updated 9:00 AM UTC, Jul 13, 2018

Milano, Al via il porta a porta del sociale nelle periferie

"Milano è la città in cui ogni cittadino si alza e pensa a quanto può fare per colmare la distanza che c’è tra sé e chi sta più indietro"


Oltre 4.000 tutor per anziani nei quartieri della città e patto contro la povertà con il Terzo settore”. Irrobustire i servizi sociali sul territorio, coordinare le azioni di pubblico e privato, rafforzare la presenza nei condomini con i servizi domiciliari, creare insomma ‘un porta a porta del sociale’. È l’obiettivo che il Comune di Milano si pone per i prossimi anni. Lo ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti Pierfrancesco Majorino inaugurando la settima edizione del Forum delle Politiche sociali, un’importante occasione di confronto tra istituzioni, Terzo settore, operatori e cittadini sui principali temi del sociale che animerà la città con dibattiti, incontri e tavoli tematici fino al 27 marzo.
 
Partendo dal presupposto secondo cui “la fragilità e la disabilità non vanno recluse”, ha spiegato Majorino, l’Amministrazione punterà a rafforzare il presidio sociale nei quartieri cercando sempre di più di far sì che le circa 4.000 persone, fra assistenti sociali, custodi sociali, badanti di condominio e volontari che ogni giorno lavorano nei quartieri cittadini compongano una squadra unica di sentinelle che lavorano sinergicamente per combattere la fragilità, materiale e non, nelle periferie. Dovranno rappresentare dei tutor per le persone in difficoltà, a partire dagli anziani. Questa intenzione verrà tradotta in realtà attraverso il nuovo Piano di sviluppo del Welfare, il documento programmatico che racconterà in quale direzione andranno le politiche sociali milanesi nei prossimi anni e che verrà costruito proprio all’interno del Forum, grazie al contributo di diversi tavoli tematici.
 
“Dobbiamo tenere fede - ha spiegato l’assessore Majorino - a una scelta compiuta in questi anni sulla centralità della questione sociale. Dobbiamo correggere gli errori nel processo riorganizzativo e sforzarci di essere più efficaci sul piano della capacità di cercare la domanda inespressa, la fragilità che non sempre si manifesta e che cresce sotto la pelle del tessuto sociale, spesso coltivando una rabbia che se non incontra la cultura dell’ascolto diventa tutto fuorché speranza”.
 
Proprio al fine di combattere rabbia e intolleranza, l’Amministrazione metterà a disposizione 1,5 milioni di euro per promuovere iniziative contro il bullismo e l’omofobia, l’intolleranza e la violenza di genere attraverso interventi a sostegno della socialità.
“Sta prendendo corpo - ha ricordato l’assessore Majorino - la casa rifugio per ragazzi e ragazze omosessuali non accettati dalla famiglia di origine a causa del loro orientamento sessuale che sorgerà in uno stabile confiscato alla mafia”.
La struttura, assegnata lo scorso febbraio alla cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” e all’associazione “Cig Arcigay Milano”, potrà ospitare fino a cinque persone.
 
Nel mese di maggio, inoltre, verrà inaugurata, all’interno di un altro bene confiscato alla criminalità organizzata, Casa Chiaravalle, un condominio sociale rivolto alle donne che hanno alle spalle storie di violenza, abuso, tratta o sfruttamento.

“Abbiamo bisogno - ha concluso l’assessore Majorino - di un patto milanese contro la povertà ancora più forte. Costituito anche dal REI, strumento che andrebbe potenziato - ci sono state 9mila domande presentate solo nei CAF milanesi - e reso più veloce. Di questo patto fanno parte anche gli sforzi della società milanese e del terzo settore che da sempre collaborano per fare di Milano la città generosa e inclusiva che ha dimostrato di essere”.

Il patto contro la povertà prende corpo attraverso l’alleanza tra il Comune di Milano e il terzo settore. Ne è un esempio il bando da 20,3 milioni di euro che i soggetti promotori del programma QuBì, tra cui Fondazione Cariplo, vorrebbero lanciare entro aprile per il contrasto alla povertà infantile. Oltre ai fondi messi a disposizione, il Comune lavorerà su una grande campagna di comunicazione  popolare che, attraverso un numero verde e un infopoint, funga da punto informativo e orientamento ai servizi per i più deboli.

 

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“Sulle politiche sociali dobbiamo fare meglio e di più, ma guardiamo anche indietro e ripartiamo dal tanto che abbiamo già fatto. Credo che nessuna città italiana abbia fatto altrettanto, ma i bisogni crescono e quindi siamo chiamati tutti a rilanciare con rinnovato entusiasmo – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala –. Milano è la città in cui ogni cittadino si alza e pensa a quanto può fare per colmare la distanza che c’è tra sé e chi sta più indietro. E c’è sempre qualcuno che sta più indietro”.

