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updated 8:57 AM UTC, Aug 19, 2018

Qualcosa si muove nel centrodestra: nasce Noi Repubblicani Popolo Sovrano. La risposta azzurra a Salvini e Meloni

L'associazione, fondata da Daniela Santanchè, vede in prima linea altri diversi importanti esponenti di Forza Italia come l'ex senatore, oggi consigliere regionale lombardo, Mario Mantovani, i deputati Luca Squeri e Giuseppe Romele e Sante Zuffada, che siede a Palazzo Madama. Il gruppo, che in una certa misura si ispira a Donald Trump, auspica comunque una distensione dei rapporti Usa-Russia come avvenne ai tempi del governo Berlusconi con il summit di Pratica di Mare. In politica interna l'accento è sui temi della sicurezza, del contrasto all'immigrazione eccessiva e della lotta al terrorismo islamico, perché non siano un monopolio esclusivo di Lega e FdI. Resta comunque la volontà di unire e federare la coalizione e c'è l'ambizione di aprire mille circoli entro luglio. Insomma determinazione e mordente non mancano, come è lecito aspettarsi dai promotori dell'iniziativa - (VIDEO)

Lega, Fava spiega la sua candidatura: "Non sono contro Salvini, ma voglio dare voce a un territorio che è stato trascurato"

La nostra intervista all'assessore lombardo all'Agricoltura che ha annunciato di voler sfidare il segretario del Carroccio nel prossimo congresso. L'attenzione alle posizioni autonomiste e indipendentiste, le perplessità sull'aver fatto dell'avversione all'Unione Europea la battaglia principale del movimento, la distanza dalla linea sovranista imposta dal leader - (VIDEO)


"La mia candidatura nasce parlando con amici e militanti della base che mi hanno chiesto di fare un passo avanti per dare voce alle idee che rappresentano il patrimonio storico della Lega Nord che negli ultimi tempi sono state trascurate - ha detto Gianni Fava ai microfoni de ilComizio.it -. In un congresso si fa politica e si decide una linea. Credo che la vittoria di Matteo Salvini - ha aggiunto - sia abbastanza scontata, ma io continuerò a portare avanti, specie se eletto almeno nel Consiglio federale, le istanze di chi si sente poco rappresentato. Ultimamente - ha dichiarato l'assessore lombardo - si è parlato poco di Nord per insistere sull'avversione nei confronti dell'Europa che tra la gente comune è molto meno sentita rispetto all'insofferenza verso lo stato centrale e un certo modo di fare politica del Sud. La svolta sovranista? E' difficile che ci creda - risponde Fava - semplicemente perché non credo alla sovranità di questo Stato, inefficiente e ingiusto verso quelle le parti più laboriose che hanno creato ricchezza e che oggi non ce la fanno più. La mia forza? Il passaparola tra i militanti - chiosa - Non dispongo dei mezzi mediatici del mio segretario che ha una visibilità nazionale, mentre la mia è sul territorio dove spero che qualcuno si ricordi del mio impegno e della voglia che ho di continuare a fare politica".

Vincente e smarrita, il paradosso della Lega verso la Fiuggi di Salvini

Il prossimo 21 maggio il Carroccio terrà il suo Congresso federale, preceduto domenica 14 dalle primarie aperte ai soli soci ordinari militanti. Il segretario dunque gioca d'anticipo per mettere in fuori gioco il fronte interno che non approva la sua linea nazionale e "sovranista". Tutto in discesa quindi? Non proprio. A parte il solito Bossi, ormai nemico giurato del neo italiano Matteo, cresce il malumore tra i nostalgici della "Padania libera" o quantomeno del "Prima il Nord". Ecco dunque farsi largo ipotesi di candidature alternative coi nomi del deputato romagnolo Gian Luca Pini e dell'assessore lombardo all'Agricoltura, Gianni Fava. I numeri sarebbero ampiamente dalla parte del leader e i sondaggi vedono il partito come il più votato del centrodestra. Un massimo storico di consenso elettorale inversamente proporzionale all'entusiasmo di quella base cresciuta tra il "pratone" di Pontida e Riva degli Schiavoni a Venexia. Una situazione che a qualcuno ricorda la svolta finiana che trasformò il Msi in Alleanza nazionale, in seguito alla quale chi partiva da Predappio si ritrovò a Montecarlo, tra macerie politiche e abissi morali. In via Bellerio facciano pure gli scongiuri, ormai senza timore di sembrare napoletani.


