updated 5:24 PM CET, Nov 17, 2017

Cosa succede ai raduni automobilistici? Più di quanto pensiate...

Ecco il diario di un raduno targato Honda a cavallo tra Lombardia e Trentino

Domenica mattina sveglia presto.

Chi me lo fa fare? Beh, come spesso succede è una questione di passione, di hobby o di sport. Nel mio caso tutte mischiate insieme.

Questa domenica c’è il raduno della Honda. Il marchio automobilistico ovviamente, quello con la H maiuscola, quello che sta facendo penare Alonso in questo periodo ma che, Formula 1 a parte, appassiona davvero tanta gente.

Fortuna ha voluto che sia diventato possessore di una Civic qualche anno fa. Nel mio caso è stato un vero e proprio colpo di fulmine. La linea futuristica, le forme particolari, i dettagli stravaganti, gli interni da navicella spaziale: esattamente quello che il mio cuore da appassionato di manga aspettava in un’auto.

La passione poi fa fare altre scelte particolari, quelle che chi vive la macchina solo come un mezzo di trasporto difficilmente può capire. Personalizzare l’auto secondo i propri gusti per farla diventare come un vestito su misura, curare dettagli invisibili a un occhio non esperto, viziarla, coccolarla e magari pure doparla...

E poi ci si accorge di non essere l’unico con questo tarlo nel cervello. Si incontrano altri ragazzi che la pensano come te e proprio come te si ritrovano tra le mani una Honda che di stock ha ormai davvero poco.

Eccoci allora alla domenica mattina e a quella voglia di alzarsi all’alba per ritrovarsi tutti insieme.

Chi non ha mai fatto un raduno dovrebbe provare. Nell’immaginario collettivo si pensa a esaltati un po’ esibizionisti che si danno appuntamento per parlare solo di auto, fare rumore e fare branco. Vero… non posso negarlo, ma c’è molto di più.

C’è anche la voglia di condividere le proprie passioni con ragazzi che diventano immediatamente amici, c’è quella attitudine mentale positiva che rende la giornata un vero spasso, c’è l’orgoglio di non sentirsi soli nella propria diversità.

Hondisti di tutto il mondo, unitevi! Questo è lo spirito che ci guida ai raduni, e chi non è riuscito a venire… peggio per lui.

Domenica sera. Il rientro a casa.

Possibile guidare con il sorriso continuamente stampato in volto? Certo, impossibile non farlo.

Negli occhi c’è ancora il serpentone di macchine uguali alla tua, ognuna con le sue specifiche. Nelle orecchie il rombo di scarichi insolitamente rumorosi, magari aperti proprio per l’occasione. Nel cuore la sensazione di aver rinsaldato amicizie che se pur legate a questi eventi finiscono per fare capolino anche nella vita di tutti i giorni. Nella pelle le sensazioni di aver fatto un po’ i bricconi su strade dai panorami mozzafiato, dalle serpentine continue e dalle gallerie mai così tonanti. E per finire nello stomaco la sensazione di aver mangiato troppo, come al solito.

Già, perché gli appassionati di motori si muovono in branco certo, ma chi organizza i percorsi sa bene che la meta finale sarà sempre una grande tavolata.

Hondisti di tutto il mondo… buon appetito!

 

Ultima modifica ilLunedì, 30 Ottobre 2017 17:03

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