Ema ad Amsterdam, facile dire sorteggio burla, ma la realtà dice altro

Mentre in Italia si grida alla beffa del sorteggio, il resto dell'Europa guarda le differenze tra Milano e Amsterdam e ringrazia il fato  per aver fatto la scelta migliore


In questi giorni nel nostro paese se ne sentono di cotte e di crude sulla scelta di Amsterdam come base dell'EMA. Matteo Salvini in un video su facebook "tirano la monetina... (ndr è stato invece un sorteggio) se governiamo noi sapete dove gliela mettiamo? , critica duramente la UE. Anche il sindaco di Milano Beppe Sala e il governatore della Lombardia non si risparmiano: "assurdo essere esclusi così. Eravamo prontissimi la Ue non sa decidere" . Purtroppo le cose non stanno proprio così, le voci che si alzano nel mondo scientifico pensano che questa sia la scelta migliore. 

 

Alla fine, dopo tre turni di votazioni, si è trattato di una proverbiale "coin flip" tra Amsterdam capitale europea per l'innovazione 2016 e Milano hub della moda italiana. L'Agenzia europea per i medicinali (EMA), incaricata della valutazione dei medicinali per uso umano e animale per l'Unione europea, si trasferirà ad Amsterdam dopo essere stata selezionata in un sorteggio di lotte tra quest'ultima e Milano. Il Consiglio europeo ha annunciato il risultato lunedì sera dopo la votazione a Bruxelles. "Non è molto olandese essere orgogliosi dei Paesi Bassi", afferma il farmacologo Adam Cohen, che dirige il Centro per la ricerca sui farmaci umani a Leida, nei Paesi Bassi. "Ma ho sempre pensato che fosse il posto migliore per farlo."

Tra le più importanti agenzie scientifiche dell'Unione europea, l'EMA è stata vista come uno dei maggiori bottini in palio dopo che la decisione del Regno Unito di lasciare l'Unione Europea ha reso insostenibile la sua posizione londinese a più di 2 decenni. Istituito nel 1995, impiega circa 900 persone e ospita decine di migliaia di visitatori per centinaia di riunioni ogni anno.

Diciannove paesi hanno gareggiato per essere la nuova casa dell'EMA, sebbene tre successivamente siano caduti. Le città candidate hanno prodotto video e siti Web lucidi che evidenziano le loro connessioni internazionali, la qualità della vita e le scuole internazionali. Ma, come spesso accade nell'Unione europea, ci si aspetta che anche molti scambi politici di cavalli giochino un ruolo nella decisione finale. Il consiglio ha inoltre votato oggi su una nuova sede per l'Agenzia bancaria europea e nessun paese è stato autorizzato a ospitare entrambe le agenzie.

"Accogliamo con favore la decisione odierna sulla nuova sede di EMA. Ora che finalmente sappiamo dove ci porta il nostro viaggio, possiamo intraprendere azioni concrete per una mossa di successo", ha dichiarato il direttore esecutivo dell'EMA ,Guido Rasi.

"Amsterdam contamina molte delle nostre scatole", ha continuato. "Offre un'eccellente connettività e un edificio che può essere modellato in base alle nostre esigenze. Sono molto grato che gli Stati membri abbiano tenuto conto delle nostre esigenze in materia di continuità operativa e abbiano dato priorità alla protezione della salute pubblica e degli animali.

Il direttore Rasi continua dicendo: "I nostri sondaggi interni hanno dimostrato che una larga maggioranza del personale dell'EMA sarebbe disposta a trasferirsi con l'Agenzia ad Amsterdam, ma anche in questo caso le nostre attività saranno influenzate e dobbiamo ora pianificare questo per evitare la creazione di lacune conoscenza e competenza".

Amsterdam è il luogo ideale per l'EMA in quanto fornisce un ambiente dinamico che consentirà all'agenzia di gestire le sue operazioni in modo fluido ed efficiente. L'ecosistema aziendale dell'area comprende società multinazionali, start-up e istituti di ricerca. L'Unione europea ha riconosciuto la natura innovativa della città, come dicevamo nominando Amsterdam nel 2016 la "Capitale europea dell'innovazione"

 

Amsterdam offre una serie di vantaggi che non possono essere facilmente trovati in altre città europee. La città è un hotspot culturale e ospita una vivace comunità internazionale con un'eccellente qualità di vita. Amsterdam ha una popolazione internazionale e multiculturale, di cui il 19% sono cittadini stranieri e migranti. Più del 90% delle persone ad Amsterdam parla inglese. 

2,3 milioni di abitanti - 180 nazionalità diverse . 15,1 milioni di pernottamenti - 881.000 biciclette utilizzate il 58% ogni giorno - 40 parchi

39.300 € GPD pro capite - 5,5 % Tasso di disoccupazione (media del paese)

Decisamente una qualità della vita migliore e del tutto invidiabile. Purtroppo Milano come tutto il paese è stata duramente colpita dai venti di una crisi economica che ha messo in crisi tutto il suo tessuto sociale... 

Ma allora non servirebbe da parte dei nostri politici un po di sana autocritica che porti a una consapevolezza, da noi è tutto da rifare! (o quasi!) Forse così, anche il nostro bel paese potrà tornare ad essere una nazione che guarda prima i suoi cittadini, garantendo loro un buona qualità della vita.

