updated 2:57 PM CET, Nov 23, 2017

Dopo l'esonero di Ventura chi sarà il nuovo ct della Nazionale? Ce lo dicono i bookmakers

Licenziato il selezionatore che ha fallito la qualificazione ai mondiali dopo 59 anni e con Carlo Tavecchio che non ha nessuna intenzione di lasciare la sua poltrona di presidente della Figc, si rincorrono le ipotesi sul prossimo tecnico che si siederà sulla panchina azzurra. Ecco il favorito: è un big titolatissimo...


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La panchina dell'Italia è alla ricerca del suo futuro. Dopo il flop Mondiale e il licenziamento di Gian Piero Ventura, il numero uno della Figc Carlo Tavecchio resta al suo posto e pensa al successore del commissario tecnico della Nazionale. E almeno per i bookmaker, non ci sono dubbi.

Carlo Ancelotti è infatti sempre più vicino alla panchina dell’Italia: secondo i rumors, le trattative sono già state avviate e a spingere l'ex tecnico di Juventus, Milan, Chelsea, Paris Saint-Germain, Real Madrid e Bayern Monaco sono anche i quotisti Snai che hanno tagliato la proposta su Carletto come prossimo allenatore azzurro.

Mercoledì, riferisce Agipronews, era dato a 2,50 subito dietro Gigi Di Biagio, favorito della prima ora. Ora è passato a 1,70 mentre il tecnico dell’Under 21 è salito da 2,00 a 3,50. L'ex tecnico del Milan, del resto, corrisponde perfettamente alla figura emersa dopo la riunione fiume in Figc: "Abbiamo pensato al profilo di un allenatore importante", ha detto il presidente Tavecchio.

Restano quindi al momento in stand by le altre candidature, da prendere in considerazione solo dopo un eventuale rifiuto di Ancelotti: si punta a 12,00 su Roberto Mancini e a 15,00 su Gianni De Biasi.

Quota 20,00 per Claudio Ranieri e Alberico Evani, poi si va a 25,00 per Gianluca Vialli e Alberto Zaccheroni. A 100 l’opzione di un allenatore straniero, così come quella di Gennaro Gattuso.

In tabellone anche il nome di Paolo Maldini, che in realtà è circolato come assistente di Ancelotti o team manager della Nazionale: vederlo raccogliere l’eredità di papà Cesare in panchina, pagherebbe 150 volte la scommessa.

(Fonte: Adnkronos)

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Italia fuori dai Mondiali, Bonolis sfotte gli azzurri: "Bella idea quella dei cross contro i piccoletti svedesi..."

Con un video su Instagram intitolato "Complimenti per la tattica" Paolo Bonolis irride la Nazionale di calcio italiana reduce dal doppio confronto perdente contro la Svezia che ha determinato la mancata qualificazione ai Mondiali 2018 in Russia. Il popolare conduttore dice: "Un'intuizione giustissima usare i cross perché loro erano piccoli piccoli. Non vedo l'ora di guardare Germania-Corea del Sud..." - (VIDEO)

Quando Renzi avvertiva Putin: "Vogliamo vincere i mondiali 2018 in Russia"

Nel giugno del 2015 l'allora premier Matteo Renzi incontrava il presidente russo, Vladimir Putin, in visita all'Expo di Milano. Al termine dell'incontro dedicato a questioni alimentari, tema dell'Esposizione universale, il segretario del Pd aveva piazzato una battuta calcistica che oggi suona in modo piuttosto beffardo... - (VIDEO)

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Nazionale di calcio, Salvini come Pochesci: "Torniamo ai tre stranieri, troppe mezze pippe dal resto del mondo"

Il segretario leghista alla Camera parla a poche ore da Italia-Svezia, partita delicatissima che dirà se andremo a Russia 2018: "Io spero che ci si qualifichi ai Mondiali. Detto questo, faccio mie le parole dell'allenatore della Ternana: con un po' meno stranieri in campo nelle giovanili e nei campionati di A, B e C ci sarebbe una Nazionale più competitiva". Quindi - chiede un cronista - non farebbe giocare Eder e Jorginho? "Non faccio l'allenatore della Nazionale di calcio, ambisco a qualcosa di diverso se la normativa è questa è questa, io farei giocare gli italiani", la risposta di Salvini - (VIDEO)

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La droga dell'Isis che aiuta gli islamisti a massacrare la gente e ad autofinanziarsi

