updated 4:31 PM UTC, Jun 18, 2018

Sbarchi, quando Di Maio denunciava: "Renzi ha venduto i nostri porti per 80 euro". Un anno fa attaccava anche la Lega: "Per quanti anni ha governato?" (VIDEO)

Intervista del 12 luglio 2017 a Bruxelles - “Abbiamo incontrato l’agenzia che si occupa della sicurezza delle nostre frontiere e ci ha confermato che l’Italia ha accettato e autorizzato gli sbarchi esclusivamente nei suoi porti. Renzi ci ha venduti come nazione per 80 euro“. Così Luigi Di Maio, vicepresidente alla Camera dei Deputati, a Bruxelles, dopo l’audizione pubblica nella commissione libertà civili del Parlamento Europeo di Fabrice Leggeri, direttore di Frontex. “La Lega Nord?– ha aggiunto rispondendo a chi gli ha chiesto se le posizioni del M5S sull’immigrazione siano vicine a quelle del Carroccio – Per quanti anni ha governato? Autorizzando Dublino III che sta schiacciando l’Italia. La Lega Nord, come Renzi e Berlusconi, sono partiti e leader che hanno avuto la loro occasione di governare e non hanno risolto il problema“.

Governo, Mattarella manda in campo Fico per trovare un intesa M5S-Pd. I dem frenano subito, Salvini furioso: "Una presa in giro. Farò di tutto perché questo non accada". Cosa ha detto il presidente della Camera (VIDEO)

Il presidente della Repubblica ha dato un mandato esplorativo a Roberto Fico, presidente pentastellato della Camera, con il fine di verificare di margini di un intesa di governo col Partito democratico. L'impresa appare da subito piuttosto ardua, tra le chiusure della segreteria renziana e la rabbia del leader leghista. Ecco cosa ha detto la terza carica dello Stato al termine dell'incontro al Quirinale - (VIDEO)


Roberto Fico ha ricevuto da Mattarella il mandato per verificare una possibile intesa per un governo M5S-Pd. "Il presidente della Repubblica ha conferito al presidente della Camera Roberto Fico il compito di verificare un'intesa per una maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle il Pd per costituire il governo - ha detto Ugo Zampetti, segretario generale della presidenza della Repubblica al termine del colloquio tra Mattarella e Fico -. Mattarella ha chiesto a Fico di verificare entro giovedì".

"Mi metterò al lavoro da subito", ha detto Fico. Nella verifica di una maggioranza tra Pd e M5s "secondo me il punto fondamentale è partire dai temi per l'interesse del Paese e dal programma per l'interesse del Paese". Oggi alle 14.30 si terrà l'incontro con la delegazione del Pd e alle 18 l'incontro con la delegazione del M5s.

"A distanza di quasi 2 mesi dalle elezioni del 4 marzo va sottolineato il dovere di dare al più presto un governo all'Italia", ha detto il presidente Sergio Mattarella, si è appreso, a Fico durante il colloquio al Quirinale. "Ho atteso altri tre giorni per registrare eventuali novità pubbliche, esplicite e significative nel confronto tra i partiti. Queste novità non sono emerse", ha sottolineato il Capo dello Stato al presidente della Camera. Mattarella ha anche, si è appreso, ricordato che nel corso dell'esplorazione del presidente Casellati i 5 stelle avevano proposto un accordo con la sola Lega. E anche questa ipotesi ha avuto esito negativo.

Terminato l'incontro con il presidente della Repubblica, Fico ha lasciato, a piedi, il Quirinale. Ha quindi incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

'Siamo e resteremo alternativi a M5s', ha detto il presidente del Pd, Matteo Orfini. "Ascolteremo ovviamente con rispetto e attenzione Fico, con rispetto sia per lui che per la funzione che rappresenta. Ma il mio parere resta quello dei giorni scorsi: eravamo, siamo e resteremo alternativi ai Cinque Stelle per cultura politica, programmi e idea della democrazia. Quindi non ci sono le condizioni per un accordo politico tra Pd e M5s. L'abbiamo sempre detto e lo ribadiamo nel merito". 

Parla il segretario del Pd, Maurizio Martina: "Ci confronteremo con il presidente Fico con spirito di leale collaborazione secondo il mandato conferitogli dal presidente Mattarella". "Lo faremo con serietà e coerenza a partire da una questione fondamentale e prioritaria: la fine di ogni ambiguità e di trattative parallele con noi e anche con Lega e centrodestra. Per rispetto degli italiani, dopo 50 giorni di tira e molla, occorre su questo totale chiarezza".