Guardate i video di presentazione e fate le vostre considerazioni...

 

 

WELFARE. DAL 17 AL 20 NOVEMBRE “MILANO MONDO”

STATI GENERALI DELL’IMMIGRAZIONE; Apertura allo spazio Anteo con il sindaco di Milano Beppe Sala, l’assessore Majorino, Emma Bonino e il ministro Maurizio Martina


Milano, dalla partita vinta dell’accoglienza alla grande sfida dell’integrazione. La città, indicata - tra i grandi centri - come modello da istituzioni nazionali e internazionali, ospiterà dal 17 al 20 novembre “Milano Mondo”, l’evento organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali, sul tema dell’immigrazione. Lo scorso 20 maggio la città è scesa in strada per testimoniare la propria vocazione di città aperta e accogliente, contro ogni discriminazione e paura, nel solco della tradizione ambrosiana.

“Sarà l’occasione per affrontare tanti temi vecchi e nuovi – ha detto l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino –, alcuni dei quali ancora aperti come il diritto alla cittadinanza e lo ius soli, e per fare nuove proposte riguardanti l’accoglienza e l’integrazione proprio qui nella nostra città che ha dato sostegno e ha visto il passaggio di 125mila profughi di cui 25mila bambini in fuga dalla guerra e dalla miseria. Tante saranno le domande e tante le risposte che proveremo a dare, in particolare nella giornata di sabato 18 con la sessione di lavori presso l’Università Statale”.

“Milano Mondo”aprirà venerdì 17 novembre alle ore 14.30 con una conferenza all’Anteo-Palazzo del Cinema cui parteciperanno molti relatori tra cui: il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, Mario Morcone, Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, Emma Bonino già Ministro degli Affari Esteri e Carlotta Sami, Portavoce Unhcr (Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite) e l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. La conferenza si articolerà toccando tre temi: “L’immigrazione e il caso Italia: contesto attuale e prospettive”; “Dall’emergenza alla cittadinanza: integrazione e diritti umani” e “L’alleanza tra le città in Europa”.

L’evento proseguirà sabato 18 novembre con gli Stati Generali dell’immigrazione presso l’Università Statale di Milano, in via Festa del Perdono 3. Sono in corso le iscrizioni ai nove tavoli tematici su cui si concentreranno i lavori. È attesa la partecipazione di un migliaio di persone.

  • Forum 1. La città e l’integrazione tra buone pratiche e sfide locali;
  • Forum 2. Vivere e narrare l’immigrazione oltre la paura;
  • Forum 3. Ragazzi del mondo: accoglienza e tutela dei “minori non accompagnati”;
  • Forum 4. L’attenzione ai vulnerabili: benessere e salute mentale;
  • Forum 5. Integrazione, forza e tutela: la scommessa delle donne;
  • Forum 6. La sfida della cittadinanza: il tavolo dell’educazione e dei percorsi formativi;
  • Forum 7. Integrazione oltre l’emergenza: l’accoglienza diffusa in famiglia, la socialità e la cittadinanza attiva;
  • Forum 8. La piena integrazione: il tema irrisolto del lavoro;
  • Forum 9. Il progetto “Parl@mi! e le scuole di italiano. Presentazione del percorso cittadino.

Milano Mondo proseguirà domenica 19 e lunedì 20 con iniziative per la socialità e una mattinata di dibattiti in vari luoghi della città.

FONTE (Ufficio Stampa Comune di Milano)

Sala e il Natale a Betlemme: "Auguri a tutti i milanesi"

Il messaggio del sindaco di Milano, a Tel Aviv per un viaggio lampo. La messa nella Basilica della Natività e alcuni incontri diplomatici - (VIDEO)


"Una visita rapida, ma molto proficua". È con queste parole che il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato il viaggio di lavoro che lo ha portato la vigilia a Betlemme e il giorno di Natale a Tel Aviv. "Sono sempre più convinto che i sindaci debbano lavorare insieme", ha aggiunto. Durante la breve missione natalizia, il Sindaco Sala ha infatti incontrato la prima cittadina di Betlemme Vera Baboun e quello di Tel Aviv Ron Huldai. "Con la sindaca Baboun - ha affermato il Sindaco - abbiamo discusso del contributo che Milano può offrire a Betlemme, soprattutto nel campo della gestione dei rifiuti e in quello relativo alla gestione delle acque. Milano può contare su ottime municipalizzate, che in questo caso possono essere di grande aiuto". Il 24 dicembre, a Betlemme, il sindaco Sala ha poi partecipato alla Messa di mezzanotte celebrata dall'Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, cui ha preso parte anche il premier palestinese Abbas. Di mobilità, turismo, sicurezza e innovazione si è parlato, il 25 dicembre, nel corso dell'incontro con Huldai a Tel Aviv. "Possiamo insegnare molto sul tema della mobilità, ma per quanto concerne la sicurezza - ha spiegato Sala - abbiamo molto da imparare da Tel Aviv, dove c'è un sistema di controllo capillare e molto evoluto".

 

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