updated 8:22 AM UTC, Aug 17, 2018

Quando torneremo a votare? Senza fiducia a Cottarelli la prima data utile è il 9 settembre. Tutte le ipotesi calendario alla mano (VIDEO)

Sono giorni decisivi per il governo. Dopo lo scontro attorno al nome di Paolo Savona che ha impedito la formazione di un esecutivo 5 Stelle-Lega guidao da Giuseppe Conte, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l'incarico a Carlo Cottarelli. Ma le elezioni sono tutt'altro che scongiurate, anzi. Se l'ex commissario alla spending review riuscirà a ottenere la fiducia in Parlamento entrerà in carica per l'approvazione della legge di Bilancio per il 2019. "Dopo di che - ha detto Cottarelli - il Parlamento verrebbe sciolto con elezioni a inizio 2019". Senza fiducia, invece, come sembra probabile, "il governo si dimetterebbe immediatamente e il suo principale compito sarebbe la gestione dell'ordinaria amministrazione e di accompagnare il Paese ad elezioni dopo il mese di agosto" - (VIDEO)


Calendario alla mano, vediamo quali sono le date utili per il voto

I TEMPI - Il tempo minimo in Italia per indire le elezioni politiche è di un mese e mezzo. Il decreto del presidente della Repubblica con il quale si stabilisce la data del voto deve infatti essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro il 45esimo giorno antecedente quello delle consultazioni. Bisogna poi considerare il voto all'estero per organizzare il quale servono almeno 60 giorni.

9 SETTEMBRE - La prima data utile dopo l'estate potrebbe essere il 9 settembre, considerando la necessità di verificare come arrivare allo scioglimento delle Camere in modo da non superare i 70 giorni tra il game over della legislatura e l'apertura delle urne. Ma si potrebbe tornare alle urne anche il 16 settembre, il 23 settembre e il 30. In quest'ultimo caso le Camere dovrebbero essere sciolte entro il 22 luglio.

VOTO A OTTOBRE - Le elezioni potrebbe slittare anche a inizio ottobre, probabilmente il 7, ultima domenica utile per non mettere a rischio l'eleborazione della manovra che va presentata dal governo in Parlamento entro il 15 ottobre. In questo caso l'ultima data utile per sciogliere le Camere è il 29 luglio.

ELEZIONI NEL 2019 - Se il governo Cottarelli riuscisse invece a incassare la fiducia in Parlamento, ipotesi complicata visto il no annunciato da 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, le elezioni si terrebbero all'inizio del prossimo anno. L'esecutivo Cottarelli restarerebbe in carica fino a fine dicembre per traghettare il Paese a nuove elezioni con la manovra approvata e gli aumenti dell'Iva scongiurati. (Fonte: Adnkronos)

Governo, la Meloni vuole la messa in stato d'accusa di Mattarella: "Non poteva rifiutarsi di nominare Savona, è alto tradimento. Fa gli interessi degli stranieri" (VIDEO)

"Il veto di Mattarella ha dell'incredibile, nessuna norma della Costituzione italiana consente infatti al Capo dello Stato di rifiutarsi di nominare un ministro solo perché non ne condivide le idee. È ormai drammaticamente evidente che il presidente Mattarella è troppo influenzato dalle interessi delle nazioni straniere. Fratelli d'Italia chiederà al Parlamento di italiano la messa in stato d'accusa del presidente per alto tradimento a norma dell’articolo 90 della Costituzione italiana perché di gente che fa gli interessi degli stranieri e non degli italiani ne abbiamo vista anche troppa". Così Giorgia Meloni in un video dopo aver saputo che Conte ha rimesso il mandato per il veto posto da Mattarella su Savona

Governo, Di Maio infuriato: "Scelta incomprensibile di Mattarella. Inutile andare a votare tanto decidono le agenzie di rating, le lobby finanziare e bancarie" (VIDEO)

