepremier e ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico. Al termine dell'informativa, i deputati hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime sul lavoro.

Movimento 5 Stelle, Di Battista si congeda dal Parlamento e attacca tutti: da Renzi a Gentiloni, da Napolitano a Salvini. E battibecca con la Boldrini

Il vulcanico "portavoce" grillino ha tenuto quello che dovrebbe essere il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Lo ha fatto a modo suo senza risparmiare nessuno. Agli avversari che lo deridevano ha replicato: "Vorrei ricordare che anche per molti di voi saranno gli ultimi giorni. E non per decisioni personali, ma per scelta del popolo italiano" - (VIDEO)


Alessandro Di Battista, popolarissimo esponente del Movimento 5 Stelle ha tenuto quello che, con ogni probabilità sarà il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Un discorso quello di "Dibba" tutto all'attacco. Eccone alcuni passaggi.

Il commiato al veleno: "Questo molto probabilmente sarà il mio ultimo discorso in Parlamento per questa legislatura. Vorrei ricordare che anche per molti di voi si tratta degli ultimi giorni in Parlamento: non per decisioni personali ma per un'unica decisione del popolo italiano, che non vi voterà più".

L'attacco alla classe politica: "Avete fallito in questi 5 anni. Avete provato a ostacolare un cambiamento: quello che voi definite ‘populismo’ ma che in realtà è solo voglia di cambiare le cose. Siamo passati dall'arroganza di Renzi all'irrilevanza di Gentiloni, ma non ce l’avete fatta nemmeno in questo caso, perché il Movimento 5 Stelle è più forte oggi del 2013".

Il Pd e Alfano: "Avete provato a fare una legge elettorale contro il M5S, l'unica forza politica che non fa le alleanze. Salvo vedere poi che siete voi a non riuscire a fare un’alleanza. Nessuno vuole andare più col Partito democratico, è incredibile: pure Alfano ha mollato il Pd. E' umiliante essere rifiutati da Alfano…".

Contro Salvini: "Si scaglia contro la legge Fornero e poi va a braccetto con Berlusconi e Meloni, che quella legge l’hanno votata. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a crescere: siamo la prima forza politica del Paese e se il popolo italiano lo vorrà riusciremo finalmente a prendere le redini del governo".

Islam in Italia, bocciata la proposta di Daniela Santanché. La sua delusione: "Chiedevo solo un albo degli imam e più controlli nelle moschee"

Il voto contrario in Commissione Affari costituzionali. La deputata di Forza Italia sul suo profilo Instagram: "La mia proposta voleva impedire l'islamizzazione dell'Italia e il rafforzamento del terrorismo fondamentalista nel nostro Paese. La legge prevedeva l'istituzione di un albo degli imam e strumenti per aiutare la polizia a controllare le moschee e le attività al loro interno". Secondo la Santanché, gli stessi capi religiosi islamici avrebbe dovuto appoggiare la sua legge. E anche "tutti quei musulmani moderati che dicono di non avere nulla contro l'Occidente e i suoi valori. Chi non commette attività illegali e non incita al terrorismo non avrebbe nulla da temere se la polizia svolge opportuni controlli esattamente come controlla qualsiasi altro cittadino o luogo di aggregazione in Italia. Ma evidentemente c'è chi vuole in Italia privilegi speciali"

Brunetta: "Lo ius soli è il Vinavil della sinistra. Se passa raccoglieremo le firme per referendum abrogativo"

Intervista al capogruppo di Forza Italia alla Camera: "Il governo non ha maggioranza al Senato per approvare Ius Soli e soprattutto non ce l’ha nel paese. Gentiloni vuole imporlo nei prossimi giorni come Vinavil della sinistra, giusto per far vedere che anche lui sa dire cose di sinistra. Indecente e inaccettabile: se ci sarà fiducia, il giorno dopo inizieremo raccolta firme per il referendum abrogativo" - (VIDEO)

Entrato in vigore il nuovo Codice Anti-Mafia

Dopo lunghe discussioni, mercoledì sera la Camera dei Deputati ha adottato un nuovo codice anti-mafia. Il disegno di legge, approvato dal Senato nel mese di luglio, entra finalmente in vigore


Le nuove regole introdotte dalla riforma riguardano procedimenti di prevenzione garantiti da tempi certi, confisca rafforzata, controlli più rigorosi sulle imprese infiltrate con lo scopo di impedire alla mafia l'ingresso in appalti pubblici, Inoltre, il Codice contiene nuove linee guida per affrontare il gravoso tema delle proprietà confiscate alla mafia. La confisca della proprietà della criminalità organizzata viene semplificata, in caso di reati quali riciclaggio di denaro e reati contro l'ambiente, le confische avverrano in automatico senza più macchinose autorizzazioni. Stanziato un fondo di dieci milioni di euro allo scopo di facilitare il riavvio delle società confiscate. L’Agenzia nazionale per i beni confiscati viene riorganizzata, avrà 200 dipendenti e sarà sotto il controllo del ministero dell’Interno. Estese le sue competenze, tra le più importanti la facoltà di poter assegnare i beni confiscati a enti territoriali e associazioni.

Ampliate anche le competenze dei procuratori anti-mafia e anti-terrorismo, che potranno godere di più ampi spazi autonomi, con l'ausilio di nuovi gruppi investigativi e forze impegnate sul campo dell'infomazione bancaria digitale.

Un decreto che finalmente adotta misure molto forti atte a contrastare il lavoro sommerso e il lavoro nero nel settore agricolo, che ancora danno grossi guadagni ai gruppi di controllo mafiosi. Il pacchetto legislativo prevede pene più severe per gli imprenditori che sfruttano i migranti o i meno abbienti, nei campi come schiavi, pene che prevedono la confisca dei conti bancari, degli immobili e tutti gli eventuali altri interessi commerciali. 

