updated 8:57 AM UTC, Aug 19, 2018

Vinitaly 2018, vini lombardi protagonisti e sempre più biologici. La soddisfazione di Maroni e Fava (VIDEO)

La Lombardia porta la propria biodiversità al Vinitaly 2018, che si terrà a Verona dal prossimo 15 al 18 aprile, con oltre 200 produttori che proporranno circa 2mila etichette, frutto di 90 vitigni tipici, sui 517 totali iscritti al Registro Nazionale delle varietà di vite. La presenza della Lombardia si articolerà su uno spazio di 8.500 metri quadri al PalaExpo di Verona, con 11 consorzi: Franciacorta, Lugana, Moscato di Scanzo, Oltrepò Pavese, Vini Mantovani, San Colombano, Terre Lariane, Valcalepio, Valtellina, Valtènesi ed Ente Vini Bresciani (Botticino, Cellatica, San Martino e Valcamonica). "Anche quest'anno - ha commentato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni - l'appuntamento di Vinitaly testimonia l'importante patrimonio enogastronomico lombardo e italiano". "Con oltre 3mila imprese vitivinicole, 300 aziende giovani e gli importanti risultati raggiunti sui mercati esteri - ha aggiunto - il nostro si conferma un settore competitivo e in forte crescita". La conferenza stampa e le interviste - (VIDEO)


"Le Regioni devono assumere direttamente maggiori responsabilità dirette nei rapporti con l'Unione europea, è l'unico modo per salvaguardare le nostre produzioni e sostenere le nostre imprese". Lo ha osservato il presidente della Regione Lombardia, oggi, durante la Conferenza Stampa di presentazione del Padiglione Lombardia a Vinitaly 2018. "Grazie all'ottimo lavoro dell'assessore all'Agricoltura - ha ricordato - noi lo stiamo facendo, con tante misure concrete". Una delle ultime approvate, il 28 novembre scorso, ha sottolineato, "è la Ocm, misura, attivata nell'ambito del Piano nazionale di sostegno per il settore viti-vinicolo e concede un sostegno per investimenti materiali e/o immateriali in impianti enologici di trattamento, in infrastrutture vinicole e in strutture e strumenti di commercializzazione del vino. Tali investimenti sono diretti a migliorare il rendimento globale dell'impresa e il suo adeguamento alle richieste di mercato e ad aumentarne la competitività".

PRODUZIONE DI QUALITÀ - Quella lombarda, ha continuato il Governatore, "è una produzione inferiore in termini di volumi rispetto ad altre regioni, come il Veneto, ma per qualità non siamo secondi a nessuno e il nostro stand al Vinitaly lo dimostra. Abbiamo - ha affermato - un compito, oltre a sostenere le aziende, dobbiamo promuovere di più e meglio queste eccellenze. Siamo la prima regione agricola d'Italia, lo sforzo che abbiamo fatto e che spero il mio successore continuerà a fare, è valorizzare la bellezza e le produzioni del nostro territorio".

LA CRESCITA DEL BIOLOGICO - Il Vinitaly di quest’anno è anche all’insegna del biologico. Un trend ormai che caratterizza i mercati internazionali e che vede la Lombardia attentissima a cavalcarlo. Basti dire che negli ultimi sette anni gli ettari destinati a questa produzione sono saliti a 1753, con una crescita del 93 per cento. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale, seguita dalla provincia di Pavia. A questo cambiamento ha contribuito anche la politica di sostegno di Regione Lombardia.

"Da cinque anni a questa parte il consumo dei vini bio in Lombardia è in aumento a doppia cifra – ha sottolineato Gianni Fava – Le politiche che abbiamo preso nell’ambito del Programma di sviluppo rurale hanno incentivato in questa direzione. Abbiamo sostenuto il comparto con oltre 67 milioni di euro nelle varie misure, tenuto conto che il sostegno all’internazionalizzazione sui Paesi Terzi è stato fortemente penalizzato dai ben noti ritardi del Mipaaf in materia di Ocm Vino".