"Avevamo espresso Conte come presidente del consiglio, avevamo una squadra di ministri, eravamo pronti a governare e ci è stato detto no perché il problema è che le agenzie di rating in tutta Europa erano preoccupate per un uomo che andava a fare il ministro dell'Economia. Allora diciamocelo chiaramente che è inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating, le lobby finanziare e bancarie, sempre gli stessi. Sono stato grande stimatore Mattarella ma questa scelta è incomprensibile". Lo ha detto il leader M5s Luigi Di Maio nel corso di una diretta su Facebook - (VIDEO)


"Spero che agli italiani sia data la parola il prima possibile... Dobbiamo discutere la messa in stato d'accusa del Presidente Mattarella" e "parlamentarizzare questa crisi istituzionale... dobbiamo portare l'articolo 90 nella discussione parlamentare e poi andare a elezioni il prima possibile". Così Luigi Di Maio, leader del M5S, in collegamento telefonico con 'Che tempo che fa' su Rai Uno. "E' stato convocato al Quirinale Cottarelli che non ha la fiducia della maggioranza del Parlamento... nascerà un governo degli affari correnti... questo è assurdo" ha detto ribadendo che il Movimento 5 stelle non voterà mai la fiducia a Cottarelli.

UNA SCELTA INCOMPRENSIBILE - "Abbiamo un grande problema in Italia che si chiama democrazia. Questa non è una democrazia libera se stiamo in queste condizioni" sostiene in una diretta Facebook. "Sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica Mattarella ma questa scelta per me è incomprensibile perché ce l'abbiamo messa tutta" e nel contratto di governo "non c'era l'uscita dall'euro" ma "la rivisitazione di alcune regole europee".

INUTILE ANDARE A VOTARE - "Diciamocelo chiaramente che è inutile andare a votare - attacca Di Maio -, tanto i governi li decidono le agenzie di rating e le lobby finanziarie e bancarie". Se si vuole impedire un governo del M5S e della Lega ce lo devono dire chiaramente perché oggi ce l'hanno dimostrato. Io sono molto arrabbiato... ci abbiamo messo oltre 80 giorni. La verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il M5S al governo del Paese". "Non so nei prossimi mesi cosa succederà, noi ci siamo, il M5S ci sarà sempre ma con una consapevolezza differente".

DI MAIO, ECCO I NOMI CHE ABBIAMO FATTO - Di Maio ha letto la lista dei potenziali ministri, sottoposta oggi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal premier incaricato Giuseppe Conte. Di Maio e Salvini sarebbero dovuti diventare entrambi vicepresidenti del Consiglio, il primo destinato a ricoprire l'incarico di ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e il secondo dell'Interno. La lista prevedeva: Riccardo Fraccaro ai Rapporti col Parlamento e alla democrazia diretta; Giulia Bongiorno alla Pa; Enrica Stefani agli Affari Regionali e alle Autonomie; Barbara Lezzi al Ministero per il Sud; Lorenzo Fontana al Ministero per la Disabilità; Luca Giansanti agli Esteri; Alfonso Bonafede alla Giustizia; Elisabetta Trenta alla Difesa. E ancora: Paolo Savona all'Economia; Gian Marco Centinaio alle Politiche agricole; Mauro Coltorti alle Infrastrutture e ai Trasporti; Marco Bussetti all'Istruzione; Alberto Bonisoli al Mibact; Giulia Grillo alla Salute; Giancarlo Giorgetti sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. "Questa - ha detto il leader M5S - era la squadra di governo che lunedì mattina poteva giurare al Quirinale".

