updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Allarme Vesuvio, il vulcano sta raggiungendo livelli di allerta elevati

  • Scritto da Zonca2017
  • Pubblicato in Attualita

Gli scienziati avvertono che un'eruzione nella zona di Campi Flegrei sarebbe catastrofica e potrebbe colpire 1,5 milioni di persone in tutta la regione


Gli scienziati hanno scoperto una "zona calda" che alimenta il supervulcano, una scoperta che alimenta i timori di un'eventuale eruzione. La zona è quella dei Campi Flegrei, una caldera vulcanica a ovest di Napoli, scomparsa secoli fa è stata tranquilla sino agli anni Ottanta, quando il movimento di magma nella camera di superficie del vulcano provocò una serie di piccoli terremoti. I dati sismografici di quei tremori hanno consentito agli scienziati di individuare una nuova fonte di magma che si riversò nella camera di Campi Flegrei e nella caldera. L'analisi più approfondita di questa zona, fatta in questi ultimi mesi, aumenta i timori sulla pericolosità di questo supervulcano, da secoli troppo silente.

Una domanda che ha sconcertato gli scienziati è dove il magma si possa trovare esattamente, il dottor Luca De Siena , che ha guidato lo studio presso l'Università di Aberdeen riferisce, "il nostro recente studio fornisce la prima prova di una zona calda sotto la città di Pozzuoli, che si estende nel mare a una profondità di 4 km". "Anche se questa è la posizione più probabile di un piccolo pezzo di magma, potrebbe anche essere la parte superiore riscaldata di una camera magmatica più ampia, situata ancora più in profondità".

Per ora la ricerca del Dott. De Siena, suggerisce l'idea che il magma sia bloccato in profondità da una formazione roccia di circa 1-2 km, formatasi dopo i piccoli terremoti degli anni ottanta, Formazione che impedisce al magma la salita in superficie e lo costringe in un percorso laterale che attenua le forti pressioni. Non è ancora chiaro che cosa questo possa significare per il futuro del vulcano, ma la quantità relativamente bassa dell'attività sismica nell'area negli ultimi tre decenni suggerisce che la pressione del magma stia salendo all'interno della caldera stessa. 

                                                                                                                 Il sito di "Campi Flegrei" , dal Greco "campi brucianti che ardono"

Il dottor De Siena continua specificando,"non possiamo dire che cosa significhi in termini di scala, una possibile eruzione futura , ma non c'è dubbio che il vulcano sta diventando più pericoloso. Si verificherà un'eruzione quando la pressione della roccia fusa stimolerà il terreno fino al punto di rottura, questo sarebbe catastrofico per i 1.5 milioni di persone che vivono nella provincia di Napoli". "Negli ultimi trent'anni il comportamento del vulcano è cambiato, tutto è diventato più caldo a causa di fluidi che permangono nell'intera caldera".

"Qualunque cosa abbia prodotto l'attività sotto Pozzuoli negli anni '80, ha migrato altrove, per cui il pericolo non si trova solo nello stesso punto, potrebbe essere ora molto più vicino a una zona densamente popolata di Napoli". Il dott. De Siena ha descritto Campi Flegrei, come "la crosta di un piatto di zuppa che bolle sotto la superficie".

L'eruzione più catastrofica del Vesuvio risale a circa 39.000 anni fa,  quando il vulcano sparò roccia fusa a un'altezza di circa 70Km nella stratosfera, si pensa che questa sia stata la più grande eruzione che il nostro continente abbia vissuto negli ultimi 200.000 anni. 

All'inizio del Novecento fu registrata violenta esplosione del Vesuvio. Era il 4 aprile 1906 e se ne ha notizia anche grazie alla giornalista Matilde Serao, che ne raccontò gli effetti devastanti. All'inizio una piccola colata di lava cominciò a fuoriuscire sul versante meridionale del vulcano. Fu Giuseppe Mercalli, che si trova sulle pendici della montagna, a studiare la situazione e a lanciare l'allarme di una nuova imminente eruzione. Tra il 7 e l'8 aprile di quell'anno l'attività vulcanica si intensificò: due forti scosse di terremoto segnarono il collasso della parte sommitale del Gran Cono mentre la lava scorreva veloce devastando il paese di Boscotrecase. La nube eruttiva iniziava a depositare cenere e lapilli nei paesi vesuviani ad est del vulcano tra cui Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano. L'eruzione, che terminò il 21 aprile, è ricordata come la più violenta del XX secolo e le sue ceneri raggiunsero anche la Puglia. 

Dopo il 1929, l'ultima eruzione del Vesuvio fino ad ora si è verificata tra il 16 e il 29 marzo 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale. Distrusse di nuovo i comuni di Massa e San Sebastiano al Vesuvio, cospargendoli di cenere, mentre anche il condotto craterico subì una alterazione radicale. Ne fu data notizia anche all'estero, dal momento che le immagini dell'eruzione furono riprese dai cinegiornali americani e inglesi che seguivano le truppe di questi paesi in Italia. Dopo questo episodio, il vulcano è entrato in una fase di quiescenza, cioè di riposo, continuamente monitorato attraverso l'osservazione di parametri geofisici e geochimici da parte dell'Osservatorio Vesuviano.

FONTE (www.independent.co.uk)

Il video dell'ultima eruzione nell 1944

 

Video

Ultima modifica ilMercoledì, 11 Ottobre 2017 14:05

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