Una partita di sostanze stupefacenti del valore di 50 milioni di euro diretta in Libia e la cui vendita doveva servire a finanziare lo Stato Islamico è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel porto di Gioia Tauro. La Sezione Antiterrorismo della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha disposto il sequestro di 24 milioni di compresse di tramadolo sbarcate da una nave proveniente dall'India. Ecco che effetti ha e cosa provoca


Si chiama tramadolo, ma è tristemente conosciuta come "droga del combattente". 24 milioni di compresse sono state sequestrate dalla Guardia di finanza e dall'Ufficio antifrode della Dogana nel porto di Gioia Tauro. Provenivano dall'India ed erano dirette in Libia e secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall’Isis al fine di finanziare le attività terroristiche. Viene chiamata "droga del combattente" perché il suo uso è stato ripetutamente accertato negli scenari di guerra mediorientali, dal momento che viene utilizzata sia come eccitante sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico.

Si tratta di una sostanza oppiacea, un analgesico il cui effetto antidolorifico è dovuto alla sua influenza su specifiche cellule nervose presenti nel midollo spinale e nel cervello. Utilizzato nel trattamento del dolore da moderato a grave o nel caso di dolori indotti da interventi chirurgici e diagnostici, in Italia il tramadolo può essere venduto dietro prescrizione medica e viene impiegato come principio attivo di diversi farmaci, come il Contramal.

Proprio per la sua capacità di alleviare la percezione del dolore e lo stato d'ansia, il tramadolo viene usato dai jihadisti per entrare in azione. Esattamente come il Captagon, l'altra "droga dell'Isis" formata da un mix di anfetamine e caffeina che provoca una maggiore vigilanza, diminuisce la sensazione di stanchezza e porta a una alterazione della capacità di giudizio. Impiegata dai jihadisti per inibire paura e dolore, permette di uccidere senza il timore della reazione altrui.

(Fonte: Adnkronos)

Allarme Vesuvio, il vulcano sta raggiungendo livelli di allerta elevati

Gli scienziati avvertono che un'eruzione nella zona di Campi Flegrei sarebbe catastrofica e potrebbe colpire 1,5 milioni di persone in tutta la regione


Gli scienziati hanno scoperto una "zona calda" che alimenta il supervulcano, una scoperta che alimenta i timori di un'eventuale eruzione. La zona è quella dei Campi Flegrei, una caldera vulcanica a ovest di Napoli, scomparsa secoli fa è stata tranquilla sino agli anni Ottanta, quando il movimento di magma nella camera di superficie del vulcano provocò una serie di piccoli terremoti. I dati sismografici di quei tremori hanno consentito agli scienziati di individuare una nuova fonte di magma che si riversò nella camera di Campi Flegrei e nella caldera. L'analisi più approfondita di questa zona, fatta in questi ultimi mesi, aumenta i timori sulla pericolosità di questo supervulcano, da secoli troppo silente.

Una domanda che ha sconcertato gli scienziati è dove il magma si possa trovare esattamente, il dottor Luca De Siena , che ha guidato lo studio presso l'Università di Aberdeen riferisce, "il nostro recente studio fornisce la prima prova di una zona calda sotto la città di Pozzuoli, che si estende nel mare a una profondità di 4 km". "Anche se questa è la posizione più probabile di un piccolo pezzo di magma, potrebbe anche essere la parte superiore riscaldata di una camera magmatica più ampia, situata ancora più in profondità".

Per ora la ricerca del Dott. De Siena, suggerisce l'idea che il magma sia bloccato in profondità da una formazione roccia di circa 1-2 km, formatasi dopo i piccoli terremoti degli anni ottanta, Formazione che impedisce al magma la salita in superficie e lo costringe in un percorso laterale che attenua le forti pressioni. Non è ancora chiaro che cosa questo possa significare per il futuro del vulcano, ma la quantità relativamente bassa dell'attività sismica nell'area negli ultimi tre decenni suggerisce che la pressione del magma stia salendo all'interno della caldera stessa. 

                                                                                                                 Il sito di "Campi Flegrei" , dal Greco "campi brucianti che ardono"

Il dottor De Siena continua specificando,"non possiamo dire che cosa significhi in termini di scala, una possibile eruzione futura , ma non c'è dubbio che il vulcano sta diventando più pericoloso. Si verificherà un'eruzione quando la pressione della roccia fusa stimolerà il terreno fino al punto di rottura, questo sarebbe catastrofico per i 1.5 milioni di persone che vivono nella provincia di Napoli". "Negli ultimi trent'anni il comportamento del vulcano è cambiato, tutto è diventato più caldo a causa di fluidi che permangono nell'intera caldera".