L'ATTACCO AD ALFANO E LA REPLICA - "In questo Paese puoi essere un criminale, condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano - dice Di Maio -, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione e il ministro lo puoi fare, ma se hai criticato l'euro e l'Europa non puoi permetterti neanche di fare ministro dell'Economia. Ma non finisce qui". Pochi minuti dopo la replica di Angelino Alfano. ''Di Maio: niente laurea nella vita universitaria, niente professione nella vita civile, niente governo nella vita politica. Di Maio sei uguale a niente. Sciacquati la bocca prima di parlare di me. In tribunale risponderai di ciò che hai detto''. (Fonte: Adnkronos)

Governo, Salvini non ci sta e accusa Mattarella: "Uscita dall'euro? Macché, Savona bocciato per le sue idee. Il rispetto vale più di un ministero" (VIDEO)

Intervista al leader della Lega, Matteo Salvini, all'indomani della rottura con il presidente della Repubblica sul nome di Paolo Savona al ministero dell'Economia, che ha portato alla remissione del mandato da parte del premier incaricato Giuseppe Conte - (VIDEO)


Se Fi e Berlusconi votano o si astengono sul governo Cottarelli, "mi pare evidente" che l'alleanza di centrodestra si rompe. Matteo Salvini, ospite a 'Circo Massimo' su Radio Capital, avverte gli alleati dopo la decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di convocare oggi al Colle l'ex commissario alla spending review.

"Ieri - dice il leader della Lega - non ho parlato con Berlusconi, ma ho letto il suo comunicato in cui dice 'viva viva i risparmi degli italiani sono in sicurezza'. Se in fondo non ci fosse stata la firma di Berlusconi, sembrava un comunicato di Renzi o Martina. Adesso arriva Cottarelli e vediamo se l'alleanza regge".

"Oggi Mattarella - continua - darà l'incarico a Cottarelli, le Camere sono convocate per domani a questo punto mi piacerebbe capire: chi lo vota Cottarelli? Chi lo sostiene?". "Mattarella - ha continuato Salvini - non ha dato l'incarico al centrodestra, non ha voluto il governo M5S-Lega che aveva la netta maggioranza nel Paese... adesso ci manda il signor Cottarelli che ha lavorato al Fmi, uomo senza una maggioranza, sostenuto forse solo dal Pd che è stato sconfitto alle elezioni. Mi sembra una forzatura".

Salvini torna quindi a respingere l'ipotesi di mettere in stato d'accusa il presidente Mattarella per aver impedito il varo del governo M5s-Lega. "Ci vuole mente fredda, certe cose - sottolinea - non si lanciano sull'onda della rabbia. Io non mi metto a parlare di impeachment che è materia per giuristi e costituzionalisti".

Poi, parlando di una eventuale candidatura di Paolo Savona nelle liste della Lega alle prossime elezioni, aggiunge: "Non candido le persone senza interpellarle. Savona si è messo a disposizione di un progetto e io non uso il suo nome e vanvera". Il leader leghista non butta via il lavoro programmatico fatto con il M5S ma da qui a parlare di alleanza elettorale con Di Maio ce ne corre.

In mattinata, arrivando a Montecitorio Salvini risponde alle domande dei cronisti. Ammette di essere "incaz... nero" ma anche "arrabbiato e deluso". "Mi sento di portare la voce di tantissimi italiani arrabbiati e delusi perché l'arbitro non ha fatto l'arbitro" sottolinea. "Ho riletto e riletto la Costituzione: nessun articolo proibisce a un ministro di voler cambiare le regole europee. A questo punto ce lo dicano: qualsiasi governo deve avere il timbro di Berlino, di Parigi e di Bruxelles, secondo me è una follia".

A chi gli chiede perché non abbia mediato accettando la nomina di Giorgetti al Mef al posto di Savona, Salvini spiega: "La lealtà vale più di una poltrona, Savona era la massima garanzia di riuscire a contrattare condizioni vantaggiose per l'Italia in Europa, più di chiunque altro. Più di me e di Giorgetti sicuramente".

"Né io né lui - prosegue - ci sentivamo in grado di avere lo stesso standing, la stessa forza, la stessa energia, le stesse relazioni del prof. Savona. E non si può dire no a un ministro - si può chiamare Pippo, Pluto, Paperino - perché non ha la condivisione del mondo dei mercati, della finanza, dello spread e delle capitale europee". Per il leader della Lega, dunque, Savona resta "la figura migliore" per "garantire che l'Italia in Europa sarebbe tornata a contare".