La reazione di Matteo Salvini: il Presidente della Repubblica ha dato mandato al presidente della Camera "per sondare quale governo? Pd-5Stelle. Hanno perso in Italia, hanno perso in Molise, se ci date una mano straperderanno domenica in Fvg. Io non voglio vedere Renzi, Serracchiani o la Boschi al governo per i prossimi cinque anni. Non è giusto, non è normale, non è rispettoso". "Bisogna rispettare sempre le indicazioni del Presidente ecc. ecc. ma farò di tutto perché non accada questa presa in giro", ha aggiunto. "Per il Governo si potrebbe fare la stessa cosa che avete fatto voi con la ricostruzione - ha detto il leader della Lega dal Friuli facendo un parallelo con la ricostruzione dopo terremoto -: se quelli con cui dovreste ricostruire cominciano a litigare e non si mettono d'accordo, alla fine possiamo tirarci su le maniche e provare a far da soli". 

"Non sono arrabbiato ma deluso perché gli italiani non meritano questo", ha detto Salvini rispondendo a una domanda sulla possibilità di un accordo tra Pd e M5S."Sono stanco, da un mese sento gente che litiga mentre io che avrei teoricamente potuto accampare pretese per fare il premier avendo vinto il centrodestra e avendo la Lega nella coalizione preso più voti, sono stato il primo a dire se serve faccio un passo a lato, mentre altri continuano a dire io io io". "I 5Stelle non possono pretendere che pezzi del centrodestra stiano alla finestra e Berlusconi non può pretendere che i 5Stelle restino a guardare. Mi auguro per gli italiani che non ci sia un governo 5Stelle-Pd perché fiscalmente parlando temo che sarebbe un disastro. Riportare al governo quelli che sono stati ultrasconfitti mi sembrerebbe una cosa irrispettosa nei confronti degli italiani. Se metti insieme M5S e sinistra tassano anche l'aria, anche il tombino, quindi mi auguro che non sia così". 

In serata arrivano le parole di Luigi Di Maio: "Io accetto la richiesta del capo dello Stato e presto incontrerò il Presidente della Camera per valutare la possibilità di questo percorso, visto e considerato che dall'altra parte non hanno voluto ascoltare i loro stessi elettori che chiedevano a Salvini di fare questo passo", scrive sul blog aggiungendo: "Questa è la settimana decisiva e sono molto ottimista" perché "non sarà un'alleanza: quello che valeva per la Lega, vale anche per il Pd. Le condizioni non cambiano". "Dal suo comportamento ho capito che Salvini non vuole assumersi responsabilità di governo - ha detto Di Maio sul blog delle Stelle -. Perchè sinceramente non riesco proprio a capire come mai preferisca stare all'opposizione per il bene dei suoi alleati, invece di andare al Governo per il bene degli italiani. E dovrà darne conto a tutti gli imprenditori, pensionati, professionisti, giovani che lo hanno votato per vederlo al Governo e invece ha reso il loro voto ininfluente. Non si dica che non c'ho provato fino alla fine, adesso buona fortuna".

"Faccio un grosso in bocca al lupo a Roberto e sono sicuro che interpreterà al meglio quanto sarà richiesto dal capo dello Stato", aveva scritto su Twitter il capo del M5s Luigi Di Maio. (Fonte: Ansa)

Futuro governo, le richieste dei commercianti: "Fermare gli aumenti dell'Iva, ridurre le tasse, combattere la burocrazia. E quanto ci costano quei deficit di legalità, infrastrutture e capitale umano..." (VIDEO)

Il Forum di Confcommercio a Cernobbio, tra segnali di ripresa, punti critici e speranze per il futura; preoccupa l'incertezza politica. Il presidente Sangalli: "Servono riforme per modernizzare il Paese". Le nostre interviste a Simone Buongiardino, vicepresidente della confederazione per Milano, Lodi, Monza e Brianza e ad Edoardo Valli, presidente di Promos - (VIDEO)