La resistenza di Fava al "nazionalista" Salvini: "Ci chiamiamo ancora 'Lega Nord per l'Indipendenza della Padania'. Rinnoverò la tessera ma voglio che qualcuno me la consegni..." (VIDEO)

Una parte della nostra intervista all'assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia, Gianni Fava, esponente leghista in contrasto con la linea "nazionalista" portata avanti da Matteo Salvini. Lo spunto dato da un querelle social innescata da un salviniano del Sud che ha cancellato la parola Nord da un foto in vista della manifestazione di domenica scorsa a Milano intitolata significativamente "Prima gli italiani". Il mantovano non ci sta e dice...

Salvini tour; in Sicilia sbarca la Lega senza "Nord" (forse) e iniziano i problemi...

Mentre il segretario leghista Matteo Salvini si trova in Sicilia per un tour che anticipa le prossime elezioni regionali, i militanti del nord dibattono sulla scelta di togliere la parola "Nord" dal simbolo e nome che identifica il movimento fin dalla sua nascita


Che sta succedendo all'interno del movimento? a molti militanti la decisione di presentarsi alle politiche con il simbolo Lega, senza "nord", come confermato da Matteo Salvini proprio non va giù e sui social la divisione è incominciata. Ancora in molti apprezzano l'operato del leader ma aumenta sempre più il numero di chi non si rivede nelle manovre del "capitano", ben sapendo che questa nuova legge elettorale lo costringerebbe ad alleanze molto scomode. Gianni Fava, che sul tema "Nord" aveva già contrastato Salvini, in una intervista all'agenzia AGI dice, “Io sicuramente non sono d’accordo e, per quanto ne so, nemmeno Umberto Bossi e’ d’accordo. Voglio chiarire pero’ che vanno distinti i livelli perchè si sta creando confusione. La Lega nord non cambia nome, per fare ciò sarebbe necessario un congresso federale. Salvini ha detto che cambierà il contrassegno elettorale. Lo dico perchè sto ricevendo decine di telefonate di militanti preoccupati. Se vi fosse un cambiamento del genere in molti sarebbero pronti ad abbandonare la Lega”. L'assessore lombardo è molto chiaro nella sua esternazione, "io insisto: la Lega nasce ed e’ il sindacato del nord. Le istanze storiche sono entrate nel DNA dei cittadini e i referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto ci hanno dimostrato come i nostri temi sono stati fatti propri da un elettorato che va oltre la nostra capacità elettorale. Abbandonare quella strada per sceglierne una con contorni non identificati sarebbe sbagliato. Cambiare il simbolo non serve. Ci è stato raccontato in questi anni che il consenso della Lega è salito a doppia cifra e lo ha fatto con quel simbolo, "Lega Nord". Non vedo perchè cambiare. La Lega è la Lega nord non mi vergogno delle mia storia e molti militanti che non sono dirigenti come me, hanno bisogno di chiarezza”. 

La linea del segretario leghista è molto chiara, lui si definisce un "autonomista nazionale", ma non ha mai spiegato come intende risolvere i problemi della Sicilia risolvendo quelli del Veneto. Una regione è, per una sua caratteristica inserita in un mercato economico produttivo, l'altra non lo è, come sarà possibile per la nuova Lega votare l'autonomia veneta e contemporaneamente votare nuovi stanziamenti per una regione in crisi finanziaria? Uscire dall'Euro era un cavallo di battaglia, ora solo un'uscita di sicurezza che non si può prendere da soli ma con gli altri paesi europei e tutto quello detto fino ad oggi? Legge Fornero? altro cavallo di battaglia sbandierato mentre, come tutti gli altri partiti, si mettevano prima in cassa integrazione (alle spese dello stato per due anni), poi si licenziavano quasi 80 dipendenti. Forse i soldi dei rimborsi potevano essere utilizzati per dare un lavoro invece di toglierlo, magari votando la legge per la riduzione degli stipendi e non contribuendo a bloccare in Senato quella sulle Baby pensioni (oggi tutti i nostri parlamentari anche con una sola legislatura di 5 anni percepiranno una pensione di circa 1000 €). Ma questi sono solo i nostri dubbi che aggiungono punti di domanda alla questione Calderoli, che al Senato passa dalla Lega Nord al Gruppo Misto, i mal pensanti potrebbero dire che questa è una manovra studiata a tavolino per una mera questione finanziaria legata ai conti Lega.

