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updated 5:24 PM CET, Nov 17, 2017

CasaPound ci prende gusto: dopo lo tsunami di Ostia parte l'assalto alla Regione Lazio. Mauro Antonini candidato presidente: "I faccendieri non avranno vita facile"

Il movimento della tartaruga, che ha ottenuto un clamoroso 9% al Municipio X di Roma con Luca Marsella, guarda alle prossime scadenze elettorali, politiche e amministrative, schierando il proprio responsabile regionale, da anni impegnato sul territorio capitolino e laziale. Piuttosto chiari i propositi: "Lotta durissima al business criminale dell'accoglienza, salvaguardia dei presidi sanitari strategici e riorganizzazione del sistema dei trasporti, ormai al collasso in seguito alle privatizzazioni più scellerate". Di Stefano: "E' un combattente, sono questi gli uomini che Cpi vuole mettere nelle istituzioni"


Sarà Mauro Antonini il candidato di CasaPound Italia alla presidenza della Regione Lazio. Ad annunciarlo è il vicepresidente di Cpi, Simone Di Stefano. "Dopo l'esaltante risultato raggiunto dalla nostra lista a Ostia - sottolinea Di Stefano -, CasaPound è pronta a guardare avanti, forte del lavoro compiuto fin qui al fianco degli italiani e delle tante conquiste messe a segno, a cominciare dagli 11 consiglieri comunali eletti e dal primo sindaco conquistato. Il governo del Lazio non può essere fuori dai nostri obiettivi, perché sappiamo di essere gli unici in grado di offrire il riscatto a una regione umiliata prima dal malaffare e poi dalle promesse vane della politica anonima e senza qualità. Mauro Antonini, attuale responsabile politico di Cpi per il Lazio, è l'uomo giusto al posto giusto: da anni impegnato in prima persona sul territorio, ha condotto al fianco dei cittadini innumerevoli battaglie, senza mollare mai la presa. E’ un combattente, e sono questi gli uomini che CasaPound vuole mettere nelle istituzioni".

“Il mio impegno - sottolinea Antonini - è innanzitutto dare continuità al fantastico lavoro che la nostra comunità ha svolto a Ostia come in tutto il territorio regionale, nel solco che è già stato tracciato. Non c'è tempo da perdere. Le conseguenze positive date dall'ingresso di CasaPound nei Comuni dove siamo presenti, da Bolzano a Lucca, sono lampanti, e ora tocca al Lazio. Dei soliti volti di centrosinistra, integerrimi sostenitori dell'immigrazionismo e dei suoi 'benefici', come quelli di centrodestra, sovranisti riciclati solo per salvare la poltrona, questa regione ne ha abbastanza. Per non parlare di un ipotetico governatore a 5 stelle: la tragicità dell'odierna situazione in cui versa Roma grazie a Virginia Raggi e alla sua giunta grillina fa presagire un destino altrettanto meschino per il Lazio, se mai dovesse cadere in mano loro. Se le ultime elezioni capitoline hanno segnato un deciso incremento in termini di gradimento per Cpi, è tempo di addentrarci proprio lì dove si innestano più in profondità le radici della malapolitica. Con CasaPound in Regione, i faccendieri e i loro traffici non avranno vita facile come in passato".

"La mia storia politica parla chiaro - conclude Antonini - e la mia condotta in Regione rispecchierà quella fin qui dimostrata: lotta durissima al business criminale dell'accoglienza, salvaguardia dei presidi sanitari strategici e riorganizzazione del sistema dei trasporti, ormai al collasso in seguito alle privatizzazioni più scellerate".

Roma, Virginia Raggi fa chiudere la storica sede di Colle Oppio. La destra insorge: "Calpestati 70 anni di storia. La denunciamo"

La sindaca grillina fa mettere i sigilli ai locali dell'ex sezione missina dell'Esquilino, ora gestita da Fratelli d'Italia, nata nel 1946 come ritrovo degli esuli giuliano-dalmati e poi frequentata da vittime del terrorismo rosso come Stefano Recchioni e Paolo Di Nella. L'accusa di non pagare l'affitto respinta con sdegno dal partito di Giorgia Meloni che ha annunciato querela per diffamazione e abuso d'ufficio: "Da parte sua una violenza inaudita, teme di perdere a Ostia" - (VIDEO)