"Qualunque cosa abbia prodotto l'attività sotto Pozzuoli negli anni '80, ha migrato altrove, per cui il pericolo non si trova solo nello stesso punto, potrebbe essere ora molto più vicino a una zona densamente popolata di Napoli". Il dott. De Siena ha descritto Campi Flegrei, come "la crosta di un piatto di zuppa che bolle sotto la superficie".

L'eruzione più catastrofica del Vesuvio risale a circa 39.000 anni fa,  quando il vulcano sparò roccia fusa a un'altezza di circa 70Km nella stratosfera, si pensa che questa sia stata la più grande eruzione che il nostro continente abbia vissuto negli ultimi 200.000 anni. 

All'inizio del Novecento fu registrata violenta esplosione del Vesuvio. Era il 4 aprile 1906 e se ne ha notizia anche grazie alla giornalista Matilde Serao, che ne raccontò gli effetti devastanti. All'inizio una piccola colata di lava cominciò a fuoriuscire sul versante meridionale del vulcano. Fu Giuseppe Mercalli, che si trova sulle pendici della montagna, a studiare la situazione e a lanciare l'allarme di una nuova imminente eruzione. Tra il 7 e l'8 aprile di quell'anno l'attività vulcanica si intensificò: due forti scosse di terremoto segnarono il collasso della parte sommitale del Gran Cono mentre la lava scorreva veloce devastando il paese di Boscotrecase. La nube eruttiva iniziava a depositare cenere e lapilli nei paesi vesuviani ad est del vulcano tra cui Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano. L'eruzione, che terminò il 21 aprile, è ricordata come la più violenta del XX secolo e le sue ceneri raggiunsero anche la Puglia. 

Dopo il 1929, l'ultima eruzione del Vesuvio fino ad ora si è verificata tra il 16 e il 29 marzo 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale. Distrusse di nuovo i comuni di Massa e San Sebastiano al Vesuvio, cospargendoli di cenere, mentre anche il condotto craterico subì una alterazione radicale. Ne fu data notizia anche all'estero, dal momento che le immagini dell'eruzione furono riprese dai cinegiornali americani e inglesi che seguivano le truppe di questi paesi in Italia. Dopo questo episodio, il vulcano è entrato in una fase di quiescenza, cioè di riposo, continuamente monitorato attraverso l'osservazione di parametri geofisici e geochimici da parte dell'Osservatorio Vesuviano.

FONTE (www.independent.co.uk)

Il video dell'ultima eruzione nell 1944

 

Il fratello dell'attentatore di Marsiglia arrestato a Ferrara: tunisino, ex combattente dello Stato islamico in Siria, era sbarcato in Sicilia nel 2014

Era stato proprio Anis Hannachi a indottrinare Ahmed, il terrorista che il primo ottobre ha accoltellato a morte due donne nel nome di Allah alla stazione della città portuale francese. Giunto sulle nostre coste tre anni fa, fu espulso dopo aver fornito false generalità come ha fatto davanti agli agenti che lo hanno fermato ieri sera. Un passato da Foreign Fighter dell'Isis, aveva appoggi in Emilia - (VIDEO)


Anis Hannachi, 25enne tunisino, fratello dell'attentatore che ha ucciso due donne a Marsiglia (nella foto sotto l'uomo neutralizzato dagli agenti francesi e il corpo di una vittima a terra), è stato arrestato a Ferrara dai poliziotti della Digos di Bologna. Dopo una vasta attività investigativa, coordinata dal Servizio centrale per il contrasto del Terrorismo, è stato eseguito un mandato di arresto europeo emesso in Francia.

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Quello del 25enne è un passato da Foreign Fighter in Siria e in Iraq e un presente da fuggitivo tra Francia e Italia che gli aveva provocato anche dei sentimenti di "stanchezza, disagio e turbamento": cosa quest'ultima che preoccupava non poco gli investigatori italiani, avvertiti della sua presenza in Italia.

PRESO IN BICI - La sua presenza nel nostro Paese era stata segnalata dalle autorità francesi, che ipotizzavano il suo arrivo già dal 27 settembre scorso. Le sue tracce in Liguria il 4 ottobre scorso, successivamente è stato localizzato a Ferrara, dove sabato sera è stato arrestato dalla Polizia mentre, di notte, percorreva in bicicletta le vie della città.

NON COLLABORA - "Per il momento non collabora", precisa il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti. Allo stato attuale delle indagini, "non emergono segnali riguardanti la possibile pianificazione di atti sul nostro territorio", spiega poi il direttore del servizio centrale antiterrorismo Lamberto Giannini.