Salvini auspica elezioni "il prima possibile", ma glissa sull'ipotesi di un'alleanza con i Cinquestelle in vista del voto: "Mi faccia ragionare a mente fredda... sono ancora troppo incaz... per fare questo tipo di ragionamenti" risponde a un cronista. Nel M5S, però, il leader leghista ammette di aver trovato "persone serie, di buonsenso, che hanno mantenuto la parola data. Non li conoscevo, avevo dei sospetti, invece in queste settimane ho trovato persone serie".

Quanto alla chiamata di Cottarelli, Salvini sostiene di non conoscerlo e di non averlo citato in campagna elettorale. "Ho letto in questi giorni che tutto quello che proponevamo, secondo lui non andava bene - chiosa -. Ho letto il suo curriculum: è il perfetto rappresentante di quel mondo della finanza e dei poteri forti che ha fermato la nascita del governo del cambiamento... auguri a lui e sopratutto agli italiani". (Fonte: Adnkronos)

Governo, è saltato tutto. Lo scontro finale tra Di Maio-Salvini e Mattarella su Savona. La mossa Cottarelli e il nuovo voto che si avvicina. E ora cosa succede?

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve Carlo Cottarelli al Quirinale. Ieri Conte aveva rinunciato all'incarico, ponendo fine all'ipotesi di un governo giallo-verde, dopo il No di Mattarella a Savona ministro dell'Economia, per difendere l'Italia nell'euro.  Salvini: "Mai pensato all'uscita dell'euro, intesa con M5S? Vedremo. Se Cav vota Cottarelli addio alleanza". Di Maio: "prima l'impeachement e poi si torna alle urne". Intanto i mercati "apprezzano" il naufragio del governo gialloverde. Lo spread apre in netto calo a 190 punti, netto rialzo per l'euro a 1,1719 dollari


La domenica più lunga della XVIII legislatura si chiude drammaticamente poco dopo le 20, quando il premier incaricato Giuseppe Conte scioglie negativamente la riserva, rinunciando all'incarico di formare un governo giallo-verde, e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella convoca Carlo Cottarelli al Quirinale. L'incontro si terrà oggi alle 11.30.

Dopo solo 96 ore si conclude così l'esperienza di Conte come premier incaricato. "Ho profuso il massimo sforzo, la massima attenzione per adempiere a questo compito" dice il professore Conte dopo circa un'ora di colloquio con il Presidente Mattarella. Ma è ormai chiaro che tutto è saltato: il "governo del cambiamento" non si farà.

 I tentativi di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, saliti al Colle prima di Conte per sbloccare l'impasse, falliscono. Il no di Mattarella all'economista euroscettico Paolo Savona al Tesoro è il nodo sul quale si blocca la partita pentaleghista, aprendo una delle crisi istituzionali più gravi della storia della Repubblica. "Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri" presentate da Giuseppe Conte, precisa il Capo dello Stato "tranne quella del ministro per l'Economia", la cui designazione "costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari".

Il presidente Mattarella, che pure ha assicurato di aver "agevolato in ogni modo la nascita del governo" viene minacciato di impeachment. Prima dalla leader di FdI, Giorgia Meloni, poi dal capo grillino, Luigi Di Maio, che attacca Mattarella con una diretta Facebook: "Sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica Mattarella ma questa scelta per me è incomprensibile perché ce l'abbiamo messa tutta".

"Diciamocelo chiaramente che è inutile andare a votare - attacca Di Maio -, tanto i governi li decidono le agenzie di rating e le lobby finanziarie e bancarie". Poi conclude: "Non finisce qui". Le intenzioni vengono chiarite poco dopo, quando da Fazio, a 'Che tempo che fa', il leader pentastellato annuncia: "Spero che agli italiani sia data la parola il prima possibile. Dobbiamo discutere la messa in stato d'accusa del Presidente Mattarella".

