updated 4:03 PM UTC, Dec 15, 2017

Papa Francesco: "Ho pianto chiedendo perdono ai Rohingya"

Papa Francesco, sull'aereo di ritorno a Roma dopo il suo viaggio di sei giorni in Birmania e Bangladesh, non ha mancato il consueto appuntamento con i giornalisti che lo accompagnavano.


Le domande dei giornalisti sono state poste per quasi un'ora e Papa Francesco, anche se visibilmente stanco, non si è concesso pause e ha risposto a tutti. Tutto si è svolto come sempre in un clima gioviale, anche se Papa Francesco per pochi istanti, ha avuto un momento di risentimento, quando alcuni dei giornalisti sul volo di ritorno, gli hanno rivolto delle domande non pertinenti con il viaggio da poco concluso. Non si è mai rifiutato di rispondere fino in fondo, ma a una domanda sul nucleare, ha risposto in modo sintetico e schietto, "fuori tema con questa conferenza stampa! andiamo avanti".

Due paesi, undici discorsi e ventiquattro cerimonie in sei giorni

Il Papa è apparso molto stanco dopo una tale maratona che lo ha visto molto impegnato, nonostante tutto non tossiva più come all'inizio di questa settimana asiatica, tosse che aveva messo in dubbio la durata prevista del viaggio stesso. Il pontefice ha ancora una volta, dimostrato un'incredibile energia e una forte capacità di recupero, in sei giorni ha visitato due difficili paesi, pronunciato undici discorsi e presidiato più di ventiquattro cerimonie! Il tutto all'alba del suo 81° compleanno che sarà il 17 Dicembre prossimo.

Papa Francis lascia il Bangladesh dopo una visita di tre giorni il 2 dicembre 2017.

Un ultimo particolare significativo è degno di nota: è consuetudine che l'aereo destinato a riportare il Papa a Roma, sia un velivolo della compagnia di bandiera del paese visitato. Sabato sera, un grande Boeing 777 della Bangladesh Airlines, Biman, ha accolto il Papa cattolico per nove ore di viaggio. Mentre tutti i giornalisti aspettavano il pontefice alla conferenza stampa sul lato sinistro dell'Aeromobile, un membro dell'equipaggio probabilmente il pilota, barba ordinata e indosso un Panjabi con un pantalone che lasciava apparire chiaramente caviglie, improvvisamente è apparso dal lato destro della cabina con un piccolo... tappeto fatto a mano! Ha viaggiato con la massima naturalezza sul fondo dell'aereo per eseguire la sua preghiera, all'ora stabilita e verso la Mecca, sempre indicata in tutte le compagnie aeree dei paesi musulmani. Subito dopo è arrivato Papa Francesco e la sua conferenza stampa è iniziata!

Il Papa a Dacca, in Bangladesh.

Un "silenzio" calcolato sui "Rohingyas"

In molti si sono chiesti perchè il Papa, durante questo suo viaggio, abbia aspettato a lungo prima di pronunciare la parola "Rohingya"- il nome di un'etnia musulmana portata sull'orlo della scomparsa, di cui 620 000 cittadini sono attualmente rifugiati in Bangladesh, dopo essere stati espulsi dall'esercito dallo stato del Myanmar, alla fine di agosto 2017 - Papa Francesco si è così giustificato:

 -"Ho capito che se avessi detto questa parola in un discorso ufficiale o se avessi lanciato pubblicamente una denuncia, avrei rischiato di interrompere un dialogo perché l'aggressività chiude le porte. Ho quindi preferito descrivere le situazioni, evocare questioni di diritti, di cittadinanza, che mi hanno permesso di andare oltre anche nelle interviste private. Questo mi rende soddisfatto perchè così Il messaggio è passato".-

"Quando ho chiesto il perdono dei Rohingya, stavo piangendo"

Papa Francesco, Venerdì sera a Dhaka, capitale del Bangladesh, nel corso di una cerimonia interreligiosa, ha finalmente pronunciato il nome Rohingya:

-"ho chiesto perdono, questa era l'unica condizione per me essenziale in questo viaggio, oggi, la presenza di Dio, è anche chiamata Rohingya, questo incontro lo avrei voluto in un campo profughi, ma  per motivi, a detta del  governo locale, di organizzazione non è stato possibile realizzarlo -

Papa Francesco visita i fedeli della Chiesa del Santo Rosario il 2 dicembre a Dhaka (Bangladesh).

