updated 5:39 PM UTC, Apr 19, 2018

C'era una volta "Roma ladrona"... Ora Salvini vuole più poteri per Roma Capitale. La Raggi gradisce: "Idea condivisibile" (VIDEO)

"Ho letto le dichiarazioni di Salvini che mi sembra che si concentrino molto sull'attribuire, finalmente, più poteri a Roma Capitale. E ciò è condivisibile". Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, commentando le dichiarazioni del leader della Lega che in un'intervista al Messaggero sottolinea come "in un sistema federalista ma anche di tipo presidenzialistico il rafforzamento di Roma è essenziale: se i territori contano di più anche lo status della Capitale deve cambiare". Salvini però si è spinto oltre immaginando persino una delocalizzazione a sud di alcuni ministeri, "per esempio quello delle Infrastrutture potrebbe andare a Napoli o a Bari". Su questa ipotesi però la prima cittadina romana non si è espressa

Laura cosa ti succede? Quanta amarezza politica nelle parole della Boldrini: "Esiste un tempo in cui..." (VIDEO)

Roberto Fico (Movimento 5 Stelle) è il nuovo presidente della Camera, Elisabetta Casellati (Forza Italia) quello del Senato. Per Laura Boldrini (Liberi e Uguali), sconfitta nella sfida dell'uninominale ma eletta comunque, al pari di Pietro Grasso, grazie ai listini del proporzionale, perdere carica e relativo pulpito deve essere stato un duro colpo. E ai cronisti ha risposto così...

Futuro governo, le richieste dei commercianti: "Fermare gli aumenti dell'Iva, ridurre le tasse, combattere la burocrazia. E quanto ci costano quei deficit di legalità, infrastrutture e capitale umano..." (VIDEO)

Il Forum di Confcommercio a Cernobbio, tra segnali di ripresa, punti critici e speranze per il futura; preoccupa l'incertezza politica. Il presidente Sangalli: "Servono riforme per modernizzare il Paese". Le nostre interviste a Simone Buongiardino, vicepresidente della confederazione per Milano, Lodi, Monza e Brianza e ad Edoardo Valli, presidente di Promos - (VIDEO)


"Imprese, famiglie, investitori, l'Europa, hanno bisogno di risposte tempestive e solide. Per offrirle in modo credibile, bisogna rendere più esplicita la via delle riforme e della modernizzazione del nostro Paese". Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha ribadito nel corso della conferenza stampa di apertura del Forum di Cernobbio, la sua preoccupazione per il rischio di una fase di ingovernabilità. Per sventarlo, occorre "aggredire e risolvere i difetti strutturali della nostra economia: gli eccessi di tasse e burocrazia, i deficit di legalità, infrastrutture e capitale umano che significano per il nostro Paese una perdita di 180 miliardi di Pil ogni anno". Soprattutto per il Mezzogiorno, "sempre più distante dal resto del Paese". A fronte degli attuali segnali di rallentamento dei consumi e della produzione, per Sangalli sono indispensabili "alcune misure per una crescita più sostenuta e per creare condizioni di mercato più favorevoli per la competitività delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e della logistica e delle professioni". Confcommercio indica una priorità, due riforme e un'emergenza. La priorità è evitare gli aumenti delle aliquote Iva già programmati per l'inizio del 2019, che "distruggerebbero qualsiasi ipotesi di ripresa generando 12,5 miliardi di imposte aggiuntive. Quanto alle riforme da realizzare, riguardano la riduzione delle tasse ("è il nostro obiettivo principale, ha detto Sangalli, perché il carico fiscale del nostro Paese è insostenibile per il nostro sistema produttivo, è incompatibile con qualsiasi realistica prospettiva di crescita robusta, diffusa, duratura"), introducendo nel contempo una "local tax che includa tutti gli attuali tributi locali che gravano sugli stessi e che sia totalmente deducibile per gli immobili strumentali delle imprese". E l'attacco all'eccesso di burocrazia, che "pesa sulle micro e piccole imprese per 33 miliardi l'anno. Un prezzo che nessuna azienda merita di pagare". L'emergenza, infine, riguarda il consentire il riporto delle perdite ad oltre due milioni di piccole imprese che adottano il regime di cassa e che oggi è permesso solo alle società di capitale, "una vera e propria ingiustizia fiscale che va subito affrontata e sanata". Tutto ciò "si deve conciliare con l'obiettivo di mantenere l'equilibrio dei conti pubblici e completare le riforme del lavoro e delle pensioni", mantenendo "un occhio all'Europa". "Serve un supplemento di responsabilità da parte di tutti, politica, governo, forze sociali perché l'Italia è a un bivio: o imbocchiamo l'autostrada e spingiamo sull'acceleratore o continueremo a viaggiare sulla strada statale a velocità ridotta", ha concluso Sangalli.