Dal canto suo, Matteo Salvini, parlando da Spoleto, invoca il ritorno alle urne, scongiurando però l'impeachment del Presidente della Repubblica: "Alla dignità non rinuncio - incalza -. Posso rinunciare alle poltrone ma non posso rinunciare alla coerenza. Ce l'abbiamo messa tutta, ma non saremo mai servi e mai schiavi". "Rabbia? Tanta. Paura? Zero - ammette Salvini -. Cambieremo questo Paese, insieme. Io non mollo amici, conto su di Voi".

Da parte dell'opposizione arrivano invece parole di sostegno nei confronti del Quirinale. Il primo a levare gli scudi è il premier uscente Paolo Gentiloni: "Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella - scrive su Twitter -. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese". Poi è la volta di Matteo Renzi: "Salvini non voleva governare - twitta Renzi - ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che Flat Tax e Fornero. E quindi ha usato l'alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare #Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza".

Anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi esprime solidarietà al Presidente: "Invocare l'impeachment è da veri irresponsabili - si legge in una nota di Fi-. il Capo dello Stato va rispettato anche quando non lo si condivide, aspettiamo le decisioni di Mattarella, il Paese ha bisogno di un governo subito, serve stabilita".

La mossa di Mattarella viene annunciata in serata: è la convocazione di Carlo Cottarelli. L'ex commissario alla spending review salirà oggi alle 11:30 al Quirinale. (Fonte: Adnkronos)

Salvini: "Premier e governo, ci siamo. Nessuno ci metta i bastoni fra le ruote. Le critiche? Da chi ha contribuito al fallimento dell'Italia" (VIDEO)

(VIDEO 1 - VIDEO 2) - M5S e Lega stringono sul premier, il cui nome - almeno è questo l'obiettivo - potrebbe esserci lunedì.  Ai giornalisti che gli chiedono quando si rivedrà con il leader dei 5 Stelle, il segretario del Carroccio, Matteo Salvini,  risponde: "Entro domani". L'obiettivo è quello di andare con il nome del presidente del consiglio lunedì al Quirinale. Ma, aggiunge, "devo ancora sentire Di Maio". Salvini ha anche ribadito che il presidente del consiglio non sarà né lui né Di Maio. A suo parere, il premier con M5S deve essere "una figura che vada bene a entrambi, con una esperienza professionale incontestabile e che condivida e abbia contribuito alla stesura del programma". Salvini sembra, comunque, ottimista. Per la formazione di un governo coi 5 Stelle, ha detto, "sono fiducioso: abbiamo già fatto un lavoro che non è mai stato fatto nella storia della Repubblica italiana, ossia definire un programma punto per punto da rispettare mese per mese, e se poi - avverte - qualcuno non rispetterà questo programma salta tutto".  "Speriamo - conclude - che in Europa e in Italia nessuno ci metta i bastoni fra le ruote". 

Nuovo governo, chiuso il contratto Lega-M5S: niente uscita dall'euro ma ci sono i vaccini. Salvini vuole l'Interno per l'immigrazione. Si tratta sul premier. Mattarella: "Leggerò solo il testo definitivo". Attacchi da Forza Italia (VIDEO)

 "Tavolo chiuso, il contratto di governo è completo". Così, poco prima delle 19, fanno sapere autorevoli fonti parlamentari Cinquestelle. Nell'accordo, composto di circa 40 pagine e da poco più di 22 punti, non ci sarebbe il punto relativo all'uscita dall'euro, né il referendum sulla moneta, e ogni posizione sul tema andrà verificata con i partner europei dell'Italia. Ci sarebbe invece un capitolo dedicato ai vaccini, anche se i dettagli non sono ancora noti. Le voci di Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Danilo Toninelli e Mara Carfagna

Governo, Di Maio apprezza l'apertura di Martina e chiede uno "sforzo" al Pd: "Un contratto per risolvere i problemi degli italiani o si torna al voto" (VIDEO)

