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updated 12:26 AM UTC, Jan 18, 2018

La destra sociale di Salvini, dopo Alemanno e Storace si prende anche l'Ugl. Con la Meloni ora è derby: chi vincerà?

La svolta nazionale del leader leghista, dopo aver tolto la parola "Nord" dal simbolo, prende sempre più forza e punta ad aggiudicarsi tutto l'elettorato che fu del Msi e di An. La sfida a Fratelli d'Italia è aperta e grazie al lavoro di Giancarlo Giorgetti sta pescando nelle acque territoriali dell'alleato postfascista come dimostra l'accordo con l'ex Cisnal. Si tratta di operazioni spregiudicate e il cui attecchimento rispetto all'impostazione tradizionale del Carroccio è tutta da verificare, ma intanto i sondaggi sono incoraggianti - (VIDEO)


Immagine correlata“Il lavoro è la vera priorità”, l’intervento del Segretario Generale dell’Ugl al “No Ius Soli”

Ha detto Matteo Salvini aprendo la conferenza stampa nella sede leghista milanese di via Bellerio al termine della riunione del Consiglio federale: "Il programma della Lega sui temi di lavoro, scuola e università sarà steso con la collaborazione dell'Ugl. Con loro abbiamo confermato un rapporto di reciproca, lunga e proficua collaborazione sia in Italia che all'estero. Per la Lega è una novità assoluta associare una proposta politica a una proposta sindacale che entrerà nell'argomento lavoro che la vera emergenza nazionale, altro che lo ius soli. Le proposte sul lavoro saranno dettagliate alla virgola sui temi del lavoro, del salario minimo e dei contratti e saranno presentate a giorni agli alleati così come quelle su scuola e università. La collaborazione con l'Ugl è uno di quegli apporti esterni di cui avevo parlato. L'Ugl ha più di 160 sedi tra Nord e Sud in Italia e la collaborazione sarà sicuramente utile e positiva".

Mafia Capitale, Carminati prende le distanze da Alemanno: "Mai conosciuto, nessuna stima per lui. Il Comune di Roma? Truffatori che non pagano chi lavora. Meglio noi"

L'ex Nar collegato in videoconferenza dal carcere di Parma l'aula bunker di Rebibbia per la nuova udienza del maxiprocesso, si prende la scena e spiazza tutti: ''Sono un vecchio fascista degli anni '70, sono contento di essere così, di essere quello che sono. Venivo da un mondo diverso, da un mondo dove siamo molto più onesti. Abbiamo tre comandamenti ma li rispettiamo, le anime belle di sopra ne hanno dieci ma non ne rispettano neanche uno''


''Sono un vecchio fascista degli anni '70, sono contento di essere così, di essere quello che sono''. Lo ha detto Massimo Carminati, in collegamento in videoconferenza dal carcere di Parma, nella nuova udienza del maxiprocesso di 'Mafia Capitale'. Gremita come non mai l'aula bunker di Rebibbia, dove l'esame dell'ex Nar è iniziato in ritardo per problemi audio nel collegamento con Parma.

Nel corso dell'esame Carminati ha aggiunto: ''Mi offendo quando mi dicono che sono dei servizi segreti'', per poi affermare: ''Se non ci fossi stato io questo processo sarebbe stata una cosa ridicola. Questo processo l'ho fatto io''.

 L'ex Nar ha quindi negato di aver conosciuto l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ''Non ho mai conosciuto Alemanno, né dentro né fuori dal carcere - ha spiegato Carminati - né il suo braccio destro Lucarelli, dei quali non ho nessuna stima. A quei tempi gente come Alemanno non la mettevamo con fascisti come noi. Alemanno aveva scelto una strada istituzionale. Sarebbero successe scaramucce, litigate, niente di grave per noi''.

Pesante l'attacco alle logiche che regolano il Comune di Roma: "Ci hanno fatto fare il lavoro del campo nomadi sapendo che non l'avrebbero messo in bilancio...ma che scherziamo? Io vengo dal "mondo di sotto" dove se lavori vieni pagato. Nel "mondo di sopra" sono tutti truffatori, tutti sola. Sia Alemanno che il sindaco dopo. La truffa l'ha fatta il Comune. Se avessi conosciuto Alemanno e Lucarelli sarei andato a buttargli giù la porta a calci".

''Nel mondo di sotto se fai una cosa vieni pagato - ha sottolineato - nel mondo di sopra sono tutti dei 'sola'. Il 'Mondo di sotto' è molto più semplice. Venivo da un mondo diverso, da un mondo dove siamo molto più onesti. Abbiamo tre comandamenti ma li rispettiamo, le anime belle di sopra ne hanno dieci ma non ne rispettano neanche uno''. 

Poi riferendosi alla teoria del 'mondo di mezzo', l'ex Nar ha aggiunto: 'Quattro chiacchiere al bar sono diventate una filosofia...''.

Riferendosi poi alla 'fama mediatica' creata dal libro, poi film e serie, 'Romanzo criminale' di Giancarlo De Cataldo e 'Suburra' di De Cataldo-Bonini, Carminati ha commentato: ''Tutti mi rompevano le palle con sto' 'Nero' di 'Romanzo criminale' e con questo 'Samurai'. Tutti mi prendevano per il cu..., lo dico in inglese! La storia del sanguinario, del Nero. Dicevano: 'che c'è Scamarcio?'".

