Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 993

updated 3:55 PM CEST, Oct 21, 2017

Il presidente turkmeno gli regala un cucciolo ma lo maltratta, Putin lo "salva"

Il presidente del Turkmenistan, Kurbanguly Berdymukhamedov, ha offerto in regalo a Vladimir Putin un cane per il suo 65esimo compleanno. Berdymukhamedov ha innalzato il cucciolo come un trofeo, afferrandolo per la collottola davanti allo "zar" e mostrandolo sorridente ai presenti. Il gesto del "collega", però, non sembra essere stato affatto gradito da Putin, grande amante dei cani, che si è alzato, precipitandosi ad afferrarlo per poi coccolarlo e baciarlo sul muso. Il pet, un bellissimo esemplare di Pastore dell'Asia Centrale, per inciso, si chiama Verny, ovvero "fedele" in russo - (VIDEO)

  • Pubblicato in Esteri

Sanzioni alla Russia, in tre anni ci sono costate 30 miliardi di euro

Una nuova ricerca dell'Istituto austriaco di ricerca economica (WIFO) dice che le sanzioni economiche dell'UE contro la Russia, introdotte tre anni fa, sono costate molti miliardi di euro ai paesi europei.


L' indagine , condotta su richiesta del Parlamento europeo e pubblicata venerdì, ha mostrato che le esportazioni dell'UE verso la Russia, dal 2014 hanno visto una diminuzione annuale pari al 15,7 per cento, raggiungendo in questi giorni la pesante soglia del 40%.

Le sanzioni dell'UE contro la Russia sono state introdotte nel 2014 per il presunto coinvolgimento del paese nel conflitto nell'Ucraina orientale. Le sanzioni riguardano principalmente i settori finanziari, energetici e di difesa della Russia e colpiscono anche alcuni funzionari governativi, uomini d'affari e figure pubbliche. Mosca ha risposto imponendo un embargo sui prodotti agricoli, sui prodotti alimentari e sulle materie prime dei paesi che hanno aderito alle sanzioni anti-russe. Da allora le parti hanno più volte ampliato e ampliato le misure restrittive, ricordiamo che prima delle sanzioni la Russia era il primo partner commerciale per la UE, oggi la Russia si colloca al quinto posto dietro gli Stati Uniti, la Svizzera, la Cina e la Turchia.

Il WIFO ha calcolato che le esportazioni UE in Russia sono passate da un fatturato di 120 miliardi di euro di quattro anni fa, ai 72 miliardi di euro del 2016.

Secondo la ricerca, lo stato più colpito è stato Cipro, in quanto l'esportazione verso la Russia è diminuita del 34,5 per cento negli ultimi due anni; La Grecia ha subito una caduta del 23,2%; Le esportazioni della Croazia sono diminuite del 21 per cento.

Le esportazioni austriache in Russia sono diminuite di quasi il 10% circa 1 miliardo di euro, la Polonia e il Regno Unito hanno perso 3 miliardi di euro ciascuno. 

L'Italia si colloca a metà classifica con una perdita del 15% nei tre anni, le imprese italiane hanno perso più di 10 miliardi di euro a causa delle sanzioni dell'UE contro il governo di Mosca. "Le relazioni altalenanti e molto tese tra la Russia e l'UE hanno colpito molti settori dell'economia italiana: le sanzioni anti-russe sono controproducenti", ha dichiarato il capo del dipartimento commerciale russo, Sergey Cheremin a margine della sua conferenza su "i nuovi rapporti commerciali tra Italia e Russia", appena terminata. 

E ha aggiunto, "la guerra commerciale ha già portato ad una perdita totale di oltre 10 miliardi di euro a causa della riduzione delle esportazioni di beni italiani in Russia, solo il Veneto ha perso più di 3 miliardi di euro, in quanto il complesso agroindustriale della regione è stato il più colpito". Solo nel 2016, il commercio tra Mosca e le società italiane è sceso del 4,6% passando a 4,3 miliardi di dollari. Tuttavia vediamo una piccola luce all'orizzonte, dal primo trimestre di quest'anno, il commercio tra ha cominciato di nuovo a crescere..