 

Alla fine i "negoziati" con "il governo del Bangladesh" hanno permesso il trasferimento di questi profughi dal loro campo alla capitale, per incontrare il papa. Francesco,"molto felice ed emozionato" di poterli salutare "uno per uno" è anche scivolato su una passerella e subito alzatosi ha detto - "Sono un pescatore, sono abituato a cadere ma sono sempre pronto ad alzarmi".

Subito dopo ci sono stati dei momenti di confusione che il Pontefice descrive così: - "qualcuno che non era non il governo ha chiesto a questi sedici Rohingya di scendere dal palco dove mi trovavo. Sono intervenuto molto arrabbiato gridando, rispetto! rispetto! Poi, visto che non potevo lasciarli andare senza dire una parola, ho chiesto il microfono e ho iniziato a parlare... so che ho chiesto perdono due volte ma non ricordo cosa ho detto. Stavo piangendo in quel momento... Stavo cercando di non mostrarlo ma anche loro piangevano. Però il messaggio è finalmente passato! Una parte era programmata, l'altra era spontanea. Tutte le copertine dei giornali ne hanno parlato. Non ho sentito alcuna critica".

 

"Non ho negoziato nessuna verità" con il generale birmano

Chiesto del contenuto delle sue conversazioni private con il generale Min Aung Hlaing, capo dell'esercito del Myanmar, il papa non ha alzato l'angolo del velo, ma ha detto: "Questo generale ha chiesto di parlare. Bene l'ho ricevuto, non chiudo mai la porta. Chiedi di parlare, vieni. Non perdiamo mai quando parliamo, comunque vada abbiamo sempre vinto. E 'stata una bella conversazione. Non posso parlarne perché era privata. Ma non ho negoziato la verità. Abbiamo ragionato in modo tale da comprendere un pò la strada scelta durante il brutto periodo della dittatura militare. È stato un incontro bellissimo, civile. Ho usato le parole per far passare il messaggio. Quando ho visto che il messaggio è stato accettato, ho osato dire tutto ciò che volevo dire".

Incontro con papa Fraçois e rappresentanti dei rifugiati Rohingya il 1 ° dicembre a Dhaka, in Bangladesh.

 

"Un viaggio in Cina che andrà bene per tutti"

In origine, questo ventunesimo viaggio internazionale di Papa Francesco doveva riguardare l'India e il Bangladesh. Un progetto che è stato poi abbandonato. E Francesco giustifica questa decisioni così: "per visitare l'India, è necessario un viaggio dedicato solo a quello stato. A causa delle varie culture dell'India, è necessario andare a sud, al centro, a est, a nord-est, a nord ... Spero di poterlo fare nel 2018, se sarò ancora vivo."

D'altra parte il viaggio in Cina non è ancora in preparazione al momento, ma il pontefice non nasconde nulla: "mi piacerebbe tanto visitare la Cina! Esiste un dialogo politico con questo paese, in particolare per la Chiesa cinese. C'è la domanda della Chiesa patriottica e della Chiesa sotterranea. Dobbiamo procedere, passo dopo passo, con delicatezza, come si fa ora, lentamente. Ci vuole pazienza Le porte del cuore sono aperte. Un viaggio in Cina andrà bene per tutti."

Papa Francesco incontra i fedeli cristiani di Dhaka il 1 ° dicembre 2017.

Dialogo interreligioso o evangelizzazione?

