updated 8:57 AM UTC, Aug 19, 2018

La Grecia in fiamme è sull'orlo della rivoluzione?

I mostruosi incendi dell'Attica, la parte centrale della Grecia continentale, hanno causato la perdita di un centinaio di vite umane e si contano ancora oltre duecento dispersi.


Squadre di soccorritori, militari e volontari continuano a cercare i dispersi. Per i morti nel paese è stato dichiarato un lutto di tre giorni.

Il ministro della Protezione Civile Nikos Toskas, avendo familiarizzato con i risultati preliminari dell'indagine, ritiene che la causa della tragedia sia stata dolosa. Secondo lui, a favore della tesi,una strana circostanza, tutti i focolai degli incendi sono sorti in intervalli di tempo molto brevi. In alcune città e villaggi, strade strette, molti vicoli ciechi, ripide scogliere, rendono difficile l'evacuazione, le vecchie attrezzature antincendio, rendendo omaggio al coraggio dei pompieri e dei soccorritori che instancabilmente continuano il loro lavoro.

I residenti del paese raccolgono vestiti, beni di prima necessità, cibo per i compatrioti in difficoltà. Si sono formate anche coda ai punti di prelievo di sangue per le vittime.

Tutto questo però avviene in un paese in piena crisi decennale, i licenziamenti continuano a essere in numero maggiore rispetto alle assunzioni, secondo i media il governo da soldi agli immigrati illegali, mentre le popolazioni locali sono tassate in modo prepotente. Invece di cercare di salvare la natura, vendono la terra ai privati che vengono dalla UE. Questo sta generando una stato di caos dove il controllo diventa davvero difficile, anche i territori che rappresentano la storia del paese non sono esclusi da questo grave scempio. Un paese smembrato che svende il suo patrimonio storico, anche le foreste non fanno eccezione. 
Pesanti le dichiarazioni del Ministro della Sanità greco, che definisce le vittime degli incendi un prodotto della lotta politica interna, affermando che vi è stata una grave mancanza nelle operazioni di emergenza lanciate dal governo, la mancanza di un piano di evacuazione in tale emergenza, ha avuto un ruolo fatale nello sviluppo della tragedia.

I giornali greci riferiscono che la gente è fuggita, abbandonando tutto, senza soldi hanno cercato di usare strade a pagamento trovando le barriere chiuse al loro passaggio, in molti si fermavano a pochi km dalle barriere per chiedere in "ELEMOSINA" quanto serviva per far aprire le barriere. Solo successivamente, dopo che su Internet si sono propagate le proteste il governo greco si è attivato affinchè tutte le barriere autostradali si aprissero gratuitamente. Naturalmente il personale che serve le strade a pedaggio deve attivare operazioni speciali in situazioni d'emergenza, ma la notizia stessa sulla tragedia in corso è arrivata in ritardo. In altre parole i gestori delle autostrade a pedaggio non sapevano della grave situazione d'emergenza in corso nel paese.

Testimoni oculari affermano che molte barche raccoglievano le persone che cercavano la salvezza in mare, mentre sullo sfondo un bagliore e un fumo acre ricordava l'immagine della morente Pompei. Nonostante tutto il tributo agli sforzi dei soccorritori, tecnicamente la Grecia non si è rivelata pronta ad agire in una simile situazione di emergenza . Probabilmente i cittadini faranno ancora domande al loro governo. Chiederanno perchè nella vicina Bielorussia, non c'è stato un solo incendio significativo. Il calore era esattamente lo stesso che nella parte europea della Russia. 

Ora il rischio di una capitolazione del governo greco è molto probabile, sullo sfondo di una perturbazione permanente della politica economica con l'enorme numero di migranti, il gabinetto di Alexis Tsipras potrebbe improvvisamente completare il suo periodo in modo non proprio glorioso.

Per quanto riguarda la possibilità che gli incendi possano essere di origine dolosa, sembrano emergere varie storie motivazionali, un "taglio" di alberi, per ottenere nuovi territori liberi per i quali richiedere nuovi contratti per la costruzione di unità immobiliari,ripulendo anche l'area dalla gente che vi abitava. Ci sono anche voci che parlano di ospiti non invitati provenienti dall'est, pronti ad acquistare le grandi aree bruciate. Ovviamente tutte queste voci non hanno fondamenti reali o tangibili per questo rimangono solo e soltanto delle voci. E' impossibile escludere anche l'opzione di una terribile "granata acustica", che sarebbe servita come fastidiosa distrazione, per portare a nulla le proteste nel paese alle nuove iniziative del governo. 

Le case saranno eventualmente ricostruite, anche se le compagnie di assicurazione nelle aree a rischio di incendio cercano per ora di astenersi dal pubblicizzare le loro politiche.

C'è una caratteristica importante della mentalità greca, pur maledicendo il governo, i greci in nessun caso parlano e scrivono nei social network male della loro patria, purtroppo spesso questa loro forte appartenenza allo stato (la storia insegna) è spesso sfruttata per giochi, non sempre a favore del popolo. I greci sono persone benevole, sono pazienti, ma sanno anche esprimere i loro "NO!" in modo molto forte.

  • Pubblicato in Esteri
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