''Sulle tangenti di Finmeccanica - ha continuato Carminati - siamo alle leggende metropolitane. Non sono mai stato coinvolto in queste vicende, tutti hanno escluso un mio coinvolgimento. A parte che se uno mi dà i soldi per portarli a qualcun altro sbaglia perché quei soldi me li tengo in tasca''.

''Ho parlato con Buzzi della preoccupazione che questi pedinamenti potessero essere riferiti alla mia amicizia con Iannilli (coinvolto nell'inchiesta Finmeccanica ndr). Ma che io fossi 'pagatore' di Finmeccanica escludo di averlo detto. Se fosse stato vero, nonostante la mia amicizia con Buzzi, non lo avrei mai detto''.

"Mai avrei potuto minacciare Riccardo Mancini, siamo amici", si è poi difeso. ''Io penso che Alemanno l'aveva scaricato - ha aggiunto - Il sindaco lo sacrifica, e lui si fa fregare dal sindaco, questa è la nostra percezione dell'inchiesta sulla Breda Menarini Bus nella quale fu coinvolto Mancini. Ma di certo a me della Breda Menarini Bus non me ne poteva fregare niente, dell'arresto mi ha avvisato Buzzi, nessun altro".

''In cooperativa parlavo solo con Buzzi e per la parte economica con Paolo Di Ninno. Mai avuto rapporti con altre persone in cooperativa. Il lavoro per me era Buzzi, non ero organico alla cooperativa. Quando non c'era Buzzi, io aspettavo fuori non entravo neanche in cooperativa, mi prendevo tre quattro caffé alla macchinetta'', ha continuato.

(Fonte: Adnkronos)

CasaPound in piazza a L'Aquila: "Contro l'Ue dei burocrati e i finti sovranisti, 'Prima gli Italiani' è nostro. Nina Moric? Meglio di Salvini..."

Il movimento della Tartaruga sfila nel capoluogo abruzzese, città in cui i suoi militanti accorsero quando fu devastata dal terremoto. Il vicepresidente, Simone Di Stefano, spiega al Primato Nazionale le ragioni della manifestazione e non fa sconti a partiti come Lega, Fratelli d'Italia e alla compagine del duo Alemanno-Storace. L'accusa è quella di impadronirsi di parole d'ordine cui poi non fanno seguire atti coerenti, specie se poi si ritrovano come sempre nel solito vecchio centrodestra berlusconiano a trazione Ppe - (LA DIRETTA SULLA LORO PAGINA FACEBOOK E LA LORO WEB RADIO)


 

L'intervista del Primato Nazionale a Simone di Stefano, vicepresidente di CasaPound 

“Italia sovrana”: è questo lo slogan all’insegna del quale, tra poche ore, CasaPound Italia sfilerà a L’Aquila. Per ribadire che la sovranità è ciò che serve all’Italia oggi, ma anche per dire no a chi agita questa battaglia come un vuoto slogan, salvo poi agire in senso eminentemente anti-sovranista. Per conoscere le ragioni del corteo abbiamo contattato Simone Di Stefano, vicepresidente di Cpi.

Perché oggi Cpi è a L’Aquila?

Stiamo andando a L’Aquila per ribadire le nostre parole d’ordine di sempre: sovranità, no Ue, no Euro. È importante farlo oggi, mentre a Roma i capi di Stato della Ue celebreranno questa creatura fallimentare che è sempre più nemica dei popoli europei, e mentre, sempre nella capitale, sfilerà un’estrema sinistra che, in fin dei conti, vuole le stesse cose che voglio gli eurocrati, solo con un occhio di riguardo di più nei confronti degli immigrati. Entrambi sono nemici dei confini e delle nazioni, ecco perché noi abbiamo voluto distinguerci.

Perché proprio L’Aquila?

L’Aquila è una città fondativa per il nostro movimento. I primi nuclei di Cpi si ritrovarono qui dopo il terremoto, misero su un campo che per tre mesi è stato presente al fianco della popolazione colpita dal sisma. In quell’azione di solidarietà si è forgiata la comunità nazionale di Cpi.

Chi sono i “finti sovranisti” contro cui ha polemizzato in questi giorni Cpi?

I finti sovranisti sono quelli che dicono “no Euro” e “sovranità” ma poi vogliono portare i voti a Brunetta che, per esempio, vuole che la Turchia stia in Ue. Questo è un grande bluff. Se qualcuno parla di sovranità all’interno del centrodestra noi lo combatteremo.

È solo una provocazione o davvero Nina Moric è più sovranista di Salvini?

Nina Moric può portare visibilità al movimento e lo fa con la genuinità di chi crede in certe cose. Lei sa che noi vogliamo restare fuori dal centrodestra e se vogliamo ha fatto anche una scelta difficile perché avvicinarsi a noi non è certo buona pubblicità nel mondo dello spettacolo. In ogni caso noi non abbiamo pregiudizi da quando Pietro Taricone si avvicinò a noi compiendo un certo tipo di percorso.

 

Segui la diretta del corteo di CasaPound sulla loro pagina FacebookRBN

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