"Imprese, famiglie, investitori, l'Europa, hanno bisogno di risposte tempestive e solide. Per offrirle in modo credibile, bisogna rendere più esplicita la via delle riforme e della modernizzazione del nostro Paese". Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha ribadito nel corso della conferenza stampa di apertura del Forum di Cernobbio, la sua preoccupazione per il rischio di una fase di ingovernabilità. Per sventarlo, occorre "aggredire e risolvere i difetti strutturali della nostra economia: gli eccessi di tasse e burocrazia, i deficit di legalità, infrastrutture e capitale umano che significano per il nostro Paese una perdita di 180 miliardi di Pil ogni anno". Soprattutto per il Mezzogiorno, "sempre più distante dal resto del Paese". A fronte degli attuali segnali di rallentamento dei consumi e della produzione, per Sangalli sono indispensabili "alcune misure per una crescita più sostenuta e per creare condizioni di mercato più favorevoli per la competitività delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e della logistica e delle professioni". Confcommercio indica una priorità, due riforme e un'emergenza. La priorità è evitare gli aumenti delle aliquote Iva già programmati per l'inizio del 2019, che "distruggerebbero qualsiasi ipotesi di ripresa generando 12,5 miliardi di imposte aggiuntive. Quanto alle riforme da realizzare, riguardano la riduzione delle tasse ("è il nostro obiettivo principale, ha detto Sangalli, perché il carico fiscale del nostro Paese è insostenibile per il nostro sistema produttivo, è incompatibile con qualsiasi realistica prospettiva di crescita robusta, diffusa, duratura"), introducendo nel contempo una "local tax che includa tutti gli attuali tributi locali che gravano sugli stessi e che sia totalmente deducibile per gli immobili strumentali delle imprese". E l'attacco all'eccesso di burocrazia, che "pesa sulle micro e piccole imprese per 33 miliardi l'anno. Un prezzo che nessuna azienda merita di pagare". L'emergenza, infine, riguarda il consentire il riporto delle perdite ad oltre due milioni di piccole imprese che adottano il regime di cassa e che oggi è permesso solo alle società di capitale, "una vera e propria ingiustizia fiscale che va subito affrontata e sanata". Tutto ciò "si deve conciliare con l'obiettivo di mantenere l'equilibrio dei conti pubblici e completare le riforme del lavoro e delle pensioni", mantenendo "un occhio all'Europa". "Serve un supplemento di responsabilità da parte di tutti, politica, governo, forze sociali perché l'Italia è a un bivio: o imbocchiamo l'autostrada e spingiamo sull'acceleratore o continueremo a viaggiare sulla strada statale a velocità ridotta", ha concluso Sangalli.

Di Maio chiede responsabilità a tutte le forze politiche ma avverte: "No a governo istituzionale. Tornare al voto non ci spaventa". E attacca Padoan sul Def: "Avvelena i pozzi" (VIDEO)

Il capo politico del Movimento 5 Stelle replica al ministro Padoan sul Def accusandolo di "avvelenare i pozzi", chiede responsabilità a tutte le forze politiche ma dice: "Non siamo disponibili a una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare" - (VIDEO)


Il M5S boccia l'ipotesi di un governo istituzionale e si dice pronto a tornare alle urne. "Se le forze politiche non hanno compreso il segnale, forse stanno chiedendo di tornare a votare? Questo non ci spaventa. Se ne hanno bisogno, gli italiani saranno ben lieti", dichiara Luigi Di Maio, leader del M5S, parlando alla stampa estera. "Non contempliamo - chiarisce - alcuna ipotesi di governo istituzionale o di governo di tutti. Il 4 marzo gli italiani hanno votato un candidato premier, una squadra di governo e un programma".

"Mi sarei aspettato da tutte le forze politiche un contatto su dei temi. E invece - osserva Di Maio - vedo forze politiche discutere al loro interno" dei loro problemi "e questo è un rammarico. Chi vuole mettersi al lavoro per l'Italia si faccia avanti. Non c'è da fare alleanze, c'è da mettere sul piatto le questioni da risolvere". "Non siamo disponibili - ribadisce - a immaginare una squadra di governo o un governo diverso da quello che la volontà popolare ha espresso".

"Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche - continua - perché debito, precarietà, disoccupazione non aspettano le liti di partito". "La parola chiave è responsabilità", sottolinea il candidato premier 5 Stelle, che rivolgendosi alle altre politiche aggiunge: "Diteci cosa volete fare per gli italiani, non per il vostro partito".

Poi precisa: "Non sto ispirando cambi di casacca, ci mancherebbe altro. Io credo però fermamente nella democrazia parlamentare. E' giusto che le forze politiche si concentrino sugli atti da approvare. Siamo disponibili - aggiunge - al dialogo sulle presidenze delle Camere ma non in ottica di governo".

"Le elezioni del 4 marzo - afferma - sono state uno schiaffo al vecchio modo di fare politica. Gli italiani hanno dato un grande segnale e va accolto. E' stato un voto post-ideologico. Un voto su un programma che non è mai stato estremista. Sfido chiunque a dimostrare che avevamo una proposta estremista".

La linea di politica estera del Movimento 5 Stelle "non tende a isolare l'Italia": con il M5S al governo l'Italia "sarà un Paese - assicura Di Maio - che avrà solidi rapporti con gli altri Paesi. L'Italia con noi resterà nell'Unione Europea, nella Nato, con l'ambizione di cambiare le cose che non vanno". "Non vogliamo avere nulla a che fare con i partiti estremisti europei", chiarisce.

"Credo sia stato molto irresponsabile oggi il ministro Padoan - osserva commentando le recenti dichiarazioni del ministro dell'Economia - a trascinare le questioni tra l'Italia e Bruxelles all'interno del dibattito politico, è stata quasi una provocazione", come se prima di andare all'opposizione volesse "avvelenare i pozzi dicendo a Bruxelles che c'è instabilità. In questo momento - ribadisce - dobbiamo essere tutti responsabili". (Fonte: Adnkronos)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

18°C

Milano

Mostly Cloudy

Humidity: 91%

Wind: 6.44 km/h

  • 22 Jun 2018 23°C 13°C
  • 23 Jun 2018 18°C 11°C