Alla domanda su quale sia la priorità del Papa, il dialogo interreligioso o l'evangelizzazione? Papa Francesco ha ribattuto: "Evangelizzare non è fare proselitismo. La Chiesa sta crescendo, non per proselitismo, ma per attrazione, cioè per testimonianza. Questo è quello che ha anche detto Papa Benedetto XVI. Poi arrivano le conversioni. Quindi non siamo molto entusiasti di improvvisare la conversione." Francesco ha poi raccontato la storia di un giovane alla Gmg di Cracovia che gli ha chiesto come "convertire" un amico che non credeva in Dio. La risposta del Papa è stata: "L'ultima cosa da fare è 'dire' qualcosa. Vivi il tuo vangelo, poi ti chiederà lui Perché vivi così? Lascia che lo Spirito Santo lo attivi. Perché lo Spirito Santo dimostra forza e dolcezza durante le conversioni. Siamo solo testimoni del Vangelo. Non si tratta di convincere mentalmente, con ragione e apologetica. È lo Spirito Santo che esegue la conversione. La "priorità" per lui è "la testimonianza, il rispetto, di chi viene in pace. La pace si interrompe quando inizia il proselitismo. Il proselitismo non è evangelico. Come la ragione è apologia. 

L'arma nucleare è al "limite" dell'illecito

Interrogato nel contesto della tensione tra Corea e Cina sulla legalità dell'arma nucleare, Papa Francesco ha lanciato: "Oggi siamo al limite!... siamo al limite della liceità di possedere e usare le armi nucleari. Al di là del rischio di distruzione dell'umanità e dell'aumento delle armi nucleari, ciò che è cambiato è la loro sofisticazione e crudeltà. Siamo in grado di distruggere le persone, senza toccare le strutture. Siamo al limite ... E poiché siamo al limite, mi pongo questa domanda. E questo, non dal punto di vista del magistero pontificio, ma è una domanda che si chiede un papa, oggi è lecito mantenere gli arsenali nucleari così come sono? Per salvare la Creazione, per salvare l'umanità, non è necessario tornare indietro? " E Concludendo: "Siamo oggi al punto in cui, con questa cultura, l'uomo tiene nelle sue mani la capacità di creare una nuova strada di vita, quella della distruzione. Pensate e non dimenticate mai Hiroshima e Nagasaki."

 

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  • Il Papa ai Rohingya: "Vi chiedo perdono" "Vi chiedo perdono". Papa Francesco si è rivolto così a 18 Rohingya, rifugiati della minoranza musulmana birmana rifugiati in Bangladesh, a Dacca. Per la prima volta, dall'inizio del suo viaggio in Asia, il Pontefice ha pronunciato la parola 'Rohingya×
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Papa a Milano, a poche ore dall'arrivo del Pontefice già 700mila iscritti alla Messa

Mentre restano aperte le iscrizioni on line, sono già 700mila i fedeli che si sono registrati per la Messa con papa Francesco sabato 25 marzo. 600mila lo hanno fatto, presentandosi in parrocchia, 100mila utilizzando il sito internet www.papamilano2017.it e l’App Papa a Milano 2017.


L’iscrizione attraverso le parrocchie, oltre a facilitare l’organizzazione, consentendo di prevedere ed organizzare i flussi, ci ha permesso di dare una risposta preventiva anche al tema della sicurezza, questione sensibile per un evento di tali proporzioni», ha spiegato mons. Bruno Marinoni, vicario episcopale per gli Affari Generali. Gruppi di fedeli arriveranno da tutta la Diocesi: dalle località più remote, come da quelle più vicine all’evento. Ad esempio, in 71 si muoveranno dalla parrocchia di San Martino, comune di Perledo, scendendo dalla cima al lago di Lecco. In 2.900, invece si sposteranno da Brugherio. Ed è già diventato un caso Vedano al Lambro dove sabato 3.500 persone (quasi un abitante su due) varcherà i cancelli del Parco già dalla mattina per attendere il Santo Padre. Tuttavia, l’entusiasmo per la artecipazione è andata ben oltre i confini diocesani. Alcune decine di migliaia di fedeli arriveranno dalle altre diocesi lombarde (Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Vigevano). Attesi anche gruppi da fuori regione: da Trento, Piacenza, Tortona, Alessandria. Tra i fedeli che verranno alla Messa ci saranno anche 500 militari con le loro famiglie (complessivamente 1.700 persone), dei corpi della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, dell’Esercito e dell’Aeronautica. Saranno 230 i pellegrini che verranno a piedi al Parco di Monza, passando per i santuari della Madonna del Borgo a Lissone e della Madonna della Misericordia di Vedano al Lambro, due dei 50 santuari mariani che compongono il cammino di Sant’Agostino, uno degli itinerari spirituali più noti della Lombardia. Significativa anche la presenza delle scuole: Oltre un centinaio i gruppi degli istituti medi-superiori (ogni gruppo conta fino a 50 persone). Mille gli studenti dell’Università Cattolica.