"Noi non ci stiamo e faremo le nostre azioni legali. Raggi verrà denunciata per diffamazione e abuso di ufficio. Si è colpito FdI, un mondo, un popolo, una comunità che con vera onestà fa la propria battaglia politica. Se abbiamo resistito a bombe e Brigate Rosse certo non ci fermano questi", ha detto il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, Fabio Rampelli, in una conferenza stampa dopo lo sgombero di ieri della storica sede di Colle Oppio. Ancora più dura la presidente di FdI, Giorgia Meloni "Virginia Raggi, l’incompetente sindaco di Roma, ha sfrattato la storica sezione della destra romana di Colle Oppio. Una sezione aperta nel 1946 dagli esuli di Istria e Dalmazia fuggiti alla furia della pulizia etnica dei partigiani comunisti jugoslavi e che da allora è stata ininterrottamente un punto di riferimento per tutti i patrioti d’Italia. Con la mistificazione tipica della faziosità comunista, il peggior sindaco della storia della Capitale, fa riferimento a una inesistente morosità sui locali, fingendo di non sapere che da anni la pratica di formalizzazione del rapporto di localizzazione è ferma presso gli uffici comunali. Chi, a differenza di Virginia Raggi, conosce Roma e il parco del Colle Oppio sa bene che quei locali sono dei semplici ruderi, senza alcuna possibilità di utilizzo a uso commerciale o abitativo e che la presenza della sezione è l’unico argine a un desolante degrado fatto di sporcizia, violenza e criminalità che affligge tutta la zona. Problemi seri e reali come quelli che vive gran parte di Roma e che il Movimento 5 Stelle non è in grado di affrontare. Ora il sindaco vuole sfrattare chi di quel luogo si è occupato da anni, rendendone uno spazio aperto a tutti, perché possa anch’esso essere trasformato in un bivacco per sbandati, spacciatori e immigrati clandestini. Non lo consentiremo. E mi auguro che le persone normali rimaste in questa Nazione ci aiutino in quella che è una battaglia simbolica contro la furia distruttrice dei talebani di casa nostra. La Raggi pensi a ripristinare la legalità e la sicurezza nella città che amministra, se ne è capace, invece di coprirsi di ridicolo con battaglie ideologiche contro i suoi avversari politici solo perché è in difficoltà nella campagna elettorale per la presidenza del Municipio X".

Di Maio, videomessaggio contro Berlusconi: "Chi ci vota non ha la testa a posto? Ha offeso 10 milioni di italiani"

Ricorre a un video su Facebook il vicepresidente della Camera del Movimento 5 Stelle per replicare al leader di Forza Italia, che, in Sicilia per sostenere Nello Musumeci, aveva duramente attaccato i pentastellati. "Lei dice - ha affermato tra le altre cose - che vogliamo introdurre una tassa successione, patrimoniale o vogliamo mettere un'imposta sulla casa; l'imposta sulla casa c'è l’ha messa Lei con Monti. Non vogliamo introdurre nessuna patrimoniale nel programma non c'è, né la tassa di successione, una tassa illiberale. A differenza Sua non abbiamo avuto vent'anni per governare questo Paese per aver l'occasione per abolire le cose ridicole e indegne che stanno massacrando le imprese cittadini. Ne istituiremo altre come il reddito di cittadinanza. Con queste menzogne perde credibilità". Guarda tutto - (VIDEO)

Sicilia, non c'è pace per il M5S: indagato il sindaco di Bagheria. La reazione: "Un attacco ad orologeria a meno di due mesi dalle Regionali"

Al primo cittadino, Patrizio Cinque, e ad altri sedici persone coinvolte è stata notificata la misura dell'obbligo di firma. L'inchiesta, secondo quanto trapelato finora e riportato da fonti locali, ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare dell'amministratore pentastellato. Giancarlo Cancelleri candidato (sub iudice) governatore grillino: "Il Movimento non mancherà di fargli avere un apporto"


Il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque (M5S) è indagato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti. A Cinque i carabinieri, su disposizione del Gip, hanno notificato la misura cautelare dell'obbligo di firma.  Così anche ad altri sedici indagati. L'inchiesta ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare del sindaco. Relativamente a questa seconda vicenda Cinque sarebbe indagato per violazione del segreto d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Nessun assessore comunale risulterebbe tra gli indagati. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio.

"E' un attacco ad arte, un attacco ad orologeria: si mette dentro di tutto per attaccare un sindaco e un'amministrazione Cinque stelle a meno di due mesi dalle elezioni regionali", così il sindaco commenta l'indagine della Procura di Termini Imerese che lo vede indagato.

Scene di sconforto, alcuni dipendenti non sono riusciti a trattenere le lacrime, mentre il sindaco Patrizio Cinque, molto provato riferiscono all'ANSA le persone presenti in municipio, ha cercato di rassicurare gli impiegati più colpiti emotivamente dall'inchiesta della Procura di Termini Imerese che s'è abbattuta sul comune di Bagheria. Dopo aver ricevuto la notifica dell'avviso di garanzia, il sindaco, riferiscono le stesse fonti, s'è recato in municipio, dove la notizia dell'indagine, che coinvolge una ventina di dipendenti comunali, è stata accolta con stupore. Patrizio Cinque si è chiuso nel suo ufficio con alcuni impiegati per tentare di calmare quelli più scoraggiati. Tra il personale ha destato scalpore la portata dei provvedimenti della Procura che ha disposto l'obbligo di firma per 16 indagati e due divieti di dimora per altrettanti dipendenti comunali. Oggi si sarebbe dovuto riunire il Consiglio comunale ma la seduta sarebbe saltata per l'assenza dei consiglieri dei 5 stelle.

"Non conosco i dettagli della situazione e quindi non ne posso parlare, ma dico solo a Patrizio Cinque di stare tranquillo e di tenere duro. Il movimento sicuramente non mancherà di fargli avere un apporto. Ma non conosco il provvedimento". Così Giancarlo Cancelleri, candidato governatore del M5s in Sicilia, a una manifestazione a Gallodoro, nel Messinese, con il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio.