Il presidente della Camera di commercio italiana-russa, Rosario Alessandrello, ha dichiarato che la risposta della Russia alle sanzioni dell'UE, ha colpito l'economia italiana e in particolare le piccole e medie imprese del nostro paese. L'Italia ha perso 11-12 miliardi di euro nelle esportazioni e 200.000 posti di lavoro a causa delle contromisure russe, spiega il funzionario, aggiungendo che la Russia è il mercato commerciale più vicino e più adatto agli italiani. "Anche i mercati sud e nordamericani possono essere interessanti, ma non possono sostituire la Russia" , ha aggiunto Alessandrello, "l'Italia non può permettersi di perdere il mercato Russo". La piccola presenza di piccole società italiane sul mercato russo ha reso l'Italia più vulnerabile rispetto alla Germania, rappresentata in Russia da un gran numero di grandi imprese. Sempre secondo Alessandrello, quasi 70 aziende italiane si sono delocalizzate spostando la loro produzione direttamente in Russia, "Due anni fa hanno iniziato a investire nella localizzazione per mantenere il mercato non solo attraverso le importazioni, ma anche attraverso la produzione completa o parziale direttamente sul territorio". 

I

  • Pubblicato in Esteri

Sanzioni alla Russia, in tre anni ci sono costate 30 miliardi di euro

Una nuova ricerca dell'Istituto austriaco di ricerca economica (WIFO) dice che le sanzioni economiche dell'UE contro la Russia, introdotte tre anni fa, sono costate molti miliardi di euro ai paesi europei.


L' indagine , condotta su richiesta del Parlamento europeo e pubblicata venerdì, ha mostrato che le esportazioni dell'UE verso la Russia, dal 2014 hanno visto una diminuzione annuale pari al 15,7 per cento, raggiungendo in questi giorni la pesante soglia del 40%.

Le sanzioni dell'UE contro la Russia sono state introdotte nel 2014 per il presunto coinvolgimento del paese nel conflitto nell'Ucraina orientale. Le sanzioni riguardano principalmente i settori finanziari, energetici e di difesa della Russia e colpiscono anche alcuni funzionari governativi, uomini d'affari e figure pubbliche. Mosca ha risposto imponendo un embargo sui prodotti agricoli, sui prodotti alimentari e sulle materie prime dei paesi che hanno aderito alle sanzioni anti-russe. Da allora le parti hanno più volte ampliato e ampliato le misure restrittive, ricordiamo che prima delle sanzioni la Russia era il primo partner commerciale per la UE, oggi la Russia si colloca al quinto posto dietro gli Stati Uniti, la Svizzera, la Cina e la Turchia.

Il WIFO ha calcolato che le esportazioni UE in Russia sono passate da un fatturato di 120 miliardi di euro di quattro anni fa, ai 72 miliardi di euro del 2016.

Secondo la ricerca, lo stato più colpito è stato Cipro, in quanto l'esportazione verso la Russia è diminuita del 34,5 per cento negli ultimi due anni; La Grecia ha subito una caduta del 23,2%; Le esportazioni della Croazia sono diminuite del 21 per cento.

Le esportazioni austriache in Russia sono diminuite di quasi il 10% circa 1 miliardo di euro, la Polonia e il Regno Unito hanno perso 3 miliardi di euro ciascuno. 

L'Italia si colloca a metà classifica con una perdita del 15% nei tre anni, le imprese italiane hanno perso più di 10 miliardi di euro a causa delle sanzioni dell'UE contro il governo di Mosca. "Le relazioni altalenanti e molto tese tra la Russia e l'UE hanno colpito molti settori dell'economia italiana: le sanzioni anti-russe sono controproducenti", ha dichiarato il capo del dipartimento commerciale russo, Sergey Cheremin a margine della sua conferenza su "i nuovi rapporti commerciali tra Italia e Russia", appena terminata. 

E ha aggiunto, "la guerra commerciale ha già portato ad una perdita totale di oltre 10 miliardi di euro a causa della riduzione delle esportazioni di beni italiani in Russia, solo il Veneto ha perso più di 3 miliardi di euro, in quanto il complesso agroindustriale della regione è stato il più colpito". Solo nel 2016, il commercio tra Mosca e le società italiane è sceso del 4,6% passando a 4,3 miliardi di dollari. Tuttavia vediamo una piccola luce all'orizzonte, dal primo trimestre di quest'anno, il commercio tra ha cominciato di nuovo a crescere..