Torniamo al progetto questa nuova "LEGA" nazionale, oggi su http://palermo.blogsicilia.it si legge di interessi tra attivisti del movimento "noi con Salvini" nell'accoglienza dei migranti, il blog riporta di un botta e risposta tra due coordinatori Francesco Vozza e Alessandro Pagano. Vi riportiamo uno stralcio dell'articolo:

Nuovi vertici di Noi con Salvini in Sicilia ma impegnati nell’accoglienza dei migranti. A puntare l’indice su questa vicenda è uno scontro violento all’interno del movimento dei Salviani in Sicilia a poche ore dall’elezione dei nuovi vertici e dall’assegnazione dei ruoli di partito in tutta la Sicilia occidentale. A lanciare strali contro il segretario del partito, Alessandro Pagano, è Francesco Vozza, già coordinatore a Palermo. “Non è un bel giorno oggi, amici: sono stato ESTROMESSO dal coordinamento palermitano di “Noi con Salvini” per volontà dell’On. Alessandro #Pagano (ex #NCD, fiero seguace di #Alfano, passato da poco con noi). I motivi della decisione mi sono attualmente oscuri, ma tutto questo è successo subito dopo aver chiesto delle spiegazioni all’Onorevole in merito alla presenza di alcuni suoi familiari alla guida di uno dei più grandi #centri di #accoglienza della Sicilia, il Pian del Lago di #Caltanissetta. Non so cosa ci sia sotto, amici, ma temo proprio che non si tratti di nulla di bello. Informerò a breve i vertici del movimento sull’intera vicenda...

e ancora: 

Il riferimento è ad esponenti di Noi con Salvini al vertice di un grande centro di accoglienza in Sicilia, quello di Pian del Lago nel Nisseno attualmente gestito dalla cooperativa Auxilia. L’appalto è in scadenza a probabilmente a settembre cambierà il soggetto attuatore. I vertici a cui probabilmente fa riferimento Vozza sono Gianni Pagano cugino del deputato della Lega, Alessandro Pagano e Josefin Sollami, entrambi impiegati proprio presso la coop Auxilium, incaricata di gestire il centro per migranti di Caltanissetta, Pian del Lago.

Pur lavorando nell’ambito dell’accoglienza ai profughi, sia la Sollami che Pagano ricoprono dei ruoli nel movimento di Salvini. In particolare la Sollami è la responsabile di Noi con Salvini a San Cataldo, paese natale di Alessandro Pagano.

Pagano non replica ma parla il vice coordinatore esecutivo Salvo Zinnanti “Nessuna esclusione, Vozza si è escluso da solo – dice a BlogSicilia – da quando Pagano,. nel dicembre dello scorso anno, è stato indicato da Salvini in persona alla guida del partito come segretario nella Sicilia occidentale si è lavorato ad una organizzazione nel territorio alla quale si è giunti ieri con una libera e democratica elezione. io stesso sono stato eletto dai militanti in una assemblea pubblica come anche tutti gli altri a cui è stato assegnato un ruolo” Ma la questione va oltre la politica e riguarda gli interessi nella gestione dell’accoglienza dei migranti. “Ma quali interessi – dice a BlogSicilia Gianni Pagano cugino di Alessandro– è vero io lavoro nel settore dell’assistenza dei migranti e sono coordinatore ma non sono un amministratore della cooperative. sono un dipendente come tutti gli altri solo con esperienza e per questo coordino le attività di accoglienza. Lo sono dal 2007, ho cominciato con la cooperativa Albatros e ora sono con Auxilia. A settembre cambierà di nuovo l’appalto ma le clausole di salvaguardia dei livelli occupazionali garantiscono i dipendenti che passano da un appaltatore all’altro. Ho lavorato per diversi soggetti vincitori dell’appalto di Piano del Lago ma sempre e soltanto come dipendente e non ho alcun ruolo nel partito politico nel quale milita mio cugino. Non ho tempo per la politica. O forse non posso più lavorare perchè mi chiamo Pagano?” 