"Ho avuto la notizia come l'avete avuta voi - ha detto Di Maio - quando siamo arrivati qui, a Gallodoro, quindi appena avremo maggiori dettagli potremo interessarci e intervenire". 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Politica

Berlusconi chiama a raccolta gli elettori in vista del voto dell'11 giugno: "Da Forza Italia un vero stop all'immigrazione"

Il leader azzurro pubblica un videomessaggio su Facebook a dieci giorni dal primo turno delle prossime comunali: "Votare noi Votare Forza Italia significa far sentire alta la voce degli italiani, che chiedono meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro, che chiedono più sicurezza, che chiedono meno burocrazia e naturalmente più posti di lavoro" - (VIDEO)


Silvio Berlusconi torna a fare sentire direttamente la sua voce in vista delle elezioni amministrative dell'11 giugno 2017. Lo fa con un videomessaggio pubblicato su Facebook nel quale invita gli elettori a "sposare" Forza Italia. "Non abbiamo scelto donne e uomini di partito che hanno già fatto politica, abbiamo scelto il meglio che offre la società civile, il mondo del lavoro, il mondo delle aziende, il mondo delle professioni, della cultura. Quindi non professionisti della politica ma cittadini come voi e come noi, che sentono il dovere di mettere al servizio della collettività la propria competenza, il proprio tempo e il proprio lavoro", dice l'ex premier.

Il leader di Forza Italia pone l'accento sui punti fondamentali del programma elettorale azzurro, tra i quali spicca "uno stop vero all'immigrazione". Berlusconi afferma: "Votare Forza Italia significa far sentire alta la voce degli italiani, che chiedono meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro, che chiedono più sicurezza, che chiedono meno burocrazia e naturalmente più posti di lavoro, che chiedono anche meno vincoli europei e uno stop vero all'immigrazione". 

Roma, 800 euro al mese ai rom per l'affitto di una casa. Scatta la rivolta: "Ci conviene diventare tutti nomadi. Non siete pentiti di aver votato la Raggi?"

Scolarizzazione, occupazione, salute e abitazione. Sono questi i quattro elementi chiave del piano per il superamento dei campi rom nella capitale contenuto in una delibera approvata dalla giunta targata 5 Stelle e già divenuto oggetto di polemica. Le misure temporanee destinate al sostegno delle persone Rom, Sinti e Caminanti che versano in condizioni di grave fragilità sociale. Il Comune ne fa un vanto, ma una parte della città insorge ricordando gli sgomberi di famiglie italiane con difficoltà economiche e di salute cacciate con la forza dalle case in cui vivevano


L'immagine può contenere: albero, cielo e spazio all'aperto

Scolarizzazione, occupazione, salute e abitazione. Sono questi i quattro elementi chiave del piano per il superamento dei campi rom a Roma contenuto in una delibera approvata dalla giunta Raggi e già divenuto oggetto di polemica. Il piano del Campidoglio partirà dai campi denominati 'La Barbuta' e 'La Monachina' e sarà realizzato utilizzando fondi europei. "Nel Piano c'è un deficit di conoscenza del fenomeno e di visione strategica", attacca Associazione 21 luglio, "dall'uso dei fondi europei ad un Patto di Responsabilità, da un generico incremento occupazionale ad un vago sostegno economico: una serie di principi vengono scanditi in successione senza che vengano indicati tempistiche, priorità, obiettivi, azioni".

L'accento, in particolare, viene posto sul numero dei rom in emergenza abitativa: non sono 4.500 in "9 villaggi", cifra stimata dal Comune, bensì 5.300 in 19 insediamenti formali e 2.200 in insediamenti informali. I rappresentanti capitolini di FdI invece, hanno parlato di 15mila nomadi "per una spesa totale annua per i campi di almeno 23 milioni di euro. Cifre ragguardevoli se pensiamo che le altre realtà sociali, non possono contare su fondi così importanti". Il tema caldo è proprio quello dei fondi che verranno stanziati per affrontare l'emergenza abitativa dei rom. Il piano del Campidoglio prevede l'utilizzo di 3,8 milioni di fondi europei disponibili sul bilancio 2017 di Roma Capitale.

Le misure temporanee destinate al sostegno delle persone Rom, Sinti e Caminanti che versano in condizioni di grave fragilità sociale. Tuttavia, c'è chi non è d'accordo.
 
"A Roma conviene diventare rom", twitta ironico un utente, "bonus di 800 euro al mese ai rom per una casa in affitto - Mi vergogno di questa Nazione", commenta polemico un altro. E ancora, "la nuova idea della Raggi: 'ai rom case popolari e contributo per l'affitto' e agli italiani le tasse da pagare per finanziarli", "Torino regalata agli islamici e Roma regalata ai rom. Meraviglioso questo 'cambiamento'", "#romaairom #Raggi regalerà 800 euro di contributo mensile e case popolari ai #rom. Voi che l'avete votata non vi siete ancora pentiti?", si legge tra i commenti sui social.
 
(Fonte: Adnkronos)



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