Il presidente della Camera di commercio italiana-russa, Rosario Alessandrello, ha dichiarato che la risposta della Russia alle sanzioni dell'UE, ha colpito l'economia italiana e in particolare le piccole e medie imprese del nostro paese. L'Italia ha perso 11-12 miliardi di euro nelle esportazioni e 200.000 posti di lavoro a causa delle contromisure russe, spiega il funzionario, aggiungendo che la Russia è il mercato commerciale più vicino e più adatto agli italiani. "Anche i mercati sud e nordamericani possono essere interessanti, ma non possono sostituire la Russia" , ha aggiunto Alessandrello, "l'Italia non può permettersi di perdere il mercato Russo". La piccola presenza di piccole società italiane sul mercato russo ha reso l'Italia più vulnerabile rispetto alla Germania, rappresentata in Russia da un gran numero di grandi imprese. Sempre secondo Alessandrello, quasi 70 aziende italiane si sono delocalizzate spostando la loro produzione direttamente in Russia, "Due anni fa hanno iniziato a investire nella localizzazione per mantenere il mercato non solo attraverso le importazioni, ma anche attraverso la produzione completa o parziale direttamente sul territorio".

  • Pubblicato in Esteri

Siria, Stefano Maullu al Comizio: "Vi spiego perché gli americani sbagliano. E' un Paese laico con un parlamento eletto che va preservato da fondamentalismo e terrorismo"

La nostra ampia intervista all'eurodeputato di Forza Italia sui temi caldi della politica internazionale: dalla crisi mediorientale ai rapporti Usa-Russia, dalla Turchia di Erdogan al ruolo dell'Europa, dalle elezioni in Francia e Gran Bretagna all'immigrazione e il grande progetto necessario per il Mediterraneo - (VIDEO)

  • Pubblicato in Esteri

Siria, i populisti mollano Trump: Salvini parla di "regalo all'Isis", Marine Le Pen "stupita". CasaPound: "Donald si è sottomesso ai centri di potere. Tradite le speranze degli americani"

I rappresentanti di quel fronte che guardava con una certa simpatia al tycoon di New York divenuto presidente, così come plaudivano alle posizioni internazionali della Russia di Putin sono rimasti spiazzati dalla decisione di Washington di attaccare Assad dopo il controverso attacco chimico attribuito al governo di Damasco nei giorni scorsi. Da Matteo Salvini a Marin Le Pen fino a Simone di Stefano il coro è di condanna: "Scelta sbagliata che aiuta il terrorismo"


"Missili Usa sulla Siria pessima idea e regalo all’Isis. Forse per i problemi interni, forse mal consigliato dai guerrafondai che stanno ancora cercando le armi chimiche di Saddam Hussein, Trump in Siria fa la scelta più sbagliata e riapre una guerra contro il terrorismo islamico che era già stata vinta. Forse qualcuno a Washington vuole ripetere i disastri dell’Iraq, della Libia e delle primavere arabe con tutte le devastanti conseguenze per Italia e Europa?". Queste le parole di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che esprime la sua posizione sull'attacco lanciato la notte scorsa dagli Stati Uniti alla Siria di Bashar Al Assad. Salvini dunque tra i due suoi "idoli" in politica estera sceglie da che parte stare: con Vladimir Putin e contro Donald Trump.

La posizione di Salvini, fa eco a quella di Marine Le Pen, leader del Front National e aspirante presidente francese, che si è detta "stupita" per mossa di Trump. "Prima di operare dei bombardamenti in Siria occorreva attendere i risultati di un’inchiesta internazionale. Sono sorpresa da questa reazione", ha affermato in un'intervista alla televisione transalpina France 2 per poi aggiungere: "Ciò che è accaduto in Siria è spaventoso e lo condanno. Ma serve prima di tutto un’inchiesta internazionale". 

Sul'blitz missilistico Usa è intervenuto anche Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia che ha detto: "Le speranze che il popolo americano aveva riposto in Donald Trump e le giustissime motivazioni per cui era stato votato oggi sono state tradite. L'attacco di stanotte alla Siria, segna la sua sottomissione ai centri di potere che hanno confezionato ad arte la bufala dell'attacco coi gas".