Dado al Tempo canta le buche di Roma: "Ormai ci entrano le Smart. Ma i 5 Stelle ti ridanno metà del conto del gommista" (VIDEO)

I romani cercano di ridere un po' su tutto e seppur tra mille imprecazioni ci provano anche sulle famigerate buche che fanno delle strade capitoline un enorme campo da golf. Così la vede il comico Dado ospite della redazione del Tempo, anche per pubblicizzare il suo spettacolo "L'impertinente" in scena in questi giorni fino al 18 marzo al teatro Tirso De Molina - (VIDEO)


Ha portato con sé la sua chitarra, la sua ironia e la sua creatività Dado nella gradita visita che ha fatto l’altro giorno alla redazione de Il Tempo in occasione della promozione del suo nuovo spettacolo dal titolo “L’impertinente” in scena in questi giorni e fino al 18 marzo al teatro Tirso De Molina. Scritto dallo stesso Dado con Riccardo Graziosi ed Emiliano Luccisano questo nuovo spettacolo vede l’istrionico comico romano raccontare con ironia una delle caratteristiche più marcate dell’individuo nella società moderna: l’impertinenza.  Tema  di estrema attualità affrontato nella sua visita in redazione: le buche a Roma, che Dado ci ha descritto in questo video con il suo consueto sarcasmo. Non sono mancate anche performance canore che il comico/musicista, accompagnato dalla sua inseparabile chitarra, ha dedicato a tutti i lettori de Il Tempo invitandoli a teatro. di Francesco Puglisi (iltempo.it)

Il Pd respinge l'offerta di Salvini. Rosato: "Governi con chi ha i suoi stessi programmi e toni. Noi all'opposizione"

Il Partito democratico replica all'apertura di Matteo Salvini sul futuro governo del Paese. A margine dell'assemblea dei parlamentari neoeletti, il leader leghista aveva detto: "Nel Pd spero siano a disposizione - dice - per dare una via d’uscita al Paese, a prescindere da chi uscirà dalle primarie". Piuttosto fredda la reazione dem: "Il senso di responsabilità lo devono avere tutti e la nostra risposta al richiamo di Mattarella è scontata ma i primi a essere richiamati alla responsabilità sono quelli che hanno avuto il mandato dagli elettori e vinto le elezioni. La Lega non si nasconda dietro a pretesti e costruisca le condizioni per un governo con chi ha i suoi stessi programmi e toni", dice Ettore Rosato, capogruppo uscente alla Camera. E ancora: "Il nostro senso di responsabilità è stare all'opposizione".

Chi sarà il Premier? Una bella scommessa! I boomakers dicono Salvini più di Di Maio. E le quote sul nuovo governo...

Mentre lo scenario post elettorale appare confuso, i bookmaker sembrano essere gli unici ad avere le idee chiare nel giorno dopo l'election day. Secondo i quotisti della sigla internazionale Softbet24, il prossimo premier sarà Matteo Salvini: nelle giocate appena aperte sul nuovo presidente del Consiglio, come riporta Agipronews, il leader della Lega, forte del largo consenso elettorale del suo partito e della coalizione di centrodestra, conduce i giochi a 1,50. È stato boom elettorale anche per il Movimento 5 Stelle, che ha oltrepassato il 32% delle preferenze: i pentastellati, però, dovranno per forza di cose scendere a compromessi se vorranno mandare il loro uomo a Palazzo Chigi. Luigi Di Maio è dato a 2,50.

Non bisognerà aspettare molto per vedere la formazione di un nuovo esecutivo, ma si rischia di tornare alle urne in tempi brevi: questo lo scenario disegnato dai bookmaker. Si punta a 1,50 sul giuramento del nuovo Governo entro il prossimo 30 aprile, ma nella giocata sulla durata della legislatura l’opzione che prevale è una vita di un anno o giù di lì. Un nuovo voto nel 2019 viaggia a 1,90, la durata 'naturale', fino al 2023, è a quota altissima, 15 volte la scommessa. (Fonte: Adnkronos)

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