Il Consiglio federale della Lega Nord ha approvato l'indizione del Congresso federale per il 21 maggio, come da proposta del segretario Matteo Salvini formulata la scorsa settimana. Solo il presidente Umberto Bossi, a quanto si è appreso, ha votato contro. La riunione odierna del Federale era chiamata ad approvare il regolamento del congresso, che sarà preceduto da primarie tra i candidati una settimana prima, il 14 maggio. Le primarie - ha commentato il leader leghista Matteo Salvini - saranno "una bellissima occasione di partecipazione, di ascolto, di proposte per il futuro e di democrazia non solo virtuale come per i grillini ma che coinvolgerà migliaia e migliaia di persone in carne e ossa".

 "Potrebbe anche essere di buon auspicio avere due candidati, come nel 2013": così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha dichiarato oggi il governatore Lombardo, Robero Maroni. "La candidatura unica va bene - ha risposto Maroni a una domanda su Salvini, a margine di un incontro in Regione -. Ma già nel 2013 c'erano stati due candidati alle primarie, Salvini e Bossi: il congresso di Torino poi elesse Salvini e la Lega prese il volo". L'ex segretario leghista si è detto comunque soddisfatto della scelta di Salvini, rivendicando anche di aver "introdotto per primo" le primarie nel movimento, proprio nel 2013, per la sua successione. Ieri, ha osservato Maroni, "c'è stato un dibattito prima e durante il Consiglio Federale, quindi sono soddisfatto: credo che la decisione presa da Salvini sia giusta, vedremo il 18 se ci saranno altri candidati" alla segreteria.

Il Fatto Quotidiano scrive che "l'ipotesi di un congresso con Matteo Salvini candidato unico sembrerebbe essere stata scongiurata dal consiglio federale di lunedì 10 aprile. Nel corso della riunione del principale organo del partito sono state accolte alcune delle modifiche chieste dagli aspiranti sfidanti, riaprendo di fatto la partita». E ancora: "l meccanismo approvato dal consiglio federale permetterà agli sfidanti di organizzarsi e di raccogliere le firme necessarie alla candidatura. Le regole adottate prevedono anche maggiori garanzie sul fronte della democrazia interna al partito, assegnando una rappresentanza numericamente più significativa alle liste che usciranno sconfitte dal congresso".

"L’ipotesi di un confronto aperto - scrive ancora Alessandro Madron - sposta l’asse del dibattito: dal plebiscito sulla figura del leader, alla discussione sulla linea politica. L’idea del partito incarnata da Matteo Salvini non piace a tutti. C’è chi la vede diversamente e non sono solo vecchi arnesi bossiani. C’è un fronte nordista composto da tanti militanti che ancora oggi restano affezionati all’idea della Padania libera e indipendente. Molti leghisti che vedono con favore la figura di un candidato che si faccia portabandiera dei valori storici del partito, che riporti il fulcro dell’azione politica verso Nord. Che torni a combattere il nemico interno (Roma), piuttosto che quello esterno (Bruxelles)".

Salvini a tutto campo: i trasporti milanesi, Maroni, il centrodestra, Trump, la Brexit e il Made in Italy. E che parole per Renzi...

La Lega Nord si schiera contro l'ingresso di Ferrovie dello Stato nell'Atm, apertura verso Trenord. L'intervista al leader che utilizza i consueti toni forti sui principali temi della politica lombarda, italiana e internazionale - (VIDEO)


Matteo Salvini, dopo l’ingresso di Fs nella società M5, che gestisce la linea lilla della metropolitana di Milano, vede il rischio di uno “spezzatino” di Atm, gestore dei trasporti pubblici milanesi. “Noi difendiamo migliaia di posti di lavoro a rischio di tranvieri milanese. Atm funziona, se ci mette lo zampino lo Stato e inizia a spezzettare l’azienda è la fine. Già il Comune deve garantire soldi perché ci sono in giro autobus euro 2 e euro 3 che inquinano. È una eccellenza milanese, rimanga tale senza che Sala svenda pezzi di azienda e metta a rischio oltre 2.000 posti di lavoro” ha detto dopo l’insediamento del nuovo Cda di Atm.

Quanto agli attriti tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’ex presidente di Atm Bruno Rota il leader leghista ha aggiunto ha aggiunto: “Se la cantano e se la suonano il Pd milanese e Sala in particolare. Quelli che andavano bene ieri ora non vanno più bene. Non vorremmo che ci fosse alla vista lo smantellamento e la vendita di rami di azienda. I nuovi vertici vediamoli alla prova, noi non diamo pregiudizi, vediamo cosa vogliono fare. Chi svende pezzi di città allo Stato non è amico della Lega, di Atm né dei milanesi”.