RADICALIZZAZIONE - L'indagine che ha portato all'arresto di Hannachi "promette di avere interessanti sviluppi", ha rilevato Roberti. E Francesco Caporale, procuratore aggiunto di Roma, ha ricordato che "l'attentato di Marsiglia risale al 1 ottobre", quindi l'inchiesta è "appena avviata". Dalle prime risultanze emerge però che sarebbe stato proprio Anis a 'radicalizzare' verso un percorso jihadista il fratello Ahmed, autore dell'attentato di Marsiglia.

LA STRUTTURA - Hannachi era giunto una prima volta in Italia nel 2014. Identificato, era stato espulso "ma all'epoca non aveva dato segni di radicalismo religioso", ha precisato Giannini. "Se dovessero essere confermati i primi risultati delle indagini - ha rilevato il generale Pasquale Angelosanto, Comandante del Ros carabinieri - ci troveremmo di fronte ad una struttura organizzata su base familistica".

SENZA DOCUMENTI - Hannachi, ha spiegato Claudio Galzerano, direttore della divisione antiterrorismo internazionale dell'Ucigos, è stato fermato sabato notte dalla Polizia mentre andava in bicicletta per le strade di Ferrara. "Era senza documenti, ha detto di essere algerino" e si trovava in città da pochi giorni.

NESSUNA CELLULA - "Era a Ferrara perché evidentemente ha degli appoggi - ha spiegato il Questore di Ferrara, Antonio Sbordone - ma per il momento non possiamo ipotizzare che esista una cellula ferrarese". E' stato arrestato per partecipazione ad associazione terroristica e complicità nell'attentato di Marsiglia, nei pressi della Gare de Marseille-Saint-Charles.

IL RISERBO - La sua cattura è stata resa possibile grazie alle informazioni fornite dalle autorità francesi e ottenute dagli investigatori italiani, anche grazie alle intercettazioni del suo telefono. Il giovane non ha opposto resistenza ma ha tentato di dare false generalità, come anche fece al suo arrivo nelle coste siciliane, nel 2014, e fu espulso. Le indagini proseguono nel più stretto riserbo.

(Fonte: Adnkronos)

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L'ATTENTATORE VISSE IN ITALIA. IL PERMESSO DI SOGGIORNO E IL MATRIMONIO CON UN'ITALIANAAhmed Hanachi, era stato arrestato e rilasciato dalla polizia francese solo il giorno prima e fino a tre anni fa viveva in Italia. Lo hanno rivelato Le Monde e il settimanale Le Point. In particolare è emerso che il trentenne, con passaporto tunisino, era arrivato in Italia dalla Francia nel 2006, si era insediato ad Aprilia e aveva sposato un'italiana da cui poi aveva divorziato. La prima rivelazione è che l'assassino, che ha urlato "Allah u akbar" mentre accoltellava i passanti, era stato fermato sabato a Lione con l'accusa di taccheggio e di aver partecipato ad alcune rapine nella città, ma era stato rilasciato per insufficienza di prove malgrado non avesse un valido permesso di soggiorno. La procura di Roma aprirà a breve un'indagine contro ignoti, e per associazione con finalità di terrorismo, legata alle verifiche avviate sulla rete di contatti in Italia di Hanachi.

Dal 2009 al 2017 Hanachi avrebbe beneficiato di un permesso di soggiorno in Italia, scaduto a gennaio scorso e di cui avrebbe chiesto il rinnovo. L'uomo, secondo quanto riferito ieri dal procuratore francese anti-terrorismo François Molins, era noto per piccoli reati comuni ai servizi di polizia dal 2005, con sette identità diverse: una di queste lo identificava come Ahmed H., nato in Tunisia nel 1987. Era stato fermato il 29 settembre a Lione per furto e rilasciato poi il giorno successivo, cioè 24 ore prima dell'attacco, per mancanza di prove. Alla polizia aveva esibito un passaporto tunisino e dichiarato di vivere a Lione, di essere senzatetto, divorziato e con problemi di droga. Stando a una fonte vicina al dossier, citata sempre dai media francesi, l'uomo, che ha dichiarato di essere entrato in Francia nel 2003, nel 2005 era stato fermato e ricondotto alla frontiera dal prefetto del Var, prima di essere rimesso in libertà dopo due giorni, per mancanza di posti nel centro di identificazione ed espulsione e per un problema con il documento di identità.

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