Diversa la posizione di Josefin Sollami eletta segretario del Movimento a San Cataldo e che lavora, anche lei, la centro di Pian del Lago come informatore normativo ovvero addetto ad informare i migranti al loro arrivo su ciò che prevede la normativa italiana e che li riguarda. Insomma diritti e doveri.“E’ vero – conferma Sollami a BlogSicilia – ho un ruolo nel partito di Salvini e lavoro con i migranti. Che il signor Vozza informi pure i vertici nazionali. Matteo Salvini lo sa bene e apprezza il mio lavoro. Quando è venuto in Sicilia sono stata io ad accompagnarlo in varie visite nei centri migranti, anche a Lampedusa. Il mio lavoro è proprio quello del primo contatto con i migranti. Sono laureata in scienze umanistiche e sono certamente la persona che più di altre può comprendere come stanno davvero le cose. Parlando con loro dei diritti e dei doveri che godono o che hanno in Italia e in Europa mi rendo conto anche dei motivi dei loro viaggi, posso distinguere fra i migranti per necessità perchè scappano da guerre e persecuzioni, dai migranti economici. Non vedo nessuna incompatibilità con il ruolo politico, al contrario io comprendo meglio di altri il fenomeno dell’immigrazione. Peraltro, e ci tengo a sottolinearlo, sono stata eletta democraticamente in una assemblea pubblica”. Ma Sollami non si ferma qui “Sono onorata della carica che mi è stata data e ci tengo a precisare che non ho nessuna parentela con l’onorevole Pagano che, peraltro, è approdato da sette mesi nel partito nel quale io milito dal 2014. Stima per il segretario della Sicilia occidentale ma nient’altro. Al signor Vozza vorrei anche dire che la Lega dei popoli non si occupa solo di immigrazione. Certo è uno dei punti programmatici ma come partito parliamo anche di tanto altro. Ridurci a un solo argomento è veramente di basso livello”. TUTTO L?ARTICOLO ALLA FONTE (http://palermo.blogsicilia.it/interessi-dei-salviniani-di-sicilia-nellaccoglienza-dei-migranti-scoppia-la-guerra-a-palermo-vozza-contro-pagano-escluso-per-averne-chiesto-conto-foto/403768/)

 

Sul Tour del "capitano" in terra sicula si sbilancia anche http://www.ingrato.it/blog (del 28/19/2017), che posta questa immagine 

seguita da tre brevi righe: 

Salvini è come Garibaldi.
“Votate me, voglio la poltrona” gridò Matteo Salvini durante la battaglia di Sicilia quando le sorti dello scontro sembravano dovessero favorire i siciliani.

E’ uno degli episodi più tristi della storia Italiana.
Lo sterminatore del nord, dopo aver annientato il suo movimento cerca voti al Sud. (da http://www.ingrato.it/blog/2017/10/28/salvini-come-garibaldi/

Tornando a noi, l'attuale 15 per cento di consensi sale parecchio proprio nelle terre del Nord, dove in questi giorni si sta muovendo un altro movimento il "Grande Nord" che vede Roberto Bernardelli il suo presidente. Il movimento intende presentarsi alle prossime elezioni regionali lombarde come valida alternativa alla Lega (forse ancora Nord). 

“Ho sempre creduto nelle ragioni del NORD e ho lasciato la Lega dopo 29 anni perché aveva abbandonato le proprie origini. Ai miei amici che sono rimasti dico che le nostre idee meritano di essere portate avanti con coraggio e passione. Noi ci crediamo, e nella Confederazione GRANDE NORD c’è posto per tutti. Oggi la decisione di Salvini di cambiare il nome della Lega decidendo di togliere “NORD” ufficializza una linea nazionale, incompatibile con le nostre origini. Da oggi, il federalismo, l’autonomismo e l’indipendenza hanno il nome di GRANDE NORD”. Così su facebook, Marco Reguzzoni, co-fondatore di "Grande Nord".

Si preannunciano grandi cambiamenti e tempi duri per quel movimento che anni fa "ce l'aveva duro..."