Salvini ha però previsto che è diverso ipotizzare una fusione tra Atm e Trenord, joint venture paritetica Fs-Regione Lombardia, che gestisce il servizio ferroviario regionale. “La posizione della Lega è chiara: un conto è Trenord che è un’altra istituzione lombarda ed è patrimonio dei lombardi. Quando lo Stato mette piede a Milano di solito lo fa per portare via, non per portare qualcosa, quindi la posizione della Lega, dal Comune, alla Regione, al livello nazionale è ‘giù le mani da Atm e dai lavoratori di Atm'”‘ha concluso.

Matteo Salvini ha detto la sua anche in merito all'ipotesi di dare la disponibilita' del Pirellone per ospitare la sede dell'Agenzia europea del farmaco, come garantito dal governatore lombardo, Roberto Maroni. "Noi non siamo una caserma come i 5 Stelle, dove se tu non la pensi come Grillo vieni sbattuto fuori, ci sono sensibilita' diverse", ha affermato il segretario federale della Lega Nord, con riferimento alla contrarieta' espressa dal gruppo del Carroccio alla decisione di Maroni. "Poi, il mio dovere come segretario e' di portare avanti la voce unica sia sulle tematiche europee che su quelle cittadine", ha continuato, evocando indirettamente la 'spaccatura' in Consiglio regionale lombardo di martedi' sera, quando il governatore ha votato a favore della risoluzione europea mentre il gruppo della Lega e' uscito dall'aula. "Avere un'agenzia europea che riporti lavoro e investimento a Milano sarebbe eccezionale, c'e' un'area che aspetta solo di essere popolata, come quella del post Expo - ha sostenuto -: la riempiamo di contenuti e di posti di lavoro". Quindi e' contrario all'ipotesi Pirellone? "Ho detto che c'e' un'area da valorizzare dove io porterei investimenti, aziende, istituti di ricerca, sedi universitarie, che e' la sede del dopo Expo - ha risposto - e quindi non spezzettiamo in giro per la citta' quello che vorremmo concentrare in una delle aree piu' attrattive di Europa, l'area del dopo Expo puo' diventarlo in tempi rapidi".

Sgarbi a ilComizio.it: "Il mio movimento e il voto: vi spiego tutto. Leader in Italia? Sono solo due..."

Il critico d'arte ai nostri microfoni parla delle prospettive elettorali di Rinascimento, il soggetto politico che ha recentemente fondato, in vista delle prossime amministrative, ma soprattutto delle future politiche: "Stiamo lavorando per costruirlo in maniera piuttosto strutturarata, per cui forse è meglio essere pazienti e aspettare il momento giusto per non essere poi contati in una fase ancora organizzativa, anche se non escludo che in qualche città dove ci sia un vento favorevole potremmo presentare la lista. Siamo fuori da gli schieramenti, che odio. Oggi tutti usano la parola Italia, ma non hanno nessuna consapevolezza di cosa sia, cioè il suo patrimonio artistico". Su Grillo e Renzi dice... - (VIDEO)

Salvini-De Magistris, la rissa continua: scintille dall'Annunziata. Il sindaco: "Sono contro le politiche razziste, xenofobe e antimeridionali della Lega Nord ". Il leader leghista: "Mi fa pena. Tornerò a Napoli"

Breve ma intenso l'incrocio su Rai 3 tra i due, reduci dalle polemiche della scorsa settimana legate al comizio del segretario del Carroccio nel capoluogo campano. L'ex magistrato attacca il ministro dell'Interno Minniti: "Ha ceduto a lui". Matteo sulla lista unica del centrodestra: "Penso a una federazione, prima gli italiani. Berlusconi? No al passato, guardiamo avanti" - (VIDEO)


Duello tv tra Matteo Salvini e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris nel corso della trasmissione 'In mezz'ora' di Lucia Annunziata. "Sono contro le politiche razziste, xenofobe e antimeridionali della Lega Nord " ha detto il primo cittadino partenopeo, facendo notare che Salvini "non è il nuovo". La miccia si è accesa quando i due si sono 'salutati'. "Non so che gli ho fatto di male, se gli appaio in sogno" ha detto il leader della Lega Nord, dicendosi "preoccupato per i tanti napoletani che hanno problemi veri". "Io sono qui per parlare d'altro", ha aggiunto Salvini, e "non di quel poveretto che c'era lì". E più tardi su Facebook: "Mi fa pena".

