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updated 11:19 AM UTC, Feb 19, 2018

Rapinare i cinesi? Pessima idea. Titolari di un sushi bar prendono a coltellate i malviventi che finiscono male

Cruenta rapina con spari e coltellate nel sushi bar Fuel di via Cassanese, a Segrate, alle porte di Milano. In manette sono finiti due rapinatori, pregiudicati di 38 e 41 anni. Ferito, ma non in pericolo di vita, il proprietario del bar, cinese di 35 anni. Quando i malviventi hanno estratto le pistole la vittima, in risposta, li ha affrontati con un coltello riuscendo a colpirli in diverse parti del corpo. A quel punto i pregiudicati hanno iniziato a sparare con due pistole calibro 22. Il cinese è stato medicato al San Raffaele, stesso ospedale in cui è stato arrestato il 41enne, dopo essere stato costretto a ricoverarsi per le ferite. Il complice 38enne è stato bloccato nel suo appartamento. Le immagini diffuse dai carabinieri - (VIDEO)


Armati di pistola e con il volto parzialmente travisato da una parrucca, nella notte tra domenica 4 febbraio e lunedì 5, due rapinatori hanno assaltato il bar sushi Fuel di via Cassanese 177, a Segrate, nel Milanese. Intorno alle 23.30 i due malviventi sono entrati nel locale e hanno prelevato il registratore di cassa. Per difendere l'incasso della giornata, il proprietario, 35enne cinese, e il suo socio reagiscono impugnando i colltelli da cucina e ferendo i malviventi. Nella colluttazione i rapinatori esplodono tre colpi di pistola che vanno a segno: due colpiscono il titolare del bar al torace, uno al gluteo il titolare. L'uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato all'ospedale San Raffaele, non sarebbe in pericolo di vita. Ferito lievemente il socio, trasportato anche lui al San Raffaele per diverse contusioni e abrasioni. 

La fuga dei rapinatori, 41 e 38 anni, entrambi pregiudicati, è durata poche ore. Il 41enne è stato costretto a fermarsi in strada per le gravi ferite di arma da taglio. Poco dopo le 3 della notte, l'uomo viene notato in via Amendola da un passante che dà l'allarme, credendo si tratti di un malore. Sul posto viene inviata un'ambulanza che lo trasporta in codice giallo all'ospedale Istituti Clinici Città Studi. In ospedale si recano anche i carabinieri di San Donato Milanese che indagano sulla rapina al bar sushi e in poche ore chiudono il cerchio: il ferito soccorso in strada è uno dei due rapinatori. Il complice viene raggiunto poco dopo nel suo appartamento. Anche lui viene trasportato in ospedale per le ferite di arma da taglio. Entrambi finiscono in manette per rapina e tentato omicidio. (Fonte: il Giorno)

 

Strage di Quebec City, Toni Capuozzo: "Si sospetta una vendetta islamica, ma l'informazione italiana..."

L'attacco armato alla moschea in Canada ha dato subito adito a interpretazioni mediatiche e politiche quasi tutte a senso unico, accreditando l'atto di odio verso i musulmani. Mentre emerge che uno dei due presunti attentatori arrestati è arabo e avrebbe gridato "Allah Akbar", il giornalista avanza un'ipotesi diversa citando un sito canadese: potrebbe trattarsi di una ritorsione contro chi potrebbe aver denunciato un traffico per la raccolta di armi e l'addestramento finalizzati alla jihad in Siria o al compimento di attentati. E punge i colleghi: "Potrebbero svegliarsi"


"Ancora sulla strage nella moschea di Quebec City. Mentre tutta l'informazione italiana - per non dire dei commenti in rete - trascura le notizie filtrate sull'identità dei due arrestati e invece sottolinea dichiarazioni premier Trudeau su Trump, attentato e politiche immigratorie, un sito canadese racconta una storia interessante". Toni Capuozzo, sul suo profilo Facebook, riporta un articolo uscito sul web sull'attentato a una moschea in Canada, dove sono morte sei persone e altre otto sono rimaste ferite. "La riassumo: fondamentalisti raccolgono armi e si addestrano, per combattere in Siria o colpire infedeli. Qualcuno lo viene a sapere e segnala alle autorità... E se fosse vendetta? Varrebbe doppia solidarietà al centro islamico di Quebec City, imbarazzo per Trudeau, e una sveglia per informazione nostrana. Vedremo". Capuozzo, insomma, caldeggia la teoria secondo la quale quel bagno di sangue altro non sia che una vendetta islamica. Una circostanza che tra l'altro è stata supportata da altre testimonianze: in primis, la moschea aveva denunciato degli estremisti islamici e potrebbe essere stata esposta a una vendetta. E ancora, testimoni affermano di aver sentito i terroristi urlare "Allah Akbar".

E poco dopo le parole di Capuozzo, la più fragorosa delle conferme: alcuni media canadesi hanno diffuso l’identità delle due persone arrestate per la strage. Si tratterebbe di Mohamed Khader e Alexandre Bissonnette. Stando a quanto si è appreso nessuno dei due era conosciuto alle forze di polizia che continuano a mantenere il massimo riserbo sul profilo dei due arrestati. Il secondo dei due ha 27 anni, è originario di Cap Rouge ed è stato arrestato a una ventina di chilometri di distanza dal luogo dell’attentato e sarebbe uno studente dell’università Laval, quella con il maggior numero di studenti stranieri di tutto il Canada. Anche l’altro arrestato potrebbe essere uno studente dello stesso ateneo. Bissonnette, sempre secondo le prime notizie che arrivano dal Canada, si sarebbe costituito spontaneamente con una telefonata alla polizia. Le autorità canadesi hanno poi specificato che non ci sono altri sospettati e che delle otto persone ricoverate in ospedale, cinque sono in condizioni critiche. Nel dettaglio, i morti sono due cittadini algerini, un tunisino, un marocchino e due giovani provenienti da altri paesi africani.

Fonte: liberoquotidiano.it

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