updated 2:57 PM CET, Nov 23, 2017

Non per farmi i fatti vostri, ma che cos'è la democrazia?

Indipendentisti catalani bruciano la bandiera spagnola mostrando il pugno chiuso ilComizio.it Facebook - Indipendentisti catalani bruciano la bandiera spagnola mostrando il pugno chiuso

Il caso del referendum per l'indipendenza della Catalogna impone riflessioni, insieme a vecchi e nuovi interrogativi. Un nostro lettore ci scrive prendendo spunto dai fatti spagnoli e richiamando l'attenzione su temi fondamentali per la convivenza civile nella politica di oggi. Una questione complicata che comporta ulteriori punti di domanda


Caro Comizio, gentile direttore,

ho visto ore di dirette tv, letto giornali e siti web sul referendum catalano. Ho sentito riecheggiare più volte la parola "democrazia", tra chi l'avrebbe richiesta, chi l'avrebbe difesa, chi l'avrebbe calpestata etc etc. Alla fine ho capito che i grandi media stanno con gli indipendentisti della Catalogna e puntano il dito contro il governo centrale spagnolo. Io non so dove stia la ragione, ma qualche dubbio in più sull'idea di "democrazia" mi è venuto. Vorrei avere la vostra opinione.

Alfredo Beltrami

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Caro Alfredo,

è difficile, molto difficile. Non solo dare un'interpretazione della vicenda spagnolo-catalana, che ha una lunga storia e innumerevoli implicazioni di natura, appunto, storica, ma anche politico-economica. E' complicato anche produrre una chiave di lettura del concetto attuale di democrazia, soprattutto se si pensa a che idea ne hanno quanti contribuiscono a formare l'opinione pubblica mainstream.

Vediamo di fare chiarezza. I catalani non si sentono spagnoli e pensano di essere derubati da Madrid; è una posizione legittima, per quanto opinabile. Ora, al netto degli ampi spazi di autonomia federale di cui godono, i cittadini e le istituzioni di quella regione aderirono alle fondamenta dello Stato iberico con entusiasmo numerico superiore a quello degli altri spagnoli. Era la costituzione del 1978, che fu promulgata in sostituzione dell'apparato normativo legato al regime franchista, avversato soprattutto dagli stessi catalani. Quella carta evidentemente era riconosciuta da loro come sufficientemente democratica, di garanzia generale, al di là delle differenze etniche e territoriali, prevedendo diverse forme di ampio autogoverno regionale, in buona misura anche di autodeterminazione. Non prevede però che, motu proprio, una singola regione possa decidere di staccarsi, ancorché previo referendum autoprodotto, dalla nazione spagnola e andarsene per conto suo come se niente fosse, se non in condizioni molto precise che oggi mancano. Vien da sé che se a livello costituzionale un comportamento, un'azione, un processo, non sono contemplati, questi siano illegittimi, illegali.

Che cos'è democratico? Un referendum illegale portato avanti contro il pronunciamento della magistratura e le prescrizioni della polizia mediante occupazioni, blocchi, sfide fisiche alle forze dell'ordine? O lo è la presa di posizione ferma delle istituzioni spagnole (legittime, legittimate e sovrane) nell'impedire una consultazione a tutti gli effetti fuori legge?

Che cos'è antidemocratico? Infischiarsene delle norme e delle sentenze di uno Stato, che nessuno al mondo mette in discussione, con una mobilitazione di massa spinta dalle autorità politiche locali e sostenuta, un po' pericolosamente, dalle forze di polizia regionali? O lo è l'intervento, certo molto intransigente e fisicamente coattivo, di Madrid e della sue guardie? Mi scuso se le mie risposte sono in realtà delle domande. Ma ragionare insieme vuol dire anche uno scambio di punti interrogativi.

E quanti ce ne sono di punti di domanda. Sì, perché ci si dice che votare è sempre democratico. Davvero? E pensare che molti illustri maestri del pensiero ci dissero che forse, data la delicatezza della questione, non era il caso che i britannici tutti, compresi pescatori e ignoranti vari, si esprimessero a proposito della Brexit... Sappiamo poi quanti da qualche anno vanno spiegando agli italiani che non è importante che li governino persone che non sono state "elette" (l'ultimo, nel bene o nel male, fu un certo Silvio). E perché possono affermarlo? Perché, udite udite, così prevede la Costituzione, che esclude l'elezione diretta del premier. E pazienza se gli auspici popolari, giusti o sbagliati che siano, siano rivolti a soluzioni diverse rispetto all'imposizione di Monti, Letta e del vincitore delle primarie del Pd. Mica siamo a Barcellona!

Come se non bastasse, viviamo noi italiani in un Paese in cui figure come un Fiano onorevole Emanuele, affermano di voler difendere la Carta da un improbabile pericolo fascista ricorrendo a una nuova legge liberticida che, non un incallito nostalgico, ma il presidente degli avvocati penalisti ha definito incostituzionale. Curioso no? Ecco, un altro punto di domanda. L'ultimo, il più difficile: che cos'è la democrazia?

Fabio Pasini

 

Ultima modifica ilLunedì, 02 Ottobre 2017 16:06

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