Nuovo giro di consultazioni per il presidente della Camera, Roberto Fico, incaricato dal capo dello Stato di sondare M5S e Pd in vista di un eventuale accordo di governo. Intanto il leader pentastellato, Luigi Di Maio, ha parlato dopo essere salito al Quirinale. Ecco cosa ha detto - (VIDEO)


Si cerca una soluzione per uscire dall'impasse sul governo. Luigi Di Maio, a margine del secondo giro di consultazioni con il presidente della Camera, Roberto Fico, ribadisce che se non c'è un'intesa si torna al voto e chiede uno "sforzo" ai dem. "Vogliamo risolvere problemi che non sono stati risolti per 30 anni. Non siamo autonomi", per questo "pensiamo a un buon contratto di governo al rialzo per risolvere i problemi degli italiani". Un governo di questo tipo, semmai vedrà la luce, "sarà una novità assoluta e non sarà in continuità coi governi del passato" dice Di Maio.

"Voglio dire prima di tutto - esordisce il capo politico del M5S - di uscire dalla logica della Prima e della Seconda Repubblica: tutti parlano di alleanza, qui non si tratta di un'alleanza. Si pensa e si usa ancora un linguaggio completamente sbagliato. Come ho detto inizia la Terza Repubblica in cui al centro si mette il cittadino. Qui le forze politiche fanno un passo indietro e sono i cittadini a fare un passo avanti". "Con il contratto di governo sul modello tedesco ci sarà prima di tutto il cittadino e i suoi bisogni: con un elenco delle cose da fare - spiega - Qui conta solo se ai 10 milioni di poveri sotto la soglia di povertà riusciremo a dare 780 euro al mese per superare quella soglia, il reddito di cittadinanza" o intervenire sulle pensioni.

"A questi italiani interessa avere il reddito di cittadinanza - chiede Di Maio - o preferiscono che due forze politiche continuino a litigare per l’eternità? Questo se sarà, non sarà un governo in continuità con il passato". "Io capisco chi dice tra i nostri 'mai col Pd' e tra i loro 'mai col M5S'. Ma rendiamoci conto - scandisce - che qui il tema non è andare con il Pd come non era andare con la Lega, qui si sta dicendo: fare il reddito di cittadinanza, ridurre le tasse, aiutare le famiglie che fanno figli, tagliare gli sprechi. Senza negare le profonde diversità che abbiamo".

"Certo - aggiunge - bisogna fare uno sforzo nella direzione del cambiamento. E anche al Pd chiedo lo sforzo di non entrare nella logica per cui il Movimento 5 Stelle debba negare le battaglie storiche del passato". "Abbiamo questa opportunità, se non si riescono a fare le cose si torna al voto" ribadisce Di Maio. "Credo - prosegue - che se si ritorna al voto il M5S ne uscirà rafforzato, sono convinto anche per quello che stiamo vedendo nel Paese. Oppure possiamo capitalizzare questo 32% che non è autonomo e metterci a lavorare per il Paese". "Ce la metteremo tutta - sottolinea ancora - noi siamo disponibili a sederci subito al tavolo, a mettere al centro i temi".

E al centro ci sono "i bisogni delle persone senza pensare al tornaconto di partito, senza pensare al tornaconto del Movimento" afferma il capo politico del M5S. "Se volessimo pensare all’interesse di partito - dice Di Maio - faremmo come la Lega, ci metteremmo lì restando fuori da qualsiasi responsabilità di governo. Ma siccome non abbiamo mai pensato a interessi strategici, stiamo mettendo al centro i cittadini".

CONFLITTO D'INTERESSI - Di Maio parla anche di Silvio Berlusconi. "Fa specie - osserva - vedere che Berlusconi utilizzi tv e giornale per mandare velate minacce a Salvini, qualora decidesse di sganciarsi. E' arrivato il momento di metter mano a questo conflitto d'interessi e di dire che un politico non può essere proprietario di mezzi di informazione".

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