Chi  non avrà possibilità di assistere dal vivo alla grande manifestazione  di papa Francesco potrà comunque farlo sui nuovi mezzi di comunicazione web. La copertura dell'evento sarà garantita da diverse dirette live sreaming, che avranno come regia il portale Avvenire. Oppure seguire i mezzi di comunicazione ufficiali della Conferenza episcopale, più precisamente Radio In Blu e Tv2000 oppure sul sito dedicato all'avenimento, www.papamilano2017.it.

 

 

PAPA FRANCESCO MESSA A MONZA, DA LUNEDI' SARA' POSSIBILE ISCRIVERSI ON LINE

VOLETE ASSISTERE ALLA MESSA DI PAPA FRANCESCO A MONZA? ECCO COME FARE... 

 


Cuore della visita di Papa Francesco a Milano sarà la Messa al Parco di Monza delle ore 15.00. Per soddisfare il desiderio di Francesco di incontrare ciascuno e l’attesa dei tanti fedeli di poterlo ascoltare gli organizzatori danno da lunedì la possibilità a tutti di iscriversi anche online. Fino ad ora, per motivi organizzativi, l’iscrizione avveniva solo in parrocchia mediante i Rol.  A chi si è già iscritto in parrocchia sarà data priorità per l’ingresso al Parco e per costoro i controlli di sicurezza saranno molto più veloci. Per tutti sarà comunque possibile partecipare, anche per chi non si fosse ancora iscritto.

L’iscrizione online può essere fatta da lunedì 20 marzo in due modi:

-     tramite la app ufficiale Papa a Milano (scaricabile liberamente dagli store Apple e Android) dopo essersi registrati;

-     oppure compilando il modulo che si trova sul sito papamilano2017.it 

Come arrivare a Monza

-      Chi si iscrive riceverà un’email personale con un allegato. Stampandolo e presentandolo agli ingressi del Parco di Monza, avrà accesso all’area della Messa insieme al numero di persone che ha indicato sul modulo. Chi si iscrive singolarmente può scegliere di raggiungere il Parco a piedi oppure può raggiungere in auto la stazione ferroviaria più vicina a casa e, comprando il biglietto (info Trenord numero verde 800 053 233), prendere un treno con destinazione Villasanta o Arcore o Monza o Lissone  Per chi si muovesse dal Comune di Monza o dall’area brianzola può utilizzare i bus di linea. I dettagli su:www.provincia.mb.it/papamonza2017/Messa_bus.html 

Percorsi a piedi per arrivare all’area della Messa

Una volta giunti a Monza ci sarà per tutti un piccolo tragitto a piedi da compiere per entrare nel Parco (tramite 22 varchi) e raggiungere l’area dell’ex Ippodromo, dove il Papa celebrerà la Messa. I percorsi da compiere a piedi vanno da un minimo di 15 minuti a un massimo di 40. La mappa dei percorsi su:www.papamilano2017.it

Orari

I 22 accessi al Parco di Monza apriranno alle ore 8.00.

Bisognerà trovarsi nei settori per la Messa entro le ore 14.00.

La Messa inizierà alle ore 15.00 e si ipotizza che la conclusione della celebrazione sarà alle le 16.30.

Cosa posso portare con me alla Messa?

Sarà possibile introdurre nell’area della Messa un seggiolino, l’ombrello, bottigliette di plastica, lo zaino.

FONTE (don Davide Milani, responsabile Ufficio Comunicazioni Sociali Arcidiocesi di Milano)

 

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