Cremona e Mantova, doppio appuntamento con il Festival della Mostarda. Fava: "E' il prodotto più identitario del nostro territorio. Facciamo emergere i paesi per proporre ricette originali e abbinamenti particolari"

Sabato 14 e domenica 15 ottobre l'appuntamento ormai consolidato con un prodotto lombardo a grande vocazione territoriale. Due giornate di incontri, degustazioni ed eventi culturali con la partecipazione di chef, produttori e critici gastronomici. Non mancheranno visite guidate, talk show, musica dal vivo e laboratori didattico-creativi dedicati ai bambini, oltre a numerose iniziative presso i ristoranti e i locali aderenti all'iniziativa. Il commento dell'assessore all'Agricoltura


"Facciamo emergere i paesi, oltre ai capoluoghi, per proporre ricette originali e abbinamenti particolari. Sono tante ormai le realtà agricole con produzione di mostarda tra le diverse attività di conversione. Dopo tre edizioni questo Festival ha rilanciato una produzione identitaria e distintiva dei nostri territori, che può solo essere consolidata". Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianni Fava, intervenendo, oggi, alla presentazione del Festival della Mostarda, in programma tra sabato 14 e domenica 15 ottobre a Cremona e Mantova. E' intervenuto Carlo Zanetti, presidente Camera di Commercio di Mantova.

VOCAZIONE TERRITORIALE - "Siamo nella fase di riscoperta del prodotto, che va 'confermato' per dare giusto peso a una vocazione territoriale - ha aggiunto l'assessore -. Questo è il prodotto più identitario della pianura padana, perché non è replicato altrove. Un prodotto storicamente presente sulle tavole delle famiglie che stanno a nord del Po, nell'asta
prevalentemente lombarda. Il secondo abbinamento dopo la carne è quello con i formaggi a pasta dura, così come quello con carni e bolliti, insieme alle paste ripiene". "Caramellata o candita, è l'enigma che ci accompagna da sempre - ha sottolineato l'assessore -. Quello che è certo è che quella vera è stata fatta dalle massaie per conservare la frutta in momenti
particolari dell'anno. Un tempo le declinazioni differenti erano in funzione delle diverse tipologie di frutto utilizzato, che difficilmente potevano essere utilizzati in altri modi rispetto
alla mostarda". 

PRODOTTO CHE ESPRIME LA "MULTIFUNZIONE" - "C'è la splendida avventura di tante realtà agricole che nelle loro attività di conversione hanno la produzione di mostarda, insieme alle marmellate - ha sottolineato l'assessore -. Un emblema della multifunzione, perché quasi tutti si sono dotati nei loro agriturismi di mostarda, come elemento identificativo dei propri territori. Questa modalità di promozione resta nel tempo, si è consolidata ed è diventata evento importante. Il lancio di questi prodotti territoriali come testimonial dei nostri luoghi è stata utile fin qui, ora le cose possono procedere da sole".
Il successo della manifestazione, del resto, è sempre più ampio. "A Cremona - ha ricordato l'assessore - l'anno scorso al PalaMostarda alle 11 avevano già esaurito i prodotti e hanno
dovuto segnalarlo a chi voleva acquistarlo a fine giornata. Le aziende sgomitano per essere presenti, mi auguro veramente che si possa uscire dalle città capoluogo e coinvolgere i comuni che lo stanno chiedendo, ognuno ha la propria ricetta che vuole valorizzare e spingere".

IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE - Il Festival si svilupperà in due giornate di incontri, degustazioni ed eventi culturali alla scoperta degli angoli più suggestivi delle due città lombarde, e vedrà la partecipazione di chef, produttori e critici gastronomici. Per l'occasione, non mancheranno visite guidate, talk show, musica dal vivo e laboratori didattico-creativi dedicati ai bambini, oltre a numerose iniziative presso i ristoranti e i locali del territorio aderenti all'iniziativa. 

A Cremona, gli eventi saranno ospitati presso il PalaMostarda (Giardini pubblici di piazza Roma) mentre a Mantova gli appuntamenti si terranno sabato 14 presso Palazzo Andreani (via Calvi 28) e domenica 15 presso la Loggia del Grano (via Spagnoli).

