updated 5:24 PM CET, Nov 17, 2017

Videogiochi alle Olimpiadi? Ecco cosa c'è dietro...

Il Comitato Olimpico internazionale apre agli e-sports paragonandoli a vere discipline sportive. Questione di numeri ma anche di soldi...

La rivoluzione digitale sta pian piano coinvolgendo tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, ma da Losanna arriva una notizia che farà di certo discutere.

Per la prima volta infatti il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, riunito proprio nella città svizzera ha aperto uno spiraglio ai videogiochi, sostenendo che gli e-sports possono essere considerati una vera e propria attività sportiva e dunque potrebbe addirittura avere un futuro olimpico.

"Gli e-sports competitivi – si legge nel comunicato del Cio - possono essere considerati un'attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un'intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali". riconoscendo che possono offrire una piattaforma per l'impegno con il Movimento Olimpico grazie alla forte crescita che stanno mostrando, in particolare tra i giovani.

Da qui a parlare di Giochi olimpici comunque ce ne passa considerato che mancano ancora tutte quelle caratteristiche necessarie per essere promossi ai 5 cerchi, prima fra tutte l’esistenza di una organizzazione che garantisca il rispetto delle norme e delle regole del movimento Olimpico, il dotarsi di strutture per i controlli antidoping e per la repressione di fenomeni come le scommesse.

Nella nota del Comitato Olimpico Internazionale viene auspicato che il Cio stesso assieme alle associazioni internazionali delle varie federazioni sportive "abbia un dialogo con l'industria dei videogiochi e i cibernauti per esplorare maggiormente questa area e le possibilità che offre".

Pensare a un atleta olimpico seduto dietro lo schermo di un computer farà comunque storcere il naso a molti, ma le ragioni per una rivoluzione del genere potrebbero essere tutt’altro che sportive.

Gli e-sports hanno già ora un significativo numero di giocatori professionisti, con squadre che competono per i vari premi e un pubblico numeroso anche se quasi esclusivamente virtuale. Il settore genera dunque entrate che si prevede arriveranno a sfiorare il miliardo di dollari entro il 2018, almeno secondo il Baird Equity Research Center, che stima anche un pubblico mondiale di quasi 500 milioni di spettatori.

E si sa che pecunia non olet, figuriamoci quella generata dal silicio…

Ultima modifica ilLunedì, 30 Ottobre 2017 17:06

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