Trump attacca la Siria. La condanna di Putin: "Aggressione contro uno Stato sovrano. Danni significativi alle relazioni Usa-Russia"

Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico colpendo la base aerea di Shayrat, nella provincia occidentale di Homs, con circa 60 missili cruise. Il bilancio sarebbe di cinque morti e 7 feriti. Dura la reazione di Mosca: "Azione compiuta con un pretesto inventato". Damasco indignata: "Violate tutte le leggi e le convenzioni internazionali. Così l'America si allea coi terroristi". Pollice verso dall'Iran, plaude invece all'atto di guerra di Washington l'Arabia Saudita - (VIDEO)


Sull'azione americana in Siria arriva una dura risposta dal Cremlino, che condanna l'attacco definendolo "un'aggressione contro una nazione sovrana". L'attacco è stato sferrato sulla base di "un pretesto inventato", prosegue Mosca, per cui l'esercito siriano non dispone di armi chimiche. Quanto accaduto, aggiunge, arrecherà "danni significativi alle relazioni Usa-Russia" e crea "un serio ostacolo" alla costituzione di una coalizione internazionale per sconfiggere l'Is. Il presidente russo Vladimir Putin, prosegue il Cremlino, considera l'attacco un tentativo di sviare l'attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione ha provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso.

Gli Stati Uniti hanno fornito versioni contrastanti sull'avvenuta comunicazione preventiva a Mosca dell'attacco alla base aerea in Siria. Secondo il segretario di Stato Rex Tillerson, questa comunicazione non c'è stata. "Non ci sono state discussioni o contatti precedenti, né ce ne sono stati con Mosca da quando è stato sferrato l'attacco", ha dichiarato parlando con i giornalisti. Il Pentagono invece ha sostenuto che la Russia è stata allertata in anticipo, attraverso canali militari. Secondo il portavoce Jeff Davis, la Russia è stata avvertita nel corso di "plurime conversazioni" ieri, per il tramite del canale di comunicazione con la base di Latakia usato per evitare scontri a fuoco o collisioni tra i velivoli americani ed alleati da una parte e russi dall'altra. "Ci sono russi alla base ed abbiamo adottato precauzioni straordinarie per non colpire l'area in cui si trovano".

A condannare l’attacco americano, oltre alla Russia, è anche l ’Iran. “È un’azione unilaterale è pericolosa, distruttiva e viola i principi del diritto internazionale”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Bahram Ghasemi, sottolineando che a suo modo di vedere “queste misure rafforzeranno i terroristi in Siria e complicheranno la situazione in Siria e nella regione”. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, invece ha invitato “le parti a mantenere la calma e ad evitare l’escalation delle tensioni”. Plaude ai missili americani contro Assad, invece, l’Arabia Saudita (nella foto sotto una visita di Barack Obama con signora alla corte di Riad) che definisce la “decisione coraggiosa” come la giusta risposta ai “crimini del regime contro il suo popolo alla luce del fallimento della comunità internazionali di porvi fine”.

La tv di Stato di Damasco ha definito l'attacco un'"aggressione". "Aggressione americana contro obiettivi militari siriani con diversi missili", ha titolato l'emittente dopo l'annuncio dell'intervento militare.

"Non mi aspetto alcuna escalation militare", ha poi dichiarato il ministro siriano dell'Informazione, Mohammad Ramez Tourjman, rispondendo a una domanda sulla possibilità di una risposta russa all'attacco lanciato dagli Usa.Nel corso di un'intervista telefonica alla tv di Stato siriana, Tourjman si è detto convinto che il raid statunitense sia stato "limitato nel tempo e nello spazio" e ha detto che era "previsto". L'attacco contro la base aerea siriana di Shayrat rende gli Stati Uniti "alleati" di gruppi terroristici come il sedicente Stato islamico (Is). Questa la posizione delle forze armate di Damasco in un comunicato letto da un portavoce davanti alle telecamere della tv di Stato siriana.

Secondo il portavoce, il tentativo degli Usa di "giustificare questa aggressione", sostenendo che si tratta di una risposta al raid con armi chimiche dell'esercito siriano senza che ancora siano stati accertati i responsabili, "invia messaggi sbagliati alle organizzazioni terroristiche che potrebbe incoraggiarle ulteriormente a usare armi chimiche in futuro ogni volta che subiranno gravi perdite sul campo di battaglia". L'attacco, ha concluso il portavoce, rappresenta una "violazione di tutte le leggi e le convenzioni internazionali e mira a ridurre le capacità dell'esercito siriano nella sua lotta contro il terrorismo".

  • Pubblicato in Esteri
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

12°C

Milano

Mostly Cloudy

Humidity: 38%

Wind: 17.70 km/h

  • 22 Oct 2017 12°C 5°C
  • 23 Oct 2017 12°C 2°C