Fondi UE, Fava: il PSR funziona, venite in Lombardia a vedere le aziende che investono

"CHI HA IDEE CHIARE SA COSA FARE,CI SONO IMPRENDITORI DA PRENDERE COME ESEMPIO PER ALTRI"


L'azienda Bugno di Alberto Cortesi è la miglior risposta alle polemiche di questi giorni, sollevate da qualche statista contemporaneo secondo cui il Psr in Lombardia non funziona. Le aziende vere, quelle che hanno le idee chiare su come investire, hanno fatto domanda, sono state soddisfatte soprattutto in zootecnia. Uno strumento utile, quindi, aziende come questa avrebbero investito comunque, a
prescindere dal contributo". Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, che oggi a Garolda di Roncoferraro (Mantova) ha visitato l'azienda zootecnica 'Bugno' di Alberto Cortesi, insieme al presidente regionale di Confagricoltura, Matteo Lasagna IDEE E INNOVAZIONE, QUESTO PREMIAMO - "Invito domani all'inaugurazione chi in questi mesi ha polemizzato, - ha aggiunto Fava - dicendo che a Mantova erano arrivati troppi soldi dal Psr, e a capire perche' sono arrivati i soldi. Qui ci sono idee, innovazione e modernita'. Noi finanziamo il
consolidamento e la capacita' delle aziende di strutturarsi: chi e' rimasto deluso perche' non ha preso i contributi per cambiare gli eternit sul pollaio dico che le risorse le dobbiamodestinare a chi fa scelte coraggiose di modernita'. Nel momento in cui hanno deciso di investire - ha proseguito l'assessore -  sapere che piu' o meno un terzo delle risorse necessarie e' garantito, sicuramente e' un vantaggio, perche' permette di rientrare dall'investimento con tempi e modalita' confacenti a un mercato fluttuante come quello zootecnico". ESEMPIO PER ALTRI - "Un esempio di imprenditorialita' chiarissimo - ha detto Lasagna - che altri dovrebbero copiare per aumentare sempre piu' la nostra capacita' di produrre ed esportare un prodotto sempre piu' sicuro, con una produzione attenta al benessere animale. Una filiera di certificazione concreta grazie anche a un contributo europeo importante che valorizza le nostre produzioni, in questo caso il latte, che in altri casi vale per altri prodotti". "Due anni fa - ha ricordato l'imprenditore mantovano Alberto Cortesi - abbiamo scelto di modernizzare l'azienda, siamo partiti senza sapere se la domanda sarebbe stata accettata. E' andata bene, abbiamo raggiunto il punteggio
necessario: questo passaggio ci mettera' nelle condizioni di affrontare al meglio e con una certa tranquillita' mercati che salgono e scendono con variazioni paurose". UN'AZIENDA COMUNQUE BEN GESTITA - "Abbiamo visitato una grande azienda comunque ben gestita, - ha osservato Fava - che si consegna al mercato da domani con una veste innovativa diversa. Non per merito mio, ma della programmazione comunitaria. Chi ha nostalgia dei finanziamenti a pioggia o continua a parlare di Gal e non capisce che noi abbiamo concentrato l'attenzione sugli strumenti che ritenevamo utili per le imprese non ha capito la filosofia della nostra programmazione. La Lombardia in questo e' all'avanguardia: poche sono le regioni che hanno messo a disposizione piu' di una misura sulla 4.1. Loro sono entrati nel
primo bando, il secondo invece sara' pubblicato a giorni, il termine ultime dovrebbe essere l'11 aprile. Allora saremo pronti a pubblicare un terzo bando e andare quindi a esaurimento con le risorse disponibili sulla programmazione per gli investimenti d'impresa. Quando vengo in queste realta', - ha concluso l'assessore - e ringrazio Matteo Lasagna di Confagricoltura di avermi dato questa possibilita', mi rendo sempre piu' conto che il sistema agricolo come tutto quello economico si regge su  imprese come queste. Senza esse non avremmo risultati, noi non potremmo sostituirci a loro, piuttosto dobbiamo metterle nelle condizioni di fare il meglio che possono con gli strumenti disponibili. Questo e' un caso positivo".

FONTE (L.NEWS)

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