 

DE MAGISTRIS: MINZOLINI PROTETTO DA CASTA - "La legge Severino ha sia luci che ombre, ma va applicata sempre - ha detto De Magistris -. Nel caso di Minzolini c'è stata una questione di casta, merce di scambio". "Nel mio caso ho cercato di difendermi, ho deciso di non dimettermi e sono stato assolto. Invece a Minzolini la casta lo ha protetto e salvato", ha proseguito il sindaco di Napoli che sulla legge Severino ha spiegato: "Va modificata in alcuni punti. Alcune cose sono buone, ma ci sono aspetti che vanno rivisti. Se uno è eletto dal popolo non può, con una semplice indagine, essere sospeso e poi essere assolto dopo qualche mese".

DE MAGISTRIS: DA MINNITI PROVVEDIMENTO SENZA PRECEDENTI - "C'è stato un provvedimento senza precedenti - attacca De Magistris -, non è mai accaduto che la mattina del sabato sia stata notificata una ordinanza del Prefetto, su indicazione del ministro dell'Interno, con cui è stata requisita la Mostra d'oltremare: tra il buonsenso e soddisfare un capriccio di Salvini si è preferito sequestrare la Mostra d'oltremare". "Tutti potevamo convenire sul fatto che la soluzione più equilibrata, di maggiore buon senso, era fare la manifestazione al Palapartenope -ha detto il sindaco di Napoli-. Credo che sia stata determinante la posizione di Salvini che ha detto no, la facciamo alla Mostra d'oltremare. Sì, Minniti ha ceduto all'intransigenza di Salvini".

SALVINI: TORNERO' A NAPOLI - "Tornerò a Napoli. Entro maggio sarò a Palermo, a Bari tra 15 giorni, poi a Frosinone, L'Aquila, Roma e Salerno - ha annunciato Salvini -. Napoli fa parte dello Stato, non c'è una legge speciale che vieti a Salvini di andare a Napoli". "Ringrazio Minniti. Le posizioni della Lega possono piacere o no, ma in democrazia tutti possono parlare. Grazie anche a Renzi, siamo in democrazia", ha aggiunto il leader della Lega.

SALVINI: LISTA UNICA? MEGLIO UNA FEDERAZIONE: PRIMA GLI ITALIANI - Una lista unica del centrodestra? "Non necessariamente - ha detto Salvini -. Se la legge elettorale è la schifezza che Renzi e la Consulta ci hanno consegnato, con il premio alla singola lista, non penso di sciogliere la Lega in liste uniche che non hanno funzionato". "Penso a una federazione, prima gli italiani. La offro come Lega", ha aggiunto il leader della Lega."No al passato, guardiamo avanti" ha detto Salvini a proposito di una possibile alleanza con Silvio Berlusconi per le prossime elezioni. Sulla sicurezza, ha detto Salvini, "io darei pieni poteri ai sindaci per il controllo del territorio". Quanto a il "Daspo per i writers sì, ma non mi sembra una priorità per la difesa del Paese".

Salvini senza filtri sui Navigli: le primarie del centrodestra, il congresso del Pd, le elezioni e... il Papa

Appuntamento alla Darsena di Milano per parlare del progetto di riapertura dei Navigli, idea tanto cara all'esponente socialista Roberto Biscardini, che ha incontrato il favore della Lega in Regione Lombardia, in particolare per iniziativa del vicepresidente del Consiglio, Fabrizio Cecchetti. Il leader leghista parla a ruota libera sui temi caldi dell'agenda politica. Il tono è decisamente informale e le battute, anche sopra le righe, non mancano, ma le "notizie" sono serie. Per gli utenti ortodossi abbiamo anche l'intervista ufficiale... - (VIDEO)

Salvini di nuovo contro Berlusconi: "Se sta con la Merkel e Draghi alleanza impossibile. Gli elettori di Forza Italia la pensano come noi" (ASCOLTA)

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, un rapporto sempre più difficile e un'alleanza sempre meno probabile. Dai microfoni della sua radio il leader leghista torna a ribadire le proprie condizioni: "Non possiamo allearci con Berlusconi, non perché è giovane o vecchio, ma perché lui dice 'sono un moderato, europeista', e dice che 'non ci si può liberare dall'euro e non escludo di allearmi con Renzi'. Noi vogliamo controllare moneta, confini, banche e lavoro, mentre lui deve decidere in quale scarpa tenere il piede, in quella della Merkel e di Draghi oppure vuole fare una scelta di libertà. Il capo di Forza Italia propone la doppia moneta che è una cazzata. Ma i suoi elettori la pensano come noi". Poi lancia le primarie del centrodestra: "Saranno l'8-9 aprile"

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