Il Codice rappresenta una pietra miliare nella prevenzione della corruzione e della penetrazione della mafia nell'economia. "L'adozione di questa legge è un risultato importante per la democrazia", ​​ha spiegato il capo dell'associazione sindacale CGIL, Susanna Camusso, che si era molto impegnata nella risoluzione della legge.

Una legge molto discussa e contestata soprattutto da Forza Italia ma anche da parte del PD e di Alleanza Popolare, il nuovo Codice prevede l’equiparazione di reati contro l’amministrazione pubblica, come corruzione e concussione, a quelli di associazione mafiosa. In pratica, potranno essere sequestrati i beni di chi è anche soltanto sospettato di fare parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione propria e impropria, alla corruzione in atti giudiziari o alla concussione e induzione indebita. Estendere le restrittive misure antimafia anche ai reati contro l'amministrazione pubblica, rischia di ledere i normali principi costituzionali. Anche Confindustria si dice preoccupata per gli effetti distorsivi che potrebbe provocare il nuovo codice Antimafia, uno dei primi effetti potrebbe essere l'interruzione di molti appalti causata appunto dalla distorta visione costituzionale di questo nuovo codice. 

Per Giancarlo Caselli, magistrato già capo del pool antimafia di Palermo, intervenuto a ‘6 su Radio1, questo nuovo codice "E’ un risultato davvero importante  perché punta molto all’attacco contro le ricchezze e i patrimoni mafiosi. Il Codice è in linea con la realtà della mafia che è sempre più impresa e sempre meno coppola e lupara e in linea anche con un certo modo di pensare dei mafiosi che temono di andare in galera ma temono soprattutto di essere toccati nel portafoglio perché il loro potere è un potere economico”. E ancora, ”Questo nuovo codice prevede il potenziamento della confisca, dunque dell’espropriazione delle ricchezze mafiose, attraverso procedure più veloci, e non è solo questione di tempo ma anche di sensibilità. Prevedere una corsia preferenziale, significa attenzione per un problema fondamentale per la nostra democrazia. Sicuramente da capire l'equiparazione dei corrotti ai mafiosi, anche se la corruzione è un male terribile, mina la nostra economia, è un problemaccio. Papa Francesco dice che di peggio c’è solo la tratta degli esseri umani. Monitoriamo, ed eventualmente correggiamo, ma per favore senza il retro pensiero che poi non è un reato così grave”.

Legge elettorale, i Cinque Stelle partecipano alla partita: "Vogliamo arginare l'inciucio Renzi-Berlusconi"

Il vicepresidente della Camera parla del contributo del M5S alla stesura della nuova norma "per il voto per fermare l’ennesimo Governo che, dopo le prossime elezioni politiche, possa essere composto ancora dai soliti partiti un governo che ha votato la legge Fornero, sostenuto Equitalia e massacrato la scuola". L'intervista - (VIDEO)


"Domani incontriamo gli esponenti del Pd per capire che intenzioni abbiamo ma una cosa la debbono sapere gli italiani: la nostra partecipazione alla formazione della legge elettorale serve ad arginare l’inciucio tra Renzi e Berlusconi".

E' quanto ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.  "Partecipiamo per fermare l’ennesimo Governo che, dopo le prossime elezioni politiche, possa essere composto ancora dai soliti partiti un governo che ha votato la legge Fornero, sostenuto Equitalia e massacrato la scuola".

"Noi ci siamo sulla legge elettorale proprio per fermare eventuali inciuci che si stanno apparecchiando in queste ore fra i partiti morenti di questo Paese che provano mettersi insieme per non morire", ha concluso Di Maio.

Lega, ora Salvini fa le pulizie di casa: "Limite di due mandati per i nostri eletti". Così Bossi va in pensione, ma vale anche per lui...

Il segretario, fresco di riconferma plebiscitaria, annuncia che proporrà la regola interna al Consiglio Federale. Le sue parole a margine di un incontro elettorale a Cassano Magnago, paese natale del fondatore del Carroccio: "Se passa il principio è un bene, altrimenti saranno comunque i militanti a scegliere le candidature. Secondo me è fondamentale per avere un ricambio ed energie nuove". Certo, soprattutto se il provvedimento fosse retroattivo, il leader farebbe piazza pulita di molti rappresentanti poco in linea con lui o non sotto il suo pieno controllo. E gongoleranno molti giovani pretoriani del "Capitano"


Il limite dei due mandati per gli eletti della Lega Nord a qualsiasi livello "è una cosa che proporrò al Consiglio Federale, l'hanno proposto diversi nostri esponenti, dai sindaci ai giovani, secondo me è giusto". Lo ha detto Matteo Salvini conversando coi giornalisti a margine di un incontro per le Comunali a Cassano Magnago, paese natale di Umberto Bossi. La domanda nasceva proprio dal ruolo che avrà ancora il Senatur.

"Se passa il principio è un bene - ha risposto Salvini senza citare il fondatore -, altrimenti saranno comunque i militanti a scegliere le candidature. Secondo me, come linea di principio mettere il limite al numero dei mandati per avere un ricambio ed energie nuove è fondamentale". I giornalisti hanno fatto notare a Salvini che un tetto ai mandati riguarderebbe anche il suo da europarlamentare. "Riguarda anche me, che sono a un mandato e mezzo in Europarlamento", ha confermato il segretario della Lega.

(Fonte: Ansa)

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